SIMON SCARROW.
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LA BATTAGLIA DEI DUE REGNI.
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Ciclo: Revolution 1.
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Parte 3.
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Titolo originale: Young bloods. 2006. Revolution Series.
Traduzione di: Rosa Prencipe e Roberto Lanzi.
2017. Newton Compton, ROMA.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Versione digitale fornita da: Amedeo Marchini.
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Capitolo 65.
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Due giorni dopo il massacro delle Guardie Svizzere, Saliceti mand a chiamare Bonaparte.
Giunto nellufficio del deputato, Napoleone fu lasciato in attesa per oltre unora prima che Saliceti
finalmente si facesse vivo con aria esausta. Gli pass accanto, facendogli segno di seguirlo nel suo
ufficio, poi si richiuse la porta alle spalle e si lasci andare pesantemente sulla sedia dietro la scrivania.
Quegli idioti dellAssemblea hanno intenzione di sospendere il re.
Sospenderlo?, ripet Napoleone perplesso. E come pensano di farlo?
Con una corda, preferibilmente, rispose Saliceti, scoppiando a ridere. Volesse il cielo! No,
intendo dire che si rifiutano di destituirlo. Non hanno ancora capito che  lui o noi alla fine dei conti. In
ogni caso ormai non spetta pi a loro decidere.
Che cosa intendi?
La Comune di Parigi si  presa carico del re. LAssemblea pu dire la sua, ma il re 
prigioniero della Comune che non lo consegner finch non otterr ci che vuole.
Napoleone avvert un fremito di disagio. Cosaccadr al re?
Lui e il resto della famiglia reale saranno tenuti prigionieri in una delle torri del Tempio finch
non si sar deciso del loro destino. Se la spunteranno i giacobini, il re verr spodestato, processato
come traditore e poi, Saliceti fece un gesto con le mani, e poi se ne sbarazzeranno.
Napoleone si morse un labbro. Nonostante le urla di condanna che udiva in strada dal giorno del
massacro, pochi avevano chiesto che il re fosse messo a morte, per lo pi che fosse detronizzato. Ma
era solo una pia illusione: finch fosse rimasto in vita, Luigi avrebbe costituito un reale pericolo per il
nuovo ordine in Francia.
Ma tornando a noi, lo strapp alle sue riflessioni Saliceti, non ti ho mandato a chiamare
per discutere il destino dei re, questo  compito mio.  tempo che tu mi restituisca il favore. Ho una
missione complicata per te. Non ti piacer ed  pericolosa, sia per te che per la tua famiglia. Saliceti
gli punt i suoi occhi scuri addosso. Nonostante il disperato bisogno di ufficiali professionisti
nellesercito, non ti rimando nel tuo reggimento.
Napoleone spalanc la bocca per protestare. Lo avevano tenuto tutto quel tempo a rigirarsi i
pollici a Parigi mentre il suo reggimento era stato sicuramente mobilitato per difendere la Francia, lui
desiderava raggiungerlo. Per dimostrare di essere un bravo soldato e  a voler essere del tutto onesti 
anche per conquistarsi un po di gloria.
Saliceti sollev subito una mano per bloccare la lagnanza di Napoleone. Ho gi preso la mia
decisione. Devi essere tu. Un ufficiale di artiglieria in pi o in meno avr ben poco peso sullesito della
guerra, ma un Bonaparte al posto giusto si riveler di valore inestimabile per me e per la Francia.
Napoleone lo fiss con circospezione. Cosa dovrei fare esattamente?
La tua promozione avr effetto immediato, poi voglio che ritorni in Corsica e che scopri cosa
sta tramando Paoli. E se puoi, voglio che lo destabilizzi con ogni mezzo a tua disposizione.
Vuoi che ti faccia da spia?, rispose tranquillamente Napoleone.
 cos orribile?. Saliceti accenn un sorriso. Ti prego, metti via quello sguardo disgustato,
mio giovane amico. Qualunque cosa pensi di me, mi si deve riconoscere una qualit indiscutibile: so
giudicare perfettamente un carattere. Dopo aver letto il rapporto sulle tue attivit ad Ajaccio, ho
richiesto informazioni sul tuo conto al ministero della Guerra e devo dire che  stata una lettura
interessante.  indubbio che tu sia un ufficiale di notevole pregio, ma ho capito anche unaltra cosa su
di te quando ho messo assieme tutte le informazioni che ti riguardavano, vale a dire che sei il tipo di
uomo in cui lambizione personale predomina sul patriottismo e questo  esattamente ci di cui ho
bisogno in questo momento. Che c? Pensi che mi sia fatto unidea sbagliata di te?.
Napoleone ricambi lo sguardo di Saliceti, sulle prime sentendosi insultato, ma rendendosi poi
subito conto che il deputato era riuscito a leggerlo come un libro aperto e che aveva assolutamente
ragione. Napoleone aveva sentito la mano del destino poggiarsi sulla sua spalla e dopo unesperienza
del genere, le regole e i valori che solitamente legavano le mani di ogni uomo normale perdevano ogni
efficacia.
Molto bene, torner in Corsica. Sar la tua spia.
Saliceti sfoder lentamente un sorriso. Certo che lo farai.
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Capitolo 66.
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Generale, disse in tono paziente Napoleone, dobbiamo predisporre le difese dellisola. La
Francia  in guerra con gran parte del resto dEuropa. Se la Gran Bretagna dovesse allearsi con i nostri
nemici, ci troveremmo a dover affrontare la Marina pi potente al mondo.
La difesa della Corsica  competenza della Francia, ribatt il generale Paoli. Per quale
motivo il popolo di questisola dovrebbe accollarsi lonere del trasformare la propria terra in una
fortezza? E soprattutto contro una nazione come la Gran Bretagna che  stata nostro alleato nelle
battaglie per la liberazione?. Paoli sorrise. Non dimenticare, mio caro Napoleone, che  stata la Gran
Bretagna ad offrire asilo a me e a tuo padre quando fummo sconfitti a Ponte Nuovo.
Lo so, ma i tempi cambiano. Se Francia e Gran Bretagna scendessero in guerra, la Corsica
assumerebbe un ruolo strategico e vitale per qualunque delle due parti dovesse impossessarsene.
Paoli lo fiss con sguardo duro. Solo poco tempo fa eri pronto a liberare la Corsica dai
francesi.
Napoleone scroll le spalle. In questo momento  nei nostri interessi allearci con la Francia.
Ma solo in questo momento?
Come ho gi detto, la situazione  cambiata ed  molto probabile che possa cambiare ancora.
Adesso capisco, disse Paoli, sorridendo. Sono passati appena pochi mesi da quando hai
lasciato la Corsica in disgrazia. Adesso sei un comandante regolare dellesercito e dacch i volontari di
Ajaccio sono stati reintegrati, sei di nuovo anche colonnello dei volontari. Sei un bellopportunista,
ragazzo.
Napoleone ricambi lo sguardo. Libero di pensarlo, Paoli. Vogliamo discutere il mio rapporto
sulle difese dellisola?.
Senza attendere risposta, Napoleone stese la mappa sul vistoso tavolo di Paoli nel Palazzo
Nazionale, e mentre lui estraeva le annotazioni dalla bisaccia, Paoli si diresse alla portafinestra che
dava accesso al balcone. Nonostante fossero i primi di gennaio, le finestre erano aperte e la stanza era
fresca. Il generale affermava di amare laria pulita e frizzante di montagna. Sotto il balcone si apriva il
dedalo di stradine della citt collinare di Corte; su un lato si stagliava lantica fortezza che aveva difeso
la cittadina per secoli, appollaiata sulla cima di una rupe rocciosa; tuttattorno montagne brulle e cime
ricoperte di neve di un bianco accecante. Il generale Paoli fece un profondo respiro e si volt di nuovo
verso Napoleone sorridendo ancora.
Per quanto apprezzassi laccoglienza dei miei ospiti britannici, non cera giorno che non
sognassi di trovarmi qui tra le montagne di Corte.
Capisco. Mi sono sentito allo stesso modo mentre studiavo in Francia.  nel nostro sangue.
Ovunque si possa trapiantare un corso e per quanto a lungo lo si possa trattenere in quel luogo, dentro
di s egli rimarr sempre e comunque un corso.
Paoli lo guard. Ben detto, ragazzo. A volte mi ricordi tuo padre.
Napoleone fu toccato da quelle parole. Grazie, generale. Spero di far giusto onore alla sua
memoria.
Ma certo Carlo sarebbe orgoglioso di quello che sei diventato, non ne dubito. E adesso ti 
stata affidata la mappatura delle difese dellisola per il governo francese. Il ministero della Guerra deve
riporre molta fiducia in te.
Napoleone avvert uno spiacevole formicolio. La mappatura non era altro che una copertura
architettata da Saliceti per mascherare il reale scopo del ritorno di Napoleone in Corsica. Il ministero
della Guerra, temendo che la Gran Bretagna inevitabilmente sarebbe entrata in guerra con la Francia
rivoluzionaria, era stato a lungo preoccupato del destino della Corsica. Se lisola fosse stata sottratta
alla Francia avrebbe potuto essere usata come base per attaccare la costa meridionale o per interferire in
Italia. Per questo motivo era stato dato lordine di effettuare una mappatura minuziosa delle strutture
difensive corse e Saliceti aveva preso la palla al balzo per affidare lincarico al comandante Bonaparte.
Incarico che Napoleone aveva portato a termine con adeguata diligenza. Dopo essere arrivato ad
Ajaccio e aver presentato la conferma di Saliceti alla sua posizione nel battaglione dei volontari della
citt, Napoleone aveva girato in lungo e in largo lintera isola sino a Natale, scandagliando i principali
porti, individuando con cura le potenziali posizioni per le batterie costiere e approcciando sempre con
prudenza chiunque incontrasse. Sebbene Paoli tenesse un atteggiamento da dittatore, la maggioranza
della popolazione corsa gli rimaneva comunque leale. Una lealt, ad ogni modo, temperata da simpatie
per la rivoluzione e in tutte le principali citt dellisola esistevano dei circoli politici dominati dai
giacobini. Nessuno poteva sapere con certezza cosa sarebbe successo se Paoli avesse tentato di
tranciare i legami della Corsica con la Francia.
Napoleone sgombr la mente da quei pensieri e torn a concentrarsi sul rapporto. Sul tavolo
cera dunque una cartina dettagliata della Corsica coperta di annotazioni con la sua grafia sciatta.
Mi auguro che non ti aspetterai che mi legga tutta quella roba?, gli disse Paoli.
Napoleone scosse la testa. Non sar necessario. Immagino che tu abbia gi esaminato la copia
del rapporto che ti ho inviato.
Ah s. Lho fatto leggere a uno dei miei ufficiali perch me ne facesse poi un sunto. Un vero
capolavoro di meticolosit, concordo con tutte le tue conclusioni. La difesa dei porti principali deve
essere una priorit. Sottoporr il tuo rapporto alla prossima riunione del consiglio di governo a marzo
prossimo.
Marzo?!, esclam Napoleone, sgranando gli occhi. Ma a quel punto potremmo gi essere in
guerra con la Gran Bretagna.
Paoli si strinse nelle spalle. Meglio di cos non posso fare. Il consiglio prender in esame la tua
relazione e se decider di procedere con le tue raccomandazioni, dovremo preparare una stima dei costi
e sottoporla alla commissione del Tesoro per lapprovazione e a quel punto potremo iniziare i lavori.
Capisco, comment Napoleone. E di preciso a quale data si arriverebbe? Ho bisogno di
saperlo per aggiornare il ministero della Guerra.
Paoli contrasse le labbra e sollev lo sguardo verso il soffitto per qualche istante prima di
rispondere. Realisticamente non prima della fine dellanno.
Non penso che a Parigi questo piacer.
Probabile, ma non posso farci nulla.
Benissimo. Napoleone fece un cenno di assenso con la testa. Informer immediatamente il
ministero della Guerra della stima dei tempi necessari.
Fa quel che devi fare, replic con voce piatta Paoli. E adesso, se puoi mettere via il tuo
rapporto, possiamo occuparci di altre faccende.
Certamente, rispose Napoleone, chiedendosi di quali altre faccende potesse trattarsi. Quando
tre giorni addietro laveva fatto convocare ad Ajaccio, Paoli si era limitato a chiedergli di illustrargli i
risultati della mappatura delle difese corse.
Lascia pure aperta la mappa, ci servir. Paoli raggiunse la porta, la apr e disse a uno dei suoi
attendenti: Di al colonnello Colonna che siamo pronti per lui, adesso.
Quando Paoli si riavvicin alla scrivania, Napoleone lo fiss con aria interrogativa. Colonna era
il comandante della guarnigione di stanza a Bastia, Napoleone lo aveva conosciuto di recente allorch
lo aveva contattato per chiedergli se potesse distaccare alcuni suoi genieri alla sua piccola squadra di
mappatura, ma Colonna aveva respinto la richiesta. Paoli not lespressione perplessa sul viso di
Napoleone. Avrai tutto chiaro tra un istante, Napoleone. Mentre aspettiamo larrivo di mio nipote,
avrei una cosa da chiederti, tenente colonnello.
Era la prima volta che Paoli gli si rivolgeva chiamandolo con il suo grado, e nemmeno con il
suo normale grado di comandante dellesercito, motivo per cui Napoleone alz immediatamente la
guardia. Di cosa si tratta?
In questa guerra che la Convenzione Nazionale ha dichiarato contro lAustria e adesso la
Prussia, quali sono le chance di vittoria per la Francia?.
Napoleone riorganizz rapidamente le idee. Dipende. Finora le unit della Guardia Nazionale
non hanno fatto granch bella figura, ma  in progetto di accorparle con lesercito permanente nei
prossimi mesi, e una volta fatto questo le nostre forze sicuramente combatteranno con maggiore
efficacia. Molti aristocratici si sono dimessi dai loro incarichi e sono emigrati, ma tra le fila si stanno
gi mettendo in luce uomini con ottime competenze e molti altri sono in addestramento.  solo
questione di tempo. Se riusciremo a frenare lavanzata del nemico per cinque o magari sei mesi ancora,
avremo chance di spuntarla.
Contro lAustria e la Prussia s, ma se anche la Gran Bretagna e altri Paesi entrassero in guerra
contro la Francia? Cosa che sicuramente accadr se a re Luigi verr torto anche un solo capello.
Napoleone annu. Non cera motivo di evitare la questione. Stando alle ultime notizie da Parigi,
la Convenzione  lesecutivo rivoluzionario  aveva deciso di accusare il re di tradimento e il meglio
che Luigi potesse augurarsi in quel momento era un esilio, ma la carcerazione era lesito pi probabile,
anche se molti giacobini di primo piano ne chiedevano la testa. Se, per, Luigi fosse stato giustiziato,
dalloggi al domani il numero dei nemici della Francia si sarebbe moltiplicato e come poteva una
nazione pensare di prevalere contro un fronte cos numeroso? Napoleone decise quindi di rispondere
onestamente alla domanda del generale Paoli. In quel caso non saremo mai in grado di vincere. A
meno che non si richiami tutta la nazione per servire nellesercito. E anche in quel caso, lesercito
avrebbe bisogno della guida dei migliori generali della nostra epoca.
Ahim, sono troppo vecchio per un compito del genere. Paoli dapprima sogghign, poi
scoppi a ridere. Sto scherzando, ovviamente. Poi si accigli quando not lespressione di sollievo
che balugin sul volto di Napoleone. Sono certo che la tua generazione produrr ottimi condottieri.
Magari sarai tu stesso uno di loro.
Sulle prime Napoleone ebbe la tentazione di rispondere con modestia, ma era gi irritato per la
risposta sprezzante di Paoli riguardo al suo rapporto sulle difese della Corsica. Sono certo che ogni
buon ufficiale nutre queste stesse ambizioni.
Felice di sentirlo, ma ammetterai anche tu che le chance che la Francia possa uscire vittoriosa
dalla guerra sono davvero magre, e in tal caso qualcuno potrebbe ribattere che nellinteresse della
Corsica sarebbe meglio non trovarsi dalla parte degli sconfitti.
Qualcuno potrebbe sostenerlo, s.
E tu? Di che opinione sei? Te lo chiedo da corso a corso.
Napoleone sent un brivido percorrergli la schiena. Dove voleva andare a parare il generale con
quella domanda? Voleva forse sottoporlo a una specie di prova di lealt? Se s, quale sarebbe stata la
risposta pi sicura da dare? Doveva stare accorto. Se Paoli stava pensando di dichiarare lindipendenza
corsa, Napoleone doveva dichiararsi concorde con lui finch la sua famiglia non si fosse trovata al
sicuro. Se, per contro, Paoli stava mettendo alla prova Napoleone con lintenzione, poi, di informare
Parigi, allora Napoleone doveva augurarsi che qualsiasi linea pro-indipendenza che avesse supportato
sarebbe passata come un espediente di Saliceti. Si schiar la gola. Penso che la Corsica abbia bisogno
della Francia per il momento. Siamo come una capra circondata da lupi. La nostra unica salvezza sta
nellallearci con il lupo pi forte. Inoltre, nessunaltra potenza tollererebbe le riforme sociali di cui il
nostro popolo ha appena iniziato a beneficiare.
Paoli fiss Napoleone con rinnovata intensit. E cosa accadr quando le belve si saranno
battute e sar rimasto solo il pi forte? Che speranza avr a quel punto la tua capra?.
Napoleone cerc di sorridere a questo dilemma. A quel punto spero che il lupo avr mangiato
gi a sufficienza da decidere di ignorare un magro boccone.
Paoli rise e si sporse in avanti per dare una pacca sulla spalla al giovane uomo. Tu fai il lavoro
sbagliato, lo dico sul serio. Abbiamo perso un ottimo avvocato o politico quando hai deciso di
arruolarti.
Un rumore di passi pesanti interruppe lo scambio tra i due che si voltarono verso la porta. Entr
un uomo alto con stivali da cavallo alla coscia, salut Paoli, ignorando, per, Napoleone. I capelli scuri
erano tirati indietro e legati con un nastro azzurro. Aveva una corporatura possente e dimostrava un tale
senso di sicurezza che rasentava larroganza che fece immediatamente tornare in mente a Napoleone
quanto lo avesse detestato, quando si erano incontrati lultima volta a Bastia.
Il generale fece di nuovo le presentazioni. Colonnello Colonna, hai gi conosciuto il tenente
colonnello Bonaparte del battaglione volontari di Ajaccio.
S, certo, rispose luomo, rivolgendosi poi a Napoleone. O preferisci che ti chiami capitano
di artiglieria?.
Napoleone ricacci indietro un rigurgito di rabbia. Trovandomi ora in Corsica in servizio in un
battaglione corso nellinteresse della Corsica, sarebbe opportuno rivolgersi a me utilizzando il mio
grado locale, ne convieni anche tu con me?.
Colonna scroll le spalle. Contento tu.
Perdona mio nipote, li interruppe Paoli, lanciando unocchiataccia severa a Colonna.  stato
molto impegnato a organizzare loperazione.
Operazione?.
Paoli sorrise. Eri cos indaffarato con la mappatura che ho pensato fosse opportuno non
distrarti. Abbiamo ricevuto istruzione dal ministero della Guerra di Parigi di cooperare nella campagna
contro il regno di Piemonte. La Francia ha necessit di difendere il fianco meridionale per cui intende
inviare un esercito in Piemonte: il contingente principale attaccher da Nizza e dalla Savoia, e il nostro
contributo sar di prendere la Sardegna.
Napoleone era sbigottito. Quando siete stati informati di questo?
Prima di Natale. Abbiamo iniziato subito a organizzare uomini e attrezzature necessarie.
Adesso dobbiamo pensare a un piano.
Prima di Natale. Napoleone non ci vedeva pi dalla rabbia. Per quale motivo quel Saliceti non
lo aveva messo al corrente? Decise di scrivere al deputato alla prima occasione possibile per scoprirlo.
Nel frattempo Paoli aveva fatto cenno a Colonna di avvicinarsi alla mappa, appoggiando dei calamai
sugli angoli inferiori perch la Sardegna fosse ben visibile.
Per darti un ragguaglio della situazione, Bonaparte, la flotta dellammiraglio Truguet a Tolone
si occuper di trasportare le nostre truppe. Ci  stato chiesto di fornire semila uomini. Inutile dire che
questo toglier protezione a molte guarnigioni della Corsica, ma sembra che Parigi non abbia
considerato la questione. La domanda : dove dovremmo colpire per primo? Vorrei conoscere la tua
opinione.
Napoleone si chin sulla mappa. Sapeva gi cosa avrebbe risposto. Ne aveva accennato
nellappendice al suo rapporto. Due importanti isole erano evidenziate oltre lestrema punta
settentrionale della Sardegna. Maddalena e Caprera, disse, tamburellando sui due nomi con un dito.
Dobbiamo imporci l prima di sbarcare in Sardegna. Non appena il nemico si render conto che la
Francia ha intenzione di lanciare un attacco, sicuramente fortificher queste due isole dispiegando
artiglieria pesante. Fatto questo, si saranno assicurati il controllo sulle Bocche di Bonifacio e potranno
impedire qualsiasi sbarco sulla costa nord della Sardegna. Se per noi ci muoviamo rapidi, possiamo
mettere le mani sulle isole prima che il nemico si renda conto del pericolo. L montiamo le nostre
batterie e cos le Bocche saranno sotto il nostro controllo.
Risollev gli occhi e fece in tempo a vedere Paoli e il nipote scambiarsi uno sguardo di
soddisfazione, poi Paoli si rivolse a lui, annuendo. Esattamente quello che stavamo pensando,
Napoleone. Sono lieto che la vediamo allo stesso modo. Un piccolo contingente dovrebbe essere
sufficiente per attaccare. Diciamo un battaglione.
Napoleone avvert unondata di entusiasmo. Era la sua occasione. Generale, posso chiedere
che sia il battaglione di Ajaccio ad avere lonore dellattacco?.
Paoli sorrise. Speravo che me lo chiedessi. Suggerisco che tu faccia subito ritorno ad Ajaccio e
prepari i tuoi uomini non appena avremo definito il piano.
Quando  successo?, chiese Napoleone.
Il 21 gennaio, rispose Giuseppe, spingendo il giornale sul tavolo verso il fratello. Napoleone
si era reso conto che era accaduto qualcosa di epocale nel preciso istante in cui aveva fatto ritorno ad
Ajaccio. Le strade erano semideserte; assicur il cavallo nel piccolo cortile dietro la casa e corse in
salotto. La madre era in chiesa con gli altri suoi fratelli e sorelle, come del resto la maggior parte della
popolazione, in preghiera perch lOnnipotente risparmiasse alla Corsica le conseguenze
dellesecuzione di re Luigi. Giuseppe era rimasto in casa per leggere le prime notizie arrivate ad
Ajaccio.
Napoleone guard il giornale, scorrendo velocemente la prima pagina. Buon Dio sono
andati veramente avanti e lhanno fatto, esclam meravigliato. Non posso crederci.
Giuseppe annu, sollevando lo sguardo verso il fratello minore. Adesso cosa accadr?
Adesso?. Napoleone si mordicchi un labbro. Con re Luigi morto, i monarchi europei
sarebbero stati terrorizzati di andare incontro al suo stesso destino. Terrorizzati e pieni di vendetta.
Questo poteva significare solo una cosa. Scoppier un conflitto di portata inimmaginabile.
Giuseppe continu a fissarlo con aria nervosa e Napoleone riprese a parlare. Si staranno gi
organizzando per dichiarare guerra alla Francia. Quei pazzi a Parigi non hanno la minima idea di cosa
hanno scatenato.
Che Dio ci aiuti.
Napoleone fece un sorriso amaro. Non arriver nessun aiuto da lass, non dopo quello che
Robespierre e i suoi amici hanno combinato. Siamo soli e abbiamo il mondo contro.
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Capitolo 67.
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Lacqua gelida gli si chiuse attorno al busto come una morsa di mille coltelli che gli
trafiggevano la carne, lasciandolo senza respiro. Napoleone tenne le pistole sollevate sopra la testa e
inizi a guadare verso la riva. Attorno a lui anche gli uomini delle altre imbarcazioni stavano cercando
di raggiungere la spiaggia di ciottoli, tenendo i moschetti in alto e imprecando sottovoce contro lacqua
fredda. Davanti a loro, alle pendici della scogliera sfarfallava la lanterna che aveva guidato le
imbarcazioni al punto di sbarco. Nel tenue chiarore del lume era visibile una figura scura che faceva
loro segno. Sotto i piedi Napoleone inizi a sentire lappoggio del fondale e qualche istante dopo
emerse dalla superficie increspata e si alz in piedi sulla ghiaia, tremando come un agnellino appena
nato. Attorno a lui gli altri uomini battevano gli scarponi, borbottando a denti stretti. Il suono era
terrificante e Napoleone era certo che le sentinelle sulle mura di cinta del fortino a pochi minuti di
marcia dalla spiaggia li avrebbero sentiti. Afferr il braccio del sergente pi vicino.
Di agli uomini di non far rumore e poi falli mettere in formazione!
S, Napoleone. Lufficiale si incammin tra la massa scura, bisbigliando ordini.
Napoleone risal la ripida spiaggia ghiaiosa verso la lanterna e chiam a voce quanto pi alta
potesse arrischiarsi: Tenente Alessi.
Da questa parte!. Luomo della lanterna avanz in uno scricchiolio di conchiglie e sassolini.
Alessi era sceso a terra il giorno precedente da una piccola barca da pesca corsa per perlustrare la zona
circostante il fortino, e con il calar della notte aveva poi preparato il suo segnale di sbarco.
Avvicinandosi a Napoleone, lo salut.
Il tragitto fino alla fortificazione  segnalato?
S, Napoleone.
Hai avuto problemi?
No, i nemici sono chiusi nelle caserme per la notte, rispose Alessi, sorridendo. Napoleone ne
scorse il biancore dei denti. Hanno lasciato a guardia quattro sentinelle, da quello che sono riuscito a
vedere, ma sono quasi sempre rimaste allinterno delle torrette sul muro di cinta. Non posso certo
biasimarle con una notte come questa.
Napoleone annu. Era esattamente il motivo per cui avevano scelto una notte prima del
novilunio. La sua unica preoccupazione, adesso, era che i soldati sardi potessero scorgere le
imbarcazioni su cui erano arrivati gli uomini del battaglione da Ajaccio. Si volt e socchiuse gli occhi
verso il largo. Solo una macchia pi scura appena percettibile sul nero del mare indicava la presenza
della fregata La Gloire ancorata al largo, nel punto in cui le altre quattro compagnie del battaglione
attendevano di essere traghettate a riva. Le scialuppe della fregata stavano gi tornando indietro per
recuperarle, mentre le prime due compagnie gi sbarcate iniziavano a mettersi in formazione sulla
spiaggia a poca distanza dalla battigia. Di l a poco assieme al resto degli uomini sarebbe stato
traghettato a terra anche un cannone da 6 libbre con munizioni e polvere da sparo necessari per
lassalto del fortino. Se lassalto fosse andato a buon fine, sarebbe stato scaricato a terra anche un altro
paio di cannoni da 18 libbre per essere poi montati allinterno della fortificazione stessa. A quel punto i
cannoni avrebbero dominato le acque dello stretto attorno allisola e iniziato il bombardamento del
fortino sulla costa di Caprera.
Il colonnello Colonna rimase a bordo della fregata per supervisionare loperazione con il
colonnello Quenza in qualit di suo aiutante di campo. Per Napoleone fu un enorme sollievo sbarcare
assieme alla prima ondata di truppe, sfuggendo, in questo modo, alla pesantezza dei suoi superiori.
Sollievo misto a eccitazione per lattacco in s.
Si sporse in avanti per dare una pacca sulla spalla di Alessi. Bravo, ottimo lavoro. Cerca
qualcuno che possa occuparsi della lanterna e poi potrai tornare nella tua compagnia. Li voglio schierati
quanto prima, fuori dalla visuale della fortezza, ma pronti a partire non appena lattacco sar iniziato.
S, Napoleone. Alessi si conged e si allontan con uno scricchiolio di ghiaia verso la
compagnia dei granatieri, la prima traghettata a terra. Tremante, con le braccia strette attorno al gracile
petto, Napoleone attese che le scialuppe portassero a terra la successiva ondata di uomini con il primo
cannone, il 6 libbre. A quel punto avrebbe dato istruzioni alla squadra di posizionarlo per far fuoco
contro la fortezza. Poco dopo che la seconda compagnia si era allontanata dalla spiaggia accodandosi ai
granatieri, le sagome scure delle scialuppe si sollevarono tra i flutti e altri uomini saltarono in acqua.
Napoleone scese sulla battigia e cerc nelloscurit limbarcazione che aveva trasportato il cannone e il
resto dellattrezzatura.
Napoleone! Da questa parte, gli fece segno un uomo dallacqua. Napoleone ne riconobbe la
voce, era lufficiale svizzero che aveva ricevuto lordine di scortare il cannone preso in prestito dalla
cittadella di Ajaccio. Per un istante Napoleone si chiese se fosse lui luomo che aveva fatto saltare in
aria il Club dei Giacobini. Si augur che lo fosse, perch quello era stato un vero spettacolo di
artiglieria. Sorrise tra s e s riflettendo su come mutevoli vicende potessero creare strane alleanze, e
poi entr di nuovo in acqua per raggiungere limbarcazione alla quale il tenente Steiner si teneva
aggrappato.
Mettiamoci al lavoro. Prima la polvere da sparo e i proiettili.
Gli uomini assegnati alla squadra serventi scaricarono a terra le munizioni e tornarono poi alla
scialuppa per occuparsi dellaffusto, delle ruote ferrate e infine del cannone stesso, un ingombrante e
pesante ammasso di ferro che era stato avvolto in una rete da arrembaggio. Dieci uomini lo sollevarono
afferrando la rete per le maniglie di corda, lo trasportarono tra le onde e lo depositarono sui ciottoli
della spiaggia grugnendo tutti insieme di sollievo. Iniziarono poi ad assemblare velocemente il cannone
mentre gli ultimi soldati sbarcati si univano al resto del battaglione. Poi Napoleone diede lordine di
trainare il cannone su per il declivio della spiaggia fin sullo stretto sentiero che si inerpicava sul
promontorio verso il forte. A seguire, il gruppo che trasportava i piccoli fusti contenenti la polvere da
sparo e le reti di palle di ferro. Il tragitto era molto faticoso e costrinse Napoleone a concedere di tanto
in tanto un riposo agli uomini. Con lapprossimarsi dellalba, per, si infastid per quei ritardi
inevitabili e quando ripresero il cammino, si un anche lui al resto degli uomini per spingere il cannone.
Lo sforzo gli riscald velocemente il corpo, che smise di tremare, e gli fece venire il fiatone mentre le
ruote del cannone avanzavano schiacciando le pietre sparse lungo il sentiero.
Approssimandosi alla sommit del promontorio, Napoleone pass il comando a Steiner e corse
avanti. Sullorizzonte orientale iniziava a spuntare la prima tenue macchia di luce grigia; Napoleone
doveva fare in modo che fosse tutto pronto per lattacco. Il sentiero di l in avanti si faceva
pianeggiante e attraverso una sottile barriera di pini Napoleone intravide la sagoma del forte. La
compagnia dei granatieri si era avvicinata strisciando e in quel momento attendeva stesa immobile a
terra allombra del muro di cinta sui due lati del cancello. Il resto dei soldati si era fermato a circa
duecento passi dal muro e attendeva tra le rocce e la bassa vegetazione. Dal forte non sembrava arrivare
alcun segnale di allarme. Napoleone annu soddisfatto e ripercorse a ritroso il sentiero.
Quando il cannone fu posizionato tra gli alberi a circa trecento passi dallaccesso, il cielo si era
colorato di una pallida sfumatura rosea. Allapparenza il forte sembrava vecchio e dimesso e
Napoleone sper che anche il legno del portale di accesso fosse malconcio come il resto della struttura.
Il cannone poggiava su una sezione piana del terreno, larea di rinculo era stata sgomberata da rocce. I
fusti di polvere da sparo e le palle di ferro erano stati accatastati su un lato e la squadra di cannonieri
aveva caricato il cannone e attendeva sullattenti mentre Napoleone effettuava gli ultimi accurati
controlli, regolava langolo di elevazione e soffiava delicatamente sul buttafuoco finch non si accese.
A quel punto si discost dallaffusto ed estese il braccio cosicch la fiammella si trovasse esattamente
sopra il foro di passaggio del tubetto di accensione. Rimase qualche istante immobile in quella
posizione, godendosi leccitazione per la consapevolezza che gli bastava abbassare quellasticella per
lanciare allattacco seicento uomini. Fece un profondo respiro e abbass il braccio.
La detonazione della carica di lancio avvenne un istante dopo il primo sfrigolio della miccia. Al
rinculo dellaffusto, dalla bocca dellarma romb fuori una lingua di fuoco color arancio brillante. La
vista del forte fu immediatamente oscurata da una coltre di fumo; Napoleone balz di lato per verificare
la caduta del proiettile. Limpatto esplosivo fece crollare un pezzo di muro in alto a destra del portale.
Con voce calma e ferma il tenente Steiner url lordine di caricare nuovamente il cannone mentre
Napoleone gli dava indicazioni: In basso a sinistra, poi fate fuoco a volont.
S, signore.
Lasciando Steiner al suo lavoro, Napoleone si affrett a raggiungere il resto del battaglione. Al
rombo del primo colpo, gli uomini erano schizzati su da terra, avanzando ai lati del sentiero per tenersi
fuori dalla traiettoria di fuoco del cannone. Alle spalle di Napoleone rimbomb una seconda esplosione
e di l a poco la palla gli sfrecci sopra la testa con un sibilo acuto. Guard in alto proprio nellistante in
cui il proiettile colpiva la parte alta del portale, spaccando le travi di legno e lasciando un buco
frastagliato grande come un calderone.
Napoleone corse avanti per raggiungere Alessi e i suoi granatieri. Entrambi sfoderarono la
spada e rimasero a guardare il forte. Da dietro il muro fecero capolino due sentinelle e si ud il suono di
un corno echeggiare nellaria frizzante. Alessi indic le sentinelle.
Prima sezione! Aprite il fuoco!.
Una rapida raffica di moschetto stacc alcuni pezzi di muro e centr la testa di una delle
sentinelle che si disintegr in unesplosione di sangue e cervello. Alla vista, i granatieri esultarono.
Segu un altro rombo di palla di cannone che colp esattamente il centro del portale, sfondando le travi
e mandando in mille pezzi la sbarra che lo bloccava dallinterno. A quel punto con un cigolio acuto le
ante del portale ruotarono verso linterno, spalancandosi.
Allattacco!, incit Napoleone con la spada puntata verso laccesso. Allattacco!.
I granatieri si lanciarono in corsa lungo il sentiero in direzione dello stretto pontile abbassato sul
fossato difensivo. Napoleone si un alla loro carica. Alle sue spalle, le rimanenti compagnie emisero un
urlo profondo di esultanza e si lanciarono in una corsa a rotta di collo verso il portale. Un movimento in
alto attrasse lattenzione di Napoleone: laltra sentinella aveva appoggiato la canna del moschetto sul
muro con la bocca puntata dritto verso di lui. Poi si vide una fiammata fumosa e qualcosa scalz via la
feluca dalla testa di Napoleone. Ripresosi dallo shock, Napoleone attravers di corsa il portale, facendo
irruzione nel forte ancora prima di rendersi conto che il proiettile del moschetto gli aveva mancato il
cranio per uninezia. Superato il corpo di guardia si apriva un grande cortile fiancheggiato da caserme e
magazzini incassati nelle mura. Un soldato a torso nudo con indosso solo un paio di braghe suonava un
corno per richiamare altri soldati che iniziarono a riversarsi fuori dagli alloggi mezzi vestiti, brandendo
moschetti e cartucciere.
Da quella parte!. Alessi indic verso di loro. Caricate!.
Senza attendere i suoi uomini, Alessi scatt in corsa con la spada puntata in avanti, seguito da
alcuni suoi granatieri; altri, i pi razionali, si fermarono, presero la mira e fecero fuoco. Tre colpi in
rapida successione centrarono il bersaglio, abbattendo tre soldati sardi che crollarono faccia avanti o
furono scagliati allindietro dallimpatto. Qualche istante dopo Alessi e i suoi, ringhiando e urlando
come animali ingaggiarono un combattimento corpo a corpo, affondando baionette e colpendo con i
pesanti calci di legno delle armi. Napoleone li ignor e cerc il comandante della guarnigione.
In prossimit del corpo di guardia si apr una porta e ne usc un uomo, brandendo una spada
dallimpugnatura dorata. Osserv velocemente la scena con aria disorientata, poi not dapprima le travi
distrutte del portale e subito dopo Napoleone. Contrasse i muscoli del viso e part di corsa con la spada
puntata verso il petto dellufficiale francese. Napoleone fece appena in tempo a parare lattacco con un
rapido fendente. Unesplosione di metallo contro metallo, poi il sardo gli si scagli contro fisicamente,
scaraventando entrambi a terra. Napoleone sent laria esplodergli dai polmoni e annasp per riprendere
fiato mentre lufficiale nemico rotolava di nuovo in piedi, sollevava la spada e fissava Napoleone a
terra con aria trionfante. In quel momento si ud il tramestio dei passi chiodati della seconda ondata di
truppe volontarie che varcavano il portale. Lufficiale sardo ebbe appena il tempo di sollevare lo
sguardo quando due baionette lo trafissero in pancia, respingendolo allinterno del forte e scagliandolo
a terra con un grugnito. Uno dei volontari strapp via la punta insanguinata dal corpo, rovesci il
moschetto e gli assest un colpo violento in fronte, freddandolo allistante.
Tutto bene, tenente colonnello?, chiese uno dei volontari, tendendo una mano a Napoleone
per aiutarlo a rimettersi in piedi.
Napoleone tent di rispondere, ma essendo ancora a corto di fiato si limit ad annuire.
Proseguite la carica, riusc poi ad ansimare.
Il volontario rispose con un cenno della testa e riprese la carica, sparendo allinterno di una
delle porte aperte sotto le mura del forte. Napoleone si chin in avanti, puntellando le mani sulle
ginocchia e cercando di riprendere respiro mentre i suoi uomini continuavano a entrare di corsa,
inondando il forte di uniformi azzurre. Il combattimento, per, era gi terminato. I sardi che avevano
risposto alla chiamata alle armi erano tutti morti o feriti, gli altri si erano arresi o erano stati uccisi
allinterno delle caserme. Ci volle qualche istante prima che gli uomini del battaglione di Ajaccio
capissero di aver vinto e di aver conquistato il forte. Il fuoco che gli aveva bruciato nelle vene si plac
e la ferocia dei loro volti lentamente si ammorbid in espressioni dapprima di sollievo e poi di euforia
per aver combattuto e vinto. A quel punto esultarono a squarciagola, sventolando cappelli e moschetti
mentre il sole faceva capolino oltre la muraglia del forte.
Napoleone li lasci sfogare per qualche istante, poi raggiunse Alessi sullaltro lato del cortile e
fece cenno agli altri ufficiali di avvicinarsi. Ordin che i prigionieri fossero rinchiusi nelle caserme e
che ai feriti fossero prestate le prime cure assieme ai quattro soldati corsi caduti nellassalto; poi invi
un messaggero alla spiaggia perch informasse il colonnello Colonna che il forte era nelle loro mani e
che poteva dar ordine di sbarcare gli altri 18 libbre. Due compagnie furono inviate ad aiutare a
trascinare i lunghi cannoni al forte e a una terza furono affidati i lavori di riparazione del portale e di
rinforzo delle mura orientali, puntellandole con travi prelevate dal magazzino perch potessero
reggessero il peso dei 18 libbre. Poi Napoleone si arrampic sulla sezione di muro affacciata verso
Caprera. In quel braccio di mare tra le due isole cera un piccolo affioramento roccioso sul quale era
stata costruita una torretta di osservazione per mantenere una costante sorveglianza del canale.
Napoleone era certo che le vedette avevano udito i colpi di cannone che avevano abbattuto il portale e
che presto avrebbero messo in allerta lesercito sullisola principale della Sardegna. Era inevitabile.
Quando il sole fu ormai alto nel freddo e terso cielo invernale, laria risuon dello sferragliare
di seghe e martelli e dei cori degli uomini che issavano materiali sui bastioni. Appena dopo mezzod,
una sentinella dal corpo di guardia sopra il portale annunci che il colonnello Colonna si stava
avvicinando. Napoleone gli and incontro allesterno del forte, guardando lungo il sentiero oltre le
spalle del colonnello.
A che distanza seguono i cannoni?
Un quarto di miglio. Forse anche meno. Sono certo che non tarderanno ad arrivare. Adesso
saresti cos gentile da farmi visitare il forte?
Certamente, rispose Napoleone scortandolo dentro.
Dapprima il colonnello inscen una gran farsa di elogio per il battaglione e poi chiese
insistentemente di vedere i prigionieri. I soldati sardi furono radunati fuori al sole e osservarono con
apprensione il ghigno del nuovo arrivato.
E questo sarebbe il meglio che la Sardegna aveva a disposizione da mandarci contro?,
esclam a gran voce. Ho visto greggi di capre assai pi minacciose sulle colline di Bastia!. Poi
prosegu, rivolgendosi a un gruppo di volontari nei pressi: Adesso si capisce perch gli abbiamo dato
una tale batosta, eh, uomini?.
I soldati risposero con un cameratesco urlo di esultanza al che Alessi diede un colpetto di
gomito a Napoleone mormorandogli: Abbiamo? Non mi pare proprio di aver visto Colonna
partecipare allassalto.
Shh!.
Colonna lasci i prigionieri e riprese il giro del forte, congratulandosi con gli uomini, e quando
ebbe terminato invi un soldato a cercargli del cibo e del vino per il pranzo che volle consumare seduto
a una piccola tavola sulle mura orientali, osservando lisola di Caprera oltre il breve tratto di mare.
Napoleone si volt verso Alessi. Vedi se si riesce a trovare del cibo anche per il battaglione, sempre
che abbia lasciato qualcosa.
Mentre Colonna terminava il suo pranzo, il primo dei cannoni da 18 libbre fu trascinato
allinterno del forte e per mezzo di una rampa spinto su una piattaforma provvisoria rafforzata con travi
di legno prelevate da uno dei magazzini. Quando laffusto del cannone navale fu in posizione, gli
uomini utilizzarono altre travi per preparare un argano e poi con una grossa fune in quaranta
sollevarono da terra la grossa canna. Raggiunta unaltezza adeguata, laffusto fu posizionato sotto la
canna e questa poi riabbassata e tenuta ferma finch non furono infilati e saldamente avvitati i perni di
blocco. A quel punto gli uomini poterono lasciar andare la fune e crollarono a terra, affannati e sudati
per lo sforzo. Allarrivo del secondo cannone, fu necessario ripetere la stessa procedura e a met
pomeriggio, mani sui fianchi, Napoleone pot ammirare il grande lavoro dei suoi soldati dallalto del
muro di cinta.
Benissimo! E adesso possiamo annunciare le nostre intenzioni!, esclam, ghignando; poi
diede lordine di caricare i cannoni e corse al parapetto. Anche questa volta non deleg a nessuno il
puntamento dei cannoni verso la torretta di guardia sullo scoglio nello stretto ma volle occuparsene
personalmente. Dopodich si fece da parte e lasci le operazioni del cannone ai comandanti cannonieri
della Marina che erano scesi a terra con le cariche. Allontanatosi dai cannoni, Napoleone sollev un
braccio, rimase immobile un istante e poi lo riabbass, urlando: Cannone numero uno! Fuoco!.
Dopo lesplosione abbastanza contenuta del 6 libbre che aveva aperto lattacco, il boato, la
fiammata e la nube di fumo generati dal 18 libbre colsero di sorpresa tutti tranne i serventi stessi. Il
primo colpo fin in acqua a un centinaio di iarde dalla torretta, sollevando una corona di spruzzi
bianchi. Il secondo, esploso dallaltro cannone, sembr colpire lo scoglio su cui si ergeva la torretta. Fu
modificata lelevazione della canna e il terzo colpo finalmente centr la sommit della torretta,
staccandone un pezzo che precipit in mare. Una volta trovata la gittata giusta, i cannoni poterono
polverizzare la torretta con un martellamento di fuoco.
Fu proprio nel momento in cui Napoleone si stava godendo appieno i frutti del suo successo che
al forte arriv trafelato un tenente della Marina. Individuato Colonna, si precipit da lui a rapporto,
senza pi fiato.
Cosa succede, tenente? Parla!.
Signore! A rapporto ci sono stati problemi su La Gloire, signore.
Problemi? Che tipo di problemi?.
Il tenente abbass la voce fino a bisbigliare. Ammutinamento.
Santi numi!, replic Colonna a gran voce. Ammutinamento? Devo tornare immediatamente
alla nave! Informa il tuo comandante che sto arrivando. Vai, soldato, corri!.
Il povero ufficiale gir i tacchi e riprese a trottare, esausto, verso il portale. Il colonnello
Colonna cerc Napoleone. Continua pure ad occuparti di quella torretta. Nel frattempo voglio che due
delle tue compagnie tornino alla nave con me. Se quei marinai hanno bisogno di una lezione, allora,
quanto  vero Iddio, noi corsi gli daremo la lezione che si merita!.
S, colonnello. Napoleone diede ordine a due comandanti di compagnia di raggruppare i
propri uomini e dopo qualche minuto la colonna part in marcia con il colonnello Colonna in testa.
Mentre li guardavano sparire oltre il promontorio, Alessi si volt verso Napoleone e disse sottovoce:
Questa cosa mi puzza.
Che intendi?
Sembra tutto troppo orchestrato. Proprio quando avevamo raggiunto ci che ci eravamo
prefissati, arriva la notizia dellammutinamento e il colonnello se ne va in fretta e furia con un terzo dei
nostri uomini.
Napoleone guard il suo sottoposto e scoppi a ridere. Vedi complotti e cospirazioni dove non
ce ne sono.
Me lo auguro.
Meno di unora dopo, giunse un secondo messaggero. Il colonnello Colonna manda i suoi
rispetti, Napoleone.
E dunque?
Il battaglione deve tornare indietro alla spiaggia. Immediatamente.
Cosa?
Il colonnello abbandona loperazione. Mi ha chiesto di riferire che la situazione su La Gloire 
fuori controllo e che ha bisogno a bordo di tutti gli uomini disponibili.
Napoleone continu a fissare il messaggero sentendo la rabbia salirgli rapidamente in corpo. Da
non crederci. Cosa diavolo si era messo in testa Colonna? Come potevano abbandonare il forte?
Indic i 18 libbre. E di quelli che ne facciamo? Come pensa che possa farli riportare alla
spiaggia immediatamente?
Ha ordinato di abbandonare qui i cannoni.
Napoleone apr la bocca per protestare, ma la richiuse subito dopo. No, era tutto troppo assurdo.
Cosa sta succedendo esattamente sulla fregata?
Non lo so. Il colonnello  salito a bordo non appena raggiunta la spiaggia e prima che noi
potessimo imbarcarci sui battelli,  tornata indietro una delle scialuppe. Lufficiale, uno dello stato
maggiore del colonnello, ha urlato lordine e il mio superiore mi ha mandato quass a chiamarvi.
Quindi la tua compagnia non aveva nemmeno raggiunto la fregata?
No.
Come  possibile che la situazione sia fuori controllo?.
Luomo scroll le spalle con aria impotente. Non lo so.
Era evidente che il soldato non era a conoscenza di pi di quello che aveva riportato e
Napoleone lo conged. Accecato dalla rabbia, prima di riuscire a controllarsi, strinse le mani a pugno e
se le sbatt contro le cosce. merda! Merda! Merda!.
Il tenente Alessi gli si accost con cautela. Napoleone?
Cosa? Che vuoi?
Ordini, disse sommessamente. Quali sono gli ordini?
Un momento. Napoleone si sforz di rilassarsi e concentrarsi. In quel momento doveva
obbedire agli ordini di Colonna, doveva lasciare ogni contestazione a un secondo momento. Ma doveva
esserci un motivo maledettamente valido per una follia del genere. Scacci dalla mente la rabbia che lo
aveva consumato per qualche istante. Alessi, io rimarr qui con i serventi e met della compagnia, tu
porta il resto alle scialuppe.
Cosa hai intenzione di fare?
Non possiamo permettere che questi cannoni finiscano nelle mani del nemico. Devo
distruggerli, questi e tutte le altre armi che abbiamo qui, prima di andarcene. Adesso prendi il resto
degli uomini e andate.
S.
Alessi, unultima cosa. Assicurati che il caro buon colonnello non se ne vada senza di noi.
Napoleone scelse velocemente gli uomini che voleva con s, forti e prestanti, pronti a spaccarsi
la schiena. Quando il rumore dei passi chiodati dei soldati svan in lontananza, si rivolse agli uomini
rimasti. Dobbiamo distruggere questi cannoni. Dobbiamo buttarli di sotto dal muro.
Gli uomini si misero subito al lavoro dandosi il cambio, dapprima staccando via lantica malta
dal parapetto e creando crepe a colpi di baionetta e poi scalzando via le pietre con i martelli trovati
nellofficina del forte. Non appena furono create delle aperture abbastanza ampie, con una leva gli
uomini sollevarono il primo affusto fino a farlo capovolgere in avanti e poi oltre il muro. Napoleone lo
guard precipitare elegantemente gi finch la bocca non colp una sporgenza di roccia,
polverizzandola allimpatto. Poi il cannone si schiant in acqua e spar dalla vista. Non appena anche il
secondo ebbe fatto la stessa fine, Napoleone verific che fossero state distrutte tutte le armi, fino
allultima pistola, e poi ordin di liberare i prigionieri.
Lui fu lultimo a lasciare il forte e corse per raggiungere gli altri.
Quando arrivarono alla spiaggia, la luce del giorno si stava affievolendo. Le scialuppe della
fregata attendevano ondeggiando tra i flutti e il tenente Alessi e i suoi tenevano le armi puntate contro i
marinai delle imbarcazioni. Quando Napoleone arriv di corsa quasi scivolando sui ciottoli della
spiaggia per unirsi ai soldati che si arrampicavano a bordo, Alessi lo salut con un sorriso. Spiacente
ma sono stato costretto a convincere con le armi questi gentiluomini ad aspettarvi.
Ah davvero?
Sembra che La Gloire avrebbe tolto le ancore non appena fosse salito a bordo lultimo dei miei
granatieri. In quel momento lespressione di Alessi si fece seria. Solo Dio sa cosa sta succedendo,
Napoleone. Meglio guardarsi bene le spalle.
Il sole stava calando oltre lorizzonte e la gelida brezza della sera faceva ronzare il sartiame
della fregata, quando Napoleone sal sul ponte arrampicandosi su un lato dello scafo. La situazione era
calma e ordinata come quando lui aveva lasciato il vascello prima dellalba. Non cerano segni di
ammutinamento, nessuno, e il colonnello Colonna sembrava essere scomparso.
...
.
...
Capitolo 68.
...
.
...
Ti sto dicendo, Giuseppe, che era gi stato deciso sin dallinizio che loperazione finisse in un
fiasco, esclam Napoleone, sbattendo un dito sul tavolo per enfatizzare le parole.
Erano seduti nel salotto della casa di famiglia ad Ajaccio. Era ormai tarda sera e il resto della
famiglia si era gi coricato per la notte. Al suo rientro dalla spedizione fallita a marzo, Napoleone
aveva raccontato loro parzialmente ci che era accaduto dopo che era salpato per la battaglia con i
volontari, tenendo il resto per il fratello maggiore e adesso che Giuseppe era tornato a casa, Napoleone
poteva finalmente togliersi quel fardello dalle spalle. Giuseppe non laveva mai visto cos infuriato e
amareggiato.
Paoli voleva che io fallissi. No, anzi, voleva che fossi abbandonato l, per essere ucciso o fatto
prigioniero.
Giuseppe guardava il fratello con disagio. Supponendo per un istante che i tuoi sospetti.
Sospetti?, lo interruppe brusco Napoleone. Hai ascoltato anche una sola parola di quello che
ti ho detto? Io non ho sospetti su Paoli, so perfettamente che razza di persona . Ieri un mio amico al
Club dei Giacobini mi ha riferito che gira voce che i paolisti stanno progettando di assassinarmi.
Questa  follia. Giuseppe sospir e ritent nuovamente ma in tono calmo. Che motivo
potrebbe avere Paoli per volerti veder fallire nella missione e magari finire ucciso o catturato?.
Napoleone si sporse sul tavolo e diede delle pacche sulla fronte a Giuseppe. Pensaci! Non
voleva che questoperazione partisse. Paoli vuole rimanere in buoni rapporti con il Piemonte e sabotare
la politica francese. Per cui quando arriver il momento di staccare la Corsica dalla Francia e unirsi alla
Gran Bretagna potr giocarsi la carta della prova di resistenza alla Francia. Ma ovviamente non poteva
farlo in maniera troppo plateale, per cui ha acconsentito allinvasione della Sardegna; si dice pronto a
cooperare, offre addirittura un battaglione di volontari corsi per loperazione, cosicch al fallimento
della stessa pu puntare il dito contro di me, noto giacobino, e screditare in tal modo il partito
giacobino, gi che c. Ovviamente dovr fare in modo che io non gli stia tra i piedi per contraddirlo. Il
fatto  che loperazione  stata un successo e quel lecchino di Colonna ci ha ordinato di abbandonare il
forte e i cannoni i cannoni, raccont mormorando Napoleone, riappoggiandosi allo schienale della
sedia con unespressione scioccata. Ma certo! Adesso vedo tutto chiaro.
Cosa vedi?
Colonna mi ha detto di abbandonare i cannoni e tornare alla fregata. Me lha ordinato.
E quindi?, chiese Giuseppe, scuotendo la testa. Non ti seguo.
Sono un ufficiale dellartiglieria. Non abbandonare i cannoni al nemico  un nostro articolo di
fede e Paoli lo sapeva. Per cui Colonna si inventa la storia dellammutinamento, mi ordina di
abbandonare i cannoni, ben sapendo che non avrei obbedito allordine; chiaramente contava sul fatto
che io organizzassi la distruzione delle armi e nel frattempo il resto del battaglione sarebbe salito a
bordo e salpato verso casa. Ma di certo non pensava che il tenente Alessi avrebbe puntato un fucile alla
testa dei marinai delle scialuppe per costringerli ad aspettarci. Napoleone si abbandon contro lo
schienale della sedia. Tanto di cappello a Paoli, ha escogitato tutta la faccenda fin quasi nei minimi
dettagli. Lunico che non ha considerato  stato proprio Alessi.
Seppur con riluttanza, Giuseppe dovette ammettere che la versione dei fatti ricostruita dal
fratello aveva senso. Daccordo. Per cui Paoli  nostro nemico e sta tradendo la Francia, ma allora
cosa suggerisci di fare, adesso? Metterne al corrente la Convenzione?
Per quello potrebbe essere gi troppo tardi. Paoli potrebbe aver gi cambiato sponda prima che
un nostro messaggio raggiunga Saliceti e questultimo riesca a convincere la Convenzione. E lo farebbe
comunque non appena sospettasse che Parigi  al corrente del suo tradimento. Napoleone fiss il
fratello maggiore. Dobbiamo cercare di fermarlo qui, adesso.
Cosa intendi dire?, ribatt nervoso Giuseppe. Cosa possiamo fare?
Domani sera terr un discorso al club giacobino; racconter tutto, esattamente come lho
raccontato a te. I suoi occhi si spalancarono mentre passava in rassegna le opzioni. Dopodich
proporr una mozione per nominare Paoli nemico dello Stato e ordinare il suo arresto immediato.
No!, esclam Giuseppe, scuotendo la testa. Stai osando troppo nemmeno i giacobini
oserebbero mettersi contro Paoli, ad alcuni non passerebbe nemmeno per lanticamera del cervello.  il
loro eroe, per lamor del cielo! Digli che Paoli  un traditore e ti firmerai la condanna a morte con le tue
stesse mani. E questo vale anche per tutti noi. Non puoi esporre la tua famiglia a un pericolo di questo
genere.
Io devo farlo, insistette Napoleone. Paoli  nostro nemico,  il nemico della nostra gente,
solo che nessuno lo sa ancora. Devo aprirgli gli occhi. Per cui domani sera far il mio discorso.
Non puoi! Ci farai uccidere tutti.
Napoleone tenne lo sguardo fisso sul fratello e poi cedette, riconoscendo che avrebbe corso un
rischio e che non aveva alcun diritto di mettere in pericolo i fratelli, le sorelle e la madre. Fece un
sospiro stanco e poi riprese a parlare in tono quanto pi mite potesse. Devi portare la famiglia in un
luogo sicuro.
Se al club giacobino va male, non ci sar un solo luogo sicuro in Corsica.
E allora devi prepararti a lasciare la Corsica. Domattina stesso. Prendi la famiglia e quel che
rimane delloro che zio Luciano ci ha lasciato nel testamento e imbarcatevi su un traghetto per Calvi.
Una volta l, aspettami. Ti mander a dire se sar sicuro tornare. Altrimenti far il possibile per
raggiungervi o inviarti un messaggio per farvi sapere che ho fallito. In quel caso, devi prendere la
prima nave in partenza per la Francia. L devi raccontare tutto a Saliceti. Adesso mi deve un favore.
Napoleone, stai rischiando troppo.
Devo farlo, ribatt in tono fermo. Lo far per la Francia, per il popolo corso prima che Paoli
lo venda agli inglesi. Ma soprattutto lo faccio perch quel vecchio bastardo ha tradito me e preferirei
morire piuttosto che permettergli di gettare fango sul nome dei Bonaparte.
Gi entrando nel club giacobino la sera successiva, Napoleone si rese immediatamente conto
dellatmosfera tesa che regnava. Attravers la sala di lettura gremita sentendosi addosso gli occhi di
tutti; per un istante al suo passaggio il brusio si spense ma un istante dopo tutti tornarono a conversare
in tono sommesso, per poi alzare gradualmente la voce. La responsabilit della dbcle alla Maddalena
era stata addossata a Napoleone sin da subito: le malelingue di Ajaccio erano state informate ben prima
del ritorno inglorioso del battaglione dei volontari. Napoleone si avvicin al segretario del club e
aggiunse il proprio nome alla lista di membri che intendevano parlare allassemblea quella sera. Poi
and al tavolo su cui erano aperti gli ultimi quotidiani giunti da Parigi. Prese una copia del Moniteur
e si sedette in un angolo della sala, la schiena rivolta verso il muro, e inizi a leggere nellattesa che
lassemblea avesse inizio.
La guerra non stava andando affatto bene. Il generale Dumouriez era stato sconfitto dagli
austriaci a Neerwinden; le forze nemiche opposte alla Francia si erano fatte pi ingenti dopo la
dichiarazione di guerra dellInghilterra, della Spagna e del Regno delle due Sicilie, e la Convenzione
era stata costretta ad annunciare un massiccio reclutamento di trecentomila uomini per far fronte alla
minaccia. Una minaccia non solamente esterna, tra laltro: uninsurrezione scoppiata in Vandea
rischiava di trasformarsi in una vera e propria controrivoluzione. Napoleone sorrise tristemente. Se
Paoli stava pensando di cambiare bandiera, quello era il momento perfetto per farlo.
Buonasera.
Napoleone sollev gli occhi dal quotidiano e vide Alessi in piedi di fronte a s. Il giovane
ufficiale indic una sedia libera accanto a Napoleone, dicendo: Posso?.
Napoleone annu, chiudendo il giornale e spingendolo via. Sei qui per lassemblea?
S. Alessi sorrise. Sono settimane che non sento un dibattito decente. Poi ho visto il tuo
nome sulla lista appena poco fa.
Ho intenzione di sottoporre una proposta al club, rispose Napoleone; poi, abbassando la voce,
aggiunse: Sul mio amico Paoli e sulla sconfitta alla Maddalena.
Alessi sgran gli occhi per la sorpresa. Sei sicuro che sia una mossa saggia?
 ora che qualcuno lo smascheri per quello che  veramente.
Al trillo della campanella da parte del segretario per linizio della seduta, i due si voltarono. Si
alzarono dalle sedie e si unirono alla folla che premeva per entrare nella sala delle assemblee, una
grande stanza piena di panche. In fondo, su una piattaforma rialzata, cera il leggio per gli oratori.
Napoleone e Alessi si fecero largo e trovarono posto in prima fila. Mentre gli altri membri entravano e
si sedevano, il segretario allest un piccolo tavolo su un lato del leggio e prepar la scaletta per la
serata. Quando i posti a sedere furono completamente occupati e gli ultimi trovavano posto in piedi in
fondo alla sala, Napoleone si avvicin al segretario, chiedendo di poter parlare per primo giacch la sua
mozione era di estrema urgenza e luomo acconsent, modificando debitamente lordine degli
interventi.
Napoleone torn al proprio posto, con una sensazione di leggerezza nello stomaco e il cuore che
batteva allimpazzata. Si chiese se fosse veramente il caso di procedere con il suo piano.
In quel momento il segretario si alz in piedi e batt il martelletto sul tavolo per quietare
lauditorio giacobino. Quando ci fu silenzio, dichiar aperta lassemblea, diede lettura del verbale
dellincontro precedente e poi fece un cenno a Napoleone.
Inspirando profondamente, Napoleone si spost dietro il leggio. La luce delle decine di
fiammelle tremolanti del candelabro al soffitto conferiva ai visi dei presenti un colorito giallastro
lugubre e furioso. Rimase ammutolito per qualche istante, la lingua immobilizzata dalla
consapevolezza che il suo futuro, e probabilmente anche la sua vita, erano appesi a un filo. Poi si
schiar la voce e inizi.
Come ognuno di voi, anchio avevo sempre considerato Paoli un patriota e un vero eroe corso.
Durante i tanti anni passati in esilio ci siamo ripetuti che il giorno che fosse tornato nel nostro Paese
sarebbe stato il giorno in cui saremmo stati di nuovo liberi. E fausto fu quel giorno in cui lo conobbi a
Marsiglia, gli strinsi la mano e guardandolo negli occhi capii che le mie preghiere erano state accolte.
Davanti a me avevo Paoli, il nostro liberatore.
Napoleone guard la sala e vide molti annuire al ricordo delleuforia del giorno in cui Paoli era
tornato nella sua terra natia. Not anche, per, che fortunatamente un buon numero di altri visi erano
rimasti freddi e impassibili, giacch diversi membri si erano rifiutati di abbandonarsi a quelleuforia
generale. Napoleone sollev una mano per calmare il brusio.
Vedo che ricordiamo tutti quel momento come se fosse stato appena ieri. Ah, magari fosse
stato solo ieri, ci saremmo potuti risparmiare quello che  avvenuto da l in avanti sono passati molti
mesi, ma il generale Paoli mi ha distrutto il cuore. Tutte le speranze che nutrivo per il nostro futuro
sono state rubate e distorte in menzogne e inganno. Il generale Paoli ha elargito ai suoi seguaci tutti i
favori e le posizioni che era in suo potere dare e ci che non lo era lo ha ottenuto con la forza, labuso
dufficio, la corruzione e la disonest. Tratta la Corsica e noi corsi come se fossimo suoi sudditi e lui il
nostro sovrano!.
A questo punto il brusio crebbe e il pubblico si divise nettamente, manifestando reazioni
contrastanti: alcuni applaudivano, molti altri gridavano furiosi Vergogna! Vergogna!; alcuni
mostravano il pugno verso Napoleone che avvert appieno il brivido del pericolo quando, con estrema
calma, chiese di fare silenzio per poter continuare.
E adesso sembra che Paoli abbia intenzione di tradire lamicizia della Francia, tradire i princpi
della rivoluzione che ci hanno resi liberi cittadini, senza dover pi subire lumiliazione di essere
semplici sudditi di un re venale e viziato. Attualmente siamo parte della Francia e il Paese  governato
dalla volont del popolo. E se Paoli ci vendesse a unalleanza con i nemici della Francia? Chi
garantirebbe la nostra libert a quel punto?
Basta!, url uno dei membri, balzando in piedi e puntando un dito contro Napoleone. Chiudi
la bocca, traditore! Come osi insultare leroe della Corsica?
Non  pi il nostro eroe!, ribatt Napoleone anchegli urlando. Paoli  vittima della sua
stessa vanit! Paoli non  pi eroe di quanto non lo sia re Luigi, e mi appello a tutti i presenti affinch
si esiga il suo arresto e la sua messa a processo come  stato per re Luigi!.
Altri membri dellassemblea si alzarono per manifestare il proprio dissenso nei confronti di
Napoleone che tent, purtroppo invano, di richiamare tutti allordine. A quel punto la sala assembleare
si era trasformata in un putiferio, i membri urlavano contro Napoleone e tra loro. Il segretario del club
afferr Napoleone per un braccio, dicendogli: Penso che tu abbia detto abbastanza, Bonaparte.
Non ho finito.
S, che hai finito, ribatt fermo il segretario. Torna al tuo posto!.
No!.
Il segretario serr i denti e lo spinton via dal leggio, ripagato, da parte dei presenti, da urla di
approvazione ma anche da fischi di dissenso. Per un istante Napoleone gli si rivolt contro, pronto a
scontrarsi con lui per riconquistarsi il leggio anche con la forza, se fosse stato necessario, ma poi prese
coscienza della rabbia che gli stava arrivando dai membri, alcuni dei quali si erano addirittura alzati e si
stavano avvicinando alla piattaforma, pronti a dare man forte al segretario.
Questo  un oltraggio!, url Napoleone contro il segretario al di sopra del baccano. Con
quale autorit mi neghi il diritto di parlare a questi cittadini? Forse Paoli governa gi Ajaccio?
Siediti!, url di nuovo il segretario. Subito!.
Napoleone fu agguantato da un gruppo di uomini e prima che potesse reagire, fu trascinato gi
dalla piattaforma e sbattuto violentemente sulla sedia. Fece per rialzarsi di scatto ma Alessi lo trattenne
per un braccio. Non farlo! Non ancora. Aspetta che le teste calde si siano calmate, poi potrai tentare di
riparare al danno.
Napoleone gli rivolse uno sguardo truce ma non ebbe il tempo per rispondergli perch in
quellistante sal sul podio Pozzo di Borgo, il relatore successivo, e inizi a sbracciarsi per far calmare
il pubblico per poter essere udito. Quando il baccano scem, Pozzo, fissando Napoleone, esclam in
tono di sfida: Voglio sottoporre una nuova mozione ai membri del club: che Napoleone Bonaparte
venga privato del suo grado tra i volontari di Ajaccio!.
La sala esplose in un boato di approvazione. Pozzo di Borgo sorrise e riprese: E inoltre che gli
venga anche revocato lo stato di socio del club.
Seguirono altri schiamazzi finch una voce nel fondo della sala url: E con quali motivazioni?
Non puoi fare una proposta del genere senza giusta causa.
Molti tra il pubblico fischiarono e vociarono e il segretario sbatt di nuovo il martelletto. Il
cittadino ha ragione: qualsiasi mozione che censuri cos severamente un membro del club deve essere
sottoposta a pieno e adeguato dibattimento. Il proponente accetta?.
Pozzo di Borgo ghign. Perch no? Sono felice di dare unopportunit di parola alle persone.
Prima di sbarazzarci del cittadino Bonaparte!.
Napoleone serr le labbra e punt uno sguardo furente sul suo accusatore, sfidandolo a
distogliere lo sguardo per primo. Era furioso oltre ogni misura. E anche sorpreso di come riuscisse a
mantenere la calma. Lo scontro era perso e Napoleone ne era consapevole. Non aveva senso
continuare. Adesso importava solo sopravvivere finch non avesse potuto prendersi la vendetta come
prescritto dal codice donore corso.
Si volt verso Alessi e disse: Me ne vado. Sar a casa.
Quando si alz, le urla e gli schiamazzi dei membri cessarono. Tutti gli puntarono gli occhi
addosso con aspettativa, ma lui fece un inchino con la testa e in tono calmo disse: Buonanotte,
signori. Poi si incammin a passo deciso tra due file di sedie verso la porta e usc nella sala da lettura.
Codardo!, gli url dietro qualcuno, subito seguito da altri con fischi e urla finch il martellare
frenetico del segretario non riport di nuovo la quiete. Mentre raggiungeva lingresso principale,
Napoleone ud il segretario rivolgersi alla folla nella sala a voce alta. Cittadini! Abbiamo una mozione
da discutere. Facciamolo in un modo degno del partito giacobino!.
...
.
...
Capitolo 69.
...
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...
Raggiunta la casa, lassenza della sua famiglia e linsolito silenzio delle mura lo resero pi
determinato che mai. Non poteva rimanere ad Ajaccio. Erano gi gravi le voci secondo cui i paolisti
volevano assassinarlo, ma adesso che gli si erano messi contro anche i giacobini, avrebbe rischiato di
finire trucidato se si fosse fatto vedere in strada. Fece sellare un buon cavallo per poter partire quella
notte stessa, lo teneva legato nel capanno dietro la casa. Non gli rimaneva che preparare un bagaglio
con lo stretto necessario e partire. Giuseppe gli aveva lasciato un centinaio di luigi doro del lascito
dello zio Luciano in una sacca di cuoio; Napoleone la infil nella bisaccia, assieme a qualche abito e ai
suoi taccuini.
Proprio in quel momento sent sbattere la porta dingresso e rumore di passi in corridoio.
Napoleone! Napoleone! Dove sei?.
Riconobbe la voce con unondata di sollievo. Alessi! Arrivo subito!.
Si butt in spalla la bisaccia e si affrett verso la porta. Alessi gli corse incontro e lo afferr per
le braccia. Devi andartene! Lascia Ajaccio questa notte!.
Cos successo?
Hanno approvato la mozione, poi qualcuno ha anche aggiunto una clausola per condannare la
famiglia Bonaparte allesecrazione e linfamia perenne, testuali parole, e tu sai bene cosa significa.
Significa che vogliono uccidere te e la tua famiglia, se riusciranno a prendervi.
Dalla strada giunsero urla e leco di passi. Udendo il rumore, Alessi trasal. Sono gi qui!.
Vieni con me! Di qua!. Napoleone agguant Alessi per un braccio e lo spinse verso la porta
della cantina. Napoleone si richiuse la porta alle spalle e si precipit gi per la ripida scala. Arrivato in
fondo, Napoleone prese cautamente la candela e diresse Alessi verso una porticina di legno in fondo
alla cantina. In quel momento al pianterreno della casa si sent spalancare violentemente la porta
dingresso, il rumore di passi concitati sul pavimento di legno segnal lirruzione di uomini, il tono
duro e furioso con cui chiamavano il nome di Napoleone non lasciava dubbi sulle loro intenzioni.
Mentre Napoleone e Alessi correvano sul pavimento umido della cantina, la fiamma della candela
tremol e si spense.
Continua a correre!, bisbigli Napoleone.  poco pi avanti.
Alessi incespic avanti con Napoleone che si teneva attaccato alle falde della sua giubba per
non perderlo. Quando, secondo i calcoli, dovevano quasi aver raggiunto la porta, Alessi cadde in avanti
e sul pavimento qualcosa di vetro and in frantumi.
Avete sentito?, esclam una voce ovattata. Da questa parte!. Qualcuno spalanc la porta
della cantina con una spallata.
Napoleone aiut Alessi a rialzarsi, allung poi una mano davanti a s, tastando alla cieca con le
dita nellaria finch non tocc la superficie ruvida della porta. In quel momento si sent la scala della
cantina scricchiolare sotto il peso di passi.
 buio pesto qui sotto. Portate della luce!.
Napoleone scivol con le dita sulla superficie di legno finch non individu il chiavistello e lo
sollev. Il metallo dei cardini era vecchio ed emise un cigolio di protesta quando la porta ruot verso
linterno.
C qualcuno laggi!.
Oltre la porticina, il terreno saliva ripido verso il cortile posteriore; Napoleone e Alessi si
arrampicarono finch non si ritrovarono sul lastricato di pietra rischiarato dalla luce fioca delle stelle.
Trascinandosi dietro Alessi, Napoleone attravers il cortile fino a un arco che dava sulla strada. Torna
a casa. Hai gi rischiato abbastanza.
Alessi annu e gli strinse una mano. Buona fortuna!. E un secondo dopo era gi partito di
corsa nelloscurit della via. Napoleone si avvi nellaltra direzione, guidandosi con le dita lungo il
muro. Sent lodore del cavallo e lo ud mordere il freno prima di trovare il chiavistello della porta. Per
evitare di tradirsi di nuovo, lo sfil lentamente e spinse poi dolcemente la porta. Quando afferr le
redini, il cavallo si agit nervoso nel buio; lo sciolse e lo condusse in strada. Sulle prime pens di
montare in sella e partire al galoppo come un fulmine. Se per il cavallo fosse caduto, scivolando sui
ciottoli della strada, avrebbe potuto ferirsi o, peggio, avrebbe potuto farsi male lui stesso.
Le urla e i tonfi allinterno della casa furono sostituiti da forti rumori di schianti e scricchiolii
quando gli uomini che lo braccavano iniziarono a cercare anche della refurtiva. Nel frattempo il vocio
nelle strade crebbe a mano a mano che sempre pi individui si univano alla caccia alluomo che aveva
infangato il nome di Paoli. Napoleone si inoltr nel groviglio di viuzze della citt vecchia prima di
puntare a oriente e imboccare un tranquillo vicolo che conduceva fuori Ajaccio.
I rumori dei suoi inseguitori lentamente svanirono alle sue spalle. Giunto quasi al limitare della
citt, attese nelloscurit il passaggio in fondo alla via di alcuni uomini armati di spada e moschetto,
alcuni con indosso luniforme del battaglione dei volontari. Appena qualche settimana prima quegli
stessi uomini avevano combattuto al suo fianco nellassalto del forte della Maddalena; adesso erano
suoi nemici.
Quando il rumore dei passi fu svanito in lontananza, Napoleone riprese ad avanzare verso la
periferia della citt; appena fuori, un sentiero sinuoso tra gli ulivi incrociava la strada maestra che
puntava a settentrione lungo le pendici delle montagne. Continu a piedi finch non si trov a una certa
distanza dallultimo edificio e poi mont in sella. Rimaneva appena la luce sufficiente a scorgere il
sentiero; con uno schiocco di lingua spron il cavallo. Gli alberi che fiancheggiavano il cammino
nascondevano la vista della citt, e fu solo quando ebbe raggiunto la sommit di una collina che pot
tirare le redini e guardare Ajaccio dallalto. La mole nera della cittadella incombeva sulla densa massa
di casupole della citt, illuminata qua e l da lampioni e luci alle finestre. Nel porto era appena
distinguibile il delicato intreccio di alberi maestri e sartie delle imbarcazioni oltre le quali il mare era
una scintillante lastra grigio scuro che si estendeva verso la linea dellorizzonte. In alto nel cielo, le
stelle osservavano la scena come una distesa di puntini di imperturbabile brillantezza.
Napoleone si sent sopraffare da unimprovvisa estenuante tristezza. Quella era stata la sua casa.
Durante i lunghi anni trascorsi in Francia aveva sempre tenuto con s nel cuore Ajaccio e la Corsica,
certo di essere destinato a fare qualcosa di duraturo per la sua isola. Adesso tutto quello sarebbe andato
perduto. La casa, di cui conosceva ogni pietra, ogni angolo, ogni fessura come le proprie tasche; il
porticciolo dove aveva giocato da bambino, ascoltando le storie di pescatori e marinai; la cittadella in
cui aveva fraternizzato con i soldati della guarnigione e ai quali pi tardi aveva tentato di strapparla;
tutti i luoghi e le persone con cui era cresciuto, tutto questo ormai non gli apparteneva pi.
E adesso?, si chiese con un filo di voce; a quel bisbiglio, il cavallo agit le lunghe orecchie e
Napoleone si chin in avanti per rassicurarlo con una delicata carezza. Tranquillo.
Adesso? Adesso non poteva fare altro che fuggire da quel luogo. Una lunga, estenuante
cavalcata fino a Calvi per unirsi al resto della famiglia e da l imbarcarsi con loro sulla prima nave in
partenza per la Francia. I Bonaparte sarebbero arrivati da rifugiati in uno strano Paese dilaniato dalla
rivoluzione, dalla guerra e dallinsurrezione. Qualunque cosa il destino avesse in serbo per loro, una
cosa era certa, riflett Napoleone: tutte le sue ambizioni per la Corsica appartenevano ormai al passato.
Da quel momento in poi, che gli piacesse o meno, il suo destino era irrevocabilmente legato a quello
della Francia.
...
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Capitolo 70.
...
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Dublino, 1791.
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Una mattina di marzo, quasi un anno dopo aver intrapreso la campagna per conquistarsi il suo
seggio per Trim, Arthur passeggiava senza meta per Connaught Street, passando di vetrina in vetrina in
cerca di un paio di stivali da equitazione. Nel pomeriggio aveva appuntamento con John Page,
lamministratore immobiliare di famiglia, e sperava di potersi godere un pranzetto in santa pace al
Carlton, magari a un tavolo affacciato direttamente sulle acque del Liffey e sui tetti e le torri del
Castello di Dublino che svettavano, pi distanti, sulla sponda opposta al di sopra degli altri edifici
circostanti. I suoi appuntamenti con Page non erano mai divertenti perch Arthur nutriva ben poco
interesse nei dettagli finanziari delle propriet di famiglia. E inoltre, cosa assai pi grave, Arthur era
anche debitore nei confronti dellamministratore per un prestito di trenta ghinee di due anni prima,
debito che Page non mancava mai di rammentargli con modi di sopraffina deferenza. E adesso, come se
non bastasse, Arthur aveva bisogno di altro denaro per onorare un debito esorbitante con la mensa
militare e acquistare un nuovo paio di stivali da cavallo. Page era la sua miglior fonte di piccoli prestiti
giacch gli interessi applicati si limitavano a un afflitto sguardo di disapprovazione, che luomo gli
rivolgeva ogni volta che discutevano della situazione finanziaria di Arthur.
Questi erano i pensieri di Arthur mentre curiosava nella vetrina di un calzolaio per
gentiluomini. Davanti ai suoi occhi faceva bella mostra di s un bel paio di stivali di pregiata fattura,
pelle marrone scuro splendente come legno laccato. Si immagin arrivare alla battuta di caccia la
domenica con indosso quegli stivali attirando su di s sguardi di ammirazione. Ma possibile che
costassero veramente dodici ghinee? Arretr di qualche passo sulla strada per verificare che aspetto
avessero da una distanza meno ravvicinata e di nuovo ponder una giustificazione plausibile per un
lusso cos costoso.
Perch non entrate a provarli?.
Arthur trasal e si volt verso la voce. Ad appena qualche passo da lui, Kitty Pakenham rideva
della sua espressione sorpresa. Mi dispiace veramente, non volevo spaventarvi.
Arthur arross e si sforz di ritrovare compostezza, titubante su come reagire alla scoperta
improvvisa che Kitty gli sorrideva nel bel mezzo di una via di Dublino.
Ah, ehm, biascic, chinando subito dopo la testa in un saluto formale. Signorina Pakenham,
 un piacere rivedervi.
Detta cos sembrerebbe quasi che non frequentiamo le stesse feste da mesi.  stato appena
marted scorso che abbiamo conversato insieme durante la cena leggera alla soire di lady Tremayne.
Sono cos dimenticabile che non rammentate neanche lepisodio, signor Wesley?
Dimenticabile? Oh no no no, signorina Pakenham. Penso a voi tutto il tempo. Io. Arthur
aggrott le ciglia. Vi chiedo perdono, intendevo dire che.
Che non pensate a me alcun tempo?, lo punzecchi Kitty. Oh, vi prego, perdonate la mia
pessima grammatica, o sintassi o, e tagli corto, sventolando la mano sbrigativamente, o
comunque si chiami ci di cui pecca la mia frase. O santo cielo! Che gran garbuglio.
Arthur scoppi a ridere e un istante dopo Kitty si un a lui.
Una volta usciti da quella divertita impasse, Arthur sorrise e disse: Possiamo ricominciare
dallinizio, signorina Pakenham?
Oh s, e, vi prego, iniziate pure a chiamarmi semplicemente Kitty, altrimenti potrei pensare
veramente che non vi piaccia.
Benissimo, e Kitty sia. Arthur assapor il suono di quel nome mentre la sua lingua si staccava
dal palato e la punta premeva contro la parte posteriore dei denti. Kitty. L in strada e tutta per lui. Si
sent gonfiare il cuore alla consapevolezza che quella era lopportunit che attendeva da sempre. Poi gli
sal unondata di ansia quando temette di non esserne pronto e che avrebbe potuto trasformare
quellopportunit  probabilmente la sua unica opportunit di fare bella figura  in un totale disastro.
Gi si era lasciato sfuggire che Kitty era un suo pensiero costante: che imbarazzo aver messo a nudo i
propri sentimenti in maniera cos maldestra. Dora in avanti doveva fare pi attenzione. Guardandola
nei suoi occhi limpidi, continu a parlare: E voi dovete chiamarmi Arthur. Cio, intendo dire, sarei
felice se mi chiamaste per nome, a meno che non sia una pretesa troppo onerosa.
Sar un piacere passare ai nomi di battesimo dopo tutto questo tempo. Ricordate il picnic al
quale ci siamo conosciuti?
Naturalmente.
 stato circa due anni fa. Allora mi dissi che eravate un soldato estremamente galante.
Allora?
Certo, adesso siete pi maturo, rispose Kitty, squadrandolo con unocchiata valutativa. Un
gentiluomo in tutto e per tutto, oltre che membro del parlamento. Praticamente quasi rispettabile,
Arthur. Lunica cosa che vi manca  quel paio di stivali che stavate ammirando in vetrina. E se
entrassimo a dargli uno sguardo pi adeguato?
Signorina ehm Kitty, io non ardivo.
Ma Kitty era gi andata oltre, posizionandosi al lato della porta dingresso della bottega, in
attesa che lui laprisse per lei.
Arthur si affrett verso la porta, la apr e si fece da parte mentre Kitty entrava, ariosa, nella
bottega, seguita da un gran fruscio di falde. Uno dei commessi usc veloce da dietro il bancone e salut
i due avventori con un inchino della testa.
Benvenuto, signore. Come posso aiutare voi e la vostra signora moglie?.
Arthur arross e gir subito gli occhi verso Kitty, che si stava portando una manina inguantata
sul viso per schermire un sorriso. Poi Kitty diede un colpetto di tosse, mise su unespressione sobria e
indic la vetrina.
Mio marito era interessato a quel paio di stivali da equitazione esposti nella vostra vetrina.
Sareste cos gentile da prenderceli, per cortesia?
Naturalmente, signora. Luomo fece una veloce riverenza e si diresse spedito verso la vetrina.
Arthur si volt verso Kitty con fare ansioso. Kitty, cosa vi siete messa in testa?
Shh! Arthur, bisbigli lei di rimando. Mi sto solo divertendo. Non sono mai stata sposata
prima dora. Lasciatemi provare come ci si sente.
Arthur si volt verso il commesso chino sul ripiano per prendere gli stivali e aggiunse: Non
penso sia decoroso.
Silenzio, sta tornando. Limitatevi a recitare la parte e andr tutto bene.
Cosa?. Arthur si sent prudere le guance per limbarazzo.
Eccoci, dunque, signora!. Il commesso torn, sorridendo e tenendo sollevato davanti a loro lo
scintillante paio di stivali. Poi si volt verso Arthur e, guardando le sue calzature a fibbia fece una
rapida valutazione della sua taglia. Questo paio dovrebbe calzarvi bene. Il signore desidera provarli?
Ehm, s, penso di s.
Molto bene. Vi prego, signore, sedetevi. Il commesso indic un divanetto al lato del bancone
che Kitty raggiunse senza indugio, vi si lasci cadere sopra, battendo il palmo della mano sul cuscino
accanto a lei.
Avanti, non facciamo aspettare il signore, caro.
Arthur dapprima si irrigid e poi si rassegn ad assecondarla nel suo giochino quanto pi di
buon grado potesse. Fece un profondo respiro e si incammin verso il divanetto, sedendosi accanto a
Kitty e sorridendole con la stessa accondiscendenza con cui aveva sempre visto veri mariti sorridere
alle rispettive mogli. Si chin in avanti per aprire la fibbia delle scarpe, se le sfil e afferr gli stivali
che il commesso gli stava porgendo. Li calz, si alz in piedi e fece qualche passo su e gi davanti a
Kitty. Il cuoio era rigido e scomodo e gli sfregava contro il tallone per cui anche se avevano un aspetto
innegabilmente elegante, Arthur non vedeva lora di liberarsene.
Cosa ne pensate, mia cara?, disse, rivolgendosi a Kitty, pronunciando le ultime due parole
con estrema dolcezza e avvertendo un brivido di piacere quando gli attraversarono le labbra. Non sono
del tutto certo di sentirmeli bene ai piedi.
Vi stanno un incanto, Arthur caro. Dovete acquistarli immediatamente.
Oh. Arthur non si aspettava una risposta del genere e non voleva separarsi da dodici ghinee
per un paio di stivali che sarebbero stati dolorosamente scomodi. Ma se a Kitty piacevano
Molto bene, disse al commesso. Li prender.
Grazie, signore. Intendete pagarli in contanti o metto in conto?.
Arthur si sent arrossire dallimbarazzo. Non ho un conto presso di voi, n la somma
necessaria con me.
Il sorriso del commesso perse leggermente tono. Questo  spiacevole, signore.
Gi. Sareste cos gentile da lasciarli da parte mentre mi reco nella mia banca per prelevare
contante?
Ma certamente, signore. Vi chiedo, per, di lasciarmi un piccolo anticipo. Dieci scellini
saranno sufficienti.
Arthur annu contrariato, si sedette di nuovo e si tolse gli stivali, felice di liberare i talloni da
quella costrizione. Si accigli quando si accorse che i talloni delle sue calze erano gi logori e lacerati.
Si affrett allora a infilarsi le scarpe, allacciando la fibbia, mentre il commesso scriveva una nota.
Posso avere il vostro nome, signore?
Simpson, rispose svelta Kitty. Onorevole Miles Simpson.
Grazie, milady. Il commesso compil la nota e la infil tra i due stivali appoggiati sul
bancone. La nostra prassi  di tenere gli stivali per una settimana, spieg. Dopodich saranno
riesposti in vetrina. Lanticipo, ahim, non  rimborsabile, signore.
Capisco. Arthur si alz in piedi, estrasse il portamonete e porse al commesso il denaro
richiesto, poi offr il braccio a Kitty, dicendo: Andiamo, mia cara.
Kitty appoggi la mano sul braccio di Arthur mentre il commesso raggiungeva velocemente la
porta per aprirla alla coppia che usciva dal negozio e si incamminava in strada.
Trascinando Arthur lungo la via lontano dalla vista del commesso, Kitty si port la mano libera
sulla bocca per nascondere una risata.
Simpson?, le chiese. Perch Simpson?
E perch no?  un cognome assolutamente apprezzabile. E tra laltro ho avuto una
meravigliosa governante di nome Simpson. Kitty stacc la mano dal braccio di Arthur. Be  stato
divertente.
S, suppongo di s. Adesso che il gioco era terminato, Arthur non sapeva pi cosaltro fare.
Aveva Kitty tutta per s e doveva assolutamente approfittare di quelloccasione per incoraggiare la loro
amicizia. Signorina Pakenham Kitty. Potrei avere lonore di avervi a pranzo con me?. Poi,
indicando con la testa verso la fine della via, aggiunse: Da Browns.
Pranzo da Browns?. Kitty inarc le sopracciglia perfettamente disegnate. Be, non so. Cosa
direbbe la gente se mi vedesse in compagnia di un giovane gaudente?
Ah, ma giacch siamo sposati, la gente non avrebbe nulla da commentare.
Kitty lo fiss qualche istante e poi rise. Be, mio caro Miles, sembra proprio che i Simpson
pranzeranno da Browns oggi.
Entrati nella sala ristorante dellhotel, presero la saggia decisione di non portare avanti la loro
piccola pice. Browns era il tipo di locale frequentato da una clientela affezionata appartenente alla
crema della Dublino bene e Arthur dovette salutare un gran numero di conoscenti prima che il matre li
facesse accomodare a un tavolo con vista sulla via. Arthur prest ben poca attenzione al cibo che
ordin e mentre mangiava la sua mente rimase completamente concentrata su Kitty, la cui
conversazione manteneva la sua abituale leggerezza. Quando Arthur tentava di passare a un argomento
pi serio, Kitty riportava ingegnosamente il discorso verso il pettegolezzo e il frivolo umorismo.
Arthur, ad ogni modo, era ben felice di assecondarla come ogni giovane uomo  solito assecondare una
signora sulla quale desidera fare una buona impressione. Quando alla fine gli cadde locchio
sullorologio a pendolo addossato alla parete di fronte alla finestra, Arthur fu stupito di constatare che
erano trascorse quasi due ore e che aveva almeno quindici minuti di ritardo sul suo appuntamento con
John Page.
Dannazione!.
Kitty trasal. Cosa succede?
Ho completamente dimenticato un appuntamento, rispose Arthur arrossendo. Kitty, devo
andare.
Cosa?. Lei lo guard ferita. Di gi?.
Arthur chiese il conto. Quando glielo portarono, scopr con orrore che ammontava a pi di
quanto avesse nel portamonete. Kitty comprese la sua espressione e gli diede un buffetto sulla mano.
Vi prego, permettete che ci pensi io.  il minimo che possa fare per avervi fatto ritardare.
Buon Dio! No. Arthur croll con le spalle contro lo schienale della sedia con unespressione
offesa. Non posso assolutamente permetterlo.
Ah, ma io sono in vantaggio, sorrise Kitty. Voi non potete pagare il pranzo, io s.
Arthur si sent rabbrividire. Era terribile. La cosa pi terribile che potesse capitargli. Aveva
sperato di fare una buona impressione su Kitty Pakenham e invece eccolo l, in imbarazzo economico e,
cosa ancor pi grave, indebitato nei confronti di una signora come nessun gentiluomo dovrebbe mai
essere. Ma aveva forse alternative? Sul tavolo davanti a s aveva il conto e la matematica, seppur
spiacevole, era comunque incontestabile. Si maled per aver lasciato lanticipo di dieci scellini per gli
stivali. Su istigazione di Kitty, tra laltro, riconobbe. Ecco trovata almeno una parte di responsabilit a
suo carico per quellimbarazzo. La guard e annu.
Insisto per restituirvi il denaro alla prima occasione.
Vorrei ben vedere! Non  mia consuetudine finanziare le abitudini prandiali degli altri, per cui
insisto che mi saldiate il debito quanto prima. Il prossimo sabato pomeriggio. Verrete per il t a casa
nostra a Russell Square, e in quelloccasione potrete restituirmi il denaro, disse Kitty in tono deciso.
Arthur annu e si alz da tavola facendo un cenno di reverenza con la testa. Quando giunse alla
porta, si volt per rivolgerle un ultimo sguardo e sorrise quando vide che anche lei lo stava guardando.
Kitty gli fece cenno con la mano di andare e Arthur si affrett verso lufficio di John Page. Quando fu
annunciato, lamministratore stava sorseggiando una tazza di t.
Page era un uomo tarchiato con un collo polposo e guance paffute di un colorito rubizzo
ingannevolmente gioioso. Gli algidi occhi scuri, invece, rivelavano la sua vera natura, quella di
individuo spietato, dedito allaccumulo di quanto pi denaro possibile attraverso le provvigioni che
traeva dai redditi delle propriet terriere dei propri clienti. Luomo si sollev pesantemente dalla sedia e
in gesto dimostrativo estrasse un grosso orologio doro dal taschino, inarcando le folte sopracciglia.
Arthur ignor il gesto e and subito al sodo.
Mio fratello Richard mi ha scritto da Londra chiedendo che monetizziate immediatamente le
sue propriet qui in Irlanda.
Page si raddrizz sorpreso. Vendere tutto, milord?
Tutto. A iniziare dalla casa a Merrion Street, poi le propriet nella contea di Kildare e infine a
Dangan.
Page rimase accigliato e pensieroso per qualche istante prima di rispondere. Le prime due non
dovrebbero rappresentare un problema, i prezzi a Dublino sono in costante aumento da quando  stato
istituito il parlamento. Per contro, da quando sono iniziati i problemi in Francia, c la percezione che
la propriet irlandese non sia pi linvestimento sicuro che era un tempo. Non che quelle innaturali
nozioni francesi di egualitarismo possano portare a chiss cosa, ma tra gli speculatori immobiliari
irlandesi serpeggia il timore che gli irlandesi possano rivoltarsi e la percezione  tutto nel mercato
immobiliare. Se vendiamo adesso, la casa di Merrion Street dovrebbe garantire un buon prezzo. Lo
stesso vale per le propriet di Kildare. Dangan invece  un problema. Attualmente, come vi renderete
pienamente conto voi stesso, Dangan non si trova in condizione di vendibilit. Il castello avrebbe
bisogno di pesanti lavori di ristrutturazione per poter aspirare a un buon prezzo di mercato. Devo
intendere che sia vostra intenzione autorizzarmi ad agire per vostro conto in queste spese di
riparazione?
Naturalmente, fintantoch i costi rimarranno contenuti.
Far del mio meglio, milord. Page sorrise; segu qualche istante di silenzio, poi Page diede un
colpo di tosse ed educatamente aggiunse: C qualcosaltro?
Be s, rispose subito Arthur con aria goffa. Vedete, il fatto  che anchio in questo
momento mi trovo in un certo imbarazzo economico e.
Di quanto avete bisogno?
Quanto?
Presumo vogliate chiedermi di estendere la vostra linea di credito, non  cos?
Se non  di troppo disturbo.
Affatto, milord, ho gi reso servizi simili a molti giovani gentiluomini come voi.
Arthur non aveva dubbi in merito. Era un ottimo metodo per mantenersi i clienti da una
generazione allaltra. Alz gli occhi verso il soffitto come se stesse facendo un rapido calcolo mentale.
Fatemici pensare una somma irrisoria, diciamo quaranta ghinee.
Page annu e si chin verso un cassetto dietro la sua scrivania. Si ud lo sferragliare di chiavi in
una serratura e poi un tintinnio di monete mentre lamministratore ne prelevava una parte. Poi Page
torn a guardarlo. Quaranta avete detto?.
Arthur annu e Page cont, distribuendo le monete in quattro torrette sulla scrivania. Estrasse
poi un piccolo libro contabile, lo sfogli finch non ebbe trovato la pagina relativa ad Arthur, intinse il
pennino e scrisse una nota. Ecco fatto, milord. Alle stesse condizioni delle somme precedenti.
Grazie, Page. Ve ne sono enormemente grato. Arthur infil il denaro nel portamonete e si
alz subito per congedarsi. Non voglio rubarvi altro tempo prezioso.
Lamministratore immobiliare allarg le braccia e scroll le spalle con fare modesto. Un
piacere, come sempre, milord. Mi occuper immediatamente di quella faccenda per vostro fratello.
Non appena ebbe lasciato lufficio dellamministratore, Arthur torn subito alla bottega del
calzolaio a Connaught Street e sald la differenza per gli stivali da equitazione. Per quanto scomodi
fossero, li guard con affetto. Dopotutto era proprio grazie a quegli stivali se finalmente era riuscito a
fare qualche passo avanti nella sua conquista di Kitty Pakenham.
...
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...
Capitolo 71.
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...
Trov facilmente la casa su Russell Square. La residenza dei Pakenham era uno degli edifici pi
imponenti ed eleganti che si affacciavano sulla piazza. Si accert di avere un aspetto quanto pi pulito e
ordinato possibile. Aveva deciso di indossare la sua uniforme migliore e uno degli inservienti degli
ufficiali al castello aveva trascorso quasi lintera mattinata a lucidargli gli stivali fino a renderli
splendenti come uno specchio. Appena ebbe bussato, la porta fu aperta immediatamente da un
domestico con indosso una livrea cupa che si fece da parte per lasciarlo entrare.
Buon Dio! Che velocit, comment Arthur.
Eravate atteso, signore. La signorina Pakenham mi ha chiesto di attendervi presso la porta. Il
soprabito, milord?.
Appeso con cura il pastrano di Arthur, il domestico gli fece strada nella salotto dove Kitty,
seduta su una comoda poltroncina nei pressi della finestra, era apparentemente assorta nella lettura.
Sollev lo sguardo non appena il suo ospite fu annunciato nella stanza, accogliendolo con un caldo
sorriso.
Benvenuto Arthur. O siete ancora mio marito, lonorevole Miles Simpson?
Non lo so, lascio a voi la scelta.
Kitty inclin la testa di lato e osserv il giovane ufficiale che aveva di fronte. Penso di
preferirvi per come siete. Possiamo quindi essere semplicemente Kitty e Arthur per ora?
Ne sono felice, molto.
Bene. Accomodatevi pure, Arthur. Kitty gli indic una poltrona simile alla sua sullaltro lato
della finestra e si volt poi verso il domestico. Prenderemo t e dolce, Malley.
Molto bene, milady. Il domestico chin la testa in reverenza e usc elegantemente dalla
stanza. Subito Kitty guard Arthur e a voce bassa gli disse: Andr allistante da mio fratello Tom per
informarlo del vostro arrivo. Ahim, mio fratello sta tentando con eccessiva solerzia di essere
rispettabile e allantica e insister per farmi da chaperon per tutto il tempo che rimarrete in casa
nostra.
Non  invitato nessun altro al t?.
Kitty lo guard con un sorrisetto malizioso. E per quale motivo dovrei volervi condividere con
qualcun altro?.
Arthur non aveva idea di come rispondere a una domanda del genere e si limit a sorridere
finch non si ricord di una certa cosa. Ah, solo un momento.
Infil una mano nel taschino interno della marsina ed estrasse il portamonete. Cont
velocemente alcune monete e le porse a Kitty. Per il nostro pranzo.
Grazie. Kitty richiuse velocemente il palmo e li deposit in una piccola scatola del cucito
accanto alla poltrona prima di lanciare unocchiata veloce alla porta. Devo avvisarvi, Arthur, che mio
fratello ha la tendenza a considerare ogni maschio nei confronti del quale mostro benevolenza un
potenziale marito.
Arthur era scioccato. Non star tentando di scaricarvi a qualcuno, vero?
Al contrario. Sembra che mi ritenga un partito fin troppo appetibile per un corteggiatore
qualunque. Sapete, spera di ereditare a breve una contea e ha gran timore di imparentarsi con il
discendente di chiss quale famiglia in rovina. Con questo non voglio dire che sia il vostro caso,
Arthur; so che provenite da una buona famiglia, ho ritenuto solo giusto avvisarvi in caso Tom vi
sembrasse un po strano quando lo incontrerete.
Strano?
Freddo, ostile. Questo tipo di cose, insomma.
Kitty non ebbe finito di parlare che la porta si apr ed entr un uomo abbigliato in maniera
semplice. Sembrava avere qualche anno pi di Arthur, i lineamenti del viso semplici come il suo abito.
Non si scomod a sorridere mentre attraversava la stanza e porgeva la mano allufficiale che si era
alzato dalla poltrona per il saluto formale.
Arthur sorrise. Voi dovete essere Tom. Io sono Arthur Wesley.
Lo so. Kitty mi ha detto tutto di voi.
Arthur si sent stringere il cuore. Oh signore! Cosa gli avr mai detto?
Rilassatevi. Non  tutto cos male. Sul viso di Tom guizz un sorriso. Sono certo che non vi
spiacer se mi unisco a voi per il t, vero?.
Non attese una risposta e si guard attorno in cerca di una sedia.
Prego, offr Arthur, indicando la poltrona dalla quale si era appena alzato. Prendete pure la
mia.
Quella?. Tom la guard. Quella non  vostra. Non siate ridicolo, Wesley. Sedetevi. Ne
prender unaltra.
Tom scelse una sedia da tavolo e la posizion a poca distanza dai due, poi si sedette,
incombendo su di loro nonostante la piccola statura. Arthur si rese subito conto che Kitty aveva detto il
vero in merito alla preoccupazione del fratello sul suo status sociale.
Tom si diede una pacca sulle gambe e ruppe il silenzio. Allora, Arthur, raccontatemi un po di
voi.
Non c molto da dire. La mia famiglia  originaria del Meath, non lontano da Pakenham Hall.
Sono certo che avrete sentito parlare di noi.
Tom contrasse le labbra e fece un leggero cenno della testa come se vagamente ricordasse il
cognome della famiglia; dal canto suo Arthur si sforz di non farsi condizionare da quellostentata
mancanza di rispetto. Il fratello di Kitty aveva veramente idee chiare sulla sua posizione sociale. Arthur
riprese a raccontare. Ho un incarico da tenente. Sono un assistente al castello e membro del
parlamento per il distretto di Trim.
Trim?, ripet Tom, corrugando la fronte, e distendendola subito dopo con un sorriso. Mi
ricordo! Siete voi che alle ultime elezioni avete dato una bella batosta a quel tipo OFarrell, dico
bene?.
Arthur annu, sollevato di aver fatto, finalmente, una qualche buona impressione sul fratello di
Kitty.
Veramente un ottimo lavoro, Wesley! Avete dato un paio di lezioncine a quei dannati radicali.
Benfatto. Quindi avete intenzione di farvi un nome nella politica?. Tom si accigli di nuovo. Non
ricordo di aver letto una sola menzione del vostro nome sui quotidiani di Dublino dalle elezioni di
Trim.
 consuetudine rimanere dietro le quinte mentre si apprendono i rudimenti. Sono certo che a
tempo debito mi verr assegnato un ruolo pi significativo.
Solo se vi darete da fare attivamente per conquistarvelo, questo ruolo. Come i vostri fratelli.
Loro adesso stanno facendo unottima figura in Inghilterra. Perch non ne state seguendo le orme, eh?
Ho altri impegni, rispose Arthur, indicando la propria uniforme. Anche lesercito assorbe
molto del mio tempo.
Sciocchezze! Qualsiasi stupido sa che i soldati in tempo di pace sono solo un branco di
oziosi.
Immagino che i francesi metteranno presto fine al nostro ozio, replic Arthur con
freddezza. Da quello che leggo sui giornali,  gi tutto scritto. Sembra che i francesi vogliano
persuadere altre nazioni ad abbracciare le loro idee rivoluzionarie con la baionetta alla gola.
Anchio leggo i giornali, sapete. Tom scosse la testa. Non succeder niente di tutto questo.
Ricordatevi le mie parole. I mangiarane finiranno per averne abbastanza di queste assurde riforme
prima della chiusura dellanno. Re Luigi torner a stringere il timone e tutto torner in carreggiata.
Lo spero, lo spero davvero.
E senza una guerra sarete costretto a comprarvi un avanzamento di grado.
Vero, riconobbe Arthur, capendo benissimo che Tom stava ancora cercando di stimare il suo
valore. Ma dovrei potermi permettere il grado di capitano questanno o al pi tardi il prossimo.
Le paghe da capitano sono miserie, bruscolini. Gli occhi di Tom si illuminarono alla
prospettiva di una battutaccia da quattro soldi. Sementi per pollame, s, ecco cosa sono!.
Arthur incroci gli occhi di Kitty e si unirono alla risata del fratello di lei. Lallegria di Tom,
per, scem molto rapidamente e lui punt di nuovo gli occhi su Arthur con aria indagatrice. Con
quella paga un uomo sposato non pu mantenere una famiglia. Lo so benissimo.
Tom!. Kitty era scandalizzata. Arthur  mio amico. Non lho invitato per il t perch tu
potessi insultarlo. Sono certa che la paga da capitano  perfettamente rispettabile.
Non lo , e questo significa che un uomo deve poi chiedere in prestito del denaro per
compensare.  cos, non  vero, Wesley?.
Arthur non disse nulla ma si limit ad abbassare gli occhi sugli stivali.
Quando arriva questo dannato t?, borbott Tom.
Quando finalmente il t fu servito, sulle tazze di porcellana e sulle fette di dolce in bella
presentazione era sospeso un silenzio glaciale. Bevvero t e sbocconcellarono delicatamente i dolci e
per tutto il tempo Arthur si augur che sotto la sua sedia si aprisse una voragine e lo inghiottisse. Anzi
meglio, che si aprisse sotto quella di Tom cos lui poteva continuare ad approfondire la conoscenza con
Kitty in santa pace. Ma Tom se ne rimaneva l seduto tranquillo e beato, guardando fuori dalla finestra
e masticando dolci con un ritmo noiosamente regolare. Quando il domestico torn per portar via il
vassoio del t, Arthur si sforz di intraprendere una qualche conversazione spicciola, ma fu
letteralmente sopraffatto da Tom che seppe tirar fuori gli argomenti forse pi banali che Arthur avesse
mai provato, riuscendo ad andare noiosamente avanti senza alcuno sforzo per quasi unora discettando
dellaumento dei prezzi immobiliari e degli affitti commerciali a Dublino. Alla fine Arthur si arrese e
fece una precipitosa ritirata, ringraziando Kitty per lospitalit e dandole appuntamento al successivo
ballo di castello. Lei gli promise il primo ballo e quando Arthur si chin per il baciamano, sent Kitty
stringergli affettuosamente le dita prima che si rialzasse.
Tornato a Merrion Street, Arthur sal nella sua stanza e prese il violino. Come sempre, la
coordinazione disciplinata di dita e mente lo aiut a calmare le emozioni in subbuglio. Mentre suonava,
per, il pensiero torn al t di quel pomeriggio a casa di Kitty. Sapeva di non aver fatto una buona
impressione su Tom e poteva comprendere benissimo il punto di vista del giovane Pakenham. Lo
stipendio da capitano non era sufficiente per garantire a Kitty una casa decente, e tra laltro lui non era
ancora nemmeno capitano. Come se non bastasse, era anche pieno di debiti. Non che lo fosse pi della
maggior parte degli ufficiali dellesercito, ma era comunque un peso e un motivo di imbarazzo per lui
che cercava di ingraziarsi Tom Pakenham.
A meno che non fosse scoppiata una guerra, il suo avanzamento di carriera sarebbe stato
insopportabilmente lento. E se anche ci fosse stata una guerra, Tom sarebbe stato comunque contrariato
di sapere che la sorella era corteggiata da un uomo che correva il serio rischio di rimanere ucciso da
una granata, da un proiettile o da unepidemia. E se anche non fosse rimasto ucciso, Arthur sarebbe
potuto rimanere ferito e tornare a casa menomato o paralizzato. Immagin Kitty guardarlo impietosita
o, peggio ancora, coprirlo di ridicolo. Molto meglio la morte.
E quindi, se lesercito non era la miglior via per la fama e la ricchezza, poteva forse esserlo la
politica? In questultimo campo Arthur avrebbe avuto quantomeno qualche chance di realizzazione.
Con Richard ben inserito nel Tesoro a Londra e William a farsi le ossa allinterno della Camera dei
Comuni, Arthur avrebbe potuto contare su un po di nepotismo per risalire la scala della politica con
sufficiente rapidit. Sufficiente per convincere Tom, sperava. Ma Kitty, sarebbe stata pronta ad
aspettare cos a lungo?
Smise bruscamente di suonare e si sbatt furiosamente larchetto contro una coscia. Che cosa si
era messo in testa? Kitty lo aveva definito un amico. E se per lei non era appunto nientaltro che
quello, un semplice amico? E lui che gi fantasticava a briglia sciolta sul matrimonio senza nemmeno
avere una prova concreta che la sua passione fosse corrisposta. Eppure, anche senza questa
dimostrazione, in cuor suo Arthur sentiva che Kitty nutriva un sentimento simile al suo. Glielo aveva
letto negli occhi, percepito nel calore della voce, nella stretta delle dita sulla sua mano quando stava
congedandosi da lei.
Benissimo. Se anche Kitty nutriva sentimenti per lui, Arthur doveva impegnarsi di pi per
conquistarsi il rispetto del fratello; in caso contrario Tom avrebbe fatto tutto ci che era in suo potere
per frapporsi tra la sorella e lufficiale squattrinato che aveva limpudenza di chiederne la mano.
Per il resto dellanno Arthur dedic tutta la sua attenzione a migliorare la propria presenza
politica. Inizi a partecipare a dibattimenti di minor rilevanza dove poteva aver modo di affinare le
proprie acerbe competenze oratorie senza correre il rischio di fare la figura dello stupido di fronte a una
Camera gremita. E con la situazione in Francia in continuo peggioramento di mese in mese, erano
sempre pi frequenti le occasioni in cui i parlamentari irlandesi affollavano le assemblee per intavolare
febbrili dibattimenti sullimpatto della rivoluzione francese. Era chiaro per tutti che gli ideali dei
rivoluzionari stavano attecchendo in Irlanda, dove trovavano un terreno spaventosamente fertile.
Un giorno di novembre, Charles Fitzroy arriv trafelato in parlamento da Arthur e gli lanci un
pamphlet tra le mani.
Leggete! Questo causer problemi.
Il pamphlet, a firma di Un Whig del Nord, si spingeva ben oltre le ambizioni liberali di
Grattan fino ad arrivare pericolosamente vicino a un appello aperto affinch lIrlanda tagliasse i legami
con la Gran Bretagna e diventasse una repubblica indipendente. Quando le copie vendute del libello
superarono largamente il migliaio, i lettori iniziarono a strepitare per conoscere lidentit dellautore.
Alla fine fu rivelato essere opera di un giovane intellettuale presbiteriano di nome Wolfe Tone. Arthur
rimase particolarmente graffiato dalle critiche che Tone aveva mosso contro il modo in cui lIrlanda era
governata. Una frase in particolare serv da sprone alla determinazione di Arthur a emergere
dallanonima massa dei normali membri del parlamento, quelli che Tone definiva le volgari prostitute
della poltronissima in parlamento.
Alla fine dellanno, la Societ degli Irlandesi Uniti di Tone aveva tutte le caratteristiche del
primo club giacobino aperto in Irlanda. Arthur inizi quindi a capire le motivazioni del disegno del
fratello maggiore di tagliare ogni legame con lIrlanda. Con uomini come Tone che uscivano allo
scoperto, le strade di Dublino e ogni propriet in affitto del Paese sarebbero presto diventate pericolose.
Quando si trov un acquirente per la casa di Merrion Street, Arthur fu costretto a traslocare in
un alloggio molto pi umile. Le piccole stanze che prese in affitto erano s sufficientemente comode,
ma anche prova eloquente delle sue ristrettezze economiche. Ci che rese la sua situazione ancor pi
dolorosa fu laffetto che Kitty ammise apertamente sul finire dellanno. Lei lo amava.
Glielo rivel una sera, in occasione di una cena, dopo essere sgattaiolati via di nascosto in una
piccola alcova mentre gli altri ospiti ascoltavano un concertino. Arthur le baci la mano, poi la guancia,
con il cuore che gli batteva appassionato in petto, dicendole che anche lui lamava. Che laveva amata
sin dal loro primo incontro al picnic. Si strinsero forte luno allaltra, godendo di quel contatto fisico
che era stato loro negato per cos tanto tempo. Pur sentendosi pi felice e soddisfatto di quanto non
fosse mai stato in vita sua, sapeva che a meno che non fossero cambiate le circostanze, quel momento
lavrebbe sbeffeggiato per il resto dei suoi giorni.
...
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...
Capitolo 72.
...
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...
Primavera, 1793.
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Risalendo il viale verso Pakenham Hall a cavallo, Arthur Wesley sent il cuore iniziare a battere
allimpazzata. Sui due lati si apriva a perdita docchio il parco della propriet. Appena un anno prima
quel luogo gli era sembrato cos invitante, un ineguagliabile scenario per il suo crescente affetto per
Kitty. Oltre un folto boschetto di querce centenarie si intravedeva il luccichio delle acque del lago
Derravaragh che riflettevano le prime luci del mattino. Nei pressi cresceva rigoglioso un roseto
ornamentale che rifuggiva la perfezione geometrica tipica dei parchi di campagna e si allargava sul
manto erboso secondo un disegno apparentemente casuale, ma comunque piacevole allocchio. Pi
lontano, il parco era delimitato da basse colline, il cui brillante verde smeraldo si stagliava contro
lazzurro terso del cielo. Una brezza leggera agitava le alte fronde di un gruppo di conifere e faceva
frusciare i rami spogli dei castagni che fiancheggiavano il viale. Arthur sollev gli occhi verso il cielo e
quasi sorrise alla vista della manciata di nuvole bianco latte che scivolavano alla deriva con maestosa
grazia su quel paesaggio bucolico.
Da oltre un anno, quando aveva iniziato a corteggiare ufficialmente Kitty, avvicinarsi a
Pakenham Hall gli riempiva il cuore di una pace e di una contentezza che non aveva mai provato prima
in vita sua. Tutti gli anni passati a cercare uno scopo, un senso di realizzazione, sembravano essere
giunti al termine. In Kitty aveva trovato una persona con cui si sentiva certo di poter trascorrere il resto
dei propri giorni. Di tutte le donne che aveva conosciuto, solo lei gli aveva suscitato quel senso di
freschezza verso la vita che rendeva la prospettiva di ogni nuovo giorno come qualcosa da salutare con
gioia piuttosto che con timore. Avrebbe sposato Kitty, saldato i propri debiti, preso in affitto una
modesta casa a Carrington Square e trascorso ogni sera con la sua nuova mogliettina in salotto a
leggere o magari suonare il violino. E poi a letto. Il pensiero gli arriv inatteso in mente, il profumo dei
capelli di Kitty e la linea aggraziata del suo pallido collo erano quasi palpabili. Un pensiero indegno,
per niente romantico, si rimprover, ma Buon Dio quanto era bella!
Si perdeva in quelle fantasticherie ad occhi aperti sul matrimonio ormai dallautunno
precedente. Ogni volta che montava in sella per raggiungere Kitty a Castlepollard, cera sempre il
rapimento per la consapevolezza che lei nutriva la medesima passione nei suoi confronti. Di sicuro, il
modo in cui lo guardava, la felicit che sembrava riempirla in sua compagnia e i baci sporadici di cui
gli faceva dono facevano pensare a qualcosa di pi di una semplice tenerezza. Quando per Kitty
tornava a Dublino per partecipare a uno degli infiniti cicli di balli e picnic, la sua verve frizzante e la
sua bellezza naturale attiravano altri ufficiali come sfacciate api su un fiore. E a quel punto ogni sorriso
che Kitty elargiva ad altri o ogni sua risata spensierata trafiggevano il cuore di Arthur come una gelida
lama dacciaio, e il timore di perderla a favore di un altro uomo gli penetrava nella mente come un
veleno.
Per questo motivo Arthur sapeva che quel corteggiamento doveva arrivare a una fine, in un
modo o in un altro. O sarebbe diventata sua moglie o lalternativa era troppo dolorosa da
contemplare.
Se fosse dipeso solo da lei, Kitty avrebbe acconsentito al matrimonio, Arthur ne era pi che
certo. Glielaveva lasciato intendere quando lui aveva affrontato la questione una settimana prima. Il
problema era suo fratello. In autunno Tom Pakenham aveva finalmente ereditato la propriet e sarebbe
diventato conte quando la vecchia e inferma nonna fosse morta. Un brillante futuro attendeva quindi il
giovane Pakenham e Arthur suppose che quella prospettiva avesse dovuto dargli alla testa. Lidea di
vedere sua sorella sposa di un ufficiale dellesercito con un misero stipendio e limitate opportunit di
avanzamento economico o sociale non doveva essergli parsa granch invitante. Volendo essere
brutalmente onesto con se stesso, nemmeno Arthur sarebbe mai stato pronto a vedere sua sorella Anne
andare in sposa per amore a un uomo al di sotto della sua posizione sociale. Lunica via che gli
rimaneva, quindi, per conquistarsi quellosso duro del fratello di Kitty era di sfruttare la sua presenza in
parlamento per guadagnarsi una qualche reputazione politica. Di recente era riuscito a mettersi pi in
luce esprimendosi contro la condanna a morte di re Luigi da parte del popolo francese. Aveva anche
acquistato la promozione a capitano, ma nonostante tutto questo Tom non laveva degnato di una sola
parola di lode a riconoscimento dei suoi sforzi.
Ormai Arthur aveva capito che le sue quotazioni con i Pakenham non sarebbero salite oltre e
che doveva solo rischiare il tutto per tutto e chiedere formalmente a Tom la mano di sua sorella. A tale
scopo gli aveva scritto una cortesissima missiva in cui chiedeva un appuntamento per discutere delle
sue intenzioni. Tom aveva risposto con altrettanta cortesia, invitandolo a Pakenham Hall. Ed ecco
quindi Arthur che risaliva il viale per presentarsi al fatidico appuntamento, consumato dal timore che la
sua decisione di appianare la questione avrebbe potuto facilmente concludersi con la perdita definitiva
di ogni possibilit di sposare la sua amata Kitty.
Il viale curv attorno a un folto arbusto di rododendri e subito apparve Pakenham Hall: una
elegante magione di campagna affacciata sul meraviglioso parco circostante. Arthur sapeva che non
avrebbe mai potuto permettersi una dimora del genere. Ferm il cavallo e rimase a guardare la
residenza per qualche istante. Poi inspir una bella boccata di fresca aria primaverile e con un delicato
colpo di sperone fece ripartire il cavallo in direzione dellentrata principale.
Kitty doveva averlo visto avvicinarsi perch spunt, trotterellando, dal portico quando lui era
ancora distante, avvolta in un mantello scuro. Arthur smont di sella, atterrando con uno scricchiolio di
ghiaia, e tenendo il cavallo per le redini si incammin a passo gagliardo verso di lei che gli correva
incontro. Quando le fu pi vicino, Kitty lo guard negli occhi e gli fece un sorriso radioso. Per un
istante, tutti i dubbi e le paure del giovane ufficiale svanirono in unesplosione di puro affetto e gioia.
Kitty afferr il suo braccio e gli si strinse contro la spalla.
Arthur! Pensavo che non sareste mai arrivato!.
Arthur fece finta di essere contrariato per la sua mancanza di fiducia. Sono in orario, mia cara.
Puntuale quasi al minuto.
Oh, Arthur!, esclam lei, dandogli un colpetto leggero sul braccio. Intendevo dire che sono
stata ad aspettarvi ore in veranda.
Ore?
Be, s, mi sono sembrate ore. Ad ogni modo, aggiunse, con un tono di voce pi serio,
adesso siete qui.
S dov Tom?
Nel suo studio. Ha degli avvisi di mora da redigere prima di potervi ricevere.
Arthur aggrott la fronte. Tipico di Tom Pakenham: dare la priorit a problemucci insignificanti
con i suoi affittuari invece che al pretendente di sua sorella era un tentativo esplicito per mettere il
visitatore al proprio posto. Questultimo affronto non faceva presagire nulla di buono. Arthur strinse la
mano di Kitty sotto il suo braccio.
Cosa pensate che dir?.
Kitty si strinse nelle spalle. Non lo so, onestamente non lo so proprio.  cambiato molto
durante questultimo anno.
Ereditare una fortuna ha questo effetto su alcuni uomini, disse Arthur in tono amaro. Kitty lo
guard brevemente poi lui riprese a parlare. Mi rifiuter, ne sono sicuro, me lo sento. Perch non ho
denaro.
Non in questo momento, replic Kitty. Ma io vi conosco, Arthur Wesley, conosco il vostro
potenziale. Un giorno conquisterete la vostra fortuna non che la ricchezza sia importante per noi,
aggiunse poi rapidamente.
Arthur sorrise. Dubito che Tom sia disponibile ad accettare il potenziale come anticipo. Se
devo essere completamente onesto, Kitty, tutto quello che posso offrirvi  il mio amore. Non ho
nientaltro. Anche se fossi lerede del nome della mia famiglia, il castello di Dangan  sotto ipoteca e
mia madre  stata costretta a vendere gran parte del suo sei per cento solo per sopravivere. Tutto quello
che ho  lo stipendio da capitano e un piccolo sussidio da parte di mio fratello Richard. Tutto qua.
 sufficiente, disse Kitty, sorridendo e baciandolo rapidamente. Adesso andiamo,
aggiunse, tirandolo per il braccio. Fa freddo, entriamo e sediamoci davanti al fuoco.
Mentre si avvicinavano allentrata della dimora, da una porticina laterale si precipit fuori uno
stalliere, prese le redini che Arthur gli porgeva e condusse poi il cavallo verso le stalle. Con Kitty
ancora stretta alla manica del pastrano della sua splendida uniforme rossa risalirono i gradini segnati
dalle intemperie verso la porta di ingresso. Superata la soglia Arthur si sent avvolgere dal familiare
odore di cera e di lieve umidit come dallabbraccio di un vecchio amico. Kitty lasci andare il suo
braccio e Arthur la segu attraverso il salone dingresso e per un buio corridoio verso la sala da lettura.
Lungo il tragitto passarono davanti alla porta chiusa dello studio di Tom oltre la quale si udiva la voce
ovattata del fratello di Kitty in conversazione con il suo amministratore.
Arthur fu tentato di soffermarsi qualche istante ad ascoltare, ma scacci velocemente lidea; si
trovava l per presentare una richiesta onesta e sincera della mano di Kitty, non per appostarsi come una
spia in cerca di informazioni preziose.
Sulla grande griglia del camino ardeva un ciocco di legno; Kitty gli fece strada verso un lungo
divano posto esattamente di fronte al fuoco in posizione perfetta per goderne del calore. Sul bracciolo
del divano cera un libro aperto faccia in gi; Arthur riconobbe la copia del Saggio sullintelletto
umano di Locke che aveva regalato a Kitty per Natale. Lo indic con un cenno della testa. Mi avete
aspettato tutta la mattina, eh?
Gran parte di essa, rispose Kitty, arrossendo. Be di certo  stato come se lo avessi fatto.
Non conosco molte ragazze disposte a sedersi in una veranda gelida ad aspettare larrivo del proprio
spasimante.
E quante ragazze conoscete?
Abbastanza per poter esprimere questa valutazione, replic lei.
Sono sopraffatto dalla gratitudine, allora.
Non cercate di fare del sarcasmo, Arthur, non vi si addice, si imbronci Kitty, facendo trillare
subito dopo un campanellino. Del t?
T? Penso di aver bisogno di qualcosa di pi forte per calmare i nervi.
Nervi?. Kitty strabuzz gli occhi. Voi? Non lo avrei mai creduto. Sensibile s, ma nervoso
Arthur Wesley, siete una continua scoperta, lasciatemelo dire.
Arthur le si fece pi vicino e la guard con sincerit negli occhi. Vi prego, Kitty, non
prendetemi in giro. Non sono mai stato pi serio, n ho mai avuto una posta tanto alta in gioco in tutta
la mia vita.
Kitty resse quello sguardo in silenzio per qualche istante, poi sollev una mano e gli accarezz
una guancia. Che voi siate benedetto, mio caro, caro Arthur. Voi mi amate veramente, non  vero?.
Arthur annu e in tono delicato disse: E voi? Ditemi che  vero che sentite quello che io mi
auguro. Ditemelo.
Kitty sorrise e dischiuse le labbra. Io.
In quellistante la porta della sala di lettura si apr scricchiolando e loro si separarono
velocemente. Entr una cameriera e si ferm in attesa di istruzioni.
Prender del t, Mary.
S, signorina Pakenham.
E un brandy per il capitano.
S, signorina Pakenham.
Non appena la cameriera ebbe lasciato la stanza, Arthur si riavvicin a Kitty, ma lincantesimo
ormai era stato rotto e Kitty sembrava imbarazzata, lo sguardo perso per la piccola sala fino a fermarsi
su una tavola da scacchi in avorio appoggiata su un tavolo da gioco.
Scacchi! Facciamoci una bella partita a scacchi mentre aspettate Tom.
Scacchi?, ripet con un filo di voce Arthur. Dobbiamo proprio?
S, dobbiamo. Venite.
E si sedettero per la partita, colpiti da un raggio di sole invernale che entrava inclinato
attraverso la finestra della piccola sala. Con la mente agitata, Arthur non riusciva a concentrarsi sulla
partita e di l a poco si trov in una situazione senza via di uscita.
Pensavo che i soldati dovessero essere dei bravi tattici, lo stuzzic Kitty, guardandolo con
occhi furbi da sopra il bordo della tazza di porcellana. Che Dio ci assista se voi siete un rappresentante
di coloro che guideranno i nostri eserciti in caso di guerra. Kitty bevve un altro sorso di t e
riappoggi delicatamente la tazza sul tavolo. Pensate che ci sar una guerra, Arthur?
Ci sar una guerra, Kitty. Non possiamo pi evitarla. Questi francesi radicali devono essere
fermati, altrimenti lInghilterra patir lo stesso spargimento di sangue. Non adesso, forse, ma un giorno
non troppo lontano s.
Tom dice che se si arriver alla guerra, sar la pi lunga e sanguinosa che il nostro Paese abbia
mai combattuto.
Probabilmente ha ragione, le rispose Arthur. Solitamente lui ritiene di essere nel giusto
anche quando  in errore.
Attenzione, Arthur, stiamo parlando di mio fratello, dopotutto.
Perdonatemi. Arthur riport immediatamente la conversazione su un terreno meno franoso.
Se ci sar una guerra, allora saranno i francesi a perdere. La Francia  come ogni altro Paese, non sa
stare senza re e senza nobilt. Chi altri potrebbe guidarla? Per propria natura il popolo non  in grado di
guidare se stesso. Ha bisogno di noi molto pi di quanto noi abbiamo bisogno di lui. Noi siamo ci che
conferisce struttura e sicurezza alla sua vita.
Sembrate molto sicuro di questo, comment Kitty, accigliata.
Arthur raccolse la sua regina e la fece avanzare. Scacco.
Gli occhi di Kitty piombarono sulla tavola. Riflett qualche istante e poi scosse la testa.
Povero Arthur et voil. Fece scivolare un alfiere tra la sua regina e il suo re. La vostra
regina  bloccata. Dovrete dirle addio e poi  scacco matto in due.
Cosa?. Arthur guard le pedine esterrefatto, sul punto di protestare quando la porta si apr di
nuovo. Entr un domestico.
Capitano Wesley?
S?
Il padrone  pronto a ricevervi, signore. Se volete seguirmi.
Arthur si alz e prima che si incamminasse, Kitty gli prese la mano e gliela strinse dolcemente.
Buona fortuna.
Tom Pakenham stava risistemando i libri contabili sulla scrivania e non degn il suo ospite di
un solo sguardo mentre questi entrava nel suo studio.
Wesley! Avete fatto bene a venire. Accomodatevi.
Non cerano sedie vicino alla scrivania e Arthur fu costretto a prenderne una dal tavolo del
segretario nellangolo opposto della stanza. La riappoggi a terra esattamente di fronte al fratello di
Kitty e si sedette con la schiena ben eretta, e attese.
Tom intinse un pennino e si accinse a scrivere una nota. Sar da voi tra un istante.
Nello studio odoroso di muffa cal il silenzio, rotto solo dal raschio del pennino sulla carta.
Arthur era fuori di s per il trattamento sdegnoso che Tom gli stava riservando, ma per il bene di Kitty,
e di conseguenza per il proprio, tenne la lingua a freno e non si mosse. Alla fine Tom spinse via il
documento, abbass il pennino e sorrise al suo ospite.
Ecco fatto! Non avete idea di quanto tempo passi dietro a quei dannati affittuari.
Ne ho avuto anchio esperienza quando mi occupavo degli affari di mio fratello Richard dopo
che era partito per lInghilterra. Inoltre adesso sono tempi difficili. I contadini fanno gi molta fatica a
dar da mangiare alle proprie famiglie per poter pensare anche a pagare gli affitti.
Tom lo fiss con uno sguardo duro. Parlate come uno di quei radicali francesi.
Nulla di pi lontano dalla verit, Tom.
Il fratello di Kitty si riappoggi allo schienale della sedia. Ad ogni modo, Wesley, suppongo
che siate venuto per avere la mia autorizzazione a sposare Kitty.
Proprio cos.
Che motivo avrei di acconsentire a questa richiesta?
C affetto reciproco tra vostra sorella e me. Potrei renderla felice.
Affetto? Felicit? S, tutto molto bello, ma quali prospettive avete, Arthur? Uh? Quali
prospettive? Siete solo un capitano. Pensate che mia sorella possa vivere della vostra paga?.
Esattamente la contestazione che Arthur si aspettava e per cui si era preparato una risposta. Ho
scritto a mio fratello chiedendogli un prestito per acquistare il grado di maggiore e lui ha acconsentito.
Questo significher una paga pi alta, sufficiente a sostenere entrambi per il presente.
E per il futuro? Presumo vogliate dei figli. E in quel caso?
Passer del tempo prima che potr permettermi il grado di colonnello, ammise Arthur. A
meno che, naturalmente, non scoppi una guerra. In tal caso mi troverei in posizione privilegiata per una
promozione rapida senza dover acquistare altri avanzamenti di grado.
Davvero? Avete unalta considerazione di voi stesso, Arthur. Forse troppo alta. Si d il caso
che io abbia condotto delle ricerche approfondite sul vostro carattere e le vostre origini. Qualsiasi
fratello coscienzioso avrebbe fatto altrettanto, si giustific fulmineo Tom. Sembra che i vostri
superiori non vi riconoscano alcuna qualit particolare. Inoltre, sembra anche che abbiate gi
sostanziosi debiti. Semmai riusciste ad acquistare lincarico di maggiore, ogni aumento di stipendio
sarebbe controbilanciato da ulteriori debiti legati allacquisto del grado stesso. Tom sorrise. Sono
certo che comprenderete la mia difficolt, Arthur. Non ho dubbi che siate un buon uomo e che Kitty
nutra sicuramente dellaffetto per voi, ma non posso permetterle di sperperare il suo affetto con un
sottufficiale con magre prospettive di promozione e ben pi ampie prospettive di impoverimento.
Arthur serr i denti per un istante prima di azzardare a rispondere con un tono di forzata
cordialit. Come ho gi detto, se arriva la guerra, avr prospettive.
Se verr la guerra, verrete spedito in combattimento. Un campo di battaglia  un posto
pericoloso quanto una birreria di Dublino, disse ridendo Tom. In ogni caso, se andate in guerra, ci
sono buone probabilit che non ne facciate ritorno. Volete che Kitty indossi il nero subito dopo aver
svestito il bianco?.
Arthur abbass di colpo gli occhi. No.
Disegnando in aria un teatrale retorico svolazzo, Tom sollev un palmo come se fosse un
avvocato che ricapitolava la presentazione conclusiva di una prova. E poi rimase in silenzio.
Arthur si sentiva furioso, demoralizzato e nauseato, ma aveva ancora sufficiente autocontrollo
sul proprio buon senso da mostrare unespressione impassibile. Risollev lo sguardo, tenendo i suoi
luminosi occhi azzurri puntati sul padrone di casa. Quindi mi state negando la mano di Kitty in
matrimonio, Pakenham?
S.
Perch?
Perch?. Tom strabuzz gli occhi per lo stupore. Per tutte le ragioni che vi ho appena
elencato e altre ancora. Wesley, la verit pura e semplice  che non siete un partito sufficientemente
buono per mia sorella. Non sufficientemente buono adesso, n mai. E quando Kitty torner in s, lo
capir da sola.
Arthur si sent riempire le vene di una furia cieca mentre Tom parlava di sua sorella in termini
cos mercenari.
Kitty mi ama.
Ha detto cos?
S, ha detto cos. Arthur lo fissava con aria di sfida. Ci potremmo sposare senza il vostro
consenso.
Un minaccia disperata e contraria a ogni regola di galanteria, ma era tutto ci che gli venne in
mente. Le labbra di Tom si contorsero in una smorfia di sdegno. Annu, si protese sulla sua scrivania e
abbassando la voce fino a un ringhio minaccioso, gli rispose: Potreste, certo. Taglierei la testa a lei,
naturalmente, e a voi vi rovinerei. Avete la mia parola che dedicherei tutte le mie energie a
quellobiettivo. Non provate nemmeno a pensare di farlo, Wesley.
Torn seduto e punt un dito verso la porta. Voglio che ve ne andiate immediatamente. Avete
avuto la mia risposta. Non ho altro da dire.
La testa di Arthur stava girando vorticosamente nella disperata ricerca di un argomento che
ancora non aveva utilizzato, ma Tom aveva ragione, non cera altro da dire. Nientaltro. Era tutto finito
e aveva perso Kitty. Perso tutto ci che aveva importanza per lui. Alzandosi dalla sedia, fece un cenno
di saluto con la testa.
Addio Pakenham.
Addio Wesley.
Arthur si volt e usc dallo studio, chiudendo rumorosamente la porta dietro di s. Non torn
nella sala di lettura, ma si diresse immediatamente verso la porta dingresso, scese poi i gradini e si
incammin verso le stalle. Lo stalliere stava gi aspettando con il suo cavallo, quasi si aspettasse che il
capitano sarebbe ripartito a breve. Alle sue spalle ud lo scricchiolio di passi sulla ghiaia.
Arthur! Arthur, aspettate!.
Si ferm e si volt brevemente. Kitty si blocc bruscamente sui propri passi quando vide
lespressione di terribile dolore che lui aveva in viso.
Oh no.
Mi dispiace Kitty.
No. Aspettate. Aspettate qui. Ci parler io. Kitty si volt e corse indietro alla porta
dingresso, urlando alle sue spalle unultima volta: Aspettate!.
Arthur per sapeva che era tutto inutile. Tom Pakenham non avrebbe cambiato idea. Era stato
contrario al loro matrimonio sin dallinizio, e Arthur ne prendeva atto solo adesso con amara
consapevolezza.
Semplicemente non era sufficientemente buono per Kitty: quelle parole bruciavano come uno
schiaffo. Perch erano vere. Strapp le redini di mano allo stalliere e balz in sella. Diede un violento
colpo di sperone e alzando uno spruzzo di ghiaia, gir le spalle a Pakenham Hall per sempre,
lanciandosi al galoppo gi per il viale.
Quando arriv al suo alloggio a Dublino, la rabbia era svanita, lasciando solo una leggera
disperazione nel cuore. Sal nella sua stanza e chiuse la porta a chiave dietro di s. Fuori era gi scesa la
notte e il baluginio giallognolo di un lampione colorava i bordi dellunica finestra. Faceva freddo,
accese una candela e subito dopo il fuoco nel camino. In breve la stanza si riemp di una calda luce
tremolante; si sedette su uno sgabello e fiss il cuore dei carboni ardenti. Senza pi Kitty nella sua vita,
cosa gli rimaneva? Cosa doveva fare? Si guard attorno per la stanza e cap finalmente quanto ne
avesse abbastanza di tutto quello, quanto si fosse stancato dei rozzi idioti che gremivano la corte del
vicer.
Pos poi gli occhi sul violino appoggiato in un angolo e con un vago sorriso si alz dallo
sgabello e prese in mano lo strumento. Pizzic distrattamente le corde per qualche istante, poi si port
il violino alla spalla e inizi a suonare. Non appena le delicate note riempirono laria, Arthur chiuse gli
occhi e lasci che la sua mente tornasse indietro alla sua fanciullezza, alla casa di Dangan, alla stanza
della musica e a quando il padre gli aveva regalato orgogliosamente quel violino, allapplauso deliziato
della famiglia quando aveva suonato per la prima volta per loro.
Quando suonava, la sua mente vagava libera.
Di l a poco la follia rivoluzionaria avrebbe valicato i confini della Francia, minacciando di
contagiare il resto del mondo. Doveva essere arrestata se si aveva a cuore la sopravvivenza dellordine,
della civilt stessa. Il re francese era morto, assassinato dal suo stesso popolo, e lInghilterra non
avrebbe avuto altra scelta se non quella di scendere in guerra. In quel caso Kitty sarebbe stata al sicuro
l in Irlanda con la sua irrequieta popolazione di contadini cattolici? Wolfe Tone stava gi pianificando
una sanguinosa insurrezione dal suo esilio in Francia. Di nuovo la Francia. Sempre la Francia. Doveva
essere schiacciata prima che lei schiacciasse altre nazioni sotto il suo maledetto tacco.
Arthur sollev il violino e lentamente torn a sedersi sullo sgabello. Fiss le fiamme rosse del
camino e vide che il mondo stava cambiando. A meno che gli uomini non avessero agito subito, una
nuova epoca oscura di ferocia collettiva avrebbe stritolato lEuropa intera nella sua morsa. Trasalendo
si rese conto che lui stesso era tra coloro che sarebbero stati chiamati a prestare il proprio aiuto in
quellora fatale e temeva di non esserne in grado. Tom Pakenham aveva toccato un nervo scoperto
dicendo che Arthur non era sufficientemente buono. E aveva ragione. Arthur non era sufficientemente
buono n per Kitty, n per tutte le sfide che lo attendevano.
Annu lentamente. E allora doveva migliorarsi e dimostrare di essere degno del cognome che
portava. Aveva perso Kitty e doveva dedicare la sua vita a servire gli obiettivi del suo Paese e del suo
popolo. Adesso non contava altro. Tutto ci che lo aveva assorbito in precedenza era una distrazione, e
tutto doveva essere sacrificato a questo nuovo scopo di vita.
Riabbass gli occhi sul violino appoggiato sulle gambe. Quel caldo legno lucido era liscio e
familiare alle sue dita. Era suo da quasi quindici anni, compagno e fonte di conforto e piacere per
sfuggire agli altri fardelli della vita. In quel sottile guscio di legno vivevano infiniti ricordi che adesso
lo opprimevano; poi, dun tratto, cap cosa doveva fare, subito. Balz in piedi, si avvicin al fuoco e
afferrando lo strumento per il collo, lo appoggi tra i carboni ardenti. Per un istante il violino rimase
immobile tra le fiamme tremolanti. Poi, con una fiammata giallognola, lo smalto prese fuoco e sulle sue
eleganti curve presero a danzare allegramente fiamme pi lunghe. Quando limpiallacciatura rosso
ciliegia si scur fino a diventare nera e inizi a creparsi, gli occhi di Arthur si riempirono di lacrime
pungenti che lentamente scivolarono gi sulle sue guance.
...
.
...
Capitolo 73.
...
.
...
Francia, 1793.
.
Il carro delle munizioni in testa al convoglio avanzava a scossoni lungo la strada tra Avignone e
Nizza senza mai riuscire ad assestarsi in un movimento regolare e ritmato. Napoleone aveva steso un
pesante pastrano ripiegato sul cuoio screpolato del sedile del cocchiere, ma il terreno profondamente
segnato dalluso sotto le ruote ferrate senza sospensioni continuava a tartassargli la schiena e a fargli
sbattere i denti. Accanto a lui, il cocchiere stringeva le tirelle con una mano callosa, mentre con laltra
teneva una piccola pagnotta farcita di salsiccia allaglio.
Tenendosi stretto al corrimano, Napoleone torse il busto e guard dietro di s la fila di otto carri
che componevano il suo convoglio. Ognuno di essi era stracarico di barili di polvere da sparo e palle di
cannone. Oltre ai carri, al comando di Napoleone cera una mezza compagnia di Guardie Nazionali per
scoraggiare eventuali ribelli ancora nascosti nelle campagne. Prima di lasciare la Corsica, aveva
ricevuto la notizia delle insurrezioni scoppiate subito dopo lesecuzione di re Luigi. Gran parte di
queste era stata soffocata con spietato entusiasmo: il ricordo dello stridio e del tonfo della lama della
ghigliottina era ancora vivo nella mente della gente del Sud della Francia. Adesso tutti mantenevano un
timorato silenzio, ma negli occhi degli abitanti dei villaggi e delle citt che il convoglio aveva
attraversato dal giorno in cui era partito da Avignone lostilit si leggeva chiaramente.
Sulle prime Napoleone aveva nutrito poca simpatia nei confronti di quella gente cos pronta a
tornare al terribile dispotismo del vecchio regime. Poi quel sentimento si era mutato in rabbia quando
aveva saputo che la sua famiglia era stata costretta a fuggire da Tolone nel momento in cui la
popolazione aveva deciso di sfidare lautorit della Convenzione a Parigi. Dopo la fuga dalla Corsica,
erano nuovamente dei rifugiati. Sua madre gli aveva scritto per informarlo che avevano trovato
ricovero in un paesino nei pressi di Marsiglia, ma Napoleone non riusciva ancora a dormire sonni
tranquilli. La sua rabbia nei confronti dei ribelli si era rapidamente placata quando aveva assistito alla
vendetta brutale di Parigi sulla popolazione di Lione, Avignone e Marsiglia e quando si era trovato a
contestare la dura politica dei suoi compagni giacobini nei confronti della gente coinvolta nelle
insurrezioni, gente semplice con la stessa rettitudine morale dei contadini che Napoleone aveva
conosciuto in Corsica. Un gioco da ragazzi per preti e simpatizzanti monarchici aizzarli contro la
Convezione. Che senso aveva, quindi, punirli con tale severit: era una repressione che spingeva con
forza fino in fondo il cuneo che stava spaccando in due la Francia. Ci di cui quella gente aveva
bisogno, rifletteva Napoleone, era unidea, un sogno, un destino, proprio cos: un comune senso del
destino, che unisse la Francia intera, rendendola la pi grande potenza dEuropa.
A quel pensiero Napoleone sorrise. Fino a qualche mese prima era stato un ardente nazionalista
corso, ma Paoli e i suoi gli avevano rubato quel sogno. Adesso aveva a cuore solo la sua famiglia. E il
bisogno di soddisfare la propria ardente ambizione. Se non poteva essere un grande uomo della
Corsica, allora, volente o nolente, si sarebbe ritagliato una fortuna per s in Francia da francese. Si
stava forgiando una nuova nazione e questo significava grandi opportunit per coloro che avevano il
coraggio di prendersele. Cerano anche pericoli, si ramment Napoleone. Solo qualche giorno prima
era stato arrestato il generale Brunet per aver tardato a inviare rinforzi allesercito che teneva dassedio
Tolone. Gli era stata gi comunicata la sentenza di morte e i suoi ufficiali lo avevano rinnegato con una
disgustosa celerit. Questo era il destino che attendeva chiunque non servisse il nuovo regime con
adeguato fervore, pens Napoleone. Se gli si fosse presentata lopportunit, doveva immediatamente
dimostrarsi degno di promozione e avanzamento di carriera.
Il carro oscill su un lato costringendo Napoleone ad annaspare per cercare un appiglio e non
essere sbalzato via dal sedile. Brontol una bestemmia e il cocchiere sedutogli accanto fece un ghigno.
Da quanto tempo lavori su questo percorso?, gli chiese Napoleone.
Dodici anni, capitano.
E la strada  cos brutta fino a Nizza?
Brutta?. Il cocchiere lo guard stupito e srotol una risata gutturale. Questa  solo la parte
migliore, dopo Marsiglia peggiora anche, e di parecchio. In alcuni punti avremo bisogno di ogni uomo
disponibile per spingere i carri su per le colline.
Il cocchiere stacc un altro morso di pane e lo mastic velocemente, valutando unaltra serie di
buche poco avanti. Napoleone torn alle sue riflessioni sulle possibilit di promozione. Finch avesse
mantenuto lincarico di organizzare i convogli di approvvigionamenti dellartiglieria non avrebbe avuto
chance di conquistarsi alcuna gloria, e quindi di attirare lattenzione di qualche potente protettore che
potesse promuovere le sue ambizioni.
I giorni passavano lentamente e il convoglio attraversava, sferragliando, le campagne,
abbrustolendo sotto il bagliore accecante del sole di fine estate. Ogni sera Napoleone supervisionava
lalimentazione dei muli e le assegnazioni delle sentinelle e poi si coricava sul suo tappetino per
agitarsi ore e ore, con gli occhi fissi sulla volta stellata mentre i suoi uomini chiacchieravano
allegramente attorno ai fuochi da campo. Il mattino buttava gi tutti dalle brande molto presto,
ignorando lamentele e brontolii, e faceva rimettere in marcia il convoglio mentre laria era ancora
fresca. Superata Marsiglia i carri girarono verso oriente, in direzione di Tolone, dove avrebbero
consegnato parte della polvere da sparo allesercito del generale Carteaux per poi riprendere il
cammino verso Nizza.
Sul finire del secondo giorno dopo aver lasciato Marsiglia, il convoglio raggiunse il paesino di
Beausset, poco distante da Tolone. Dato lordine di sistemare il convoglio per la notte, Napoleone si
diresse nellufficio del sindaco. La bordatura di metallo di una ruota stava per staccarsi e Napoleone
aveva bisogno di un fabbro per la riparazione.
Lufficio del sindaco era in un edificio piccolo e anonimo, come il paesino che amministrava, e
cera un solo dipendente ancora al lavoro quando Napoleone arriv. Il segretario, un giovane dalla
carnagione scura, si affannava dietro una pila di incartamenti in maniche di camicia nella stanza
soffocante.
Napoleone diede un colpetto di tosse per attirare la sua attenzione. Chiedo venia.
S?. Il giovane segretario stacc il pennino dalla carta e sollev gli occhi.
Sono il capitano Bonaparte, guido un convoglio di munizioni. Ci fermeremo a Beausset per la
notte e ho bisogno di un fabbro.
Il segretario scosse la testa. Non posso aiutarti, capitano. Il fabbro e il suo aiutante sono stati
richiamati al servizio per la Guardia Nazionale quando  arrivato lesercito del generale Carteaux.
Come del resto quasi tutti gli uomini di sana e robusta costituzione a Beausset.
Ma non tu.
Eh gi, conferm il segretario, indicando in basso con un cenno della testa. Piede equino.
Prima e unica volta che mi  tornato utile.
Capisco Per cui dove si trova il fabbro pi vicino?, chiese Napoleone corrucciato.
Ce nera uno a Ollioules ma anche lui  stato reclutato nellesercito. Puoi provare a chiedere al
quartier generale del generale Carteaux. Loro sapranno sicuramente indicarti dove si trova il nostro
fabbro. Da quello che so, fino a poco fa lesercito era accampato nei pressi di Ollioules.
Quanto dista?
Unora a cavallo seguendo la strada per Tolone.
Dannazione!, esclam Napoleone, stringendo la mano a pugno. Era stata una giornata lunga e
faticosa e lidea di tante altre ore per organizzare la riparazione della ruota del carro lo fece infuriare.
Il segretario lo guard per qualche istante, poi aggiunse: Potresti provare nella taverna
dallaltra parte della piazza.
Ah s?
Dovrebbero esserci alcuni ufficiali di Carteaux, magari sanno qualcosa e ti autorizzano a usare
il fabbro. A meno che non siano troppo indaffarati a lisciare i rappresentanti.
Napoleone aggrott la fronte. Che rappresentanti?
Quelli del Comitato di Salute Pubblica. Sono stati inviati qui per assicurarsi che Carteaux
faccia un lavoro accurato con quei bastardi di monarchici a Tolone.
Napoleone si sent accelerare il battito. I rappresentanti del Comitato erano la forza motrice
degli eserciti di Francia, avevano il potere di promuovere gli ufficiali meritevoli e di rimuovere quelli
che non si dimostravano sufficientemente diligenti o tarati da cattiva sorte. Napoleone fiss il
segretario. Chi sono?
Frron e Saliceti.
Saliceti?. Napoleone scosse la testa, sorpreso. Lultima volta laveva incontrato a Parigi
quando gli aveva affidato lincarico di spiare Paoli e adesso lo ritrovava rappresentante. Sulle prime si
chiese se non fosse il caso di evitare di incontrarlo considerato come erano andate le cose in Corsica.
Poi, per, si disse che non era stata certo colpa sua; lui aveva fatto tutto ci che Saliceti gli aveva
chiesto di fare; in realt era proprio Saliceti a essere in debito nei suoi confronti, cosa di cui Napoleone
avrebbe potuto chiedere conto. Ovviamente sapeva bene che i grandi uomini avevano la propensione a
non vedere di buon occhio chi rammentava loro questi debiti. Del resto, per senza farsi coraggio e
affrontare Saliceti non avrebbe mai potuto sapere se si era lasciato sfuggire proprio lopportunit di cui
aveva un disperato bisogno in quel momento. Guard di nuovo il segretario. Questo Frron, che tipo
?.
Luomo si strinse nelle spalle e rispose cautamente. Non saprei proprio dire, lho a malapena
conosciuto.
E?, lo sollecit Napoleone.
So solo che si occupava della pubblicazione del giornale giacobino a Parigi, per cui ha
conoscenze potenti. Il tipo di uomo con cui stare ben attenti a come si usano le parole, se capisci cosa
intendo, capitano.
Capisco, capisco, rispose Napoleone, annuendo. Bene, grazie cittadino.
Luomo chin rapidamente la testa in segno di riconoscenza e poi torn al suo lavoro mentre il
capitano dellartiglieria usciva dal suo ufficio e si dirigeva a passo deciso verso la taverna sullaltro lato
della piazzetta. Accanto allentrata cerano due guardie nazionali sdraiate su una panca; nel veder
avvicinare Napoleone, balzarono in piedi, imbracciando i moschetti; uno dei due sollev un braccio per
impedire a Napoleone laccesso alla taverna.
Cittadino, cosa cerchi qui?
Cosa cerco?. Napoleone rispose lanciando unocchiataccia al soldato. Quello che cerco sono
affari miei, adesso lasciami passare.
Il soldato scosse la testa. Spiacente capitano. Questo locale  stato requisito dai rappresentanti
per cui non  accessibile agli ufficiali non autorizzati.
Sono qui per vedere il cittadino Saliceti, replic fermo Napoleone.  mio amico.
Un amico?, ripet la guardia in leggero tono di scherno.
S, un amico, disse Napoleone. Se non vuoi lasciarmi passare, allora fagli sapere che il
capitano Bonaparte avrebbe piacere di parlargli.
Per un istante la guardia nazionale esit, poi si volt verso il compagno. Tieni gli occhi aperti
mentre sono via.
Detto questo, entr nella taverna richiudendosi la porta alle spalle. Napoleone ud i suoi passi
echeggiare sulle tavole di legno del pavimento mentre luomo attraversava la stanza. Segu un parlottio
sommesso, poi la porta si apr di nuovo e la guardia fece segno a Napoleone di entrare. Il cittadino
Saliceti ti ricever.
Allinterno cera unatmosfera cupa, tagliata solo da fasci di luce rosea che penetravano dalle
persiane della finestra sulla parete opposta. Due uomini in giacca bordata di trina dorata sbottonata
erano seduti a un tavolo, curvi su delle mappe aperte in mezzo a loro. Di lato, su due grandi piatti, i
resti di un generoso pasto. Uno dei due, tozzo, stempiato e con un paio docchiali fiss Napoleone con
espressione irritata quando questi si avvicin al tavolo. Laltro si alz in piedi, stendendo la mano in
segno di saluto.
Bonaparte! Dopo quanti mesi non ci vediamo da.
Da Parigi, cittadino. Quando mi hai chiesto di tornare in Corsica.
Ah s. Saliceti sorrise goffamente. Che esito disgraziato, amico mio. Sei stato fortunato a
riuscire a mettere in salvo la vita.
Napoleone scroll le spalle. Puoi ben dirlo, ma  tutto ci che la mia famiglia ha potuto portare
con s nella fuga. Tutto il resto  andato perduto quando siamo stati costretti a partire.
Laltro rappresentante, Frron, sbuff. La rivoluzione ha comportato sacrifici per tutti noi,
giovane uomo.
Gli occhi di Napoleone caddero sui resti del pasto. Eh s, lo vedo, rispose poi.
Sarebbe saggio che mostrassi il rispetto dovuto a un rappresentante della Convenzione,
capitano, sibil di rimando Frron.
Saliceti intervenne con una risata. Non avertene a male, cittadino Frron. Il mio giovane amico
non intendeva offendere nessuno. Tra laltro  un militare di carriera e  risaputo che hanno un modo
schietto di esprimersi tutto loro.
Militare?. Frron squadr il giovane esile in piedi di fronte a s con laria di non apprezzare
affatto ci che vedeva. Se questo giovane  il tipico ufficiale che guida le nostre truppe, allora la
nostra causa  bella che persa.
Napoleone si sent ribollire il sangue nelle vene e si sforz di tenere a freno la rabbia,
continuando a fissare in cagnesco Frron mantenendo, per, la bocca sigillata. Frron sorrise alla sua
espressione e poi torn a rivolgersi a Saliceti. Ufficiali Bah! Se i nostri ufficiali sono cos in gamba,
come mai i nemici della Francia ci stanno respingendo su tutti i fronti? Ne dovremmo fucilare qualcun
altro per assicurarci che gli altri svolgano il proprio lavoro come si deve.
Saliceti sollev una mano per calmare il compagno. S, s, hai gi chiarito come la pensi su
come motivare gli uomini, cittadino, e in parte mi trovi anche daccordo, ma il nostro capitano
Bonaparte ha la stoffa del bravo ufficiale ed  un buon giacobino, uno di noi, per cui, ti prego, non
gettare fango sulla sua lealt alla causa della rivoluzione.
Pur non convinto, Frron si limit a una sbrigativa scrollata di spalle. Se lo dici tu. Ma ho visto
ben poche dimostrazioni di lealt e competenza tra gli ufficiali da queste parti. Dobbiamo ritenerci
fortunati che Carteaux abbia potuto assumere il comando dellesercito. Ha fatto un lavoro eccellente
con quei ribelli a Lione e Avignone e presto sistemer anche quel covo di traditori di Tolone.
S, sono certo che ci riuscir, comment affabilmente Saliceti. Per un uomo di cos limitata
esperienza militare ha dimostrato una formidabile capacit di sopprimere le rivolte.
Lesperienza militare non  nulla in confronto al potere dello zelo rivoluzionario. Gli occhi di
Frron scintillarono dietro le lenti degli occhiali.  con quel potere che la rivoluzione trionfer.
Napoleone ascoltava sdegnato. Lo zelo era solo una delle forze che gli ufficiali dovevano
controllare, ma preso singolarmente era un pericolo quanto una virt. Frron era la dimostrazione
lampante di quanto fosse importante che le questioni militari fossero lasciate nelle mani dei soldati e
non dei politici.
Naturalmente i nostri condottieri necessitano di zelo, concord Saliceti, ma questo non sar
di grande aiuto per il generale Carteaux adesso. Ci di cui ha veramente bisogno sono dei rinforzi. Il
rappresentante si volt verso Napoleone per spiegarsi. Da quando i ribelli hanno consegnato Tolone ai
britannici, il nemico non ha fatto altro che inviare sempre pi soldati, non solamente britannici, ma
anche una ingente guarnigione di truppe spagnole, sarde e napoletane. Noi abbiamo fatto richiesta di
rinforzi, ma ci di cui il generale ha veramente necessit sono specialisti di strategie di assedio.
Soprattutto adesso che ha perso il capitano Dommartin.
Il capitano Dommartin?
Era il comandante di artiglieria di Carteaux,  stato ferito gravemente pi di una settimana fa.
Adesso il buon generale dice che pu fare ben poco finch Dommartin non sar rimpiazzato. Abbiamo
inviato una richiesta allArmata delle Alpi affinch individuino un sostituto. Finch non lo trovano, i
nostri uomini non possono far altro che starsene con le chiappe sulla sedia a fare la guardia su Tolone.
Napoleone inizi a vagliare rapidamente le implicazioni di questa notizia. Che sfortuna per il
povero Dommartin, ma che gran colpo di fortuna per se stesso se solo fosse riuscito a convincere
Saliceti e, ancor pi, Frron. Si schiar la voce.
Cittadini, posso permettermi un suggerimento?
Che suggerimento?. Frron lo fissava impaziente. Di cosa si tratta, capitano? Parla.
Come il cittadino Saliceti ben sa, io sono un ufficiale di artiglieria, disse Napoleone,
raddrizzando la postura. Potrei prendere il comando dellartiglieria del generale Carteaux.
Tu?. Frron scosse la testa. Perch dovremmo scegliere te? Ci serve uno specialista di
tattiche dassedio.
Io sono uno specialista, ribatt deciso Napoleone. Ho approfondito notevolmente
largomento ed ero il primo della mia classe allaccademia militare di Parigi. Una bugia, ma Frron
non poteva certo saperlo. Lunico rischio era che Saliceti potesse ricordare dettagli del suo fascicolo.
Non basta. Ci serve un uomo con esperienza, non un ex studentello, per quanto promettente tu
possa essere stato.
Napoleone sent che lopportunit gli stava sfuggendo di mano e fece un passo verso Frron,
sporgendosi leggermente in avanti per enfatizzare le sue parole. Posso rimpiazzare Dommartin.
Datemi i cannoni e vi consegner Tolone. Poi si volt verso Saliceti. Datemi solo la possibilit di
dimostrarvelo,  tutto ci che chiedo.
Tutto ci che chiedi?. Frron scoppi a ridere. Non molto, quindi. Manda via questo
ragazzo, Saliceti, e rimettiamoci al lavoro.
Aspetta!, esclam Napoleone, agguantando Saliceti per una manica. Cosavete da perdere
dandomi lincarico? Mi sono formato nella migliore accademia dartiglieria dEuropa. E tra laltro
avete bisogno di qualcuno che comandi lartiglieria e io sono lunico ufficiale qui che pu farlo.
Be.
Almeno affidatemi lincarico finch non arriva il sostituto di Dommartin. Posso intanto
iniziare a lavorare sulle batterie dassedio cosicch il nuovo comandante dartiglieria potr lanciare
subito lassedio non appena arriver.
Saliceti contrasse le labbra con aria pensosa.  vero.
Frron sbuff. Oh ma andiamo, Saliceti! Sta sprecando il nostro tempo.
No, no, non lo sta sprecando. Il capitano Bonaparte potrebbe invece farcelo guadagnare, il
tempo. Come dice lui, non abbiamo niente da perdere affidandogli lincarico. Chiss, magari potremmo
anche guadagnarci parecchio. Io dico che dobbiamo nominarlo. Lo faremo a nome mio, se tu non vuoi
assumerti la tua parte di responsabilit.
Napoleone rimase immobile e muto durante questultimo scambio di battute, trattenendo
addirittura il respiro mentre si decideva il suo immediato destino. Se Saliceti la spuntava, allora lui
sarebbe andato in combattimento. Mettere una citt pesantemente fortificata sotto assedio era un lavoro
sporco e pericoloso come il capitano Dommartin aveva scoperto a proprie spese. Avrebbe anche potuto
significare la morte. Ma lalternativa  uninfinita lenta e faticosa processione di convogli di munizioni
sulle strade e sui sentieri accidentati della Francia meridionale  era troppo da sopportare.
Frron si appoggi allo schienale della sedia. Sei disposto a metterlo per iscritto?, disse,
facendo un gelido sorriso mentre subodorava il vantaggio che avrebbe potuto trarre dalla situazione.
Saliceti annu. Lo far.
Daccordo, allora. A nome tuo. E finch non arriver qualcun altro a sostituirlo.
Daccordo, concluse Saliceti. Poi, rivolgendosi a Napoleone. Dar istruzioni affinch venga
redatto subito il tuo ordine di servizio. Puoi aspettare fuori.
Grazie, cittadino. Napoleone sorrise. Prometto che non ve ne pentirete.
Voglio proprio sperarlo, capitano. Sono certo che tu conosca il destino che ti aspetta se fallisci.
...
.
...
Capitolo 74.
...
.
...
Il generale Carteaux era un uomo dalla presenza imponente. Alto, spalle larghe e, come si
addiceva a un ex soldato di cavalleria, aveva un paio di crespi baffi neri. Lesse il documento che il
giovane ufficiale di artiglieria gli aveva presentato, mormorando sottovoce. Dallesterno della sua tenda
giungevano i suoni dellaccampamento dellesercito: il nitrito di cavalli, il parlottare dei soldati liberi
dal servizio e le urla severe dei sergenti istruttori.
Alle prime luci del mattino, Napoleone aveva passato il comando del convoglio a uno dei suoi
tenenti, aveva poi preso un cavallo ed era partito al galoppo lungo la strada per Ollioules in direzione
del centro di comando del generale Carteaux. Terminato di leggere la lettera di nomina di Saliceti,
Carteaux sollev gli occhi.
Capitano Bonaparte, le tue credenziali sono impressionanti. Il cittadino Saliceti parla molto
bene di te e sembra convinto che tu possa essermi di grande aiuto.
Lo spero, generale.
Lo spero anchio, ma lascia che ti chiarisca bene una cosa, fece Carteaux, puntandogli un dito
contro. Questo  il mio esercito e io ero gi soldato quando tu succhiavi ancora il latte dalla tetta di tua
madre. So quello che sto facendo e non ho simpatia per chi vuole insegnarmi il lavoro. Carteaux si
appoggi allo schienale della sedia. Mi  gi bastato quel Dommartin. Voi dellartiglieria pensate di
sapere tutto.
Napoleone tenne la bocca chiusa. Non poteva dire nulla senza rischiare di provocare
ulteriormente i pregiudizi di quelluomo. Meglio far buon viso a cattivo gioco e poi continuare il
lavoro. Allora cambi argomento.
Signore, posso chiedere quali sono i piani per questo assedio?
I miei piani?. Carteaux accenn un sorriso. I piani sono che io so e tu esegui.
Naturalmente, ma se potessi conoscere almeno la mia parte, potrei fare in modo che i cannoni
siano pronti per servire in ogni evenienza.
Molto bene. Carteaux si alz, prese un cannocchiale dal suo baule da viaggio e si diresse
verso luscita della tenda. Seguimi e ti spiegher.
Una volta fuori, il generale condusse Napoleone su una piccola altura. A valle, a circa tre miglia
di distanza cera la grande citt portuale di Tolone, annidata alle pendici del monte Faron, sulla punta
della rada interna dove era ancorata una enorme flotta di navi da guerra.
Carteaux osserv la scena per qualche istante prima di rivolgersi a Napoleone.
Sar una bella gatta da pelare. Oltre alle sue stesse difese, la citt  circondata da alcuni forti. I
tre pi grandi sono il Malbousquet, il pi vicino a noi, il LaMalgue sullaltro versante della rada e il
forte sulla sommit del Faron. Dobbiamo conquistarli tutti e tre se vogliamo avere il controllo delle vie
di accesso a Tolone. E poi, continu Carteaux, indicando le navi in porto, dobbiamo sistemare anche
la flotta nemica. Finora abbiamo contato oltre venti navi e girano voci che ce ne siano altre in arrivo.
Voci?
Abbiamo i nostri infiltrati a Tolone. Ci tengono ben informati sul contingente e sulle posizioni
del nemico. Attualmente, da come ci riferiscono, il nemico dispone di oltre diecimila uomini a Tolone.
Io ne ho dodicimila per cui dovr aspettare di ricevere rinforzi prima di attaccare. Nel frattempo voglio
che i cannoni siano pronti per supportare la fanteria quando attaccher i forti. Questa, capitano
Bonaparte,  la parte che riguarda te.
Certo.
Adesso presumo che tu voglia ispezionare il tuo nuovo comando.
S, generale.
Molto bene. Il parco di artiglieria  laggi, in fondo alla collina. Carteaux indic un gruppo
assortito di tende alle spalle degli avamposti grossolanamente fortificati. Di lato erano sparsi affusti e
avantreni del treno di artiglieria pesante di Carteaux. Il campo dava limpressione di non essere granch
ordinato e i rari uomini visibili oziavano seduti attorno ai fuochi che si consumavano lentamente.
Carteaux fece un cenno verso quellarea. Vai capitano entro stasera voglio un rapporto sui
tempi di approntamento per lartiglieria. Chiss che tu non riesca a combinare qualcosa di utile prima
che arrivi il tuo sostituto.
S, generale. Napoleone si mise sullattenti e si conged.
Carteaux rispose al saluto con un cenno della testa e poi torn velocemente alla sua tenda.
Scendendo la collina, Napoleone attravers laccampamento di uno dei battaglioni regolari della
fanteria. Al suo passaggio i soldati gli rivolsero occhiate scontrose, solo alcuni si degnarono di alzarsi e
salutarlo. Anche se le tende erano state montate in linea retta, i canali per le latrine erano stati scavati a
breve distanza dal campo ed erano talmente poco profondi che stavano gi traboccando; nel passarci
accanto Napoleone arricci il naso disgustato dal puzzo e affrett il passo.
Raggiunto il parco di artiglieria, fece un respiro profondo e si avvicin al primo fuoco da campo
attorno al quale sedevano tre uomini a fumare la pipa. Udendo i suoi passi, i tre si voltarono ma non si
scomodarono ad alzarsi per salutarlo.
In piedi!, url Napoleone. Chi diavolo pensate di essere?.
I tre si alzarono e svogliatamente assunsero una postura pi formale per salutarlo. Napoleone si
avvicin al primo dei tre con gli occhi furenti e gli strapp la pipa di bocca, gettandola a terra. Come ti
chiami, soldato?
Caporale Macon, signore.
Caporale? E dove sono i tuoi galloni, allora?
Con il mio equipaggiamento.
E allora possono anche rimanere dove sono. Dora in avanti tu sarai il soldato semplice
Macon.
Luomo strabuzz gli occhi per lo stupore. Non puoi farlo!.
Sono il tuo nuovo comandante, ringhi Napoleone, e posso fare quello che voglio, soldato.
No, ribatt Macon, scuotendo al testa. Io protesto.
Protesta accolta, e io ti accuso di insubordinazione.
Prima che luomo potesse rispondere, Napoleone si volt verso uno dei suoi compagni. Tu,
nome?
Soldato semplice Barbet, signore. Luomo scatt quanto pi sullattenti potesse.
Bene Barbet, chi  lufficiale di maggior grado nel campo?
Gli ufficiali sono a Ollioules.
Ollioules?
S, alla taverna.
Napoleone si fece nero in faccia. Siete un insulto alla vostra categoria di soldati!.
I tre rimasero in silenzio con lo sguardo fisso avanti, non osando incrociare gli occhi di
Napoleone.
Puah!, sput a terra Napoleone. Siete una disgustosa sciagura!.
Che diavolo sta succedendo qui?, si sent dire alle spalle dei soldati. Un istante dopo un
giovane sergente si fece largo tra i tre e si blocc sorpreso di vedere Napoleone.
Nome?.
Il sergente si mise svelto sullattenti. Sergente Junot! Attendente personale del comandante di
artiglieria.
Ah! Quindi lavori per me.
Signore?.
Napoleone tir fuori la lettera di incarico e la consegn al sergente Junot. Sono il capitano
Bonaparte, il nuovo comandante di artiglieria.
Junot lesse il documento e lo riconsegn a Napoleone mentre questi indicava Macon. Il mio
primo ordine per te  di annotare nel diario di campo che questuomo  degradato a soldato semplice e
messo in stato di accusa per insubordinazione. Multalo con una settimana di paga e mettilo a pulire le
latrine per sette giorni. Tutto chiaro?
Tutto chiaro.
Benissimo. Poi, voglio che mandi subito qualcuno a cercare i miei ufficiali perch tornino a
rapporto qui allistante. Fatto questo, vieni da me con un taccuino. Mi troverai laggi a ispezionare i
cannoni.
Sar fatto. Junot salut e ripart verso la grande tenda al centro del campo. Napoleone si
rivolse allora ai tre soldati. Radunate il resto degli uomini. Li voglio subito schierati per lispezione.
Andate!.
A quel punto Napoleone si incammin verso i cannoni, sforzandosi di non sorridere. Era
proprio soddisfatto di se stesso. La prima impressione che quegli uomini avrebbero avuto di lui era di
severo disciplinatore ed era proprio quello che lui voleva pensassero. Aveva bisogno di risultati
immediati dal suo nuovo comando. Se fosse riuscito a dimostrare ai suoi superiori di essere un uomo
pratico, rapido ed efficace, di certo non lavrebbero sostituito quando lArmata delle Alpi si fosse
decisa a inviare un rimpiazzo per il ferito capitano Dommartin.
Come aveva gi potuto constatare dalla collina insieme a Carteaux, i cannoni, gli avantreni e i
carri erano stati lasciati alla rinfusa e gli animali da tiro pascolavano placidamente tra le attrezzature.
Quando Napoleone inizi a ispezionarle, un mulo sollev qualche istante il muso per guardarlo e lo
riabbass subito dopo per riprendere a brucare con aria indifferente. Appena il sergente Junot fece
ritorno, Napoleone inizi a dettargli indicazioni dettagliate spostandosi tra i pezzi di artiglieria,
esaminando scrupolosamente ogni affusto e ogni carrettone. Terminata lispezione, Napoleone diede
unocchiata agli appunti.
Ventisei cannoni di vario calibro. Quattro sono inservibili e necessitano di riparazioni. Poi
risollev gli occhi dal foglio. Perch il fabbro non li ha aggiustati?
Non abbiamo una fucina da campo.
Cosa?. Napoleone scosse la testa. Come diavolo  possibile che un treno dartiglieria
funzioni senza una fucina?
Il generale aveva promesso al capitano Dommartin che avrebbe provveduto.
Ah s? Quanto tempo fa?
Un mese fa.
Napoleone sbuff bruscamente a denti stretti. Un mese bene, allora dovr occuparmene
personalmente. Poi, di quanti uomini in forza disponiamo?.
Junot rispose immediatamente. Trecentotredici uomini, me incluso. Di questi,
duecentonovantotto sono abili al servizio.
Napoleone guard il sergente con approvazione. Finalmente un soldato pronto alla sfida. E in
quale proporzione gli uomini sono come quei tre che ho incontrato al fuoco da campo? Presumo che
quelli non siano permanenti.
No, Napoleone, sono volontari. Un terzo degli uomini  volontario, gli altri sono permanenti o
mitraglieri della Marina.
Altre buone notizie da darmi, sergente?.
Junot sorrise. Significa che non devo dire che non abbiamo sufficienti animali da tiro per
spostare i cannoni, n sufficienti attrezzi per la manutenzione, per non parlare poi della misera quantit
di polvere da sparo e dei proietti insufficienti per il numero di cannoni?.
Napoleone si tolse la feluca e si pass una mano tra i lisci capelli scuri. Capisco. Be, sembra
proprio che nei prossimi giorni avremo molto da fare.
Penso proprio di s, annu il sergente Junot. Sarebbe ora.
Napoleone lo colp con un leggero pugno sulla spalla. Bravo! E dunque, penso che adesso
farei meglio a comunicare agli uomini quello che li aspetta. Va ad annunciarmi.
Il sergente Junot corse via e Napoleone attese qualche istante prima di rimettersi in testa la
feluca, poi si prese le mani dietro la schiena e si incammin verso lo spiazzo di fronte alle tende.
Vedendolo avvicinare, il sergente Junot url: Ufficiale in comando, schierarsi!.
Con occhio allenato, Napoleone not che solo alcuni soldati si mettevano in posizione con
convinzione, molti altri, invece, lo facevano con una svogliatezza e una diffidenza tali da ferirlo nel suo
senso di professionalit.
Muovetevi!, url Junot.
Napoleone cammin lungo la prima fila, passando in rassegna i suoi nuovi uomini, in special
modo i quattro tenenti alla testa delle rispettive divisioni. Uno di loro, un uomo di et avanzata in
ununiforme sbiadita, era palesemente ubriaco e faceva molta fatica a rimanere sullattenti. Ripercorse
la fila a ritroso e si ferm di colpo davanti allufficiale sbronzo.
Nome?
Il mio nome?, farfugli il tenente. Il mio nome  tenente Charles de Foncette, capitano,
signore.
Sei ubriaco o sbaglio?.
Luomo sorrise. S, lo sono, mio capitano.
Napoleone gli si avvicin rapido e gli moll un colpo violento sul petto. Il tenente de Foncette
vol allindietro e fin steso a terra sulla schiena, buttando fuori tutta laria che aveva nei polmoni in un
grugnito esplosivo. E subito dopo si vomit in faccia e addosso.
Napoleone indic i due uomini pi vicini. Tu e tu, buttate questo grasso bastardo fuori dal mio
campo. Portatelo al quartier generale e lasciatelo l. Quando avr smaltito la sbornia potr mandare
qualcuno a recuperare i suoi effetti personali. Poi fece un cenno di impazienza con la mano,
aggiungendo: Allora? Cosa state aspettando?.
Quando i due soldati malvolentieri aiutarono lufficiale mefitico a rialzarsi in piedi e lo
trascinarono via, Napoleone si volt verso gli altri. Nel petto sentiva il cuore battergli allimpazzata.
Era il momento della verit. Il suo futuro dipendeva da quello che avrebbe fatto negli istanti successivi.
Se avesse usato le parole giuste, quegli uomini lo avrebbero accettato come loro comandante. Se, per
contro, non fosse riuscito a stimolare in loro quello spirito che rendeva i soldati capaci di grandi
imprese di fronte a quasi ogni tipo di avversit, allora lopportunit di dare una spinta alla propria
carriera sarebbe svanita. Fece un profondo respiro e inizi.
Soldati! Davanti a voi avete il nemico, i traditori di Tolone che hanno rinnegato il proprio
diritto di nascita, vendendolo ai nemici della Francia. Il nostro avversario ha il vantaggio dei numeri,
difese formidabili e il supporto dellartiglieria della pi potente Marina del mondo. Dallesterno
chiunque potrebbe pensare che la nostra situazione  disperata. Cosa potrebbe mai fare questo esercito
contro una tale fortezza apparentemente inespugnabile?. Fece una lunga pausa perch leffetto
retorico delle sue parole penetrasse nei loro cuori, e poi ripart con laffondo. Questo esercito non
potr fare nulla fintantoch perseverer nello stato di sciattume e disperazione indegno di veri soldati
che ho scoperto in questo campo. Mio Dio! Persino i civili simpatizzanti fuori dal campo si sono
impegnati pi di voi. E se il nemico lanciasse un attacco contro lesercito che circonda Tolone, sono
pronto a scommettere che questi civili saprebbero dargli pi filo da torcere di voi! Signori, per dirla
semplice, in questo momento siete un totale disonore per luniforme che indossate. A meno che le cose
non cambino, perderemo questa battaglia e potrebbe benissimo rivelarsi il momento cruciale della
rivoluzione. Tutti gli anni di sofferenza che il popolo francese ha patito per sbarazzarsi
delloppressione dellaristocrazia sarebbero gettati alle ortiche. Negli anni a venire, quando sarete
vecchi, la gente vi indicher bisbigliando che avete fallito nel vostro dovere proprio quando la Francia
aveva maggiormente bisogno di voi diranno che avete fallito, ripet con voluta enfasi, voltandosi
poi di schiena e fissando per qualche secondo le distanti difese di Tolone, lasciando che gli uomini
metabolizzassero le sue accuse. Poi si volt di nuovo e riprese a parlare in tono pi mite.
Questo non lo dobbiamo permettere. Tolone pu essere nostra. Mi  bastato il poco tempo che
sono rimasto qui per capire che Tolone non pu essere conquistata con un attacco frontale. La nostra
fanteria verrebbe spazzata via prima di riuscire a prendere uno qualsiasi di quei forti. Solo una cosa pu
mettere in ginocchio Tolone, incalz Napoleone. Lartiglieria. Cio noi, signori. Solo noi. E allora
facciamo sentire i nostri cannoni a Tolone. Dobbiamo circondare il nemico con un fronte di batterie che
abbatter le sue difese come denti marci. Costruiremo le nostre batterie sotto il suo naso e una volta
completate, ricacceremo il nemico in mare. Non devo certo dirvi io che sar unimpresa pericolosa e
che avremo bisogno di ogni briciola di coraggio, forza e resistenza che saremo in grado di trovare in
noi stessi. Questo vale tanto per gli ufficiali e i sergenti quanto per i soldati semplici. Non ci sar requie
per nessuno di noi. Da oggi in poi vivremo accanto ai cannoni e non riposeremo finch quello
stendardo borbonico che sventola sopra Tolone non verr abbattuto e sostituito con la bandiera della
Francia!.
A quel punto Napoleone si strapp via il cappello e lo tenne sollevato in aria, ma per qualche
istante non arriv alcuna reazione da parte degli uomini. Poi il sergente Junot fece un passo avanti e
sollev il cappello con un urlo di esultanza. Allimprovviso laria si riemp delle grida dei soldati e di
slogan patriottici. Napoleone si un a loro, urlando anchegli a squarciagola. Poi si accost a Junot e ne
incroci lo sguardo. Voglio gli ufficiali e i sergenti nel mio quartier generale non appena verranno
sciolte le righe. Di al resto dei sottufficiali di far smontare e sistemare per bene le tende ai soldati. Poi
dovranno fare ordine nel parco di artiglieria. Niente cibo o pause finch non avranno terminato, e
terminato come si deve. Capito?
S, comandante.
Bene, annu Napoleone. Esegui, Junot.
Napoleone si fece largo tra i soldati e si diresse verso la tenda del quartier generale; allinterno
un paio di scrivanie da campo sovrastate da un cumulo di scartoffie sul fondo della stanza; su un
piccolo tavolo un grosso fiasco di vino rosso e alcune coppe di peltro su cui Napoleone punt
immediatamente per mescersi da bere. Tutto sommato sembrava essere andata abbastanza bene. Era
riuscito a trasmettere ai soldati un certo senso dellobiettivo, la consapevolezza del valore del loro ruolo
nellassedio e di conseguenza anche un senso di responsabilit. Probabilmente sufficiente a spronarli. Il
trucco era tenerli concentrati, il che presumeva anche offrirgli quanto prima una vittoria, qualcosa che
giustificasse il duro lavoro a cui li avrebbe sottoposti. Vag con i pensieri per qualche istante, poi si
avvicin ai lembi della tenda e guard verso Tolone alle pendici dellaltura. Nel braccio occidentale
della rada interna erano ancorate diverse navi da guerra nemiche, ai piedi della collina di Brgaillon.
Napoleone sorrise tra s e s. Benissimo. Avrebbe iniziato da l.
...
.
...
Capitolo 75.
...
.
...
Due giorni dopo, quando le prime luci dellalba iniziavano a orlare lorizzonte, Napoleone
guard nel mirino del cannone da 24 libbre. La nave che aveva scelto come bersaglio era poco pi di
una macchiolina scura nel porto sottostante. La fregata Aurore era uno dei vascelli catturati dagli
inglesi quando Tolone si era arresa alla Marina Reale Britannica. La distanza era notevole e Napoleone
sapeva che le possibilit di riuscire a colpire la fregata erano minime, ma non era comunque quello lo
scopo della dimostrazione di quella mattina: voleva solo avvisare i nemici della Francia che le loro
difese non erano neanche lontanamente sicure quanto pensavano. E, cosa pi importante, voleva
dimostrare ai suoi superiori di essere il tipo di ufficiale con spirito di iniziativa.
Non appena i soldati avevano iniziato a rimettere ordine nel campo e nel parco di artiglieria,
Napoleone aveva inviato gli ufficiali a cercare attrezzi da trincea e gabbioni di vimini per la costruzione
della batteria. Il capitano Marmont, un giovane desideroso quanto Napoleone di dar prova del proprio
valore, era stato inviato alla batteria costiera a Cap Ngre per requisire i 24 libbre di cui Napoleone
aveva bisogno per la sua batteria. Il treno di artiglieria dellarmata aveva solo pezzi leggeri, quasi
inutili per un assedio.
Marmont aveva scoperto che i cannoni erano montati su affusti navali, totalmente inadatti al
trasporto sui sentieri accidentati che portavano a Tolone, ragion per cui era stato necessario smontare i
cannoni e caricarli su pesanti carri. La durissima movimentazione dei carri aveva estenuato uomini e
muli, ma nemmeno giunti al campo avevano potuto riposare. Ogni uomo disponibile si stava spaccando
la schiena per completare la prima delle batterie del capitano Bonaparte. I lavori erano proseguiti anche
durante la notte, rischiarati dalla flebile luce giallastra dei piccoli fal e delle torce. Napoleone aveva
deciso di rompere la tradizione di assegnare lettere a ogni batteria. Gli avrebbe dato dei veri e propri
nomi, qualcosa che i soldati avrebbero potuto ricordare con pi facilit. La prima sarebbe stata la
Batteria della Montagna.
Non appena completati bastioni e feritoie, gli uomini, sudati e sfiniti, trascinarono, grugnendo
per lo sforzo, le grosse travi delle piattaforme di appoggio per i cannoni e le incastrarono nel terreno
mentre la squadra di Marmont arrivava con i cannoni. Napoleone accorse per accoglierli e tenendo una
torcia sollevata sopra la testa li esamin.
Per il momento andranno bene, ma dobbiamo predisporli per affusti standard quanto prima.
Napoleone diede una pacca sulla spalla a Marmont e sorrise. Benfatto! La Marina inglese avr una
gran bella sorpresa quando si vedr piovere addosso le prime palle dei nostri 24 libbre!.
Ah su questo non ci sono dubbi, rispose Marmont, mettendo su unespressione preoccupata.
Il problema  che siamo riusciti a trovare solo qualche proietto e niente polvere da sparo. La batteria a
Cap Ngre  inattiva da alcuni mesi, quasi spogliata di tutto.
Dannazione!, sbrait Napoleone, serrando i pugni. E allora dovete ripartire alle prime luci
dellalba per cercare munizioni altrove. C una batteria a Bau Rouge, provate in quella.
S, signore.
Quando Marmont si volt per urlare gli ordini, Napoleone controll lorologio e si mordicchi
un labbro. La sera prima aveva fatto recapitare un invito a Saliceti, Frron e Carteaux perch
presenziassero con lui allapertura del fuoco della Batteria della Montagna contro la flotta britannica.
Anche se tutti e cinque i cannoni fossero stati approntati in tempo, ci sarebbero state munizioni appena
sufficienti per qualche giro di salva. Il che non sarebbe stato un gran bello spettacolo. Per cui
Napoleone si rese conto che lunica soluzione era di usare un cannone solamente: in questo modo le
munizioni sarebbe durate pi a lungo e lui avrebbe potuto supervisionarne personalmente il
caricamento e il puntamento.
Per questo motivo, a mano a mano che la giornata si faceva pi luminosa, Napoleone si
concentr sulla preparazione del cannone pi a sinistra, selezionando accuratamente le migliori palle
per i colpi di apertura. Mentre i serventi terminavano di caricare il primo colpo e Napoleone puntava la
canna, Marmont lo raggiunse trafelato. Indicando con un cenno della testa al di sopra della spalla, lo
inform: I rappresentanti stanno arrivando. Siamo pronti?.
Napoleone annu. Pronti come sempre. Il generale  con loro?
Non lho visto.
Quindi Carteaux aveva deciso di snobbarlo, pens sorridendo Napoleone. La cosa non lo
sorprendeva: aveva fatto pi cose lui in due giorni che il generale in settimane e settimane. Saliceti e
Frron avrebbero sicuramente apprezzato.
Sollevando lo sguardo, vide le sagome sfumate di due uomini a cavallo attraversare la cresta
sopra la batteria e poi raggiungerlo al trotto. Napoleone avanz per accoglierli e li salut mentre
tiravano le redini. Saliceti osserv i lavori di terrapieno con occhio esperto.
Avete fatto un buon lavoro, Napoleone, veramente un ottimo lavoro. Poi si rivolse a Frron.
Non sei daccordo, cittadino?.
Frron annu e per la prima volta sorrise a Napoleone. Sembra proprio che io ti abbia giudicato
male, giovane uomo.
Napoleone si sforz di rimanere impassibile di fronte a quellaffronto mascherato da
complimento, limitandosi a fare un cenno di modesto ringraziamento con la testa. Grazie, cittadino
Frron.
Quanto vi manca per esser pronti a fare fuoco?
Stavamo proprio per iniziare. Napoleone indic una piccola piattaforma che era stata
sistemata accanto alla batteria. Se volete osservare da quella piattaforma, avrete unottima visuale
dellazione.
Mentre Saliceti e Frron prendevano posizione, Napoleone si avvicin al cannone che aveva
scelto e fece un cenno al caporale al comando della squadra dei serventi. Accender io.
Ricevuto.
Napoleone si fece consegnare il buttafuoco da uno dei serventi e guard attraverso la feritoia
mirando alla fregata in basso nel porto. In quel momento cera luce sufficiente per distinguere
chiaramente gli alberi, le aste e anche lintreccio del sartiame. Laria era ferma e la superficie del mare
liscia come uno specchio. Sul ponte dellAurore si vedevano alcune minuscole figure in movimento.
Napoleone sorrise: sulla fregata sembrava tutto assolutamente tranquillo. Era il momento giusto per
rompere quella pace e rammentare alla Marina britannica che erano in guerra. Indietreggi di un passo
e url: Allontanarsi dal cannone!.
Quando Napoleone si posizion su un lato del cannone, la squadra dei serventi si allontan.
Napoleone fece un respiro e abbass il buttafuoco verso lestremit della miccia che sporgeva dal
focone. La punta incandescente sfior la miccia e allistante si ud un sibilo, uno sfrigolio, e subito
dopo un cupo boato tonante quando dalla bocca scura del cannone esplose un accecante zampillo di
fuoco. Attorno allarma si gonfi immediatamente una densa nuvola di acre fumo grassoso che graffi
la gola dei serventi. Napoleone lanci il buttafuoco al caporale e sfrecci verso la feritoia, si arrampic
sul terrapieno per cercare di vedere dove fosse caduto il colpo.
Strizz gli occhi, concentrando lo sguardo sulla fregata e sulle acque circostanti, sempre
consapevole del fatto che i rappresentanti stavano attentamente osservando ogni movimento del nuovo
capitano di artiglieria. Dopo un lungo momento di tensione dal mare si lev una colonna di acqua,
leggermente distante e lateralmente alla fregata. La colonna ripiomb velocemente sulla superficie
increspata del mare, dopodich ogni segno che la palla era caduta spar.
Marmont!, grid Napoleone. Hai visto?
S, signore.
A che distanza dalla nave diresti?.
Marmont fece un rapido calcolo a mente. Duecento forse anche duecentocinquanta iarde. E
una cinquantina sulla sinistra.
Napoleone annu. Proprio come pensavo anchio. Molto bene. Caricatore!.
Uno dei serventi si fece avanti. Signore?
Proveremo con un carico doppio di polvere.
Subito, rispose il soldato, congedandosi, ma a Napoleone non sfugg locchiata preoccupata
che rivolse al suo caporale.
Che problema c?
Stiamo gi usando una carica massima di polvere, rispose il caporale, facendo un cenno verso
il 24 libbre.
Non ti preoccupare, caporale, lo rassicur Napoleone con un sorriso e dando una pacca sulla
culatta del cannone. Questo bestione  un duro, pu sopportare cariche molto pi grandi. Adesso
caricatelo come vi ho ordinato.
Sar fatto.
Napoleone regol langolo di puntamento di qualche frazione ed esplose di nuovo. Un altro
boato assordante e un altro fungo di fumo. Questa volta lo spruzzo dacqua fu molto pi vicino e in
linea con la fregata. A quel punto Napoleone, con unimpennata di orgoglio in petto, si volt di scatto,
facendo un cenno al caporale. Adesso puoi occupartene tu. Mantieni la mira dritta e usa la stessa
carica.
S, comandante.
Napoleone si avvi verso la piattaforma di osservazione per unirsi a Saliceti e Frron.
Dovremmo iniziare a colpirli a breve.
Bene, sorrise Saliceti. Eccellente lavoro, Bonaparte. Star pur certo che parleremo di te nel
nostro rapporto a Parigi quando Tolone cadr.
Frron si volt verso Saliceti con aria alquanto perplessa. Certo,  stata una buona
dimostrazione, non si pu negare, ma non facciamo il passo pi lungo della gamba. I cannoni di
Bonaparte devono ancora dare prova di successo.
Napoleone annu. Giusto, cittadino. La batteria pu solo infastidire le navi nemiche da questa
estremit del porto, il che  comunque un bene, ma la chiave per riconquistare Tolone si trova laggi.
E diresse lo sguardo dei due rappresentanti verso il promontorio oltre il paesino di La Seyne. 
lEguillette. Se il generale potesse impossessarsene e fortificarlo allora i nostri cannoni potrebbero
coprire laccesso alla rada interna e cos ogni nave che intendesse entrare o uscire da Tolone dovrebbe
passare sotto il fuoco della nostra artiglieria. Sarebbe ancora pi pericoloso per il nemico se
utilizzassimo palle incandescenti. Se prendiamo lEguillette, la Marina reale dovr abbandonare la rada
interna e a quel punto riappropriarci di Tolone sar solo questione di tempo.
Sembri molto sicuro di te stesso, gli disse Frron, corrucciato.
Sembra la cosa pi ovvia da fare, cittadino.
Bene, se  ovvio per te, allora deve essere ovvio anche per il nemico. Come mai, quindi, non
hanno fortificato lEguillette?.
Napoleone scroll le spalle. Non ne ho idea, ma lo faranno non appena si renderanno conto
della sua importanza.
Sono certo che hai ragione, capitano, intervenne Saliceti. Io e il cittadino Frron
solleveremo la questione con il generale non appena faremo visita al suo quartier generale. Nel
frattempo immagino che tu voglia approntare altre di queste batterie, nel qual caso ti serviranno altri
cannoni di questo calibro, altre palle, altra polvere, questo genere di cose, insomma.
Napoleone annu. S, cittadino. Ti sarei grato se mi concedessi lautorit di requisire ci che mi
serve, ci farebbe risparmiare tempo e soprattutto alleggerirebbe gli attendenti del generale di parecchie
scartoffie.
Assai premuroso da parte tua. Saliceti gli rivolse uno sguardo dintesa e poi sussult quando
il cannone esplose di nuovo un colpo. Qualche istante dopo uno dei serventi url: Colpito! Colpito!.
Il silenzio fu rotto da urla di esultanza. Napoleone non aveva seguito la traiettoria del proietto,
ma sapeva che da quella distanza colpire un bersaglio poteva essere solo risultato di fortuna cieca. Con
il surriscaldarsi della canna e luso di altre palle di non perfetta fattura, il bombardamento avrebbe per
forza di cose perso in accuratezza. Ciononostante Napoleone era consapevole di quanto fosse
importante incoraggiare i suoi uomini, per ricompensarli dei due giorni di lavori massacranti senza i
quali quel momento non sarebbe mai stato possibile. Mise su un bel sorriso e si volt verso il caporale
responsabile del cannone. Colpito! Benfatto. Un colpo da maestro, caporale!.
Grazie, comandante!.
E allora non startene l impalato! Colpiscili ancora!.
Lentusiasmo si plac quando la squadra si richin sui tiranti per riallineare il 24 libbre in
corrispondenza della feritoia.
Saliceti diede un colpo di gomito a Napoleone. Far in modo che tu ottenga ci di cui hai
bisogno. Immagino che con le batterie che ti servono, avrai bisogno anche di pi uomini.
Esatto.
Capisco. E suppongo che non ti sia nemmeno passato per lanticamera del cervello che pi
uomini significherebbero una promozione, vero?.
Napoleone sussult e si sent ribollire il sangue in un istante. Cittadino! Io protesto! Non stavo
assolutamente cercando una promozione! Volevo solo fare il mio dovere.
Ma naturalmente, tent di rabbonirlo Saliceti. E ti prego, non scusarti di essere ambizioso.
La Francia ha bisogno di uomini ambiziosi oggi pi che mai. Per cui, abbiamo bisogno di te qui e
adesso, maggiore Bonaparte.
...
.
...
Capitolo 76.
...
.
...
La situazione non promette affatto bene, signori. Il rappresentante Frron parlava con una
compostezza glaciale fissando tutti gli altri presenti al tavolo. Il generale Carteaux e i suoi ufficiali
anziani rimasero seduti immobili in un disagevole silenzio mentre Frron riprendeva a parlare. Siamo
gi a met ottobre e ben lungi da una rapida soluzione di questo assedio che ormai si protrae da molti
mesi; n sembra prossima leliminazione di quei bastardi dei monarchici. Esigo una spiegazione. Parigi
ha chiesto un rapporto che io e il cittadino Saliceti dovremo redigere nei prossimi giorni per cui  nel
vostro interesse fornirci qualche fatto positivo da poter mettere sul vassoio per il Comitato di Salute
Pubblica al posto delle vostre teste.
Il generale Carteaux si sporse in avanti e sbatt un pugno sul tavolo. Cittadino Frron, non
puoi certo aspettarti miracoli da parte nostra! Abbiamo bisogno di pi uomini, pi approvvigionamenti
e pi tempo per riconquistare Tolone. Se Parigi conoscesse la vera situazione che c quaggi, sono
certo che il Comitato invierebbe i rinforzi di cui ho bisogno.
Sulla faccia di Frron balugin un sorriso. Stai forse insinuando che io e il cittadino Saliceti
non raccontiamo la verit sulla situazione ai membri del Comitato?.
Carteaux aggrott allistante le folte sopracciglia. No, semplicemente che per loro deve essere
molto difficile farsi unidea chiara sugli eventi trovandosi cos distanti dal campo di battaglia.
Campo di battaglia?, ripet, sogghignando, Frron. Quale campo di battaglia? Quello che
vedo ogni santo giorno  un accampamento di soldati pi esposti al rischio di morte per vecchiaia che
per fuoco nemico. Schermaglie a parte, non avete riportato alcun risultato. Il nemico vi anticipa a ogni
mossa. Frron sbatt un dito sulla mappa stesa sul tavolo davanti a s. Grazie alla vostra lentezza
sono riusciti a prendersi anche lEguillette e per giunta anche a impiantarci un maledetto forte!. Poi si
rivolse a Saliceti che gli sedeva accanto a braccia conserte. Com che lo chiamano?
Forte Mulgrave, secondo quanto riferiscono le nostre spie. Venti cannoni, quattro mortai e una
guarnigione di oltre cinquecento uomini.
Frron si volt di nuovo verso Carteaux. Un bel punto di forza, penso che sarai daccordo con
me. La domanda adesso : perch non ci siamo arrivati noi per primi?
Sono cose che accadono, strepit arrogante il generale. Nulla faceva supporre che il nemico
avesse intenzione di fortificare lEguillette. Sono solo vicende di guerra.
A quel punto Saliceti sciolse le braccia e si sporse sul tavolo. Generale, te ne ho parlato alcuni
giorni prima che il nemico iniziasse a costruire il forte e tu mi hai risposto che te ne saresti occupato.
Lho fatto, al momento opportuno, quando avevo fatto i necessari preparativi.
Quali necessari preparativi?, sbott Frron.
Come osi mettermi in discussione?, gli url contro Carteaux. Sei un editore di giornale, cosa
ne sai tu di tattiche di guerra?
Abbastanza da capire che non stai promuovendo gli interessi della Francia. Mi avevi promesso
Tolone e invece mi stai dando solo scuse.
Quando sar pronto per attaccare, lo far. Senza indugio. Poi, abbassando la voce, Carteaux
aggiunse: Ma non ordiner ai miei uomini di attaccare senza un adeguato supporto di artiglieria. Se il
maggiore Bonaparte la smettesse di costruire le sue batterie per coprire il porto e concentrasse i suoi
sforzi su un attacco contro il forte Malbousquet, allora noi potremmo prendere Tolone molto pi
velocemente. Dopotutto, continu Carteaux, scoppiando in una risata forzata, guardando i suoi
ufficiali in cerca di supporto, dopotutto stiamo conquistando Tolone, non il mare.
Alcuni dei suoi scagnozzi risero e sorrisero. Napoleone lo fiss in cagnesco mentre Carteaux
tornava a rivolgersi ai rappresentanti, ringalluzzito dal sostegno dei suoi ufficiali. Ridatemi il
controllo dei miei cannoni e io vi consegner la vittoria.
Saliceti scosse la testa. No, la chiave di questo assedio sta proprio nel privare la Marina
britannica dellaccesso al porto. Ritengo che la strategia del maggiore Bonaparte sia solida. Dobbiamo
concentrare lartiglieria attorno allEguillette, dobbiamo prendere il forte Mulgrave e a quel punto
controlleremo laccesso al porto. Lalternativa, la tua alternativa,  di conquistare i forti attorno a
Tolone uno alla volta e poi attaccare le mura della citt. Adesso, perdonami generale, ma a me sembra
proprio una strategia che richiede un eccessivo dispendio di vite e di tempo.
Un soldato deve prendere decisioni difficili di tanto in tanto, ribatt Carteaux, scrollando le
spalle. Forse per un politico potrebbe essere complicato da capire.
Naturalmente, ma le decisioni complicate non necessariamente sono le pi giuste, generale.
Guarda lassalto sul monte Faron allinizio del mese. Quanti uomini abbiamo perso in quellattacco? E
cosa ci abbiamo guadagnato? Niente. E anche supponendo che ce lavessi fatta, come ti saresti mosso
poi? I due altri forti che avresti dovuto conquistare, Malbousquet e LaMalgue, sono molto pi forti.
Quante centinaia se non migliaia di nostri uomini avremmo perso in questi attacchi?. Saliceti scosse la
testa. Dobbiamo concentrare i nostri sforzi sullEguillette.
Carteaux piant gli occhi su Saliceti per qualche istante e Napoleone not la mandibola del
generale irrigidirsi furiosamente sotto i fitti baffi. Poi Carteaux sbuff con derisione e indic il suo
comandante di artiglieria. Solo Dio sa cosa gli hai raccontato alle mie spalle, Bonaparte, ma hai
torto.
Napoleone si sent raggelare la spina dorsale da ansia e paura. Non aveva nessuna intenzione di
ritrovarsi nel fuoco incrociato tra il comandante dellesercito e i rappresentanti del Comitato di Salute
Pubblica. Io sono sempre stato leale e non ho detto nulla che potesse renderli ostili nei tuoi confronti.
Ho semplicemente offerto unopinione tattica. Sono del parere che dovremmo prendere lEguillette e
sostengo questa convinzione.
Parere tuo, disse Carteaux, sorridendo con aria mesta. Se hai un piano per prendere
Tolone, sono certo che saremmo tutti ben lieti se volessi condividerlo con noi.
S, ne ho gi uno. Lho inviato al tuo quartier generale alla fine di settembre.
Carteaux contrasse le labbra per un istante prima di rispondere. Sii buono, rinfrescami la
memoria.
Volentieri, rispose Napoleone, girando lo sguardo verso Saliceti e Frron. Ho il vostro
permesso?.
Frron fece un cenno di impazienza con la mano. Vai avanti, Napoleone.
Napoleone si alz dalla sedia, si posizion in piedi di fronte alla mappa e indic il grande
promontorio che aggettava verso la citt di Tolone. Se riusciamo a collocare una batteria di 24 libbre
sulla punta di lEguillette, potremo coprire tutta la larghezza del canale. Ancora meglio, uno dei miei
ufficiali ha individuato una colubrina da 24 libbre che dovrebbe arrivarci entra la fine della settimana.
Con quella potremo iniziare a bombardare le navi ormeggiate nel porto stesso.
E a che pro?, chiese Carteaux.
Circondata Tolone, la loro unica via di salvezza sar il mare. In questo momento la vista della
flotta di navi da guerra della Marina britannica ancorate nel porto  ci che d speranza alla gente di
Tolone. Il nemico pu portare altri uomini e approvvigionamenti a suo piacimento. Se spingiamo la
flotta fuori dalla rada interna del porto, allora penso che il loro morale potrebbe crollare. A quel punto,
generale, potresti entrare nella citt senza nemmeno dover sparare un solo colpo. Napoleone fece una
pausa per permettere che il suo comandante visualizzasse la scena trionfante e poi riprese a illustrare il
proprio piano. Prima, per, dobbiamo prendere il forte Mulgrave. Vorrei lautorizzazione a costruire
altre batterie in prossimit del forte.
A che distanza?
A distanza di colpo ravvicinato di cannone, non pi di trecento iarde dal bastione.
Attorno al tavolo si accese un brusio e in molti scossero la testa.
Sarebbe un suicidio, rispose Carteaux. E voi accusate me di sprecare vite umane.
 un lavoro pericoloso, ammise Napoleone, Ma i soldati sono pagati per questo. Se agiamo
per lo pi nottetempo, dovremmo minimizzare il rischio.
Facile per te chiedere ad altri di rischiare la propria vita, maggiore. Non penso che i soldati la
vedranno allo stesso modo, soprattutto considerato il numero di volontari che abbiamo nel nostro
esercito.
Non gli chiederei di fare nulla che non potrei fare anchio, rispose Napoleone. Lavorer alle
batterie gomito a gomito con loro e sar io stesso a puntare i cannoni sul forte.
Carteaux sorrise. Ci creder quando lo vedr, maggiore.
Allora posso invitare te e i tuoi ufficiali a ispezionare la prima delle batterie non appena sar
completata?, ribatt in tono cortese Napoleone.  sicuro, non c da preoccuparsi.
Carteaux lo fiss furente, arrossendo sotto lo sguardo divertito dei rappresentanti. Era caduto
dritto nella trappola ed era fuori di s. Poi sul suo viso si insinu unespressione calcolatrice. Grazie,
maggiore Bonaparte, accetto linvito. E immagino che il cittadino Saliceti e il cittadino Frron saranno
altrettanto lieti di ispezionare di persona il lavoro del loro giovane protg.
A capotavola i due rappresentanti si scambiarono sguardi sorpresi e nervosi. Poi Saliceti si
schiar la voce e fece un cenno di assenso al generale. Naturalmente, potrebbe far bene agli uomini
vederci condividere il loro stesso pericolo. Ci uniremo a voi alla nuova batteria. Poi si volt verso
Napoleone. E come la chiamerai questa? Hai pensato a un nome?.
Napoleone ci riflett un istante e poi sorrise. S, certo. La chiamer Batteria degli Uomini
senza Paura.
Nella settimana successiva Napoleone e i suoi uomini lavorarono indefessamente per costruire
la prima batteria dalla quale i loro cannoni avrebbero tentato di bombardare i bastioni del forte
britannico. Quando Napoleone parl ai suoi per illustrare loro il compito, non tent in nessun modo di
nascondere il pericolo. Anzi, lo esager e alla fine li guard con un luccichio di entusiasmo negli occhi.
Questo  un lavoro per uomini veri, uomini con le palle. Ecco perch lo sto chiedendo a voi e
non a quella marmaglia sulla collina che si fregia del nome di fanteria, e di sicuro non a quelle
primedonne presuntuose della cavalleria. Se vuoi che un lavoro venga fatto bene, vai dai migliori e lo
chiedi. Quindi, chi accetta?.
Si presentarono talmente tanti volontari per quelloperazione che Napoleone pot selezionare
ben tre turni tra gli uomini migliori e promise agli altri che sarebbero subentrati non appena il nemico
lavesse reso necessario. La prima notte Napoleone e Junot  che Napoleone aveva promosso a tenente
 uscirono in avanscoperta sul campo di fronte ai bastioni per delimitare con pioli di legno e corde il
punto in cui posizionare la batteria. Una volta terminato, Napoleone torn sul luogo con una piccola
squadra di genieri per scavare velocemente un canale e innalzare un argine provvisorio a protezione
delle operazioni della notte successiva. Junot rimase con cinquanta uomini armati a sorvegliare il luogo
contro eventuali contrattacchi britannici. Quando il sole sorse nel tetro cielo grigio autunnale, gli
uomini dellartiglieria videro le facce che li osservavano dalle feritoie del forte. Di l a qualche istante
uno sbuffo di fumo, un lampo di luce e il tonfo sordo dello sparo di un cannone preannunciarono
larrivo di una palla di ferro: sfrecci rasoterra esattamente di fronte allargine provvisorio, sfior le
teste dei francesi sibilando e si conficc in un monticello erboso poco oltre. Il fuoco continu a
intervalli regolari per tutto il giorno, causando pochi danni grazie al fatto che Junot e i suoi uomini si
tenevano ben rintanati dietro la protezione dellargine. Poi con il sopraggiungere delloscurit,
Napoleone usc di nuovo con il suo gruppo di genieri. Il canale fu reso pi profondo e il basso argine
provvisorio trasformato in un vero e proprio bastione e rinforzato con grossi fusti di rami intrecciati e
stipati di terra. Il nemico continu a esplodere occasionali colpi di mitraglia alla cieca nel buio senza,
per, ferire nessuno giacch i genieri si gettavano a terra ogni volta che vedevano il lampo di un
moschetto dal forte.
Quando i terrapieni furono terminati, gruppi di muli trasportarono sul posto le travi per la
piattaforma dellartiglieria mentre i genieri si occupavano di scavare una trincea di comunicazione a
zigzag verso le retrolinee francesi che permise finalmente a Napoleone e ai suoi di continuare a
lavorare in tutta sicurezza anche in pieno giorno.
Una volta completata la costruzione delle difese, arriv il momento di iniziare il lungo e ben pi
faticoso lavoro di trasportare i pezzi di artiglieria nella batteria. Napoleone aveva selezionato cinque
mortai e tre 16 libbre. I mortai, con il loro tiro curvo a traiettoria molto alta, potevano lanciare proietti
esplosivi ben allinterno della piazzaforte Mulgrave, danneggiando pesantemente sia il morale che le
difese e gli equipaggiamenti del nemico. Nel frattempo i 16 libbre avrebbero martellato i bastioni fino
ad aprire brecce abbastanza ampie perch la fanteria potesse tentare un assalto diretto.
Alla fine del mese i lavori per la batteria furono completati e Napoleone invi un messaggio al
quartier generale per informare Carteaux e i rappresentanti del Comitato di Salute Pubblica che il
comandante dartiglieria aveva il piacere di invitarli ad assistere alla nuova batteria in azione. Il tenente
Junot sugger di attendere larrivo degli ospiti per iniziare a far fuoco contro il forte.
Perch?, chiese Napoleone.
Per dare allevento un senso di grande occasione, spieg Junot.
Senso di grande occasione?, scoppi a ridere Napoleone. Dobbiamo attaccare le linee
nemiche, non inaugurare una stupida fiera di paese.
Ma se lasci dare lordine di fuoco al generale, o ancora meglio a uno dei rappresentanti, non
potr che migliorare la tua posizione ai loro occhi.
Napoleone ci riflett su per qualche istante, poi scosse la testa. Non ci penso proprio a dare
unoccasione per prendersi i meriti a quello scemo di Carteaux. Quanto ai rappresentanti, penso che
rimarrebbero pi impressionati se iniziassimo lattacco invece di aspettare loro.
Alle prime luci del mattino del 28 ottobre batteria e munizioni erano pronte per aprire il fuoco.
Non appena i mortai e i cannoni furono caricati, Napoleone abbass il buttafuoco sulla canna tozza di
uno dei mortai che con unesplosione assordante spar, rinculando poi a scossoni nella posizione
originaria sullaffusto statico. La squadra di serventi osserv la striscia nera del proietto salire fin sopra
il forte e poi riscendere oltre i suoi bastioni. Un attimo dopo si lev un enorme spruzzo di terra e di
schegge di legno e gli uomini di Napoleone urlarono di entusiasmo, coprendo il boato della distante
esplosione.
Napoleone alz le mani per farli tacere. Cosa state aspettando? Natale? Dateci sotto!.
Il bombardamento inizi con una serie crescente di detonazioni fragorose. Ben presto la
piazzaforte fu avvolta da una densa coltre di fumo e polvere attraverso la quale si intravedevano
macchie arancioni e giallognole che segnalavano le esplosioni dei proietti dei mortai allinterno dei
bastioni. Limpatto dei 16 libbre fu meno spettacolare giacch il loro fuoco si concentr sulla
distruzione di una feritoia dopo laltra. Con lavanzare della mattinata senza un alito di vento, il fumo
dei cannoni si aggrovigli attorno ai pezzi di artiglieria come una soffocante ragnatela. Alla fine
Napoleone si inerpic su una montagnola di terra tra due 16 libbre per osservare con un cannocchiale la
caduta dei proietti, dettando contemporaneamente indicazioni a Junot che lo aveva raggiunto,
sedendoglisi accanto sulla montagnola. Il nemico li individu immediatamente e un istante dopo furono
esplosi alcuni colpi di cannone di piccolo calibro, ma nessuno di essi colp nelle vicinanze di
Napoleone e Junot, per cui i britannici pensarono bene di smettere subito e risparmiare le munizioni.
In tarda mattinata un sergente inform Napoleone che il generale si stava avvicinando alla loro
postazione, in compagnia di Saliceti, Frron e di altri ufficiali.
Non dovremmo scendere a salutarli?, chiese Junot.
No, ribatt con un largo sorriso Napoleone. Non ci penso proprio. Che salgano loro.
Qualche istante dopo il sergente url lordine di cessare il fuoco e di schierarsi sullattenti per
accogliere il generale, i rappresentanti e il loro seguito che stavano spuntando dalla trincea di
comunicazione. Carteaux strizz gli occhi e attraverso la nube di polvere e fumo che si stava
lentamente dissipando osserv i cumuli ordinati di munizioni e i solidi parapetti difensivi bucati solo
dalle strette feritoie per le bocche dei 16 libbre.
Maggiore Bonaparte!.
Da questa parte, signori. Napoleone fece segno con una mano per attirare la loro attenzione.
Che diamine fai, Napoleone?! Abbassati prima che ti arrivi addosso un colpo.
Siamo fuori dalla portata dei moschetti ed  impossibile da laggi vedere i movimenti qui
sopra. Tranquilli, signori, sarete al sicuro quass.
Il generale esit per qualche istante e poi si avvicin al bastione e sal sul monticciolo per
raggiungere il comandante di artiglieria. Gli altri lo seguirono e di l a poco sullaltura si raggrupp una
piccola folla per osservare il forte oltre il campo aperto.
Continuate a sparare!, url Napoleone ai serventi pi in basso prima di rivolgersi ai propri
ospiti. Come potete vedere stiamo gi mettendo a dura prova le loro difese. Una feritoia  stata
distrutta e una seconda danneggiata. Sicuramente tenteranno di riparare i danni non appena far buio,
ma i nostri mortai sono gi stati regolati con la gittata corretta e renderanno loro la vita difficile.
Maggiore, lo chiam Frron, facendo un cenno della testa verso il forte. Sei proprio sicuro
che siamo fuori dalla loro portata?
Dei moschetti senzombra di dubbio, cittadino. Naturalmente potrebbero azzardare qualche
sparo di cannone adesso che siamo pi numerosi, ma riuscirebbero a centrarci solo con un gran colpo di
fortuna al primo fuoco.
Non lo trovo comunque granch rassicurante, maggiore Bonaparte.
Il commento strapp un risolino nervoso agli ufficiali di stato maggiore di Carteaux. Napoleone
riprese allora con i ragguagli tecnici. Illustr le caratteristiche delle difese nemiche e in quale misura
lartiglieria avrebbe dovuto danneggiarle per rendere possibile un assalto. Poi indic i siti in cui
collocare le altre batterie che intendeva realizzare nelle settimane successive. Quando ebbe terminato,
not che mentre parlava alcuni dei proietti dei mortai sembravano non essere esplosi.
Junot, riferisci al capitano Marmont che forse il nemico  riuscito a spegnere le micce di alcuni
nostri proietti. Si assicuri che il tempo di combustione sia ridotto di almeno tre secondi, diciamo, e
che. Ma fu interrotto bruscamente da unimprovvisa cascata di zolle di terra che ricadde addosso al
gruppo. Alcune gli atterrarono direttamente in testa, altre rimbalzarono nella batteria. Il generale
Carteaux si rialz con unespressione scioccata in faccia. Accanto a lui, i due rappresentanti
rimanevano accucciati con le spalle ricurve.
Che diamine  stato?, mormor Saliceti, la faccia ricoperta di terriccio. Napoleone si guard
attorno e vide, qualche iarda pi avanti, il punto in cui la palla del cannone nemico aveva colpito il
terrapieno. Indic il solco. Laggi, cittadino. Sembra proprio che il nemico abbia deciso di provarci,
dopotutto. Junot? Stai bene?.
Napoleone cerc di voltarsi verso il giovane tenente con quanta pi nonchalance gli riuscisse,
infilando una mano nel risvolto della giubba per celarne il tremore delle dita. Junot spolverava via un
sottile strato di terriccio dal suo blocco. Sollev lo sguardo su Napoleone e con esagerata calma,
rispose: Sto bene. Almeno cos non avr bisogno di sabbia per tamponare linchiostro.
Napoleone scoppi a ridere, voltandosi di nuovo verso gli altri. Saliceti e Frron stavano gi
scendendo al riparo della batteria mentre Carteaux scrutava preoccupato verso il nemico con le mani
strette a pugno.
Solo un colpo fortunato, generale, comment Napoleone con estrema naturalezza.
Carteaux gli lanci unocchiataccia e poi annu. S. Be, grazie per la dimostrazione. Benfatto,
maggiore. Adesso devo tornare ai miei doveri.
Si scambiarono un saluto veloce, poi Carteaux si avvicin al bordo del terrapieno con quanta
pi dignit potesse e salt gi in mezzo alla batteria per unirsi agli altri.
Saliceti fece capolino da sopra il bordo. Bonaparte, se hai bisogno di qualcosa, fammi sapere.
Grazie, cittadino. Sar mia premura.
E, per favore, non farti ammazzare.
Napoleone sorrise e si volt di nuovo verso il nemico nellesatto momento in cui da una feritoia
del forte saliva un altro sbuffo di fumo. Questa volta il proiettile sfrecci con un sibilo cupo sopra le
loro teste, su un lato, facendoli trasalire al passaggio.
Un tiro a forcella, comment Napoleone. Il prossimo sar pi vicino.
S, comment Junot, rialzandosi in piedi e infilando il blocco nella sacca.
Rimasero immobili per qualche istante, poi Napoleone si volt azzardando unocchiata al di
sopra della spalla. La coda del corteo degli ufficiali stava sparendo di nuovo allinterno della trincea di
comunicazione. Un tonfo sordo richiam la sua attenzione giusto in tempo per veder eruttare un piccolo
cratere di terra a breve distanza dai suoi stivali.
Penso che adesso sia meglio mettersi ai ripari.
S, lo penso anchio.
Andiamo, allora. Napoleone si volt e balz gi nella batteria, intimamente soddisfatto per la
piccola dimostrazione che era riuscito a mettere su per Carteaux e ancor pi per Frron e Saliceti. Una
volta passato lo shock, si sarebbero sicuramente ricordati del suo coraggio e della sua imperturbabilit
di fronte al fuoco nemico. Erano proprio queste le cose che facevano una reputazione. Si volt verso
Junot e lo scimmiott: Almeno cos non avr bisogno di sabbia per tamponare linchiostro.
Tenente, devi avere le palle di ferro, tu.
Junot sogghign e Napoleone gli moll un pugno giocoso sulla spalla. Meglio cos, perch ti
serviranno.
...
.
...
Capitolo 77.
...
.
...
Con larrivo di novembre, il tempo cambi. Inizi a venir gi una pioggia fredda e battente che
inzuppava i soldati fin nelle ossa mentre lavoravano alla costruzione di due altre batterie di fronte al
forte Mulgrave. Il terreno divenne un gran pantano viscido e appiccicoso che rallentava il lavoro
risucchiando gli stivali dei soldati costretti ad arrancare per scavare canali di scolo e puntellare muretti
difensivi attorno alle batterie parzialmente costruite. Poi finalmente il quindicesimo giorno del mese
smise di piovere, il cielo si rasseren e Napoleone diede lordine di andare a recuperare nuove
munizioni dalle scorte di Ollioules. Ma quando aprirono il primo fusto, fu subito chiaro che la polvere,
lasciata sotto la pioggia dei giorni precedenti, si era inumidita ed era ormai inutilizzabile.
Napoleone raccolse una manciata dellinutile polvere da sparo, la sfreg tra le dita e inve
testandone la viscosit. Si gir verso Junot e mormor: Quando scopro chi tra quei bastardi
incompetenti degli uomini di Carteaux  responsabile di tutto questo, giuro che lo uccido.
Junot non disse nulla, non volendo peggiorare il gi pessimo umore del comandante. Napoleone
fiss la polvere per qualche istante e poi la rigett nel fusto, mollandogli un calcio. Ripulendosi le mani
contro la giubba, si sforz di recuperare la calma. Manda qualcuno a prenderne altra e assicurati che
sia utilizzabile prima che sia portata gi ai cannoni.
S. Ordini per gli uomini?
Ordini?.
Junot indic i fusti di polvere inutilizzabile con un cenno della testa. Be, non possiamo
continuare il bombardamento finch non ne arriver altra.
No, certo, rispose in tono aspro Napoleone. Lasciali liberi fino a prossimo ordine.
Liberi, provvedo subito.
Torno al campo. Mandami a chiamare non appena arriva la nuova polvere.
S.
Tornato alla sua tenda, Napoleone si sedette al tavolo strategico ed esamin i suoi piani per il
dispiegamento di altre batterie. A nemmeno due mesi dalla nomina a comandante dellartiglieria, era
gi riuscito a costruire nove batterie a ovest di Tolone e aveva in progetto di realizzarne altre quattro. Il
contingente, in origine di appena trecento uomini, era arrivato a quasi millecinquecento, ancora non del
tutto sufficienti per servire pi di cento pezzi dartiglieria attorno alla citt assediata. Nel frattempo
Saliceti aveva proposto la sua promozione a tenente colonnello pro tempore e Napoleone aspettava di
ricevere la conferma ufficiale prima di farsi cucire le spalline alla giubba. Era stata unascesa
rapidissima, pens, inorgogliendosi con se stesso, ma lesercito era ancora ben lungi dal conquistare la
citt portuale. Il lento processo di disintegrazione delle difese di forte Mulgrave era una vera tortura per
la sua impazienza, come anche il rifiuto del generale Carteaux di mettere il forte in testa alle sue
priorit. Anche in quel momento solo due battaglioni di fanteria erano trincerati a fianco dei cannoni di
Napoleone, e solo per proteggere le batterie, non per lanciare un attacco al forte quando fossero
maturati i tempi.
Dopo aver tentato ogni occasione possibile per promuovere, invano, il suo piano presso i
rappresentanti, come ultima spiaggia Napoleone aveva deciso recentemente di inviare una missiva
confidenziale al ministro della Guerra a Parigi, lagnandosi in termini rancorosi dellincompetenza del
generale Carteaux e ribadendo la necessit improrogabile di adottare il piano da lui proposto se si
voleva far cadere Tolone prima della fine dellanno. Una lettera inviata in un momento di avventatezza
e adesso Napoleone temeva di aver travalicato il limite. Carteaux godeva dellappoggio di potenti
sostenitori giacobini e non era certo il tipo da lasciar passare sottogamba uno sgarbo del genere, se ne
fosse venuto a conoscenza.
I gomiti appoggiati sul tavolo e le mani tra i capelli, dun tratto Napoleone si accorse di un
trambusto allesterno della tenda. Sentiva i soldati urlare luno contro laltro e in lontananza spari di
moschetto. Sospirando si alz stancamente e usc. Approfittando del bel tempo, i soldati avevano tirato
dei fili tra un palo di tenda e laltro per far asciugare le uniformi fradice e i sacchi da letto. Si diresse
verso laltro versante dellaccampamento per dare unocchiata al forte Mulgrave alle pendici
dellaltura: dal terreno che si riscaldava salivano ciuffi di vapore. Poco oltre il fossato esterno vide un
gruppetto di uomini, alcuni in uniforme francese, altri in giubbe rosse. Si guard attorno e individu il
capitano Marmont che osservava la scena con un cannocchiale telescopico.
Lo raggiunse di corsa, chiedendogli a gran voce: Che diamine sta succedendo?.
Marmont si volt e salut il tenente colonnello. Alcuni nostri picchetti si sono lasciati prendere
un po troppo la mano e si sono spinti troppo vicini al forte. I britannici hanno fatto una sortita per
catturarli e adesso gli stanno dando un fracco di legnate.
Fammi vedere.
Napoleone afferr il cannocchiale che Marmont gli stava porgendo e lo punt in basso verso il
forte. Nella lente delloculare vide chiaramente i soldati francesi in ginocchio presi a calci e colpiti con
i moschetti dai catturatori.
E come sono arrivati a questo?
Posso solo tirare a indovinare: i picchetti si avvicinano e iniziano a scambiarsi insulti con i
britannici. Una cosa tira laltra ed ecco  il risultato. E sembra proprio che i nostri al campo non
abbiano gradito. Guarda laggi.
Marmont indic le trincee di fronte al forte. Un brulicare di soldati francesi che si
arrampicavano con i moschetti in pugno, gesticolando furiosamente contro il nemico, unondata
crescente di uomini lanciati allattacco, le loro urla rabbiose echeggianti fin sulla cima del pendio.
Napoleone ripunt il cannocchiale verso i britannici. Questi ultimi avevano smesso di malmenare i
prigionieri e si erano voltati verso gli altri francesi che avanzavano verso di loro. A quel punto un
sergente delle giubbe rosse abbass la punta della picca, conficcandola in petto a uno dei prigionieri.
Bastardo!, sibil Napoleone a denti stretti e, orripilato, vide il sergente britannico esortare i
suoi a fare lo stesso con gli altri prigionieri. Quei bastardi li stanno ammazzando tutti!.
Udendo quelle parole, i soldati attorno a lui esplosero in un urlo di rabbia e in un istante si
lanciarono alla carica verso la postazione nemica.
Oh merda!, esclam Marmont, dandosi un pugno sulla coscia. Idioti! Cosa pensano di fare?!
Dobbiamo fermarli.
No, sbott Napoleone, la mente in fibrillazione, elettrizzato da quellopportunit. No, questa
 la volta buona,  la nostra occasione. Andiamo!.
Afferr Marmont per un braccio e se lo tir dietro lanciandosi di corsa gi per il pendio.
Passando accanto alle tende, url agli uomini di imbracciare le armi e di seguirlo.
Nel frattempo la prima ondata di soldati francesi aveva gi raggiunto il fossato esterno e stava
superando gli ostacoli, strappandoli via dal terreno nella corsa verso quelle giubbe rosse che avevano
ucciso i loro compagni. Con il cuore in gola, Napoleone si incit a correre quanto pi velocemente le
gambe gli permettessero. Se solo tutti i suoi uomini fossero arrivati l con il sangue ancora ribollente di
battaglia. Se almeno uno degli ufficiali fosse riuscito ad arrivare l in un lampo per cogliere lattimo,
allora sarebbe potuto accadere qualunque cosa. Raggiunse la Batteria degli Uomini senza Paura e si
ferm al bastione per urlare ai cannonieri ancora dentro.
Prendete unarma e seguitemi!.
Subito dopo ripart di corsa, mischiandosi alla carica dei suoi uomini verso la piazzaforte.
Lungo i bastioni si vedevano gi uomini aggrovigliati in spietati combattimenti corpo a corpo e sbuffi
di fumo di moschetto. Napoleone raggiunse il fossato, scivol gi per la ripida parete, mancando di
poco le punte aguzze della piattaforma chiodata interrata nel fondo fangoso e mentre lui si affannava
per arrampicarsi su a quattro zampe, dai bastioni iniziavano gi a scendere i primi feriti. Lungo tutto il
bastione i francesi tentavano di penetrare nel forte.
Oltre il parapetto facevano capolino le facce disperate delle giubbe rosse che tentavano di
respingere i nemici affondando baionette o agitando i moschetti come fossero bastoni. Francesi contro
britannici come animali selvatici. Risalito tra i soldati in combattimento, Napoleone estrasse la spada e
la sollev pi in alto che pot.
Avanti!, grid. Avanti! Seguitemi!.
Si fece largo tra alcuni dei suoi e facendo leva sulla sommit di un gabbione si spinse su
allinterno di una feritoia. A quel punto gli si apr davanti linterno del forte: osserv rapidamente la
situazione e constat che quel tratto di bastione era difeso da un esiguo numero di britannici, mentre
molti altri si stavano gi radunando in formazione sul versante opposto del forte nei pressi delle
caserme. Questo significava che presto sarebbero arrivati dei rinforzi.
Colonnello!, url Marmont poco distante. Sulla sinistra!.
Girandosi, con la coda dellocchio Napoleone scorse la macchia rossa che gli si stava
avventando addosso ed ebbe appena il tempo di sollevare e ruotare la spada per bloccare un affondo di
baionetta. La punta di acciaio schizz via sferragliando e si piant nella parete intrecciata di un
gabbione. Con lelsa della spada Napoleone colp violentemente in faccia il britannico che croll
allindietro con un grugnito, mollando la presa sul moschetto. Lo lasci l a terra e balz gi allinterno
del forte, facendo freneticamente segno agli uomini alle sue spalle di seguirlo. Nel frattempo altri
piccoli gruppi di soldati francesi avevano scavalcato il bastione in altri punti e si erano messi alle
calcagna dei nemici in fuga. Solo pochi britannici ebbero la prodezza di fermarsi per affrontare il
nemico, dando prova di unaccanita determinazione nel voler difendere la piazzaforte e il proprio
onore. Poco distante i loro commilitoni stavano velocemente formando una linea di fuoco per
contrattaccare i francesi e respingerli dal forte. Napoleone si volt per cercare Marmont e lo vide a
pochi passi da lui che scavalcava il bastione.
Capitano! Informa il generale che abbiamo attaccato le mura e che deve inviare altri uomini e
il forte sar nostro. Vai!.
Marmont annu, si volt e salt di nuovo gi, sparendo dalla vista. Napoleone si guard attorno
freneticamente, valutando la situazione. Il bastione ormai era un brulicare di soldati francesi, una
moltitudine di soldati senza guida n ordine, visibilmente confusi e impauriti ora che il furore iniziale si
stava affievolendo. Per la maggior parte artiglieri, armati con poco pi di bastoni e coltelli; chi aveva
un moschetto, lo aveva gi scaricato contro il nemico allinizio dellassalto. Napoleone si rese conto
che era indispensabile radunarli quanto prima e ristabilire ordine e disciplina per scongiurare che si
disperdessero nel momento in cui le giubbe rosse, per contro ben organizzate, avessero iniziato a
caricarli.
Nelle vicinanze un sergente volontario francese aveva steso un nemico con un colpo di bastone
e gli stava frugando nelle tasche. Napoleone gli afferr il braccio e lo stratton violentemente via,
impedendogli di derubarlo, urlandogli: Raduna gli uomini e falli mettere in formazione, quelli con il
moschetto davanti!.
Luomo lo fiss con sguardo assente e Napoleone lo scosse.
Metti i soldati in formazione! Hai capito?.
In quellistante il sergente si riebbe e annu, voltandosi immediatamente a urlare gli ordini agli
uomini che vagavano senza meta sul bastione. Dopodich Napoleone si volt nellaltra direzione e
individu altri sergenti e il tenente Junot ai quali pass le medesime istruzioni. Lentamente, troppo
lentamente, gli ufficiali, urlando e spintonando, fecero disporre i soldati in una formazione raffazzonata
ai piedi del bastione, indirizzando verso di loro anche gli altri soldati che a mano a mano si riversavano
allinterno del forte. Napoleone ordin a tutti coloro che erano dotati di moschetto e munizioni di
caricare le armi e tenersi pronti in attesa dellordine di far fuoco. Nel crescente sferragliamento dei
calcatoi che pigiavano in canna cartucce di polvere da sparo e pallini, Napoleone ebbe la certezza che
se fossero riusciti a tenere in pugno la situazione abbastanza a lungo da permettere a Carteaux di
inviare unit organizzate e armate di tutto punto, sarebbero riusciti a prendere il forte.
In quel momento riecheggi in tutto il forte un rullio di tamburi. Sotto gli occhi di Napoleone la
linea dei britannici inizi a muoversi a passo regolare, chiudendo sui francesi con i moschetti ancora in
spalla. Napoleone si sorprese ad ammirare, sorridendo, il sangue freddo del nemico. Poi il sorriso gli si
spense sulle labbra quando si rese conto dellimminente pericolo che lui e i suoi uomini stavano
correndo. Inspir a pieni polmoni e url lordine.
Mano ai moschetti!.
I soldati della prima linea imbracciarono i moschetti, puntandoli contro il nemico.
Armi al petto.
In rapida successione lungo tutta la linea frettolosamente formata, i moschetti vennero sollevati
e posizionati con il calcio saldamente puntato contro la spalla, il pollice destro appoggiato sul cane.
Armate!.
Quando lungo tutta la linea i denti del meccanismo scattarono allunisono con un click, uno dei
soldati cedette al nervosismo ed esplose subito un colpo.
Non sparare, idiota!, ringhi Napoleone in direzione dello sbuffo di fumo che tradiva la
posizione del soldato. Aspetta a sparare finch non te lo ordino io!.
Di fronte a loro, la linea britannica si arrest a poco pi di una cinquantina di passi, abbastanza
vicino da permettere a Napoleone di distinguere i tratti delle facce dei soldati e di quella dellufficiale
che in tutta quella confusione era riuscito a trovare un cavallo, dalla cui sella adesso torreggiava sopra i
suoi uomini. Lufficiale britannico latr un ordine e le sue giubbe rosse sganciarono i moschetti dalla
spalla e li puntarono verso il nemico, formando una mortale barriera di acciaio. Napoleone alz la
spada. Preparatevi a far fuoco fuoco!.
La raffica dei francesi esplose in una successione frastagliata di colpi che trasformarono laria
in una momentanea coltre di asfissiante fumo giallognolo. I soldati nelle retrolinee esultarono, ma a
mano a mano che il fumo si dissolveva, lentusiasmo gli si smorz rapidamente in gola. A terra cera
solo qualche soldato nemico e adesso era il loro turno di sparare. Lufficiale britannico diede lordine
con stentorea precisione; i moschetti furono sollevati, i cani caricati, poi segu una breve pausa che
immerse il forte in una calma terrificante, rotta solo dai flebili lamenti dei feriti.
Lufficiale britannico url un altro ordine, istantaneamente fagocitato dal boato della massiccia
raffica di colpi dei suoi uomini, oscurati da una fitta coltre di fumo. La raffica invest la linea francese
come una grandinata; laria attorno a Napoleone si satur dei sibili acuti delle palle di moschetto e dei
tonfi sordi quando queste colpivano i suoi uomini. Vide la testa di un soldato di fronte a lui sbalzare
allindietro e disintegrarsi in una poltiglia di ossa, cervello e sangue che gli arriv a schizzi in faccia e
sul petto come pioggia calda. Tra i rantoli e i lamenti delle vittime, si ripul il viso con le mani e vide
decine di suoi uomini a terra mentre gli altri fissavano la carneficina con occhi sbarrati.
Rispondete al fuoco!, url. I soldati ancora presenti a se stessi e in grado di agire arraffarono
le cartucce dalle sacche e si affrettarono a ricaricare le armi. Dalle linee britanniche giunse il rumore
metallico dei calcatoi spinti in fondo alle canne e mentre le giubbe rosse preparavano una seconda
raffica mortale, i francesi, pi veloci, risposero immediatamente al fuoco, unondata discontinua di
botti con qualche sporadico sfrigolio di cilecca. Poi romb la seconda raffica nemica e altri francesi
crollarono e si accartocciarono a terra. Qualche soldato nelle file posteriori si diede alla fuga verso i
bastioni. Non appena se ne accorse, Napoleone scatt alla rincorsa.
Tornate indietro! Tornate in formazione!.
Lultimo tra loro lo fiss come se guardasse un folle, scosse la testa e continu la sua disperata
arrampicata attraverso la feritoia, sbattendo via la mano che Napoleone gli porgeva. Napoleone lo
guard fuggire con una stretta al cuore e per la prima volta avvert su di s il tocco gelido della
mortalit. Limprovvisa consapevolezza di poter morire l, su quel bastione fangoso, su quella distesa
di cadaveri quando cera ancora moltissimo da fare, lo lasci sconvolto. Se solo fossero arrivati i
rinforzi. Dove diavolo era Carteaux? Proprio in quel momento, al di l del bastione, poco oltre le
trincee francesi, vide sopraggiungere in marcia una colonna di uomini. Avrebbero impiegato ancora un
po per raggiungere il forte. Troppo. Deglut nervosamente, consapevole che gli restava una sola
possibilit.
Corse avanti, facendosi largo tra le file e inizi a urlare ai soldati: Carteaux sta arrivando!
Dobbiamo caricare! Caricate adesso prima che possano rispondere al fuoco!.
I soldati lo fissarono sbalorditi.
Cosa state aspettando?, url ancora. Che vi ammazzino come cani? Caricate!  la vostra
unica speranza!.
Il tenente Junot gli fece immediatamente eco, seguito da alcuni sergenti e caporali e dai pi
coraggiosi tra i soldati semplici. A quel punto la linea francese inizi ad avanzare ondeggiando
disordinatamente, sempre pi velocemente, tra urla di battaglia e di incitamento verso la formazione
delle giubbe rosse. Trascinato dal fervore, anche Napoleone si un alle loro grida fin quasi a sentirsi
bruciare i polmoni per lo sforzo. Erano quasi arrivati a ridosso dei britannici quando questi esplosero la
terza raffica che invest i francesi dritto in faccia, lasciandone a terra molti altri nella nuvola di fumo
che invase laria. Chi rimase in piedi continu la folle carica contro le baionette nemiche; dun tratto
Napoleone si trov faccia a faccia con un veterano grinzoso che a denti sbarrati che gli stava saltando
addosso. Riusc ad abbassarsi nellesatto momento in cui la baionetta affondava sopra la sua testa,
mancandolo. Quando risollev lo sguardo, il britannico barcollava allindietro con lascia di un geniere
conficcata nel collo. Unenorme sagoma azzurra super Napoleone con un balzo, strattonando via il
manico dellascia e girandosi poi a cercare un altro avversario.
In quella coltre di fumo si era scatenata una feroce battaglia tra colpi di ascia, di bastoni e di
spade. Napoleone indietreggi e guard verso il bastione, sperando nellarrivo dei rinforzi. Fintantoch
le giubbe rosse fossero state costrette al corpo a corpo, il rischio di altre raffiche mortali era
scongiurato.
Avanti!, url, cercando di superare il fracasso. Carteaux sta arrivando!.
Dun tratto, il familiare squillo delle trombe francesi ridiede momentaneamente animo al suo
cuore, ma la consapevolezza che qualcosa non andava fu immediata. Qualcosa che Napoleone non si
sarebbe mai aspettato. Tese meglio le orecchie e al di sopra dei rumori della schermaglia ud di nuovo
il suono con inequivocabile chiarezza.
La ritirata!, sent urlare vicino a lui. Stanno chiamando la ritirata!.
No!, url allora Napoleone con il cuore stritolato dalla rabbia. No!.
Ritirata! Ritirata!.
Ormai era troppo tardi per fermarli: nel fumo si vide sfrecciare davanti agli occhi le sagome dei
soldati che correvano verso il bastione, tutti in fuga. In quellistante qualcuno lo stratton per la
manica. Junot lo incitava a seguirlo: Andiamo!.
No.
Non c pi niente da fare. Andiamo via!. Junot lo stratton ancora, spingendolo poi verso il
bastione. Sulle prime Napoleone si oppose ostinatamente: listinto gli diceva di voltarsi e affrontare il
nemico mentre le gambe lo portavano dietro a tutti gli altri. Poi si ritrov davanti alla feritoia e Junot
gli diede uno spintone, facendolo cadere e rotolare gi per il pendio fin dentro il fossato. Tuttattorno,
gli uomini arrancavano nel fango per mettersi in salvo. Super gli ostacoli, si inerpic sulla parete
opposta e attravers poi di corsa il campo aperto verso il riparo della batteria. Arriv senza pi fiato, si
ferm qualche istante per recuperare, guardando indietro verso il forte. Il bastione era di nuovo nelle
mani delle giubbe rosse che avevano ripreso a caricare velocemente le armi e a sparare dietro ai
francesi sparpagliatisi nella fuga. Napoleone si riaggiust la giubba: in fondo allanimo si sentiva
bruciare per quellopportunit sprecata e per loltraggio di quelle stridenti note di ritirata. Si volt e
rientr tra le sue fila.
Raggiunse la batteria, sfior Junot e continu a camminare su per laltura, senza fermarsi,
attraversando il campo dellartiglieria diretto verso il quartier generale di Carteaux fuori Ollioules.
Quando lo vide avvicinarsi, un ufficiale scatt in piedi e gli blocc laccesso alla tenda del generale.
Fammi passare, gli ringhi Napoleone con il respiro accelerato. Voglio vedere il bastardo
che ha ordinato la ritirata!.
Non posso farti entrare, rispose lufficiale, buttando unocchiata nervosa alle sue spalle. Il
generale  occupato.
Occupato?, ripet Napoleone, fissandolo e scuotendo la testa sbalordito e infuriato.
Immagino quanto sia occupato. Farebbe meglio a scrivere testamento.
Alle spalle dellufficiale si sollev un lembo della tenda e dallo spiraglio fece capolino Saliceti.
Che succede? Bonaparte?. Saliceti guard allarmato il viso insanguinato di Napoleone. Buon Dio,
ragazzo, stai bene?
S, cittadino, rispose Napoleone a denti stretti, facendo un gesto stanco verso il forte. Meglio
di centinaia di uomini laggi voglio vedere il generale. Voglio vedere il codardo che ha richiamato
lattacco, il codardo che ci ha privati delloccasione di conquistare il forte. Voglio vedere il generale.
Non puoi vedere il generale, replic Saliceti. Non c nessun generale qui.
Che intendi dire?, chiese Napoleone, avanzando e cercando di sbirciare allinterno della
tenda. Vide Carteaux seduto, appoggiato allo schienale della sedia, la testa china in avanti. Si sent di
nuovo ribollire il sangue dalla rabbia e fece per entrare quando Saliceti gli mise una mano sul petto per
trattenerlo.
Come ti ho gi detto qui non c nessun generale, gli ripet. Ho appena rimosso Carteaux dal suo incarico di comandante dellesercito, ci ha deluso troppe volte. E adesso il cittadino Carteaux  in stato di arresto.
...
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Capitolo 78.
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...
Il generale Dugommier fiss con espressione severa gli ufficiali riuniti. Non ci saranno pi
errori, signori. Riavremo Tolone nelle nostre mani prima della fine dellanno. Voglio che questo sia
ben chiaro: non sono pi disposto a tollerare incompetenza o codardia. Fece una pausa per lasciare
che le sue parole si fissassero bene nella mente dei suoi ascoltatori e poi si alz in piedi e si diresse
verso la mappa appesa alla parete della taverna che aveva scelto come suo quartier generale. In un
primo momento Napoleone non era rimasto molto ispirato dalla scelta di Dugommier come nuovo
comandante dellesercito che circondava Tolone. Dugommier proveniva da una famiglia nobile e con i
suoi cinquantanni suonati, i capelli grigi e la faccia profondamente segnata stava raggiungendo unet
per la quale il miglior impiego sarebbe stato dietro una scrivania non da ufficiale di campo. Il generale,
per, aveva dimostrato immediatamente di essere un professionista della vecchia scuola, ispezionando
personalmente ogni unit sotto il suo comando e correggendo un gran numero di inefficienze logistiche
che il suo predecessore aveva semplicemente ignorato. Nonostante il sangue blu, sembrava godere
della totale stima dei rappresentanti del Comitato di Salute Pubblica e nel giro di qualche giorno dal
suo arrivo aveva rinvigorito lo spirito di ufficiali e soldati. E anche Napoleone, seppur controvoglia
sulle prime, aveva poi riconosciuto lelevata qualit delluomo. Soprattutto da quando Dugommier
aveva deciso di adottare il piano dattacco redatto da Napoleone stesso.
Tutto dipende dallEguillette, come le migliori menti tattiche tra voi hanno gi avuto modo di
capire, disse Dugommier, tamburellando con un dito tozzo sulla cartina. Naturalmente lha capito
benissimo anche il nemico a giudicare dai mastodontici lavori di rinforzo che sono stati realizzati a
forte Mulgrave. Dalla scorsa settimana sto tentando di far credere ai nostri avversari che stiamo
spostando gli attacchi sul monte Faron con pattugliamenti rinforzati, attacchi di esplorazione e
sporadici bombardamenti localizzati. Sembrerebbe che la mia tattica stia funzionando perch le spie mi
riferiscono che nelle due ultime notti il nemico ha spostato due battaglioni e dodici cannoni
dallEguillette al versante opposto del porto. A quel punto il generale si interruppe e si volt verso gli
ufficiali di pi alto grado con un tenue sorriso.  quasi arrivato il tempo di attaccare, signori.
Gli ufficiali attorno al tavolo si scambiarono sguardi elettrizzati. Finalmente era arrivato il loro
momento. Dopo la lunga serie di fallimenti del generale Carteaux, lo scetticismo verso qualsiasi piano
di attacco rimaneva piuttosto elevato per cui gli ufficiali lasciarono che il nuovo comandante esponesse
totalmente la sua strategia. Dugommier, invece, torn al tavolo e si sedette, poi fece un cenno a
Napoleone, dicendo: Colonnello Bonaparte, saresti cos gentile da illustrarci il piano?
Certamente generale. Davanti a s Napoleone aveva pronto un portadocumenti in pelle zeppo
di appunti, ma aveva letto e riletto il piano tante di quelle volte da averne memorizzato ogni minimo
fondamentale dettaglio, per cui lasci la cartella dove si trovava e si alz dalla panca per posizionarsi al
lato della mappa. Gran parte degli ufficiali reag con malcelata sorpresa al fatto che Dugommier avesse
ceduto il ruolo da protagonista a questo comandante di artiglieria di freschissima nomina. Napoleone
diede un colpetto di tosse per schiarirsi la gola e ripass mentalmente la sequenza dei punti del piano.
A scopo di disturbo, la prossima settimana continueremo attacchi su piccola scala lungo tutta
la loro linea difensiva, inizi, facendo un ampio gesto ad arco con la mano attorno allarea del porto.
La nostra artiglieria sosterr gli attacchi bombardando le loro ridotte e i loro forti principali. Lo scopo
 quello di creare dubbio sulle nostre intenzioni cosicch il nemico possa distribuire le proprie forze su
tutta la linea difensiva. La notte dellattacco lanceremo assalti simultanei lungo tutto il fronte; lattacco
 stato previsto per le prime luci dellalba del diciotto dicembre. Il generale Lapoye coordiner le
operazioni a est di Tolone. Il grosso dellattacco verr concentrato qui, contro il forte Mulgrave. La
notte precedente dislocheremo dodici battaglioni di fanteria nel paesino di La Seyne. Saranno coinvolte
quattro colonne: la prima al comando del colonnello Victor, la seconda del colonnello Delaborde e la
terza del colonnello Brul. La quarta e ultima  la riserva che guider io stesso e rimarr a La Seyne
finch non sar necessaria.
Se sar necessaria, intervenne placidamente Dugommier.
Esatto, generale, se sar necessaria. Napoleone si sent arrossire e si volt verso la mappa.
Le batterie degli Uomini senza Paura, dei Giacobini e dei Cacciatori Felici forniranno un fuoco di
copertura, distogliendo lattenzione, si spera, dalle colonne di fanteria che si staranno avvicinando. Non
appena il forte sar preso, il colonnello Victor avanzer e prender il forte dellEguillette, il colonnello
Delaborde si occuper di Balaguier, mentre il colonnello Brul attaccher le forze nemiche rimaste al
forte Mulgrave. Non appena ci saremo assicurati questi forti, sposteremo i cannoni dassedio verso il
forte dellEguillette e batteremo tutta la rada interna del porto. Una volta tagliati i collegamenti con il
mare, sar solo questione di tempo prima che Tolone cada. A quel punto Napoleone si volt di nuovo.
Ci sono domande?
S, rispose subito il colonnello Victor, annuendo. Un attacco notturno? Con tre colonne cos
vicine tra loro? Mi sembra un po la ricetta perfetta per creare caos.
I percorsi saranno tracciati la notte dellattacco, replic Napoleone. Una piccola squadra di
genieri guidati dal mio tenente Junot segner la direzione con pioli e cordicelle.
Continuo a pensare che  rischioso, comment di nuovo il colonnello Victor.
Ti assicuro che funzioner, rispose Napoleone in tono impaziente. Leffetto sorpresa sar
totale. E adesso ci sono altre domande?
No, chios deciso il generale Dugommier. Non ci saranno altre domande; il piano  solido e
lo seguiremo punto per punto. Il mio quartier generale far recapitare ordini precisi a tutti gli ufficiali.
Adesso potete andare, signori.
...
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Capitolo 79.
...
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...
La pioggia inizi a cadere al crepuscolo e continu incessante fino a notte fonda quando gli
uomini lasciarono le tende e si disposero in formazione suddividendosi per compagnie e battaglioni per
iniziare la marcia alla volta del piccolo villaggio di pescatori di La Seyne. Il vento gelido che soffiava
dal mare spruzzava la pioggia in faccia ai soldati che molto prima di raggiungere il villaggio erano gi
zuppi fino alle ossa e tremanti. Napoleone, minuto e magro come era, pativa quella situazione anche
pi dei suoi uomini a fianco dei quali avanzava faticosamente. Aveva lasciato il quartier generale per
redigere un rapporto definitivo sui preparativi non appena aveva iniziato a diluviare. Il tracciato si era
presto trasformato in un pantano che gli incollava gli stivali e rendeva scivolosa ogni lastra di pietra
lungo il cammino, costringendolo a concentrarsi bene su ogni passo per evitare di scivolare.
Purtroppo non aveva considerato levenienza di un tempaccio del genere nel piano che aveva
redatto per Dugommier e in quel momento, stringendosi il pastrano sulle spalle, cerc di valutare il
possibile impatto che quella pioggia gelida potesse avere sullattacco. Se il fango non li avesse
rallentati eccessivamente, lattacco sarebbe comunque andato a buon fine. Tra laltro il picchiettio della
pioggia e lululato del vento avrebbe attutito i rumori degli uomini rendendoli quasi invisibili agli occhi
del nemico.
Raggiunta La Seyne, Napoleone si diresse subito alla casa del mercante che era stata eletta a
quartier generale per le operazioni di quella notte. Quando entr, infangato e gocciolante, Victor,
Delaborde e Brul lo stavano gi aspettando. Si richiuse la porta alle spalle e si precipit verso il
bagliore del fuoco che scoppiettava nel camino.
Avresti potuto scegliere una notte migliore per lattacco, Bonaparte, gli disse Victor,
sorridendo. Se non smette di piovere, onestamente forse dovremmo lasciare il lavoro a quelli della
Marina.
Quale Marina?, sbott Brul. Quegli inutili bastardi hanno mollato le navi senza nemmeno
provare a combattere quando i britannici si sono presi Tolone.
Victor scosse tristemente la testa. Colonnello Brul, la mia era una battuta.
Ah una battuta. Brul lo fiss guardingo. Da irriducibile giacobino, Brul era pronto a
uccidere o morire per la causa, il che spiegava in parte lalto grado che deteneva in quel momento. La
guerra  una questione seria, colonnello. Non c spazio per le battute.
Davvero?, ribatt Victor con unocchiata caustica. In questo caso tu devi per forza essere
leccezione che conferma la regola.
Lasciando Brul imbronciato, Victor si volt verso il nuovo arrivato. Tutto pronto al quartier
generale?
Tutto pronto, rispose Napoleone, cercando di smettere di battere i denti. Il generale e il suo
stato maggiore ci raggiungeranno quanto prima e a quel punto dovremo solo aspettare che Lapoye dia il
segnale. Sparer un razzo di segnalazione rosso questa notte non appena i suoi uomini preso contatto
con il nemico e noi confermeremo con uno verde.
E se non lo vediamo?, chiese il colonnello Delaborde. Con questo tempo c il rischio di
non vederlo, soprattutto se salir la foschia.
Giusta osservazione, annu Napoleone. In quel caso, se non ci saranno segnalazioni entro
mezzanotte, aspetteremo unora e poi le colonne partiranno comunque dal villaggio alla volta del
forte.
Se lo decider il generale, replic Delaborde. Il piano sar anche tuo, Bonaparte, ma questo
rimane comunque il suo esercito.
Napoleone si volt e punt sullanziano ufficiale uno sguardo vuoto. Naturalmente. Qualunque
cosa decida il generale.
Il colonnello Victor batt le mani. Adesso basta, signori! Niente musi lunghi, niente dissapori.
Beviamoci qualcosa e facciamoci una partita a carte mentre aspettiamo.
Una partita a carte?, ripet scandalizzato Brul.
Perch no? Una mano di Whist, magari? O se per te  troppo cervellotico, caro Brul,
possiamo fare anche un Vingt-et-un.
Ah! Il Vingt-et-un!, esclam Brul, distendendo lespressione accigliata. Questo s che  un
gioco che mi piace.
Il colonnello Victor sogghign. Posso dire di esserne sorpreso, mio caro colonnello? Avanti,
allora, giochiamo. Bonaparte, unisciti a noi.
Napoleone scosse la testa. Non questa sera. C ben altro in gioco e non riesco a togliermelo
dalla testa.
Ma  tutto sotto controllo. Il piano  buono e tra laltro non c nientaltro che tu possa fare
adesso. Giocare a carte ti aiuter a distrarre la mente. Io trovo che distenda i nervi.
Napoleone annu, seppur perplesso. E va bene, allora. Giochiamo.
Si sedettero attorno a un piccolo tavolo e mentre Victor mischiava il mazzo e distribuiva la
prima mano di carte, Napoleone convenne che Victor aveva indiscutibilmente ragione: avviata
unoperazione, bisognava smettere di pensare a ci che era stato prima e svolgere ogni compito
specifico con lucidit, era questo limportante. Per cui decise di concentrarsi sul modo di giocare a
carte degli altri ufficiali, notando che ognuno di loro aveva un proprio stile personale che la diceva
lunga sul carattere. Delaborde era cauto, Brul impulsivo e scontato, Victor, invece, mostrava
unapparente disinvoltura dietro la quale in realt si celava una mente estremamente calcolatrice. Dopo
la prima mezzora, Victor sugger lidea di giocare per soldi, magari con piccole puntate, giusto per
stimolare la concentrazione, e per lintera ora successiva spenn letteralmente i colleghi, rischiando di
lasciarli quasi in mutande se non fosse intervenuto il generale Dugommier.
I colonnelli posarono le carte e si alzarono; il generale salut con un cenno della testa e poi
indic la porta, dicendo: Che schifo di notte. I tracciati sono tutti dei pantani. Sar complicato
muoversi.
Poi si avvicin al focolare, come aveva fatto poco prima Napoleone, per scaldarsi le mani. Che
ora abbiamo fatto?.
Victor estrasse lorologio da taschino. Mezzanotte meno venti.
Allora fareste meglio a raggiungere le vostre unit, signori. Attenti al razzo di segnalazione e
muovetevi non appena lo avvistate. Napoleone e gli altri ufficiali si rimisero addosso pastrani e
cappelli ancora zuppi e pesanti, e uscirono dalledificio. Allesterno la pioggia cadeva ancora pi fitta
di prima, tamburellando sulle tegole dei tetti e scorrendo a fiumi per le strade infangate. I soldati erano
tutti raggruppati sotto le gronde o negli antri di accesso delle case.
Il colonnello Victor afferr la mano di Napoleone. Ci vediamo al forte.
S, a pi tardi.
Gli ufficiali si dispersero. Napoleone si incammin verso il mercato del pesce dove lo attendeva
il suo battaglione di riserva. Trov il tenente Junot e gli altri ufficiali che si riscaldavano sopra le braci
di un fuoco in una fucina.
Junot!.
Eccomi, Napoleone.
Tu che hai occhi migliori dei miei, va alla chiesa, sali sulla torre del campanile e aspetta il
segnale di Lapoye. Avvertimi non appena avvisti qualcosa.
Va bene. Junot salut e corse via per la stradina acciottolata, abbottonandosi in fretta e furia il
pastrano. Napoleone prese il suo posto vicino al fuoco; avvicin uno sgabello e si sedette ad aspettare.
Pass la mezzanotte, poi ancora unaltra mezzora e si arriv alluna, ma da Lapoye ancora nessun
segnale e nessun cenno da parte di Junot.
Poi alluna e mezza nel mercato del pesce entr un ufficiale di stato maggiore. Si port le mani
a cucchiaio ai lati della bocca e chiam: Colonnello Bonaparte!.
Da questa parte.
Napoleone si alz dallo sgabello e and incontro allufficiale. Che succede?
Il generale Dugommier manda i suoi saluti. Vuole vedere i comandanti di battaglione,
immediatamente.
Napoleone annu e mentre lufficiale di stato maggiore ripartiva di corsa per cercare gli altri
nomi sulla lista, si inoltr di nuovo nelle strette viuzze. Allarrivo, vide Brul e Delaborde impegnati in
unaccorata discussione con il generale. Dugommier gli fece segno di avvicinarsi al tavolo.
Nessun segnale dalla tua posizione, Bonaparte?
No, generale.
Vedete?, disse, scuotendo la testa, Delaborde. Nessun segnale, deve essere andato per forza
storto qualcosa.
Dugommier si gratt il mento con aria riflessiva. Possibile, ma  altrettanto possibile che il
tempaccio abbia ritardato le operazioni di Lapoye e i suoi uomini si stiano ancora mettendo in
posizione.
Ma noi non lo sappiamo, generale, insistette Delaborde. E anche se fosse cos, questa
pioggia ha reso il terreno impraticabile. E peggio ancora, render impossibile usare le armi da fuoco. I
nostri uomini si troveranno in una situazione di terribile svantaggio.
No, ribatt subito Napoleone. Nessuno  in svantaggio perch anche il nemico si trova nelle
nostre stesse condizioni. I nostri cannoni almeno saranno in grado di sparare. La polvere  custodita
allasciutto e le micce si accenderanno anche con questa pioggia. Possiamo ancora portare avanti
lattacco.
Delaborde scosse la testa alle parole di Napoleone e si volt di nuovo verso il generale.
Dobbiamo annullare lattacco e aspettare un miglioramento del tempo, altrimenti potrebbe esserci un
disastro.
Napoleone si sent risalire dentro unondata di scoraggiamento per lapprensione del collega.
Mentre si spostava i capelli fradici su un lato della fronte si apr la porta e il colonnello Victor si un a
loro.
Ah, sorrise Dugommier. Adesso che siete tutti qui, dobbiamo prendere una decisione. Non
abbiamo ricevuto segnali da Lapoye. Delaborde e Brul mi suggeriscono di annullare lattacco e
aspettare che il tempo migliori.
Certo, questo renderebbe la vita pi semplice, generale, comment Victor, ma non c
motivo di annullarlo. Non ancora almeno. Victor si sedette poi di fronte a Napoleone. E cosa ne
pensa il colonnello Bonaparte? Dopotutto il piano  suo. Il generale guard Napoleone con aria
incuriosita. Dunque?
Dico che andiamo adesso. Non aspettiamo il segnale. Gli uomini hanno gi aspettato
abbastanza. Lasciamoli qui altro tempo e ci saremo giocati il loro entusiasmo. Non sappiamo per
quanto ancora potr durare questo tempaccio. Potrebbe trattarsi di ore, giorni, settimane, chi lo sa tra
laltro, Napoleone guard il generale con espressione furba, sono dellavviso che Saliceti e Frron e
ancor pi il Comitato di Salute Pubblica non vedranno di buon occhio ulteriori ritardi.
Civili!, sbrait Brul. Che cosa ne sanno loro di operazioni militari?.
Napoleone scroll le spalle. Non molto, forse, ma conoscono lumore di Parigi e la mentalit
dei membri della Convenzione. Parigi ha bisogno di una vittoria. Se annulliamo lattacco adesso, non ci
vuole chiss molta immaginazione per capire come potrebbero reagire i nostri politici a Parigi.
Uhmm, riflett il generale, impensierito. Hai pensato a quanto potrebbero essere contrariati
se lattacco dovesse fallire e le perdite di uomini fossero eccessive?
Certo, generale, ma questo potrebbe accadere in qualsiasi momento. Non vedo come un
miglioramento del tempo possa aumentare le nostre chance di successo.
No, anche questo  vero, riflett il generale Dugommier, sbattendo poi una mano sul tavolo.
Bene, aspettiamo ancora unora ma se entro le tre non riceviamo segnali da parte di Lapoye, allora
annuller lattacco.
Delaborde sorrise e manifest il proprio assenso con un cenno della testa. Napoleone si sent
tradito. Se questo era il modo in cui la Francia intraprendeva una guerra, allora il conflitto con le altre
nazioni europee era bello che perso.
Tornate alle vostre unit, signori. Se non ci saranno segnali, vi far pervenire lordine di far
rientrare gli uomini al campo.
Napoleone torn al mercato del pesce seriamente preoccupato. La campagna per la riconquista
di Tolone subiva ormai da troppo tempo i danni dellindecisione di comandanti inconcludenti. Se Parigi
avesse avuto lintenzione di punire a esempio coloro che riteneva colpevoli di mollezza nellattuazione
dellassedio, allora probabilmente gli ufficiali al diretto comando di Dugommier sarebbero potuti finire
nella rete. Inve a denti stretti. Se solo fosse stato lui al comando Avrebbe ordinato subito lattacco,
che fossero venuti gi pioggia, neve o ghiaccio. Si ferm, colto da un pensiero improvviso. Ma s, era
cos semplice. Lattacco sarebbe andato avanti. Lui lo avrebbe fatto accadere. Riprese a camminare pi
velocemente, affrettandosi verso il mercato del pesce, poi svolt in direzione della chiesa. Entr,
raggiunse i piedi della torre del campanile e chiam Junot perch scendesse. Diede un rapido sguardo
attorno per sincerarsi che nessuno potesse sentirli e poi sottovoce disse al suo ufficiale: Junot, il
generale intende annullare lattacco.
Perch? A che pro?
A causa della pioggia e del fango. Pensa che metterebbe in difficolt gli uomini e significa che
potremmo non vedere il segnale di Lapoye.
E se Lapoye lavesse gi sparato, il razzo, e stesse aspettando una nostra conferma?
Gi, riflett Napoleone. Potrebbe anche essere cos. In questo caso la pioggia sar la nostra
rovina.
Junot si diede un pugno sulla coscia. Dannato maltempo! Se solo si fermasse per un po.
Supponiamo che non succeder. Qualcosa bisogna comunque fare, Junot. Qualcuno deve far
accadere le cose.
Junot lo fiss circospetto. Cosa stai suggerendo?
Voglio che spari un razzo di segnalazione verde.
Cosa?
Un razzo verde. Se Lapoye lo vedr, allora lattacco continuer come pianificato. Se invece
non lo vede, quantomeno il nostro assalto al forte Mulgrave andr avanti.
E se falliamo?.
Napoleone diede una bella scrollata di spalle. Facciamo in modo che non accada. E adesso,
Junot, sei con me in questa cosa?.
Il giovane tenente ci pens su per qualche istante e poi fece un solo cenno secco di assenso con
la testa. Non mi hai ancora deluso una sola volta, Napoleone, e io non deluder te.
Bene. Napoleone sorrise e gli diede una stretta di braccio. Bene. Se si mette male, hai la mia
parola che far tutto il possibile per farti rimanere fuori.
Non ce ne sar bisogno.
Grazie, Junot. Allora non perdiamo altro tempo. Spara quel razzo.
Junot si conged e part di corsa dalla chiesa. Napoleone gli concesse un vantaggio e poi usc
anche lui sulla piazza del mercato, riavviandosi con naturalezza verso la bottega del fabbro. Riprese il
suo posto davanti al focolare e attese, il cuore che gli batteva velocissimo per laspettativa e
lagitazione per il gran rischio che aveva appena deciso di correre. Passarono dieci minuti e la pioggia
continu a venir gi sferzante. Poi si ud un grido allesterno della fucina.
Che cos stato?, chiese uno degli ufficiali seduti attorno al fuoco, girando la testa per dare
unocchiata fuori. In quel momento arriv di corsa un sergente. Si ferm e fece il saluto. Colonnello
Bonaparte.
Napoleone si gir con tutto il corpo. S?
Il segnale, colonnello. Il razzo verde.
Mentre il sergente finiva di parlare si ud, seppur ovattato, un rombo, come di un tuono: le
batterie dislocate di fronte al forte Mulgrave avevano aperto il fuoco, come da istruzioni impartite. Da
un momento allaltro lavanguardia delle colonne dassalto del generale Dugommier si sarebbero messe
in marcia da La Seyne sul campo aperto battuto dalla pioggia per raggiungere il nemico. Nulla ormai
poteva pi arrestare lattacco, pens Napoleone. Aveva coinvolto migliaia di uomini in
quelloperazione. Il suo destino era nelle loro mani.
...
.
...
Capitolo 80.
...
.
...
Ad eccezione del boato dei cannoni, gli uomini della colonna di riserva in attesa nel mercato del
pesce sotto la pioggia battente non udivano altri rumori di battaglia. Napoleone era letteralmente
consumato dallurgenza di notizie, una qualsiasi cosa su come stava progredendo lattacco. Camminava
impaziente avanti e indietro nel mercato con le mani strette dietro la schiena e la testa china in avanti
mentre con la mente passava in rassegna tutte le variabili che potevano condizionare lassalto al forte
Mulgrave. Junot e gli altri ufficiali di tanto in tanto guardavano quel loro giovane mercuriale
comandante, ma nessuno osava avvicinarlo per parlargli, continuando a chiacchierare sottovoce tra loro
nei modi scanzonati tipici di chi ha la testa occupata da pensieri di combattimento e di morte.
Poi, unora dopo il lancio del razzo di segnalazione, giunse un messaggero da parte del generale
Dugommier, un giovane tenente ricoperto di fango dalla testa ai piedi. Irruppe di corsa nel mercato, si
guard attorno e individu gli ufficiali rintanati nella fucina. Napoleone lo aveva visto arrivare e si
avvicin per sentire quali notizie recasse.
Novit?
Il generale manda i suoi saluti, Napoleone, disse affannato il messaggero. Ha bisogno che la
riserva avanzi e sostenga lattacco.
Cos successo?
Due colonne hanno sbagliato direzione, gli uomini di Brul e di Victor si sono ritrovati gli uni
contro gli altri.
Come  potuto accadere?, chiese Napoleone a denti stretti, fuori di s per il suo piano
rovinato. Eppure abbiamo tracciato il tragitto molto chiaramente.
La pioggia, Napoleone. Ha portato via una buona parte di pioli. Non esiste pi segnalazione.
Merda!. Napoleone inspir profondamente per calmarsi. E adesso?
Sinceramente non lo so, rispose il messaggero con aria sconsolata. C una terribile
confusione. Gran parte degli uomini non riesce a ritrovare la rispettiva unit di appartenenza o gli
ufficiali. Poi abbiamo tentato di attaccare un avamposto nemico per tre volte di seguito ma tutte e tre le
volte siamo stati respinti. Il generale ha bisogno della riserva. Voi siete lunico battaglione ancora
organizzato rimastogli.
E Delaborde dov?
Non lo sappiamo. La sua unit ha girato verso sinistra quando noi abbiamo perso la strada e
adesso nessuno sa pi dove siano finiti.
Napoleone scosse la testa. Un disastro. Se non si agiva subito, la battaglia era gi persa.
Concentr la sua attenzione sul messaggero. Riferisci al generale che stiamo arrivando, chiedigli di
sgomberare la zona attorno allavamposto cos potremo attaccare immediatamente. Digli digli che
con tutto il rispetto suggerisco di ordinare agli uomini rimasti delle altre due colonne di accodarsi a noi.
Mi sono spiegato?.
Il messaggero annu.
Vai!.
Napoleone si rivolse allora ai suoi ufficiali. Avete sentito tutti. Sta a noi fare in modo che
lattacco vada a buon fine. Marceremo in ordine serrato. I sottufficiali si posizionino sui fianchi per
tenere gli uomini incolonnati. Non avremo il tempo per schierarci quando raggiungeremo lavamposto.
Marceremo dritti sul nemico e lasceremo che le altre colonne gli diano il colpo di grazia. Tutto chiaro?
Mettiamoci in marcia, avanti signori!.
Uscirono dalle viuzze buie di La Seyne e affrontarono il terreno fangoso della campagna
circostante. La melma collosa imprigionava gli stivali dei soldati, rallentandone il passo e rendendo
difficoltoso rimanere in formazione. Di l a poco incontrarono i primi gruppetti di feriti o di furbetti
che, fingendosi tali, stavano battendo ritirata verso La Seyne. Dopo aver bombardato forte Mulgrave
per unora  il tempo necessario alle colonne dassalto per raggiungere le posizioni per lattacco
secondo i calcoli di Napoleone  i cannoni delle batterie si erano fermati. A causa dello stallo
dellattacco alla prima linea di difesa nemica, il piano di Napoleone era gi in estremo ritardo.
Napoleone marciava in testa alla colonna con una squadra di granatieri che avevano il compito di
togliere di mezzo chiunque incrociasse il cammino della colonna di riserva. Avvicinandosi
allavamposto nemico, Napoleone riusc a individuare gli uomini raggruppati ai lati. Si port una mano
a coppa al lato della bocca e url: Unitevi in coda alla colonna!.
Dun tratto sotto lo stivale sent qualcosa di solido e trasalendo si rese conto di aver calpestato
un cadavere. Si costrinse a ignorarlo e a continuare a marciare e qualche istante dopo raggiunsero la
trincea che circondava lavamposto. Napoleone estrasse la spada dal fodero con uno stridore metallico
e la spinse in alto sopra la testa.
Granatieri! Alla carica!.
La compagnia salt nel fossato e inizi a risalire la parete di uscita. Poco oltre, dietro largine
difensivo, spuntarono le sagome scure degli sciacc nemici. Questa volta, per, le file francesi non si
videro arrivare addosso la precisa raffica distruttiva della volta precedente. La pioggia torrenziale aveva
penalizzato tutti. Le due parti si incontrarono faccia a faccia e combatterono a colpi di baionetta, spada
e attrezzi da trincea. A differenza degli assalti precedenti, i francesi si riversarono contro il nemico in
una ondata compatta guidata dai tetri granatieri.
Tirate gi i gabbioni!, url Napoleone. Buttateli gi!.
Un sergente dalla corporatura massiccia lanci il moschetto tra le mani di uno dei suoi soldati,
agguant il bordo della struttura di rami intrecciati, puntell bene le gambe e stratton via con tutta la
forza. Le forti precipitazioni avevano ammorbidito la terra attorno al gabbione che lentamente inizi a
cedere. Grugnendo per lo sforzo, il sergente lo rovesci di lato e lo fece scivolare gi nel fossato. Poi
stratton via il successivo, creando nellargine difensivo un varco abbastanza ampio da permettere il
passaggio di due uomini alla volta. Allinterno della fortificazione, i soldati nemici si stavano
radunando per difendere la breccia mentre il sergente francese si riappropriava del moschetto e con un
ruggito da leone si lanciava alla carica nellapertura.
Alla carica!, url Napoleone, abbassando avanti la spada. Tutti dietro a lui!.
I granatieri partirono contro i nemici. Napoleone fu trascinato avanti dallondata e una manciata
di istanti dopo si ritrovava gi allinterno dellavamposto. Attorno a lui gli uomini grugnivano e
inveivano, colpendo e trafiggendo chiunque identificassero come nemico. Napoleone si guard attorno:
individuata la sagoma di uno sciacc britannico, lo colp con un fendente della spada. Larma si abbatt
con un tonfo, squarciando il cappello e spaccando il cranio delluomo che ricadde allindietro, urlando;
Napoleone scavalc il corpo e si inoltr nellavamposto. Dietro di lui alcuni granatieri si adoperavano
per rimuovere altri gabbioni e allargare cos il varco mentre gli uomini della colonna di riserva
continuavano a riversarsi dentro, unendosi ai commilitoni nellassalto ai nemici.
Stanno scappando!, url dun tratto qualcuno, indicando molte sagome scure in fuga verso il
bastione, gettandosi poi gi sullaltro versante e sparendo dalla vista. I soldati di Napoleone iniziarono
a esultare. Napoleone rinfoder la spada e url loro di smetterla. Non cera tempo per le celebrazioni.
Quei nemici in fuga avrebbero allertato il resto dellesercito a difesa di forte Mulgrave, informandolo
dellarrivo della colonna. Non dovevano lasciargli il tempo per prepararsi.
Granatieri! In formazione! Tenente Junot? Dove sei? Junot!.
Eccomi!. Il giovane tenente si fece largo tra i soldati assiepati subito dentro lavamposto.
Junot, prendi il resto della colonna, aggirate lavamposto e raggiungete subito il forte. Fai
sapere al generale che lavamposto  nostro e che si diriga con i suoi al forte. Mi trover l. A
Napoleone sfugg un sorriso: lui, giovane ufficiale, che dava istruzioni a un suo superiore che poteva
essergli padre. Daltro canto si fidava a sufficienza di Dugommier da sapere che il generale avrebbe
compreso senza problemi il senso delle sue parole.
Vado subito, Napoleone, annu Junot, aggiungendo poi: Fa attenzione.
Napoleone percep autentica apprensione nel tono di voce del giovane tenente e fu sorpreso di
constatare quanta devozione fosse riuscito a ispirare nel suo sottoposto. Afferr goffamente la mano del
giovane tenente e gliela strinse frettolosamente. Anche tu, Junot. Ci vediamo al forte.
Poi si volt e diede bruscamente lordine di avanzare. Attravers lavamposto alla testa del
gruppo di granatieri, raggiunse con loro un portale dal quale si accedeva a una passerella per superare il
fossato. Davanti a loro si stagliava la mole del forte Mulgrave, appena visibile oltre il velo scintillante
della pioggia. Napoleone aument il passo fino a una vivace corsa regolare, seguito dal clangore degli
equipaggiamenti dei granatieri alle sue spalle. Sper che anche il resto della colonna fosse partita
perch da sola lunit di granatieri non avrebbe potuto farcela. Dai precedenti sopralluoghi Napoleone
ricord che a nord del forte cerano alcune colline: potevano tornargli utili per nascondere il loro
avvicinamento e sfruttare cos leffetto sorpresa.
Vir a sinistra e guid gli uomini in un avvallamento dal quale il forte spar dalla vista.
Dalloscurit spunt una figura.
Chi sei?, ringhi Napoleone, stringendo la presa sullelsa della spada.
Capitano Muiron. E tu?.
Muiron era assegnato allo stato maggiore del generale. Napoleone abbass la spada.
Colonnello Bonaparte.
Che Dio sia ringraziato, disse Muiron, avvicinandoglisi. Il generale  pi avanti con alcuni
schermagliatori.
E che cosa ci fa lui con gli schermagliatori?. Napoleone era sbalordito. Dugommier stava
dimostrando di essere un vero generale dazione sul campo. Dovrebbe trovarsi al quartier generale.
Muiron scoppi a ridere. Diglielo tu stesso quando lo vedrai. Ha trovato un punto sul bastione
in cui ci sono pochi cannoni. Vuole che la colonna di riserva entri da l. Muiron guard oltre
Napoleone e vide il gruppo di granatieri fermo alle sue spalle. Dov il resto della colonna?
Sta arrivando da La Seyne. Dovrebbero arrivare dal versante opposto dellavamposto, rispose
Napoleone, indicando la direzione quanto meglio potesse, alla cieca. Muiron annu.
Bene, Napoleone. Vado a cercarli, avranno bisogno di qualcuno che li guidi fino al generale.
E noi?
Seguite questa valle. Costeggia tutto il forte e vi porter esattamente di fronte al bastione nord,
ma troverete il generale e i suoi ancor prima di avvistare il forte.
Me lo auguro.
Buona fortuna, Napoleone. Muiron salut e corse a cercare il resto della colonna. Napoleone
fece un segnale ai suoi, urlando: Muoviamoci!.
Non appena avvist lunit di granatieri, Dugommier raggiunse velocemente Napoleone.
Bonaparte, che bello vederti! Dov il resto dei tuoi uomini?.
Mentre Napoleone lo ragguagliava rapidamente, Dugommier si tolse il cappello e si pass una
mano tra i capelli fradici. Lanci unocchiata al bastione e imprec sottovoce prima di girarsi di nuovo
verso Napoleone. Non abbiamo un solo istante da perdere, colonnello. Dobbiamo attaccare adesso e
pregare che il resto della tua colonna giunga ad assisterci in tempo.
Giusto, generale.
Allora andiamo. Fai sparpagliare i tuoi cos non saremo un facile bersaglio per il nemico.
S, generale.
Napoleone ordin ai granatieri di aprirsi in ordine sparso, e assieme agli schermagliatori del
generale la sottile linea inizi a muoversi verso il bastione a passo regolare. Gli uomini mantenevano
un silenzio assoluto, gli occhi fissi avanti per individuare ogni eventuale segnale di allerta da parte del
nemico. Sui camminamenti del bastione, per, sembrava regnare la calma pi assoluta. Avanzando a
fianco del generale Dugommier, Napoleone istintivamente ritir il collo allinterno del bavero come se
cos facendo potesse rendersi meno visibile e quindi pi difficile da colpire. Era assurdo, se ne rendeva
conto da solo, ma non riusciva a evitarlo. Si trovavano alla distanza di un tiro di moschetto dal forte
quando sul bastione si accesero due scintillanti lingue di fuoco che li inondarono di un breve bagliore
giallastro seguito dallesplosione di un cannone. Per un istante la linea di uomini vacill, ma una volta
che i proiettili ebbero sfiorato le teste senza vittime, il generale Dugommier url lordine di caricare.
Napoleone inizi a correre verso il forte, affiancato dai granatieri. Raggiunsero il fossato e
individuarono subito le terribili punte scure degli ostacoli chiodati distesi sul fondo. Il nemico per li
aveva sparpagliati troppo e non fu difficile superarli e inerpicarsi poi lungo la parete.
I cannonieri britannici non ebbero il tempo sufficiente per ricaricare e quando dalloscurit si
videro spuntare davanti le figure scure dei francesi, per lo spavento caddero allindietro gi dal
bastione, lasciando un distaccamento della Marina ad affrontare da solo gli invasori. Napoleone
raggiunse una feritoia, tenendosi molto basso per non farsi scorgere dai nemici. Con la spada ben stretta
in pugno, scavalc goffamente lapertura, scivol sul terreno fangoso e sbirci allinterno. Nei pressi
dei cannoni vi erano solo un drappello sparuto di soldati, gli altri erano sparpagliati sui due lati della
batteria, pronti ad affrontare lassalto. Napoleone si volt e bisbigli ai granatieri che lo seguivano:
Da questa parte! Venite.
Molti di loro si arrampicarono attraverso la feritoia e si accucciarono tra i cannoni mentre i
commilitoni, pi avanti sul bastione, tenevano occupati i soldati della Marina. Non appena ebbe un
numero sufficiente di uomini a disposizione, Napoleone si mischi a loro.
Quando do lordine, carichiamo lungo il bastione e li attacchiamo ai fianchi. Dobbiamo
distruggergli il morale, per cui fate quanto pi rumore possibile. Siete tutti pronti? Bene. Napoleone
fece un bel respiro, rinforz la presa sullelsa della spada e poi si alz in piedi.
Alla carica!.
Ruggendo come belve assetate di sangue, i granatieri schizzarono in piedi da dietro i cannoni e
si lanciarono di corsa lungo il camminamento interno del bastione a baionette spianate. I soldati della
Marina si voltarono in direzione del fracasso, distraendosi dal combattimento contro i nemici
allesterno dal bastione. Napoleone affond la spada contro il primo britannico che si trov a tiro ma fu
schivato, super di slancio il nemico, sfiorandolo, e continu a correre lungo il bastione mentre il
granatiere dietro di lui trafiggeva alla gola il britannico con la baionetta, affondandogliela nel cranio e
lasciandolo poi ricadere a terra. Continuarono la carica, abbattendone altri due finch i nemici
gettarono la spugna e si voltarono per fuggire dal bastione.
Lasciateli andare!, ordin Napoleone. Sarebbe stato troppo rischioso perdere il controllo della
sua piccola unit ora che erano allinterno della postazione nemica e per giunta in forte svantaggio
numerico. Lasciateli andare, ho detto!.
I granatieri si fermarono, anteponendo la disciplina alla brama di inseguire il nemico.
Napoleone si sporse oltre il bordo del bastione. Generale! Il muro di cinta  nostro!.
Benfatto!, si sent rispondere dalloscurit. Vi raggiungo.
Non appena tutti gli uomini si furono arrampicati allinterno del forte, Napoleone cerc il
generale.
Dugommier, dobbiamo predisporre una difesa perch non appena il comandante del forte si
render conto che siamo sul bastione, ordiner di contrattaccare.
Lo penso anchio. Dugommier si guard attorno. La batteria era stata allestita su un piccolo
sperone di terra ed era collegata al resto della fortificazione tramite una piccola apertura tra le mura. Il
generale punt la spada in quella direzione. Li terremo occupati l finch non arriver Muiron. Schiera
gli uomini davanti allapertura per bloccarla.
Napoleone annu. S, generale. Immediatamente raggrupp granatieri e schermagliatori e li
condusse in posizione dove li fece schierare su due file per aspettare, sotto la pioggia battente, la
reazione dei britannici. Nel frattempo il generale invi un messaggio a Muiron informandolo che il
bastione era stato preso e sollecitandolo a portare altri uomini il pi rapidamente possibile.
Comandante!, lo chiam uno dei granatieri. Stanno arrivando!.
Napoleone vide una densa colonna scura di fanteria che attraversava il piazzale nel cuore della
fortificazione. Quando furono ormai vicini, Napoleone si schiar la voce per parlare al piccolo gruppo
dei suoi uomini. Ricordate: dobbiamo resistere finch non arrivano i rinforzi. Se ci riusciamo, quei
bastardi hanno perso e il forte sar nostro.
Si volt di nuovo verso i nemici che continuavano ad avanzare sempre di pi finch non si
trovarono a tiro di fucile. A quel punto il loro comandante li fece fermare e disporre su una linea. Per
qualche istante le due fazioni rimasero a fissarsi immobili, poi risuon lordine di carica e i britannici si
lanciarono in corsa, ruggendo il loro grido di battaglia.
Napoleone serr i denti e si abbass leggermente in posizione di difesa, la spada protesa verso il
nemico. Ai suoi lati anche i granatieri si prepararono allo scontro, le punte delle loro baionette
gocciolanti di acqua. Poi una massa indistinta di uomini si abbatt contro la linea francese. In un primo
momento i granatieri vacillarono sotto la violenza dellimpatto, poi reagirono e contrattaccarono,
combattendo selvaggiamente, fendendo, infilzando con le punte delle baionette e colpendo i nemici con
i pesanti calci delle armi. Nessuna tecnica nel loro combattimento, solo il disperato tentativo di
uccidere e rimanere vivi. Napoleone si incune tra due granatieri, spada in pugno. Improvvisamente si
vide arrivare addosso la lunga punta di una picca e subito dietro una figura scura; scorse tre galloni
sbiaditi sul braccio delluomo prima di colpire lasta della picca, respingendola verso il basso e
allontanandosela dal petto. Il sergente britannico grugn, stratton indietro la picca, risollev la punta e
azzard un paio di finte, facendo sobbalzare indietro Napoleone. Il britannico ringhi e attacc ancora,
questa volta caricando sullarma tutto il proprio peso. Napoleone par di nuovo laffondo ma un istante
dopo il sergente lo invest con tutto il corpo, facendolo roteare su se stesso e scaraventandolo a terra.
Napoleone cadde dapprima a faccia avanti nel fango e per poco non perse la spada; poi, dandosi una
spinta con la mano libera, rotol di lato nellesatto momento in cui sentiva la picca conficcarsi nel
fango nel punto esatto in cui il suo corpo era steso solo un istante prima. Sferr un colpo basso, di
taglio, ad altezza ginocchio, centrando la giuntura del nemico, tranciandogli i tendini e fracassandogli
losso. Il sergente britannico croll su se stesso, urlando di dolore. Napoleone arretr, strisciando tra i
corpi riversi a terra e guardando stordito le figure che combattevano attorno a lui. Non appena si riebbe,
si alz in piedi e tent di capire come stesse andando il combattimento.
I britannici erano gi riusciti a respingerli dalla stretta apertura e a circondarli. Napoleone si
rese tristemente conto che l non avrebbero avuto chance di contrastarli. Lunica possibilit era il
bastione.
Ritiratevi!, url. Ritiratevi sul bastione!.
I granatieri cedettero lentamente terreno senza smettere di combattere allultimo sangue. Non
appena ud lordine, Dugommier corse gi dal bastione, sfoder la spada e raggiunse Napoleone
proprio mentre il drappello di francesi veniva circondato dal nemico. Adesso avrebbero dovuto
riguadagnare il bastione combattendo.
Nessuna notizia di Muiron?, chiese al generale.
No.
Siamo spacciati.
Cos sembrerebbe. Poi Napoleone vide i denti del generale scintillare in un ghigno fugace.
Avanti colonnello, facciamogli vedere come sappiamo morire bene noi francesi.
Dugommier si ributt nel combattimento sgomitando e sferrando colpi forsennati contro il
nemico. Napoleone si sofferm un istante a osservare quel vecchio soldato, scuotendo la testa in
ammirazione, poi tese i muscoli e anche lui marci verso il nemico. Che strano, riflett una piccola
parte razionale della sua mente: era spaventato e ciononostante provava un senso di liberazione. Il
piano non aveva pi importanza. La sua carriera non aveva pi importanza. Davanti agli occhi gli
apparve, rapidissima, unimmagine della sua famiglia e sent il bruciore del senso di colpa per le
lacrime che avrebbe causato loro; listante dopo quel pensiero svan, sfoder i denti e si lanci contro il
soldato nemico pi vicino.
Ormai decimati, i francesi continuarono ad arretrare verso il bastione, ma a ogni passo che
facevano, un altro di loro cadeva ferito nel fango dove veniva finito con il calcio di un moschetto o un
fulmineo affondo di baionetta. Napoleone, incapace di staccare gli occhi dalla moltitudine di nemici
che li circondavano, avvert la pendenza del terreno sotto gli stivali e cap che erano arrivati a ridosso
del bastione e che ormai non avevano pi margine di ritirata. Sarebbe morto l.
Fatevi avanti, bastardi!, url allora, incitandoli con dei cenni della mano libera. Due
britannici lo presero in parola, facendosi largo verso di lui nella mischia. Uno dei due part fulmineo
con un affondo, ma nellesatto momento in cui oscillava per parare lattacco Napoleone si rese conto
che si trattava di una finta. Sfortunatamente, prima che potesse recuperare lequilibrio, il secondo
britannico gli si scagli addosso con un mezzo balzo. Napoleone arretr la spada con un gesto circolare
e per il rotto della cuffia riusc a deviare la punta nemica con la guardia, producendo un fragoroso
clangore. La baionetta del britannico prosegu la corsa verso il basso ma centr comunque il bersaglio.
Allimpatto, Napoleone ebbe la sensazione come se qualcuno gli avesse dato un calcio con tutte le
forze, e poi sent un dolore lancinante esplodergli nel polpaccio sinistro quando la baionetta squarci il
tessuto infangato dei pantaloni e la carne sottostante.
Url a squarciagola, e url di nuovo quando il nemico stratton via la baionetta e la sollev per
affondargliela dritta in petto. Mentre la punta dellarma scendeva su di lui, Napoleone alz un braccio
nel disperato tentativo di proteggersi dal colpo. In quel momento una figura scura si frappose tra loro
con uno stridore di lame: il generale Dugommier aveva sferrato un fendente contro la canna del
moschetto, facendolo saltar via dalla mano del nemico. Poi il generale colp ancora, contro la spalla del
soldato nemico, che si accartocci a terra. Dugommier non ebbe per il tempo di esultare: lurlo di
trionfo gli rimase strozzato in gola, trasformandosi in un rantolo quando il primo soldato che aveva
attaccato Napoleone assal anche lui sul fianco, trafiggendogli la manica con la punta della baionetta e
inchiodandogli poi il braccio alle costole. Quando il soldato stratton via larma, Dugommier si
accasci a terra accanto a Napoleone, esalando un ansimo agonizzante. Napoleone trov a tentoni la
spada del generale e la sollev, cercando di proteggere entrambi mentre il nemico si accingeva a
infliggergli il colpo di grazia.
Da dietro giunsero alcune urla, poi altre grida. I britannici si bloccarono e guardarono un punto
al di sopra delle teste dei due ufficiali francesi con aria allarmata. Poi iniziarono a indietreggiare,
alzando le braccia, concentrandosi su un nuovo pericolo. Napoleone guard indietro. Lungo tutto il
camminamento del bastione intravide le sagome scure di uomini che scavalcavano il parapetto e si
riversavano allinterno del forte. A quella vista, stratton, entusiasta, la manica del generale.
Piano, dannazione!, ringhi Dugommier, trasalendo.  il mio braccio ferito!.
Generale,  Muiron e il resto della colonna. Siamo salvi.
Dugommier si volt. Muiron grazie a Dio.
...
.
...
Capitolo 81.
...
.
...
I rinforzi si sparpagliarono velocissimi nel forte, bloccando ogni tentativo dei britannici di
contrastare una situazione cos schiacciante. Alcuni non vollero arrendersi: scavalcarono i bastioni
orientali e fuggirono lungo i sentieri che portavano ai forti ancora nelle mani dei britannici sulla punta
del promontorio. Al sorgere del sole, la pioggia finalmente inizi ad attenuarsi; Napoleone si avvi
zoppicando lungo il sentiero che conduceva allEguillette con il piccolo treno di artiglieria che era
riuscito a improvvisare con i cannoni requisiti nel forte Mulgrave. Si era fatto fasciare alla bene
meglio il polpaccio e anche se camminava con un bastone per sostenere la gamba, ogni passo gli
procurava una fitta di dolore. Non cera tempo da perdere, n tempo per rimettersi, si ammon. La
prima fase del suo attacco aveva avuto successo, ma gli altri due forti del promontorio dovevano essere
conquistati prima che il nemico potesse riprendersi danimo e sollecitare linvio di rinforzi.
Quando Napoleone e i suoi cannoni raggiunsero la cresta della collina affacciata sui due forti, fu
per subito chiaro che gli eventi avevano superato le previsioni del suo piano. Tra i forti e le navi da
guerra alleate ancorate nel porto di Tolone era gi attivo un fitto ponte navale. Di fronte a quella vista
Napoleone si sent mancare e si appoggi allaffusto del cannone di testa. Erano arrivati troppo tardi. I
britannici stavano gi inviando massicci contingenti di rinforzo alle guarnigioni dei due forti. Poi not
che le imbarcazioni dirette a terra erano vuote mentre quelle che uscivano dal porto erano cariche di
uomini e attrezzature.
Mio dio stanno abbandonando i forti, disse, scuotendo la testa, incredulo, mentre Junot lo
raggiungeva, ridendo e indicando le imbarcazioni.
Napoleone, guarda! Stanno fuggendo!.
S, ho visto, ma stento a crederci.
Junot diede una bella pacca vigorosa sulla canna di un cannone, ogni traccia di stanchezza
allimprovviso sparita dalla faccia infangata. I superstiti del battaglione francese che aveva partecipato
allassalto al forte Mulgrave osservavano stupiti levacuazione del nemico. Dun tratto Junot si volt
verso Napoleone.
Colonnello, che ordini hai?
Ordini?
Devo dare lordine di attaccare? Se sistemiamo i cannoni, possiamo bombardarli mentre
scappano. A quellopportunit a Junot si accese uno scintillio negli occhi. O dobbiamo mandare
avanti la fanteria?.
Napoleone scosse la testa. Erano gi morti fin troppi soldati e non si sarebbe guadagnato nulla
da altre perdite umane. Lasciateli andare.
Come lasciarli?, chiese Junot, incredulo. Napoleone, loro sono il nemico,  nostro dovere
ucciderli.
Ho detto lasciateli andare!, ribatt aggressivo Napoleone, pentendosene subito dopo. Junot
era semplicemente sovreccitato per la situazione. Il giovane tenente si era comportato egregiamente
durante tutto lassalto notturno e non si meritava una sgridata in pubblico. Riflettuto, Napoleone si
sforz di sorridergli. Junot, un consiglio: non interrompere mai il tuo nemico quando sta facendo un
errore.
Come?
Guarda, fece Napoleone, sollevando il bastone verso i forti. Sta abbandonando il campo di
battaglia. Non ha senso attaccare. Se lo facciamo, pensa cosa potrebbe accadere se il nemico decidesse
di rinforzare i difensori dei forti. A quel punto tutto andrebbe perduto. Talvolta si ottiene di pi non
facendo niente.
Junot fece un cenno di assenso con la testa. Immagino di s.
Bene, allora invia un messaggio al generale per informarlo di quello che sta accadendo. Digli
che prenderemo i forti non appena il nemico li avr abbandonati. Abbiamo i cannoni gi in posizione
per coprire per quanto possibile la rada interna.
Subito, Napoleone. Junot salut e scorse via a cercare un cavallo per ripercorrere a ritroso il
sentiero verso il forte Mulgrave.
Con lavanzare del mattino, il nemico pot completare levacuazione senza essere interrotto.
Lultimo distaccamento a partire distrusse i cannoni e diede fuoco alla polvere da sparo rimasta nei
depositi. Lesplosione fece tremare la terra per qualche istante sotto i piedi di Napoleone che sollev lo
sguardo in tempo per veder disintegrarsi uno degli edifici del forte dellEguillette con un bagliore
accecante. Poi tutta la piazzaforte fu ricoperta da una densa nube vorticante di fumo e polvere. Non
appena lultima imbarcazione di giubbe rosse ebbe lasciato il forte, i soldati francesi entrarono e
issarono la bandiera rivoluzionaria. Napoleone li mise immediatamente al lavoro, facendogli togliere di
mezzo i cannoni distrutti per poter poi installare quelli del suo treno dartiglieria messo insieme in
fretta e furia e iniziare il fuoco sul porto. Mentre i suoi uomini esausti si davano da fare, Napoleone si
sedette nella torre pi alta del forte per osservare con un cannocchiale il dispiegarsi degli eventi
sullaltro versante del porto.
Poco dopo mezzod, la darsena fu invasa da una nube di fumo proveniente dai magazzini e dalle
officine navali dai quali si levarono lingue di fuoco. Nelle ore successive, le fregate imbarcarono
numerosi soldati e civili e fu chiaro che il nemico intendeva salpare, lasciandosi dietro quanta pi
distruzione possibile prima di lasciare Tolone. In mare aperto le grandi navi della flotta della Marina
Reale rimanevano ad assistere impotenti perch il loro comandante non osava esporre i propri uomini
alle batterie francesi che avrebbero potuto attaccare la rada interna con proiettili infuocati.
Non appena i primi cannoni furono pronti, Napoleone diede lordine di aprire il fuoco e il
bombardamento prosegu serrato finch ci fu luce. Gli incendi nella darsena continuarono ad ardere ben
oltre il crepuscolo e fino a notte fonda, rischiarando il porto con un infernale bagliore rossastro. Altri
incendi scoppiarono tra le navi da guerra catturate che il nemico fu costretto ad abbandonare: quando le
fiamme raggiunsero i depositi di polvere da sparo in fondo alla carena, le imbarcazioni saltarono in aria
in una serie di accecanti lampi di luce e di boati che echeggiarono in tutto il porto.
A mezzanotte il tenente Junot raggiunse Napoleone sulla torre e insieme rimasero spettatori
silenziosi della distruzione.
Alla fine Junot mormor: Dio aiuti quelle povere anime laggi.
Napoleone si volt verso di lui incuriosito. Sono nostri nemici, Junot. Questa  la guerra.
Lo capisco, Napoleone, rispose Junot con unalzata di spalle. Ma non posso evitare di
provare piet.
Napoleone riflett qualche istante sulle parole del giovane tenente e poi riprese: La guerra 
una cosa terribile. Possiamo solo augurarci di combatterla al meglio per avere risultati rapidi e il minor
numero di perdite umane possibile. Per questo fine non possiamo permetterci di provare piet, Junot.
Probabilmente hai ragione, Napoleone. Junot rivolse di nuovo lo sguardo verso il porto e con
un filo di voce aggiunse: Ma Dio li aiuti comunque.
Al sorgere del sole lindomani mattina, le darsene ardevano ancora e gli scheletri carbonizzati
di edifici e navi si stagliavano desolati e neri contro la distante massa grigia del monte Faron. Nella
rada interna non cera pi alcuna nave nemica; in alto mare Napoleone riusciva solo a distinguere
vagamente le macchie bianche delle vele della flotta britannica che sgattaiolava via umiliata.
Appena dopo le nove Junot rivolse lattenzione verso il cuore di Tolone. Napoleone risollev il
cannocchiale allocchio e fece una panoramica sui tetti a tegole rosse finch non vide sfarfallare
qualcosa di bianco e azzurro: la bandiera dei Borbone che veniva lentamente ammainata dallasta sul
presidio del porto. Un istante dopo al suo posto fu issato il tricolore che si spieg al vento e inizi a
sventolare.
 tutto finito quindi. Napoleone si sent stranamente vuoto, e stanco. Dopo tutte le settimane
passate a pianificare quel momento, i giorni e le notti insonni dedicate alla caduta di Tolone, provava
ben poco senso di trionfo, solo tanto sfinimento. Abbiamo vinto.
Questa  la tua vittoria, colonnello. Junot sorrise. Era il tuo piano e il risultato ha superato
ogni aspettativa.
Grazie, Junot.
Furono interrotti dal rumore di passi sulle scale; si voltarono e videro spuntare il capitano
Muiron che si avvicin a loro. Luomo si ferm e li salut, sorridendo. Poi estrasse una busta sigillata
da una tasca interna della giubba sporca e la porse a Napoleone. Un comunicato da parte dei
rappresentanti Saliceti e Frron, colonnello.
Napoleone ruppe il sigillo, lesse velocemente il messaggio una prima volta, poi lo rilesse pi
lentamente una seconda e alla fine risollev lo sguardo.
A quanto sembra sono stato promosso generale di brigata.
Congratulazioni, Napoleone, disse Junot, sorridendo. Te lo sei totalmente meritato.
Napoleone riabbass gli occhi sulla lettera. Solo tre mesi prima non era altri che un modesto
capitano in affannosa ricerca di un protettore; adesso stava per diventare generale di brigata: unascesa
rapida sotto ogni punto di vista. Si chiese cosaltro sarebbe potuto diventare in questa vita.
...
.
...
Capitolo 82.
...
.
...
Fiandre, maggio 1794.
.
La guarnigione di rinforzo al comando di lord Moira era arrivata a Ostenda appena in tempo per
abbandonare il porto. I francesi avevano sbaragliato la linea austriaca e minacciavano di separare i
rinforzi dal resto dellesercito britannico, anchesso in piena ritirata su Anversa. Il tenente colonnello
Arthur Wesley tir a s le redini e si sofferm qualche istante in sella a osservare il passaggio del suo
reggimento. Gli uomini del 33 Fanteria sembravano di umore discretamente positivo considerato che
stavano per battere una ritirata forzata sotto gli occhi delle colonne nemiche in avanzata. Umore che
sarebbe cambiato dopo una dura giornata di marcia. Gran parte dei soldati era di lungo corso ma come
ogni altro reggimento di quellesercito a forte espansione, numerose erano anche le reclute acerbe:
uomini o troppo vecchi o poco pi che ragazzi, di debole costituzione o sempliciotti. Arthur provava un
vago senso di compassione nei loro confronti. Li attendevano giorni molto pesanti e in molti,
purtroppo, non ce lavrebbero fatta.
Si gir sulla sella e guard indietro lungo la strada per Ostenda. Dal deposito saliva pigramente
una densa colonna di fumo. Lord Moira aveva ordinato di dare alle fiamme tutte le scorte e le
attrezzature che non potevano essere trasportate da uomini e carri. Arthur laveva trovato uno spreco
scandaloso: attrezzature per lo pi nuove di zecca che stavano andando in fumo ancor prima di essere
mai state usate. Ma era lunica soluzione possibile, molto peggio lasciarli cadere nelle mani dei
francesi. Loffensiva francese era stato un vero fulmine a ciel sereno per le forze alleate che in quel
momento nel pi totale scompiglio battevano ritirata sotto il naso dellesaltato esercito rivoluzionario.
Incredibile quanto le vicende di guerra potessero essere sovvertite in maniera cos radicale. Solo un
anno prima lesercito austriaco, dopo aver inflitto una lunga serie di sconfitte ai francesi, avrebbe
potuto tagliare rapidamente il Nord della Francia e mettere a ferro e fuoco Parigi, il cuore pulsante della
rivoluzione. Il principe Federico Giosia di Sassonia-Coburgo-Saafeld, invece, aveva preferito aprirsi
lentamente su un fronte ampio e adesso le forze alleate stavano pagando lo scotto della sua indolenza.
Tenete il passo laggi!, url un sergente agli uomini in coda alla colonna. Se non volete
prendervi una baionetta francese su per il culo!.
Qualcuno gli rispose con una sonora pernacchia, tirandosi dietro le risa generali, al che il
sergente part di gran carriera lungo la colonna in cerca del colpevole. Chi  quel bastardo che si 
appena firmato la condanna a morte?.
Tra gli uomini cadde il silenzio, ma non poterono fare a meno di sogghignare.
Nessuno, eh?, disse il sergente con un ghigno crudele. Bene, ho i miei metodi per scoprirlo e
quando scover la carogna, gli strapper la gola, per cui aiutatemi.
Arthur spron il cavallo e si accod alla colonna che a passo pesante si allontanava da Ostenda,
attraversando i Paesi Bassi austriaci verso la sicurezza di Anversa. Anche se erano stati inviati per
proteggere la popolazione dagli eserciti della Francia, Arthur si era accorto che la simpatia dei locali
era comunque per i rivoluzionari. E non gli era nemmeno cos difficile capirlo. Il continente europeo
era un mosaico di regni, principati e province barattati tra potenza e potenza come fossero carte da
gioco. La Francia aveva allargato anche a loro una prospettiva di rivoluzione, la possibilit di decidere
per il proprio destino. Se non fosse, per, che questa rivoluzione era in realt solo una facciata: non
esisteva alcuna fratellanza umana tra i capi della rivoluzione, un raffazzonato manipolo di despoti
meschini e bramosi di tenersi strette le redini del potere costasse quel che costasse. Le popolazioni
della Vandea, di Lione, Marsiglia e Tolone ne avevano avuto la prova e ora i sopravvissuti tra coloro
che avevano osato contestare il potere dei demagoghi di Parigi attraversavano un paesaggio di villaggi
bruciati e cadaveri in putrefazione.
Un penny per i tuoi pensieri, Arthur.
Arthur si volt e vide il capitano Richard Fitzroy che gli si affiancava a cavallo, sfiorandosi la
falda del cappello in un gesto di saluto al quale Arthur rispose allo stesso modo. Fitzroy era uno dei
comandanti della sua compagnia nonch suo aiutante ed era arrivato al 33 Fanteria quando Arthur ne
aveva preso il comando. Il fratello gli aveva prestato la somma necessaria ad acquistare il rango di
tenente colonnello e dallautunno del 1793 Arthur aveva iniziato a preparare il 33 per la guerra.
Nonostante la differenza di grado, il capitano Fitzroy e Arthur erano coetanei e legati da una solida
amicizia di lunga data, relazione che permetteva a Fitzroy di prendersi qualche libert sulle formalit
quando il servizio non le esigeva.
Arthur indic dietro di s lungo la strada, verso la colonna di fumo. Mi rammaricavo solo dello
spreco.
Gi, assurdo, veramente assurdo, rispose Fitzroy. Sono mesi che aspettiamo di scendere in
battaglia e cosa cavolo facciamo? Ce la svigniamo. Non  cos che si fanno le guerre.
Vero, concord Arthur. Originariamente il 33 aveva ricevuto lordine di unirsi a un
convoglio diretto nelle Indie Occidentali per poi essere sbarcato allultimo momento e aggregato
allarmata messa insieme da lord Moira allo scopo di invadere la Bretagna. Dopo lunghi mesi di
preparazione, lesercito era arrivato in vista della costa francese per scoprire che linsurrezione che
avrebbero dovuto sostenere era stata appena soffocata. E quindi, alla fine, gli uomini del 33 Fanteria
erano finiti a Ostenda, felici come una pasqua di affrontare finalmente un nemico, per poi scoprire che
gli ordini non erano pi applicabili grazie agli incredibili progressi dei francesi.
Arthur scandagli la campagna circostante e si sofferm su un piccolo gruppo di cavalieri che
osservava la colonna dalla cima di un argine poco distante verso sud. Sollev una mano e li indic.
Penso che avrai la tua occasione di combattere prima di quanto pensi, Fitzroy. Guarda laggi.
Fitzroy rivolse lo sguardo nella direzione indicata. Nemici?
E chi altri? Di certo non i nostri, e ancor pi improbabile che siano austriaci: stando alle ultime
notizie stavano tornando a spron battuto verso il Reno.
Canaglie, borbott rabbiosamente Fitzroy. Prima si prendono tutto il nostro maledetto
denaro e poi ci lasciano in pasto ai francesi. Schifose carogne.
Eh, gi della peggior specie, annu Arthur. Ma adesso siamo qui e non possiamo farci
niente.
Gi, suppongo di no. Maledetti austriaci.
S, maledetti austriaci.
Di sicuro quei francesi laggi riferiranno su ogni nostro movimento.
Ah puoi ben scommetterci.
Davvero?, sogghign Fitzroy. Quanto?
Ho detto puoi scommetterci, tu, non io Io ormai le scommesse le ho attaccate al chiodo.
Se lo dici tu Ma penso che se ti offrissi delle buone quote.
Fitzroy, stai diventando faticoso. Arthur non era proprio in vena di far conversazione,
soprattutto su un argomento che poteva solo peggiorare il suo senso di frustrazione. Guard indietro
verso la compagnia del suo assistente. I tuoi stanno gi cedendo terreno. Ti sarei grato se potessi
dargli un po di sprone, capitano.
Quellimprovviso tono formale colse Fitzroy di sorpresa, ma salut comunque, gir il cavallo e
trott via.
Arthur fece un gran sospiro di sollievo per essere di nuovo solo con i suoi pensieri. Momenti del
genere erano stati un vero lusso da quando era partito da Dublino. Gli venne subito in mente il ricordo
di Kitty e con esso il bruciore della rabbia in petto per lumiliazione a cui laveva sottoposto il fratello
di lei rifiutando di concederla in sposa a un pretendente squattrinato come lui. Nei mesi successivi,
Arthur si era dedicato completamente al lavoro, in parte per migliorare la propria perizia nelle cose
militari, ma soprattutto per distrarre la mente dal ricordo di Kitty. Poco prima di lasciare Dublino,
aveva deciso di sottoporsi a unulteriore umiliazione scrivendole una lettera per riconoscere con tutta
franchezza la propria inadeguatezza ma chiedendole allo stesso tempo di riconsiderare la sua offerta di
matrimonio qualora i Pakenham, in un qualsiasi momento nel futuro, avessero ritenuto che la sua
condizione fosse adeguatamente migliorata. Aveva concluso la lettera dicendo che lavrebbe sempre
amata e avrebbe sempre onorato la sua proposta di matrimonio. Non che avesse chiss quali margini di
miglioramento della propria situazione al momento attuale, constat con una smorfia. Fino a quel
momento in realt erano state ben poche per chiunque le opportunit di farsi una reputazione
nellesercito e le poche che si erano presentate erano state bruciate in sconfitte e disgrazia. E ben poco
faceva sperare che questa campagna nelle Fiandre potesse dare risultati diversi.
Il contingente di lord Moira consisteva prevalentemente di fanteria con due batterie di cannoni
da 18 libbre e un reggimento ridotto di cavalleria leggera utile quasi esclusivamente per compiti di
perlustrazione e di recapito di messaggi.
Un contingente cos miseramente equilibrato si sarebbe rivelato del tutto vulnerabile se il
nemico fosse riuscito a tenerlo bloccato abbastanza a lungo da far arrivare sufficiente artiglieria per
sferrare il colpo di grazia. Per questo motivo gli uomini venivano tenuti in continuo movimento,
spronati con metodi vigorosi da ufficiali e sottufficiali lungo la marcia verso nord-est sotto il cocente
sole estivo. Con addosso giubbe di lana e stivali di cuoio e carichi di oltre sessanta libbre di attrezzatura
e scorte, gli uomini si affaticavano velocemente e al crepuscolo del primo giorno la colonna si era gi
persa per strada un bello strascico di sbandati. Alcuni avrebbero recuperato terreno nel corso della
notte, ma chi non aveva la forza di farlo, si sarebbe ritrovato alla merc del nemico. La seconda sera il
numero delle perdite era ulteriormente aumentato e per giunta i perlustratori francesi erano molto pi
vicini alla colonna; Arthur ud in lontananza il rumore secco degli spari quando le giubbe rosse rimaste
indietro furono uccise dal nemico.
La marcia riprese il mattino seguente in unatmosfera ancor pi mesta, lumore leggero che gli
uomini avevano lasciando Ostenda si era ormai spento, rimpiazzato da una cupa determinazione a non
cedere. A mezzod si fermarono alle porte del paesino di Ondrecht in cui un ponte attraversava il fiume
Anhelm, un piccolo affluente della Schelda.
Zaini a terra!. Lordine fu passato lungo la colonna e i soldati, pieni di gratitudine,
sganciarono le fibbie dei pettorali che premevano impedendo loro di respirare e posarono a terra gli
zaini sul ciglio della strada. Molti stapparono le borracce e bevvero qualche sorso dacqua tiepida per
inumidirsi la gola secca. Arthur si incammin lungo la stradina polverosa, scambiando qualche parola
con gli ufficiali e cercando di mantenere la calma imperturbabilit che a suo parere un ufficiale
comandante doveva mostrare ai suoi subordinati.
Risalendo in sella, Arthur not una truppa di cavalleria britannica che si avvicinava al galoppo
attraverso un campo da sud; qualche istante dopo i cavalieri raggiunsero la colonna, deviando verso gli
ufficiali di stato maggiore raggruppati subito dietro lavanguardia.
Ci saranno problemi, mormor uno dei sergenti.
Come sospettato, Arthur vide lalfiere fare rapporto a lord Moira gesticolando animatamente e
indicando verso sud-est. Il generale si consult rapidamente con i suoi ufficiali di stato maggiore, poi
uno di loro part al galoppo lungo il fianco della colonna, urlando ordini. Dietro di lui, ufficiali e
sottufficiali fecero rimettere velocemente in formazione le rispettive unit per prepararsi a riprendere la
marcia. Seppur lufficiale di stato maggiore non lavesse ancora raggiunto, Arthur decise comunque di
non indugiare e diede lordine.
Reggimento, in formazione!.
A quellordine, gli uomini seduti sul ciglio della strada scattarono immediatamente in piedi,
rimettendosi gli zaini in spalla, afferrando le armi e affrettandosi a rimettersi in posizione. Quando
lufficiale di stato maggiore ferm il cavallo accanto a Wellington con uno brusco strattone di redini,
schizzando ghiaia e terriccio addosso ai soldati pi prossimi, il reggimento era gi sullattenti, pronto a
riprendere la marcia.
Il generale manda i suoi ossequi, signore, salut lufficiale. I perlustratori riferiscono che il
nemico si sta avvicinando da sud. Lord Moira teme che i francesi possano tentare di impedirci di
attraversare lAnhelm.
Di quale contingente dispone il nemico?
I perlustratori riferiscono di due reggimenti di cavalleria, una batteria di artiglieria a cavallo e
vari battaglioni di fanteria un miglio pi addietro del corpo principale.
A che distanza si trovano?
Dieci, forse undici miglia. Quantomeno erano a quella distanza quando i perlustratori li hanno
avvistati.
Dieci miglia?. Arthur fece qualche rapido calcolo, aggrottando la fronte. I francesi dunque si
trovavano, al massimo, a tre ore di distanza. Il ponte sullAnhelm era a non meno quattro miglia oltre
sulla loro direzione di marcia. Cerano buone probabilit che la cavalleria nemica potesse raggiungerli
prima che fossero riusciti ad attraversare il fiume e mettersi al sicuro. La corsa era iniziata.
Arthur sorrise amaramente. Guard lufficiale di stato maggiore e annu. Bene. I miei rispetti a
lord Moira. Riferiscigli che faremo del nostro meglio per tenere il passo.
Sar fatto, signore. Lufficiale di stato maggiore si conged, gir il cavallo e ritorn al
galoppo verso la testa della colonna che aveva gi iniziato ad avanzare lungo la strada a passo
sostenuto, sollevando un gran polverone. Le unit della colonna si misero progressivamente in moto
una dopo laltra finch finalmente anche Arthur pot dare lordine al suo reggimento di iniziare a
marciare. Spron il cavallo verso un lato della strada e si ferm a guardar sfilare i suoi uomini per
qualche istante; poi cerc il cannocchiale nella bisaccia, se lo port allocchio e scandagli il territorio
a sud. Sebbene fosse una giornata caldissima e lorizzonte fosse offuscato da un fronte di aria calda,
Arthur individu subito la fitta coltre di polvere che segnava il passaggio della colonna nemica. I
francesi dovevano conoscere la posizione della colonna britannica. Se il loro comandante si fosse
dimostrato abbastanza sveglio, presto avrebbe dato lordine alla cavalleria di correre avanti per
impedire alla colonna di lord Moira di attraversare il ponte a Ondrecht. Solo una semplice azione
ritardante, in realt, perch i britannici avrebbero avuto dalla loro il vantaggio numerico, ma se la
cavalleria francese fosse comunque riuscita a bloccarli abbastanza a lungo da permettere allartiglieria
e alla fanteria di raggiungerla a rinforzo, allora, si rese conto Arthur, i britannici si sarebbero trovati in
una situazione molto difficile. Soprattutto se
Si gir sulla sella e rivolse di nuovo il cannocchiale lungo la strada verso est. Come si
aspettava, scorse una tenue nube di polvere alle loro spalle. Richiuse il cannocchiale e fiancheggi al
trotto il reggimento finch non trov Fitzroy. Raggiuntolo, si sporse verso di lui e gli parl a bassa
voce.
Staccati e raggiungi il generale. Digli che dietro si sta avvicinando unaltra colonna nemica.
Non essere troppo avventato, per, non  bene in presenza dei soldati. Hanno gi abbastanza di che
fasciarsi la testa.
Bene, vado. Istintivamente Fitzroy guard indietro al di sopra della spalla, ma la vista era
oscurata dalla polvere sollevata dalla marcia dei soldati del 33. Diede uno schiocco di lingua e con un
leggero strattone alle redini fece uscire il cavallo dalla fila e part poi al trotto lungo il ciglio della
strada.
Quando la colonna britannica finalmente avvist il paesino di Ondrecht, i primi squadroni della
cavalleria nemica erano gi visibili al trotto nei campi. Poco dietro li seguiva lartiglieria, sobbalzando,
con i serventi saldamente aggrappati ai carrettoni. Arthur annu amaramente, il comandante nemico
aveva perso loccasione di inviare subito avanti quelle unit. A quel punto avrebbero solo creato
disturbo ai britannici nellattraversamento del ponte. Molto pi allarmante, invece, era il contingente
che stava guadagnando terreno alle loro spalle. La nube di polvere si era gi chiusa sulle retrovie della
colonna ed era chiaro che si trattava di un cospicuo contingente di cavalleria. Nonostante fossero ormai
giunti alle porte di Ondrecht, Arthur si accorse che i soldati avevano iniziato a guardarsi alle spalle con
aria preoccupata. Era ora di mettere fine a tutto quello, si disse tra s e s.
Sergente maggiore!.
Eccomi.
Voglio che il prossimo che si gira a guardare venga messo in punizione!.
Sar fatto. Il sergente maggiore fece un profondo respiro e url: Avete sentito tutti il
colonnello! Se vedo un altro di voi che si volta anche solo un secondo a guardare quei mangiarane, gli
spacco le gambe!.
Lavanguardia della colonna attravers velocemente il ponte e occup gli edifici sulla sponda
opposta dellAnhelm, ignorando le furiose grida di protesta e i lamenti pietosi degli occupanti. Lord
Moira disloc un altro battaglione alla periferia sud del paesino per coprire i fianchi mentre il resto
della colonna iniziava ad attraversare il ponte, unantica costruzione in pietra, larga appena da
permettere il passaggio degli affusti dei cannoni. Ciononostante, la strozzatura rallent la colonna fin
quasi a farla fermare; nel frattempo i nemici continuavano a chiudere rapidamente sulla coda della fila,
dove Arthur e i suoi uomini del 33 attendevano impazienti, esortando chi era avanti a fare pi
velocemente.
Poi limprovviso colpo secco e sordo di un cannone attir lattenzione di Arthur verso
lavanguardia nemica a sud di Ondrecht. Una sottile striscia di fumo oscurava i cannoni e le squadre di
serventi; quando un istante dopo si dissolse, apparvero le sagome dei soldati e i serventi che caricavano
altri proiettili. Pi avanti, non lontano da essi, una fila di dragoni si era spinta sufficientemente vicino al
paesino per aprire il fuoco: ben presto riecheggi un gran crepitio di colpi tra i francesi e la fanteria
britannica a guardia dei fianchi. Nel frattempo la colonna continuava ad avanzare lentamente. Alle loro
spalle spuntarono i primi precursori della forza nemica al loro inseguimento, fermarono i cavalli e
rimasero a osservare i britannici. Arthur prese coscienza che non avevano alternative: se volevano
attraversare il ponte, dovevano combattere. Chiam a rapporto uno dei suoi alfieri.
Va a riferire a lord Moira che tra pochissimo la cavalleria nemica ci star alle costole e che io
sto staccando il 33 dalla colonna per coprire la coda.
Quando il giovane ripart a tutta velocit, Arthur diede lordine di cambiare formazione e senso
di marcia e osserv con soddisfazione che il suo reggimento eseguiva la manovra con un buon grado di
competenza. Il 33 aveva adottato solo di recente laddestramento creato da sir David Dundas, con gran
felicit di Arthur che si era visto alleggerire dellincombenza di ideare da s un programma
addestrativo, dovere a cui nessun comandante di reggimento si sarebbe potuto sottrarre prima
dellavvento del codice delle manovre militari Dundas. In una manciata di minuti il reggimento si era
allargato sui due lati della strada disposto su due file e attendeva di entrare in azione. A mezzo miglio
pi avanti lungo la strada, anche la cavalleria francese si stava mettendo in formazione, avviluppata da
una densa coltre di polvere attraverso la quale si intravedevano gli scintillii del bronzo e dellacciaio
lucidati. Arthur ud il rombo sordo di zoccoli ferrati e ebbe anche la netta sensazione di percepirli
attraverso il terreno sotto il suo cavallo.
Lanci unocchiata al di sopra della spalla e vide che la colonna era riuscita ad avanzare ancora
un po e il reggimento che poco prima precedeva il 33 era appena entrato sulla stradina sterrata che
tagliava il paesino. La possibilit, invece, che lintera colonna attraversasse il ponte sullAnhelm prima
che la cavalleria nemica attaccasse sembrava assolutamente remota. Arthur stim velocemente la
distanza tra la sua posizione e il paesino prima di dare lordine successivo.
Trentatreesimo, ritiratevi di duecento passi!.
Ricevuto lordine, gli uomini fecero dietrofront e iniziarono ad avvicinarsi a passo di marcia ad
alcuni edifici in cerca di riparo, spiati da sguardi nervosi attraverso le persiane e le porte socchiuse del
piccolo villaggio fiammingo.
Stanno arrivando!, url qualcuno e Arthur si volt di scatto. La cavalleria francese si
avvicinava sempre pi, le prime due file ormai perfettamente distinguibili, le altre dietro inghiottite
dalla polvere. Non le frenetiche cariche disordinate tipiche, invece, dei reggimenti britannici. I francesi
si avvicinavano, per contro, al trotto che gradualmente divenne un piccolo galoppo, ma senza andare
oltre perch gli ufficiali tenevano gli uomini sotto controllo. Uno spettacolo veramente impressionante,
pens Arthur. Impressionante e devastante. Alt!, url. Dietrofront prepararsi a ricevere la
cavalleria!.
Il reggimento si ferm alle porte del paesino e fece dietrofront per affrontare la minaccia.
Inserire le baionette!, url il sergente. Lordine fu seguito da un rapido cacofonico raschio
metallico quando gli uomini estrassero le lame dalle fodere e le fissarono sulle bocche dei moschetti.
Nel frattempo la cavalleria francese continuava a ridurre la distanza; Arthur vide che erano ussari:
cavalleria leggera armata di pistole o carabine oltre alle normali sciabole di dotazione. Quando i
britannici si voltarono, predisponendosi ad affrontarli, i francesi parvero vacillare per un istante.
Prepararsi a far fuoco!, url Arthur, e lordine fu trasmesso dagli ufficiali lungo la fila. I
soldati caricarono le armi e non appena lultimo calcatoio fu estratto dalla canna, i moschetti vennero
sollevati e puntati in posizione di fuoco. La cavalleria nemica continu ad avvicinarsi, ancora al piccolo
galoppo, finch non si trov a non pi di duecento iarde di distanza.
Tenetevi pronti!, url Arthur. Aspettate lordine!.
Cera sempre qualche testa calda o qualche idiota che fremeva di scaricare le armi anche se non
cera speranza di colpire il bersaglio a quella distanza. Con un improvviso squillo di trombe e un
roboante grido gutturale la cavalleria francese alla fine si lanci alla carica e la terra inizi a tremare
sotto limpatto dei cavalli.
Pronti!, url di nuovo Arthur.
Gli uomini attendevano con il moschetto puntato, mentre la cavalleria sfrecciava verso di loro:
trecce sventolanti da sotto i cappelli e bocche spalancate, incorniciate da mustacchi cerati, in urla di
sprone. Di fronte, lo scintillio delle punte delle spade, brandite a braccia tese contro i britannici.
Nellesatto momento in cui si trovarono a meno di un centinaio di iarde, Arthur url lordine di far
fuoco.
La raffica fu esplosa, oscurando istantaneamente la cavalleria. Laria si riemp dei gemiti dei
feriti, del penetrante acuto nitrito dei cavalli mutilati e delle dure esclamazioni dei soldati intrappolati
nel groviglio di devastazione causato dalla gragnola fulminante dei moschetti britannici.
Ricaricate!.
Mentre i soldati prendevano altre cartucce, strappavano via con i denti i cappucci e
scaraventavano gi nelle canne dei moschetti i pallini, Arthur si alz sulla sella, spingendo con i piedi
sulle staffe, e tent di superare con lo sguardo il banco di fumo e polvere sospeso sul terreno davanti al
suo reggimento. Scorse brevemente un guidone francese che sventolava in aria mentre venivano
radunati i superstiti della raffica per tentare unaltra carica. Non appena i suoi ebbero ricaricato i
moschetti, Arthur sollev il braccio, attese un istante e lo abbass velocemente, urlando: Fuoco!.
La seconda raffica part trascinandosi dietro scintillanti lingue di fiamma, producendo altro
fumo e altri cori di grida e confusione. Le giubbe rosse ricaricarono ancora e qualche istante dopo
Arthur ud la voce di Fitzroy che da poco lontano gridava: Si stanno ritirando!.
Le sue parole furono salutate da un coro smozzicato di esultanza tra gli uomini.
Silenzio!, url Arthur. Silenzio!.
Il brusio si spense velocemente e Arthur ud il rumore della ritirata nemica. Attese qualche altro
istante finch il fumo non si disperse permettendogli di constatare con i propri occhi che i francesi si
stavano veramente ritirando e che non era, invece, solo uno stratagemma; a quel punto diede lordine
anche al suo reggimento di retrocedere verso il limitare del paesino. Gli uomini ripresero a muoversi a
passo lento per non smembrare la formazione, controllata ai fianchi dai sergenti per tenerla compatta
sul terreno impervio.
I francesi, per, recuperarono velocemente gli animi, si rimisero in formazione e ripresero la
carica, estendendo addirittura la linea e aggiungendo nuove unit alle due ali. Arthur intu
immediatamente le loro intenzioni non appena li vide riprendere ad avvicinarsi. A quel punto si rivolse
al suo aiutante.
Santi numi, hanno intenzione di attaccarci ai fianchi.
Attaccarci ai fianchi?, rispose Fitzroy allarmato, ma deglut immediatamente, raddrizz la
schiena e distolse lo sguardo dalla cavalleria che stava apparentemente tentando un accerchiamento
della formazione britannica. Quali sono gli ordini, signore?.
Arthur stim la distanza: la cavalleria si trovava ancora a quasi un quarto di miglio e avrebbe
caricato contro le giubbe rosse prima che queste potessero trovare riparo nel villaggio. Cera una sola
cosa da fare, anche se necessitava di un rischioso cambiamento di formazione e unavanzata molto pi
lenta verso la salvezza se la manovra fosse stata portata a termine con successo. Arthur si volt di
nuovo verso la cavalleria che stava gi passando al trotto. Non cera pi tempo per ripensamenti.
Fece un profondo respiro e con quanta pi calma potesse, url: Trentatreesimo, formazione a
quadrato!.
Lentamente, forse anche troppo lentamente, la linea di uomini si ferm e le due compagnie ai
fianchi ripiegarono allindietro su se stesse come se fossero state agganciate agli angoli del centro della
linea che si trovava ancora con il fronte rivolto alla cavalleria nemica; infine, le compagnie dei
granatieri e della fanteria leggera ruotarono fronte e completarono la coda della formazione. Definirlo
un quadrato era un eufemismo, pens Arthur; forse pi una scatola, e la miglior formazione difensiva
che la fanteria poteva permettersi di fronte alla cavalleria nemica: un compatto perimetro di baionette
contro il quale nessun cavallo avrebbe mai potuto essere convinto a scagliarsi. Fintantoch il perimetro
fosse rimasto compatto, le giubbe rosse sarebbero state al sicuro. Se invece i francesi fossero riusciti a
trovare una breccia, la formazione sarebbe stata condannata.
Risuonarono le note piatte dei corni della cavalleria e i soldati spronarono i cavalli per ripartire
alla carica contro il quadrilatero della fanteria britannica. I cavalieri sulle ali si lanciarono avanti,
intenzionati a oltrepassare il quadrato, proseguire lungo le facciate laterali e poi richiudere alle spalle
del 33, isolandolo dal paesino: un piano semplice ed efficace, a patto poi di riuscire a erodere
abbastanza la fanteria da forzare una breccia nel quadrato.
Questa volta Arthur tenne sospeso lordine di fuoco finch gli ussari non furono molto pi
vicini, con lintenzione di rompere la carica con una sola raffica dirompente. Gli ussari rallentarono
momentaneamente nel punto in cui erano ammassati i caduti del primo attacco, e poi si rilanciarono
contro il quadrato britannico.
Fuoco!, url a quel punto Arthur.
Stessa ferocia e stessa carneficina della raffica precedente, seguita, a distanza di qualche
secondo, da altro fuoco dai laterali del quadrato mentre la carica nemica si apriva sui lati, superando la
formazione: molti altri francesi furono sbalzati gi di sella, finendo calpestati e schiacciati dagli zoccoli
dei loro stessi cavalli abbattuti.
Dun tratto lazione si interruppe quando la cavalleria francese tir le briglie per mettere mano
alle armi e Arthur approfitt delloccasione.
Quadrato, ritiratevi verso il villaggio! Sergenti tenete compatta la formazione!.
Quando il sergente maggiore diede lordine di marcia, il quadrato inizi ad avanzare verso il
paesino, un passo dopo laltro, senza fermarsi a ricaricare le armi. Il vantaggio in quel momento pass
al nemico: gli ussari estrassero pistole e carabine e aprirono il fuoco contro il quadrato a distanza
ravvicinata. Caddero i primi uomini di Arthur, alcuni colpiti a morte, sparpagliandosi sul terreno e
finendo calpestati dai commilitoni; altri semplicemente feriti, prontamente sollevati e raggruppati
allinterno della formazione, dove alfieri e suonatori fecero del loro meglio per sostenerli mentre il
quadrato avanzava verso Ondrecht.
A poco pi di trenta passi da s, Arthur vide un ussaro sollevare la carabina e prendere la mira,
concentrandosi lungo la canna; quando la canna si alline con la sua prospettiva e si ridusse al solo
punto nero della bocca, Arthur si rese conto, terrorizzato, che il bersaglio dellussaro era proprio lui.
Lussaro fece un ghigno, strizz un occhio e premette il grilletto. La bocca dellarma lampeggi e
Arthur sbarr istintivamente gli occhi, rimanendo in attesa del dolore lancinante dellimpatto. Dun
tratto qualcuno url nelle vicinanze e Arthur sent un corpo sbattere contro il suo stivale. Riapr gli
occhi e li abbass, vedendo un caporale riverso a terra accanto alle zampe del suo cavallo: luomo si
premeva una mano sulla gola nel tentativo di arrestare i densi fiotti di sangue che sgorgavano da una
ferita. Il caporale guard in alto in preda alla disperazione e per un istante i suoi occhi incrociarono
quelli di Arthur, che si sent soffocare dal panico alla vista di quelluomo morente. Scroll via da s
quel senso di terrore e spron il cavallo verso la parte anteriore del quadrato, rifiutandosi di voltarsi
ancora a guardare il soldato ferito a morte. Il capitano Fitzroy percorreva avanti e indietro il lato
posteriore della formazione, incoraggiando gli uomini sottoposti al fuoco sporadico degli ussari tra il
quadrato e il villaggio. Vedendo Arthur, Fitzroy tir a s le redini e si sforz di sorridere.
Che lavoraccio.
Puoi dirlo forte. Arthur trasal vedendo un proiettile colpire in piena faccia uno dei soldati
della compagnia anteriore. Non possiamo andare avanti cos. Ne stanno colpendo troppi. Dobbiamo
fermarci e ricaricare.
Fermarci?  prudente? Cos gli daremmo il tempo di far arrivare altri rinforzi.
Probabile, ma non ho intenzione di perdere pi uomini di quanti possa permettermi.
Detto questo, Arthur si allontan per cercare il sergente maggiore. Ferma gli uomini e fai
ricaricare.
S, colonnello. Il sergente maggiore salut, inspir e url lordine di fermarsi. Le giubbe
rosse cercarono immediatamente nuove cartucce e iniziarono la sequenza dei movimenti per approntare
le armi.
Sparate per compagnie distinte!, ordin Arthur e un istante dopo da ogni faccia della
formazione a quadrato fu esplosa una raffica che crivell gli ussari che solo un momento prima li
stavano tormentando. Di l a poco, davanti a ogni faccia del quadrato iniziarono ad accumularsi morti e
feriti nemici mentre gli ussari rispondevano solo con qualche colpo sporadico. Dopo varie raffiche, i
francesi suonarono la ritirata e i loro cavalieri rimasti girarono velocemente i cavalli e galopparono via.
Cessate il fuoco!. Arthur indic gli edifici pi vicini. Reggimento, ritiratevi verso il
villaggio.
Ancora una volta il quadrato riprese ad allontanarsi lentamente a passo di marcia dal nemico.
Questa volta i francesi non intervennero, si limitarono a seguire le giubbe rosse mantenendo una
distanza di sicurezza dai loro moschetti, pronti a caricare qualora la formazione britannica si fosse
disgregata. Fortunatamente i lunghi mesi di monotone esercitazioni sulla piazza darmi in Inghilterra
dimostrarono di essere stati ben spesi e il 33 Fanteria riguadagn la sicurezza del villaggio. Una volta
protetti ai fianchi da edifici e recinzioni, la formazione a quadrato non fu pi necessaria e Arthur pot
dislocare una compagnia a sbarramento della stretta strada di accesso come retroguardia mentre gli altri
si dirigevano verso il ponte.
Tranquillizzato che i suoi uomini erano per il momento al sicuro, Arthur diresse il cavallo verso
il ponte. La coda della carovana di salmerie stava ancora affrontando lattraversamento della strettoia e
alcuni carri pi grandi, troppo larghi per il passaggio, erano stati staccati dagli animali da traino e fatti
scendere gi lungo la ripida sponda direttamente nel fiume. Lord Moira e i suoi ufficiali di stato
maggiore, nel frattempo si tenevano in disparte e osservavano le operazioni; udendo il clicchettio degli
zoccoli del cavallo di Arthur sulle lastre di pietra della piazza del mercato, si voltarono a guardare.
Arthur tir le briglie mentre lord Moira gli faceva un cenno di saluto. Qual  la situazione,
Wesley?
Abbiamo la cavalleria nemica alle porte del paese, lord Moira. I miei uomini li stanno tenendo
a bada mentre il resto del convoglio attraversa il ponte.
Bene, prese sbrigativamente atto il generale. Bene cos. Da sud ci stanno ancora facendo
penare con i cannoni e la loro fanteria sar pronta ad attaccare il villaggio tra non molto. Dobbiamo
cercare in tutti i modi di tenerli occupati finch non completiamo lattraversamento del ponte.
Lord Moira, posso rispettosamente suggerire di far saltare in aria il ponte subito dopo per
evitare che possano inseguirci?
Stiamo gi provvedendo, rispose lord Moira, indicando verso il fiume dove Arthur vide un
gruppetto di genieri che ammonticchiando barilotti di polvere da sparo sul contrafforte della campata
centrale.
Termineranno a breve, accenderemo le cariche non appena i tuoi saranno passati.
Benissimo, signore.
Be, non c tempo da perdere, Wesley. Ritorna dai tuoi uomini e iniziate ad attraversare.
Arthur salut e gir il cavallo per ripartire.
Cerchiamo di essere rapidi, Wesley!, gli url alle spalle il generale mentre si allontanava.
Arthur super velocemente le compagnie di testa del suo reggimento e si ferm affianco alla
retroguardia. Poco distanti da loro, gli ussari francesi avevano abbandonato i cavalli e stavano
combattendo come schermagliatori, sfrecciando di muro in muro per far fuoco contro le giubbe rosse in
ritirata. Fitzroy aveva autorizzato gli uomini a sparare liberamente per cui laria era animata dai sibili e
dagli scoppi delle armi. Arthur scese da cavallo e chiam Fitzroy.
Prendi il mio cavallo e raggiungi il ponte. Voglio che tutte le compagnie tranne questa trovino
riparo negli edifici al di l dellAnhelm. Da l devono coprici le spalle quando raggiungiamo la piazza
del mercato. Capito?.
Fitzroy annu.
Allora vai. A quel punto Arthur si volt verso la sua retroguardia; dietro di essa vide gli
ussari francesi fare rapidamente capolino da dietro gli angoli delle case per sparare e poi risparire per
ricaricare le armi, ma non cos rapidamente da non prendersi qualche colpo di risposta dai britannici.
Sotto i suoi occhi, un ussaro usc allo scoperto e schizz di corsa in diagonale attraverso la
strada. Aveva quasi raggiunto il lato opposto quando dun tratto si ferm di scatto, freddato e sbalzato a
terra da un colpo preciso di uno degli uomini di Arthur. Questultimo annu con feroce soddisfazione,
quellesempio sarebbe servito a scoraggiarli da quel loro accanito inseguimento delle giubbe rosse. A
quel punto non era pi necessario tenere la compagnia in formazione di fronte alla limitata minaccia
degli ussari.
Rompete le righe e ritiratevi!.
I soldati corsero immediatamente ai lati della strada, sparando e ricaricando una volta accucciati
dietro un riparo, cedendo progressivamente terreno al nemico. Sforzandosi di non mostrare paura,
Arthur si incammin di nuovo a passo veloce verso il ponte, cercando di rimanere bene in vista.
Raggiunta la piazza del mercato, ordin ai suoi di fermarsi. I genieri stavano ancora sistemando le
cariche esplosive e la strettoia del ponte era ancora impegnata dagli ultimi carri delle salmerie. Una
manciata di soldati di un altro reggimento stava difendendo gli accessi alla piazza del mercato e di
tanto in tanto si udivano tonfi e schianti di tegole che cadevano dai tetti sotto i colpi della batteria
francese che fuori Ondrecht continuava a bersagliare il cuore del villaggio. Sullaltra sponda del fiume
Arthur vedeva i cappelli neri e le giubbe rosse dei suoi uomini che trovavano riparo nelle case lungo
largine. Non appena lultimo carro liber il ponte, Arthur url: Ritirata! Ritirata!.
Le giubbe rosse, curve sui moschetti, uscirono di nuovo sulla piazza del mercato e esplosero le
loro ultime munizioni contro gli ussari che si avvicinavano, poi si voltarono e corsero via verso il
ponte. Arthur estrasse la spada e si un a loro nella fuga. Dietro di loro dalla stradina si lev un urlo
trionfante; Arthur gett uno sguardo alle sue spalle e vide gli ussari che schizzavano allinseguimento
delle giubbe rosse. Vedendo la compagnia di Arthur battere la ritirata, anche i pochi soldati dellaltro
reggimento che avevano continuato a sparare contro il nemico a sud iniziarono ad abbandonare il
campo. Poi un loro ufficiale, un tenente, si ferm e indic in una direzione.
La fanteria nemica! Laggi!. Rivolgendosi ai suoi uomini, aggiunse: Mantenete la
posizione, dannazione!.
Ormai, per, erano in troppi a darsi alla fuga verso il ponte perch lautorit dellufficiale
potesse prevalere sullistinto di sopravvivenza. Qualche istante dopo un proiettile di artiglieria rasoterra
sfior il tenente andando a schiantarsi contro un muro. Lufficiale fu investito da unesplosione di
frammenti di pietra acuminati, cadde in ginocchio, tamponandosi con le mani il viso sfregiato, e url:
I miei occhi! I miei occhi!.
Arthur fece per raggiungerlo di corsa, ma appena qualche passo dopo il tenente fu centrato da
un proiettile della fanteria nemica che si stava avvicinando alla piazza. Il giovane cadde in avanti, si
contorse a terra qualche istante e poi si immobilizz. Arthur rimase a fissarlo terrorizzato fin quando
uno dei suoi soldati non lo afferr delicatamente per un braccio e lo guid verso il ponte.
Andiamo signore, non si pu fare pi nulla per lui ormai.
Arthur annu, poi distolse lo sguardo dallufficiale a terra e si un ai soldati in fuga verso il
ponte. Correndo, continu a scorgere con la coda dellocchio uomini in giubbe blu scuro riversarsi
nella piazza mentre tuttattorno era un gran sibilare di proiettili francesi esplosi contro le giubbe rosse.
Finalmente raggiunse la piccola struttura in pietra del ponte con i parapetti ad altezza vita ricoperti di
muschio. Si ferm e si volt, facendo segno agli ultimi suoi soldati in arrivo di passare oltre e poi
riprese a correre, accodandosi a loro mentre i primi fanti francesi irrompevano sulla piazza del mercato
e proseguivano verso il ponte.
Per lamor di Dio, Wesley!, gli url lord Moira da dietro un carro sulla sponda opposta del
fiume, indicando con un dito verso i contrafforti del ponte. Corri, Arthur! Le micce sono state
accese!.
Arthur abbass in avanti la testa, schiacciandosi il cappello con una mano per non lasciarlo
cadere, e corse a cercare riparo nella casa pi vicina. Si infil nel vano dentrata in pietra e si appiatt
contro la porta, voltandosi immediatamente a guardare verso il ponte. Al di l dellarcata a schiena
dasino del ponte vide le coccarde dei cappelli e il tricolore del nemico. In quel momento i barilotti di
polvere da sparo sotto il ponte esplosero con un bagliore accecante e un boato assordante e londa
durto lo scaravent allindietro contro le borchie della porta di legno. La campata centrale si sollev
apparentemente intatta per qualche istante e poi si disintegr in mille pezzi che schizzarono in ogni
direzione, riprecipitando a terra come una grandinata. Quando il boato della detonazione si quiet, ci fu
un momento di silenzio durante il quale i soldati di entrambi gli schieramenti rimasero a fissare la
nuvola di fumo e polvere che aleggiava sui resti del ponte. Poi fu esploso un primo colpo, al quale
rispose un secondo seguito da un crepitio crescente di moschetteria mentre le due parti riprendevano il
combattimento. Ormai, per, era tutto terminato. Sul ponte si era spalancata una voragine di venti piedi,
ingolfando il fiume sottostante di una gran massa di detriti, e per il momento i britannici erano salvi.
La colonna usc dal villaggio e riprese la marcia in direzione di Anversa. Lartiglieria francese
continu ancora per un po a tormentarli dalla riva opposta dellAnhelm, facendo per solo poche
vittime e distruggendo lassale di un carro di salmerie che il conducente abbandon immediatamente,
dandolo alle fiamme.
Quando la retroguardia raggiunse la sommit di un crinale a poca distanza dal villaggio, Arthur
si volt indietro a guardare Ondrecht, riflettendo sul suo primo assaggio di guerra. Improvvisamente si
sentiva esausto. Esausto ma euforico. Aveva resistito al fuoco nemico, uscendone illeso. Spost lo
sguardo sugli uomini del suo reggimento che in quel momento gli sfilavano accanto sul sentiero.
Ridevano e chiacchieravano in toni eccitati, senza dubbio millantando le proprie peripezie. Sulle prime
fu tentato di ordinare al sergente maggiore di farli tacere, ma poi fren quellimpulso. Che si godessero
tranquillamente quel loro momento di trionfo, non poteva che fargli bene al morale e, tra laltro, era un
trionfo del tutto meritato.
...
.
...
Capitolo 83.
...
.
...
Settembre 1794.
.
Il contrattacco su Boxtel si era risolto in un disastro, proprio come Arthur aveva previsto. Con il
favore della notte, numerosi reggimenti si erano sparsi sui terreni acquitrinosi che circondavano la citt
fortificata per assaltarla e riconquistarla ai francesi. Lordine dattacco, per, aveva trascurato il fattore
della coordinazione e una volta esploso il primo colpo tra gli schermagliatori, ogni singola unit era
partita allattacco di propria iniziativa. Il risultato era stato un assalto scoordinato e frammentato che il
nemico non aveva avuto alcuna difficolt a fronteggiare, con grandi perdite per la parte britannica. Il
generale sir Hugh Wilson non aveva fatto alcun tentativo per cercare di riprendere il controllo
dellattacco e si era rifiutato di annullarlo anche quando era ormai chiaro che si era trattato di una
gravosa sconfitta. Solo quando le prime pallide luci dellalba avevano iniziato a inondare il territorio,
gli attaccanti si erano finalmente ritirati da Boxtel, lasciando sul campo davanti alle mura cittadine una
distesa di giubbe rosse morte o agonizzanti. Il generale Wilson e i suoi ufficiali di stato maggiore si
erano semplicemente allontanati dalla zona per stabilire, a detta loro, un nuovo quartier generale a
distanza di sicurezza dal nemico, lasciando lordine che il resto del contingente ripiegasse verso la sua
posizione quanto meglio potesse.
Alle prime luci dellalba, i soldati francesi erano usciti dalla citt fortificata e avevano respinto
le giubbe rosse senza alcuna difficolt, e il loro generale, dotato di tutto il coraggio e lo spirito di
iniziativa di cui, per contro, sir Hugh aveva dimostrato palese mancanza, era passato immediatamente
alloffensiva, riuscendo a sbaragliare il nemico. Arthur solo di recente aveva ricevuto lincarico di
comando di una brigata costituita dal 33 e dal 42 Fanteria e in quel momento stavano coprendo la
ritirata dei commilitoni lungo la strada che usciva da Boxtel.
Unora dopo lalba ci fu un breve momento di quiete nel combattimento e Arthur decise di
avanzare cautamente per verificare se ci fossero segni del nemico. Percorrendo al trotto il ciglio erboso
della strada per attutite il rumore degli zoccoli, vide che il cammino era cosparso di attrezzature e armi
abbandonate. Qua e l qualche sporadico ferito che cercava disperatamente di sfuggire al nemico e
riunirsi ai compagni. Chi non era pi in grado di muoversi, rimaneva a terra e attendeva,
completamente alla merc dei rivoluzionari la cui reputazione di esecutori di atrocit era nota a tutti gli
eserciti alleati. Non cera nulla che Arthur potesse fare per loro, per questo si sforz di ignorare le
suppliche che alcuni gli rivolgevano continuando a scandagliare la strada in cerca della presenza del
nemico.
A occhio e croce doveva trovarsi a circa un miglio di distanza dalla sua brigata quando ferm il
cavallo per osservare al cannocchiale. Lo apr e appoggi locchio sulloculare. Niente. Continu a
scrutare mentre iniziava a riflettere sugli enormi progressi che erano stati fatti in quella campagna (fino
a quel momento). La schermaglia a Ondrecht aveva dato il tono per i mesi che erano seguiti. Dopo che
lord Moira si era unito con il duca di York nella periferia di Anversa cerano state una ritirata dietro
laltra. I fallimenti degli ufficiali erano appesantiti dalla disorganizzazione e dalla corruzione di quei
corpi che avrebbero dovuto supportare e approvvigionare lesercito britannico. Il duca di York,
comandante dellesercito, aveva solo tre anni pi di Arthur e mentre questultimo aveva acume ed era
motivato da buone intenzioni, il duca mancava totalmente del vigore necessario a strappare i propri
uomini dagli effetti della corruzione e dellincompetenza. Arthur si accigli, sconsolato. Per la miseria,
pens, non  questo il modo di fare la guerra. Assolutamente no. Di quel passo, tanto valeva che sir Pitt
alzasse le mani e offrisse ai rivoluzionari la testa di re Giorgio su un vassoio.
Pi avanti lungo il sentiero scorse del movimento. Sollev il cannocchiale e vide spuntare la
testa di una colonna di fanteria da un bosco su una piccola collina tra lui e Boxtel; vide un ufficiale
avvicinarsi al galoppo alla testa della colonna e sorrise notando il nastro rosso che luomo portava
appuntato sul pastrano. Quello che ai comandanti francesi mancava in termini di raffinatezza era
stracompensato in vanit. Arthur osserv ancora qualche istante, finch dal bosco non spuntarono le
prime unit a cavallo che si trainavano dietro i cannoni, ma nessun segno di cavalleria. Non ancora
almeno. Molto bene, si felicit, soddisfatto. Avrebbe organizzato uno sbarramento di resistenza nella
zona che aveva scelto per la sua brigata alle prime luci dellalba. Con un po di fortuna sarebbero
riusciti a trattenere i francesi abbastanza a lungo da permettere al resto dellesercito di riaggregarsi.
Richiuse il cannocchiale, lo rinfil nella bisaccia e fece girare il cavallo.
Gli ufficiali si voltarono udendo un cavallo avvicinarsi. Mezzora prima il colonnello li aveva
lasciati con lordine di far disporre la brigata sul crocevia ed era poi partito al galoppo sul gran pantano
dissestato della strada in direzione del nemico. E le giubbe rosse si erano allineate e in quel momento
iniziavano ad allargarsi, sobbalzando, sugli ondulati campi di pascolo che si estendevano ai lati del
crocevia. Il punto scelto dal colonnello non avrebbe potuto essere migliore: il fianco di sinistra era
bloccato da una porzione di mollo polder e il destro appoggiato un bosco ceduo di olmi su una piccola
altura. Se i francesi li avessero raggiunti, in quella posizione non avrebbero avuto la possibilit di
attaccarli ai fianchi con la cavalleria per sfondare lo sbarramento britannico, ma solo frontalmente.
Davanti alla linea delle giubbe rosse, il terreno scendeva fino a sparire in una densa nebbia che
scavallava il polder invadendo la strada.
Le giubbe rosse erano in assoluto silenzio, con il calcio dei moschetti appoggiato sul terreno. La
marcia veloce per mettersi in formazione aveva surriscaldato i loro corpi e adesso sopra i copricapo
neri aleggiava pigramente una cappa di biancastro vapore che lentamente si dissolveva.
Guardando verso il rumore del cavallo che si avvicinava, dalla nebbia gli ufficiali videro
materializzarsi una figura. Era il colonnello Wesley in sella alla sua povera giumenta che per lo sforzo
della lunga cavalcata aveva i fianchi chiazzati di schiuma. Il colonnello tir a s le redini e scivol gi
dalla sella con un movimento un po legnoso, lasciando poi la cavalla allo stalliere.
Notizie dal quartier generale?.
Il capitano Fitzroy si fece avanti. No, ancora niente signore.
Arthur si volt a guardare lungo la strada. Dannazione.
Non appena era stato informato dellarrivo della colonna nemica la sera prima, Arthur aveva
inviato un giovane ufficiale al quartier generale per richiedere rinforzi e qualche pezzo di artiglieria per
coprire la retroguardia dellesercito. Il quartier generale avrebbe dovuto ricevere il messaggio molte ore
prima dellalba, ciononostante non vi era ancora nessuna traccia di rinforzi, n alcuna conferma che il
messaggio fosse stato recapitato. Arthur serr i denti rabbiosamente per lennesima riprova
dellincompetenza di coloro che guidavano la forza di spedizione, oltre che per il mancato arrivo degli
approvvigionamenti per i suoi uomini negli ultimi tre giorni. Erano stati costretti a requisire tutto il cibo
che erano riusciti a trovare nelle abitazioni degli abitanti locali che ormai detestavano le giubbe rosse
pi di quanto non detestassero i francesi invasori. I soldati di Arthur erano affamati, odiati e, cosa
peggiore di tutte, a corto di munizioni, disponevano forse solo della quantit sufficiente a fronteggiare
una corta schermaglia, dopodich avrebbero dovuto ritirarsi o finire sconfitti. Il capitano Fitzroy fece
un colpo di tosse e Arthur si volt verso di lui con aria irritata.
S?
Mi chiedevo i francesi? Stanno arrivando?
Oh s, stanno arrivando, certo. Saranno qui nella prossima mezzora.
Fitzroy abbass la voce e chiese ancora: Sono numerosi, signore?.
Arthur si sforz di sorridere. Abbastanza da permetterci di fargli vedere di cosa  capace la
nostra brigata. Poi il suo sorriso svan. Unintera divisione, direi. Con almeno una batteria di
artiglieria a cavallo, ma niente cavalleria, almeno io non ne ho viste prima di tornare indietro.
Gli ufficiali si scambiarono sguardi preoccupati. Sebbene il 33 fosse stato gi svezzato alla
battaglia a Ondrecht, quello era comunque stato lunico combattimento in cui si erano trovati coinvolti.
Il 42 invece era formato principalmente da reclute recenti, uomini che per lo pi avevano preferito la
vita militare con la sua dura disciplina e i pericoli alle fatica infinite per guadagnarsi da vivere
coltivando la terra in Inghilterra. Tra i poveri disgraziati che in quel momento attendevano in silenzio
nella larga formazione cerano anche scippatori, debitori e altri criminali. Per lennesima volta Arthur
si chiese se ce lavrebbero fatta. La posta in gioco era altissima, non da ultime la loro sopravvivenza e
la sua reputazione. La mancanza di cibo e di rinforzi avrebbero avuto ben poco peso agli occhi di
coloro che avrebbero giudicato il giovane colonnello. Tutto dipendeva da quanto gli ufficiali e i soldati
della brigata sarebbero riusciti a resistere e a mettere in pratica tutte le sessioni di addestramento che
avevano seguito negli ultimi mesi. Il momento della verit sarebbe arrivato per tutti loro quando la
massiccia colonna nemica, incitata dallincessante martellamento dei tamburi, avrebbe risalito la
pendenza lanciata contro la loro sottile formazione.
A quanto sembra, finalmente avrete quello che avete sempre desiderato, signore, mormor
Fitzroy. La vostra battaglia.
S. Arthur si volt rapidamente e fece un cenno al quartiermastro della brigata. Hampton!
Vieni qui!.
Eccomi signore!. Il tozzo ufficiale arriv di corsa e quando gli fu sullattenti davanti, Arthur
fu colpito dallodore di alcol del suo alito.
C rimasto ancora del gin nei carri?.
Hampton fece un sorrisetto sbilenco, annuendo contemporaneamente in maniera forse un po
troppo enfatica. Tantissimo, signore.
Bene, fa in modo che gli uomini ne ricevano subito una razione. Voglio che abbiano il fuoco
in pancia quando avvisteranno quei mangiarane.
S, signore. E un sorso anche per voi?.
A differenza di ogni altro ufficiale della brigata, Arthur si asteneva dallalcol, fatto questo che
aveva destato non poca ilarit e curiosit tra i suoi subordinati per i quali bere regolarmente fino a
stordirsi era normale come respirare. Arthur era consapevole del loro disorientamento e lo considerava
unulteriore dimostrazione delle catastrofiche condizioni in cui versava lesercito britannico. Se da un
lato poteva accettare che la marmaglia che componeva le truppe aveva bisogno di bere, dallaltro i
gentiluomini che li comandavano dovevano rimanere sobri e vigili nellevenienza di un attacco nemico.
Arthur si rese conto che Hampton lo stava ancora fissando e fece schioccare le dita. Muoviti,
soldato!.
S, signore!. Il quartiermastro salut e trotterell via verso lesiguo convoglio di carri allineati
lungo la strada oltre il crocevia, chiamando a gran voce i suoi assistenti placidamente sdraiati accanto
ai carri a fumare pipe di gesso. Gli uomini si scossero controvoglia dal torpore, si alzarono in piedi e lo
seguirono a passo pesante.
Fitzroy gli si fece vicino. Gin?  prudente?
Prudente?, ripet il colonnello, scrollando le spalle. Dubito che possa fargli male, per contro
sicuramente li distrarr nellattesa. Qualsiasi cosa va bene per tenere la testa lontana dal nemico, non
pensi?.
Fitzroy abbass gli occhi sulle proprie mani e se le freg luna contro laltra per scaldarsi le
lunghe dita. Come dite voi, signore.
Gli assistenti del quartiermastro iniziarono a percorrere le file di ogni compagnia, recando un
barilotto a testa sotto braccio e facendo brevissime pause per mescere un quantitativo di gin in ogni
boccale ammaccato che veniva loro porto dai soldati. Arthur osserv sdegnato la maggior parte degli
uomini tracannare la bevanda focosa in un sol sorso; solo in pochi la sorseggiavano, fissando
pensierosamente nella direzione dalla quale sarebbero presto spuntati i francesi.
Dun tratto uno dei picchetti, a malapena visibili sul limitare del banco di nebbia, si volt e,
portata una mano a coppa al lato della bocca, url: Cavalleria! Cavalleria in avvicinamento!.
Per un istante gli ufficiali rimasero di sasso, poi Fitzroy lanci unocchiata di sbieco al
colonnello. Niente cavalleria, eh?
Non ne ho vista in quel momento, replic secco Arthur prima di fare un bel respiro e urlare
gli ordini.
Richiamate i picchetti! Brigata prepararsi a ricevere la cavalleria!.
...
.
...
Capitolo 84.
...
.
...
Le urla potenti dei sergenti trasmisero lordine lungo la linea. Le giubbe rosse buttarono gi le
ultime gocce di gin e riposero i boccali negli zaini di tela, portandosi poi il moschetto ad armacollo in
attesa di ulteriori istruzioni.
Arthur si sofferm un istante a riflettere. Rimaneva solo poca polvere da sparo e non potevano
sprecarla contro la cavalleria, dovevano tenerla da parte per la fanteria: non potendo aggirare i fianchi
della formazione britannica, la vista di una muraglia di scintillante gelido acciaio sarebbe bastata a
scoraggiare la cavalleria. Inserite le baionette!.
Lordine venne di nuovo trasmesso lungo tutta la linea e una compagnia dietro laltra estrasse le
lunghe lame dai foderi per inserirle sulle canne dei moschetti. Nonostante la manovra avesse riempito
di un gran sferragliare la fredda aria del mattino, Arthur ud comunque i primi segnali del nemico in
avvicinamento: il graduale rombo di zoccoli ferrati e il tintinnare degli equipaggiamenti agganciati ai
cavalieri, suoni ovattati dalla nebbia. I soldati che erano stati messi di picchetto stavano risalendo di
corsa il lieve declivio per raggiungere i commilitoni, gettandosi di tanto in tanto occhiate preoccupate
alle spalle. Dietro di loro il fragore del nemico in avvicinamento continuava a gonfiarsi e a riempire
laria immobile.
Ormai ci siamo, mormor un alfiere spaventato accanto ad Arthur. Ormai ci siamo.
Arthur si gir e fulmin il giovane con unocchiataccia. Ehi tu! Fa silenzio!.
Il giovane abbass lo sguardo sugli stivali infangati.
In quel momento si ud qualcuno urlare tra le fila. Eccoli che arrivano!.
E un istante dopo dalla foschia balzarono fuori i primi cavalieri. Sulle giubbe verdi e rosse
indossavano pastrani grigi sbottonati, alti stivali di cuoio e elmi oliati.
Dragoni, mormor Fitzroy.
Niente di particolarmente preoccupante, rispose con voce calma Arthur. Sono troppo leggeri
per competere con noi. Per, tanto vale fargli vedere che facciamo sul serio. Fai avanzare le baionette.
Il capitano Fitzroy url lordine e lungo tutta la formazione la fila frontale abbass i moschetti
per rivolgere le scintillanti lame delle baionette verso i Dragoni. Quellimprovviso incontro con le
giubbe rosse colse i francesi alla sprovvista, gettandoli in una momentanea confusione, finch il loro
comandante non riprese lucidit e url una serie di ordini. A mano a mano che emergevano dalla
nebbia, i francesi si aprivano sui due lati del sentiero, mettendosi in formazione di fronte alla linea
britannica a una distanza di circa duecento iarde.
Siamo sicuri che non lancer la carica?, disse Fitzroy.
Arthur scosse la testa. No, se non  un folle. No, vuole solo tenerci fermi mentre manda
indietro qualcuno ad avvertire il suo generale. Per il momento siamo al sicuro.
E poi?.
Arthur rivolse uno sguardo con la coda dellocchio al suo aiutante e amico. Abbi fede,
Richard. Una volta che i nostri ragazzi gli manderanno una folata di proiettili, se la daranno a gambe
levate come conigli.
E se non scappano?
Fidati di me, scapperanno.
Per un po le due fazioni rimasero a studiarsi luna di fronte allaltra in silenzio. Poi uno dei
Dragoni lanci un urlo di sfida e molti altri compagni gli fecero eco finch lintera formazione francese
non inizi a urlare e fischiare in segno di sbeffeggio.
Cosa stanno dicendo, signore?, chiese uno degli alfieri.
De Lacy, non conosci nemmeno una parola di francese?, gli sorrise di tutta risposta Arthur.
Sapeva che De Lacy si era astenuto da qualsiasi tipo di studio con lo stesso zelo con cui lui stesso si
asteneva dal bere. Potrei tradurre, ma metterei solo in imbarazzo entrambi. Accontentati di sapere che
non  nulla che lorecchio di un gentiluomo possa ascoltare.
Il capitano Coulter della compagnia dei granatieri si avvicin al colonnello a grandi passi, gli
occhi iniettati di indignazione: a dispetto delle sue maniere grezze, Coulter conosceva abbastanza bene
la lingua del nemico da sentirsi offeso.
Colonnello, volete che faccia avanzare i miei uomini di un passo e che gli faccia scaricare una
raffica?
No, Coulter. Lasciali sprecare il fiato. Finch non ci fanno nessun male, assecondiamoli.
Ma signore!.
Arthur sollev un dito per far tacere lufficiale. Ti sarei grato se tornassi al tuo posto,
capitano.
Coulter avvamp per un istante e sbuff sonoramente prima di tornare sui suoi passi. Alcune
giubbe rosse, allora, iniziarono a rispondere al nemico con altrettanti insulti finch Arthur non si
scagli furiosamente contro di essi. Chiudete la bocca! Siamo in un maledetto esercito, non in un
bordello di Dublino! Sergenti, prendete i nomi.
I soldati si azzittirono allistante continuando a tenere gli occhi fissi sui Dragoni, mentre i
gallonati partivano rabbiosi lungo la linea a caccia delle canaglie. Arthur annu soddisfatto quando uno
dei sergenti scoppi a gridare in faccia a un soldato e al termine della filippica gli moll un violento
pugno sul naso. La testa delluomo schizz allindietro e dal naso inizi a colare gi sul mento un
rivolo di sangue. Una lezione dura ma necessaria, gli avrebbe suggerito di pensarci bene prima di
violare la disciplina la volta successiva, pens Arthur soddisfatto.
Dun tratto le grida e i fischi dei francesi cessarono bruscamente e Arthur si volt di scatto a
guardarli. I Dragoni si voltarono e ripartirono al galoppo verso la destra della linea britannica,
rimettendosi in formazione di fronte al bosco che proteggeva loro il fianco. Un istante dopo, dalla
nebbia ormai sempre pi rada sbucarono i primi uomini della fanteria francese in marcia verso il centro
della linea britannica. A cavallo su un lato della colonna, il generale e il suo stato maggiore si
fermarono non appena ebbero una visuale chiara della zona. Il comandante francese lasci avvicinare i
suoi uomini fino a circa centocinquanta iarde dalle giubbe rosse e poi diede lordine di alt, seguito a
ruota da altre istruzioni e gli ufficiali in testa alla divisione iniziarono a schierare i soldati di taglio sulla
strada finch non ebbero esteso la colonna ad ampiezza di compagnia.
Fitzroy butt unocchiata alla loro linea formata da due ranghi paralleli. Signore? Non sarebbe
il caso far serrare le compagnie dei fianchi?
Perch?
Per dare compattezza al centro. Gli uomini non saranno in grado di reggere quando la colonna
attaccher.
Non dovranno farlo, replic placidamente Arthur. Non si arriver a questo. Ci saranno
cinque o seimila uomini nella loro fanteria, ma a malapena un centinaio in grado di usare il moschetto,
Fitzroy. I nostri, invece, sono tutti in grado di sparare. E poi la brigata sa ricaricare pi velocemente di
loro. Dubito addirittura che si avvicineranno tanto da poter usare le baionette.
Il capitano Fitzroy fiss lamico con aria sorpresa. Il colonnello sembrava totalmente convinto
di quello che diceva, come se lesito del combattimento fosse per lui scontato. Nel tono di voce di
Arthur, Fitzroy aveva percepito una punta di arroganza in pi rispetto alla sua normale alterigia
aristocratica e non pot evitare di avvertire una sensazione gelida dietro la nuca riflettendo sul fatto che
lui, il suo amico e la maggior parte delle giubbe rosse ancora immobili e silenziose avrebbero potuto
facilmente essere gi morti prima della fine della mattina.
Arthur.
Silenzio! Penso che il nemico stia per fare la sua mossa.
Dalla colonna francese echeggi un grido acuto e un istante dopo alle spalle delle compagnie di
testa part il martellamento dei tamburi. Un ufficiale con ununiforme bordata di uno sgargiante
cordoncino intrecciato dorato estrasse la spada e la rote ad arco finch la punta non si trov allineata
con il cuore della brigata britannica.
Risalito in sella, circondato dai suoi ufficiali di stato maggiore e con gli stendardi alle spalle,
Arthur immagin che la spada del francese fosse puntata direttamente contro di lui. Sorrise e mormor:
Bene, lasciamoli provare.
In quellistante la colonna francese si mise in marcia, le baionette abbassate sotto le facce
severe dei soldati del primo rango. Il passo era lento, come era anche normale che fosse per lo scarso
livello di addestramento di gran parte degli eserciti rivoluzionari. Arthur, per, sapeva benissimo che
ci che a quegli uomini mancava in termini di addestramento, era ampiamente compensato in grinta,
esatto motivo per cui dovevano essere fermati prima che partissero alla carica. Allo stesso tempo,
considerata la ridotta disponibilit di munizioni, ogni raffica britannica doveva avere un senso. Il che
significava trattenere il fuoco fino allultimo istante per massimizzare limpatto della pioggia di
piombo e fare in modo che ogni proiettile centrasse un bersaglio. Insomma, concluse Arthur, dovevano
aspettarsi una battaglia durissima. Tir un profondo respiro e si port una mano a coppa al lato della
bocca.
Al mio ordine, la brigata si prepari a sparare! Rango anteriore, prepararsi!.
Lungo tutta la linea della compagnia, i comandanti indietreggiarono alle spalle dei soldati
mentre le canne scure dei Brown Bess si sollevavano per essere puntate contro la colonna nemica in
avvicinamento. Alla vista dei moschetti, i francesi sulla fila anteriore sembrarono rallentare, ma furono
immediatamente spronati dallufficiale che con un grido di incoraggiamento brand di nuovo
platealmente la lama scintillante contro le giubbe rosse. La colonna ripart con uno scossone, quando
ormai appena un centinaio di iarde la separavano dai britannici.
Arthur si sforz di rimanere immobile in sella a osservare il nemico in arrivo senza alcuna
particolare espressione in viso. In petto sentiva il cuore battergli veloce di eccitazione e terrore. E
nonostante tutta la tensione e il pericolo, era sorpreso di quanto si sentisse comunque immensamente
felice e soddisfatto. In quel preciso istante non cera altro luogo sulla terra in cui avrebbe preferito
trovarsi. Gli venne in mente unimmagine di Kitty Pakenham e pens con una punta di soddisfazione
che se fosse morto quel giorno, il dolore della sua perdita avrebbe potuto essere una piccola vendetta su
di lei che aveva rifiutato di sposarlo. Scacci immediatamente quel pensiero.
Armare i moschetti!.
Lungo tutta la linea risuon un coro di click quando i soldati tirarono indietro il martelletto con
un rapido movimento di pollice, rumore sovrastato dal rullo dei tamburi francesi che rullavano il pas de
charge. Ormai li separavano appena ottanta iarde e Arthur riusciva addirittura a scorgere le espressioni
tese sulle facce del primo rango. Sotto i suoi occhi, un francese sollev il moschetto e spar. Un lampo
di luce, uno sbuffo di fumo e uno schiocco quando la palla sfrecci poco sopra la testa di Arthur.
Accanto a lui Fitzroy trasal.
Date lordine, colonnello!.
Non ancora!.
La colonna avanz ancora; le giubbe rosse riuscivano ormai a vedere limmensa massa di
uniformi blu che si allungava subito dietro fino a sparire, inghiottita dalla nebbia. Arthur era felice che
il resto del contingente francese fosse nascosto alla vista dei suoi soldati. Dalla testa della colonna
furono esplosi altri colpi e la prima vittima del combattimento lanci un urlo e cadde morta a terra non
lontano da Arthur.
Soldati, fermi!, ordin lui con voce alta ma estremamente calma. Aspettate a sparare.
Quando il nemico si fu avvicinato di unaltra decina di iarde, Fitzroy non riusc pi a trattenersi.
Per piet, colonnello! Date lordine.
Silenzio, dannazione!, gli sibil per tutta risposta Arthur. Controllati, capitano!.
Attese ancora qualche istante, poi sollev rigidamente un braccio e url: Pronti!.
Lurlo echeggi lungo tutta la linea. Ci fu un momento di silenzio e anche i francesi si
prepararono allarrivo della prima raffica.
Fuoco!.
In poco pi di un secondo, centinaia di martelletti picchiarono contro le capsule dinnesto
accendendo la carica principale allinterno della lunga canna dei moschetti. Dalle bocche delle armi
esplosero fuori lingue arancioni e davanti alla formazione britannica si lev immediatamente una coltre
bianca turbinante. Arthur si sollev sulle staffe e dallalto del cavallo vide la linea frontale della
colonna francese disintegrarsi e quelli subito dietro bloccarsi. Per chiss quale miracolo, lufficiale con
la sgargiante uniforme di poco prima usc indenne dalla raffica, perdendo solamente il cappello con
coccarda che atterr a una decina di passi di distanza. Lo shock iniziale gli imped di avere una
qualsiasi reazione; poi lufficiale si volt verso i suoi uomini e li incit a proseguire, scavalcando i
corpi dei compagni morti e feriti. Nelle retrovie i tamburi ripresero a ritmare lavanzata e la colonna
ripart in marcia.
Dal canto loro, i britannici non persero tempo: appena esplosa la prima raffica, la prima linea
ricaric immediatamente i moschetti, stappando a morsi cartucce di carta, versando in canna una prima
dose di polvere per la capsula di innesto e poi tutto il resto, pressandolo con decisione, per poi inserire
e pigiare il proiettile. I pi veloci furono i veterani che in meno di venti secondi avevano gi le armi
pronte alluso.
Fila posteriore prepararsi!, url Arthur, attendendo poi che il suo ordine fosse trasmesso
lungo tutta la fila. Fuoco!.
Esplose la seconda raffica che di nuovo congel la colonna francese sui propri passi, a meno di
venticinque iarde, ormai talmente vicina che Arthur pot assistere nel dettaglio allimpatto di un
proiettile in piena faccia di un nemico, facendogli schizzare allindietro la testa avvolta in un nebbiolina
rossa. Arthur non si lasci distrarre e grid subito lordine successivo.
Sparare per compagnia!.
Dopo limpatto dirompente delle prime due massicce raffiche, lungo tutta la linea britannica
segu un fuoco roboante, quasi ininterrotto, e i pesanti proiettili dei moschetti triturarono una dietro
laltra le file anteriori della colonna nemica dalla quale, invece, arriv solo una manciata di colpi;
Arthur constat, soddisfatto, che solo una ventina dei suoi era stata colpita.
Non vi fermate!, urlava Fitzroy nei pressi con voce tesa per leccitazione. Continuate!.
Oltre la nube di fumo acre di polvere da sparo combusta, Arthur vide che il tratto di strada di
fronte a lui era una distesa di cadaveri in uniformi blu ammassati gli uni sugli altri. Ma lufficiale
straniero resisteva ancora, illeso, nonostante una palla lavesse sfiorato alla testa facendogli colare gi
sulla faccia un velo di sangue che gli macchi la bianca parte anteriore delluniforme. N smetteva di
urlare ai suoi uomini di continuare la carica; ma a mano a mano che i soldati scavalcavano a ondate il
groviglio dei caduti, anchessi venivano a loro volta colpiti e cadevano, aggiungendosi allecatombe.
Ormai a terra cera oltre un centinaio di francesi, ma i sopravvissuti continuavano ad avanzare,
gridando con dissennato coraggio, lanciati in corsa contro le bocche dei moschetti delle giubbe rosse.
Arthur osservava sbalordito il valore suicida di quei rivoluzionari. Dovevano essere dei pazzi, si disse.
Solo la pazzia poteva spingere degli uomini ad affrontare senza paura una tale condanna. Continuando
ad avanzare, perendo a decine alla volta.
Alla fine, la fortuna smise di assisterlo e anche per lufficiale francese arriv la resa dei conti:
un paio di pallottole lo centrarono in pieno petto, scagliandolo schiena a terra. Perse presa sulla spada
che rote via di lato, andando a conficcarsi nel morbido terreno, ondeggiando sulla punta per qualche
istante. Dalle file francesi si lev un gemito e dun tratto i soldati smisero di avanzare sopra i corpi dei
compagni caduti. Mentre lincessante fuoco britannico continuava a mietere vittime, la fanteria
francese inizi a indietreggiare, dapprima un passo alla volta, poi sempre pi rapidamente finch tutta
la colonna si lanci di corsa gi per il pendio, dissolvendosi in una massa informe nella nebbia. E i
tamburi tacquero.
Cessate il fuoco!, ordin Arthur. Cessate il fuoco, dannazione!.
Lordine fu trasmesso lungo la linea e qualche minuto dopo il fracasso dei moschetti finalmente
si spense. Dopo il tanto rumore, sul campo di battaglia cadde un improvviso silenzio, rotto solo dai
lamenti dei feriti che si agitavano tra i cadaveri ammassati davanti alla linea britannica. La tensione che
fino a pochi istanti prima gli aveva fatto ribollire il sangue nelle vene si trasform in pena e disgusto
allorch, al diradarsi del fumo, davanti agli occhi di Arthur apparve la carneficina. Certo non
immaginava di potersi trovare di fronte a una scena del genere, una tale ecatombe di coraggiosi soldati
nelle loro belle uniformi. Per un istante si sent venire meno e dovette distogliere lo sguardo. Oltre
lammasso di corpi vide il generale francese e i suoi ufficiali che esaminavano la scena. Il loro shock
era palpabile anche a quella distanza. Rimasero immobili per qualche istante, poi il generale si port
una mano al lato della testa e sollev il cappello verso la formazione britannica; dopodich gir il
cavallo e segu i suoi uomini nella nebbia.
Buon Dio, esclam sottovoce Fitzroy. Ce labbiamo fatta. Li abbiamo respinti.
Per il momento, replic Arthur. Ma torneranno e puoi star certo che la prossima volta
utilizzeranno lartiglieria prima di inviare una colonna. Arthur volse lo sguardo verso il basso terreno
dietro la linea britannica. Se solo avessimo una collina o una qualche increspatura del terreno che
possa fornirci riparo. Poi un paio di brigate di rinforzo, oltre a qualche pezzo di artiglieria, e saremmo
in grado di trattenerli qui a oltranza.
Stai chiedendo la luna, Arthur, rispose Fitzroy in tono amareggiato. Siamo soli, per cui
meglio forse andarcene subito da qui prima che siano i mangiarane a cacciarci.
S, annu Arthur, incapace di nascondere la delusione. Riferisci a Coulter di mettersi al
comando della retroguardia, e fai formare la brigata sulla strada. Dobbiamo tornare al quartier generale,
 tutto quello che possiamo fare per ora. E comunque, aggiunse, osservando il corpo riverso a terra
dellufficiale nemico,  stato molto istruttivo. Molto istruttivo davvero.
Fitzroy lo guard e scoppi a ridere.
Il colonnello si raddrizz rigidamente sulla sella. Che c di cos divertente?
Tu sei divertente, Arthur. Fitzroy si morse la lingua per trattenersi, essendosi reso conto che
con quella risata aveva punto lamico nellorgoglio. Mi dispiace.  solo che a volte hai un modo tutto
tuo di reagire agli eventi. Molto istruttivo: se qualcuno ti sentisse parlare, penserebbe che ti trovi in
un cortile scolastico piuttosto che su un campo di battaglia.
Il giovane colonnello lo fiss serio per qualche istante. C pi verit in quelle due parole di quanto tu possa pensare.
...
.
...
Capitolo 85.
...
.
...
Le giubbe rosse furono respinte implacabilmente oltre il Meuse, e poi il Waal, dove finalmente
montarono una linea di difesa che nemmeno lo scatenato entusiasmo degli eserciti rivoluzionari pot
sopraffare. Giunti l, gli esausti soldati britannici poterono riposarsi nel loro campo, tenendo docchio il
nemico oltre limmensa distesa del fiume. Il corpo principale dellesercito francese poi vir a est,
sbaragliando le forze austriache e respingendole oltre il Reno mentre il tricolore veniva issato sulla citt
di Colonia. Nonostante la notizia della disfatta degli alleati, per i britannici era un sollievo sapere che il
peso delle forze nemiche era stato scaricato sugli sfortunati austriaci. Arthur riflett che era strano che
lui stesso provasse quella sensazione di soddisfazione per il fatto che gli alleati erano stati puniti per il
ritardo nellaffrontare i francesi e per lostinato e deliberato abbandono del duca di York e dei suoi
uomini. Allo stesso tempo, osservata da un punto di vista pi ampio, la situazione appariva disperata
per tutti gli alleati, sebbene ormai fossero alleati solo di nome. Il battibecco diplomatico sul supporto
finanziario che lInghilterra avrebbe dovuto concedere e i disaccordi sul bottino di guerra non si
placavano nonostante lininterrotta serie di sconfitte.
Era una triste vicenda, rifletteva Arthur, svolgendo lispezione mattutina alla brigata distribuita
lungo il Waal in una serie di piccoli forti e ridotte. Gli uomini erano visibilmente stanchi e sporchi:
sebbene nei due mesi precedenti non avessero dovuto marciare, erano sempre rimasti in un costante
stato di allerta in caso i francesi avessero tentato di attraversare il Waal ed erano stati richiamati dalle
tende e dai bunker ogni volta che una qualche sentinella con i nervi a fior di pelle si era lasciata
sfuggire un allarme. Gli approvvigionamenti di cibo erano sporadici e anche quando arrivavano, le
quantit erano sempre limitate o la carne e i biscotti in stato di marcescenza e quindi immangiabili. Per
quelli dei corpi di approvvigionamento reale, invece, la guerra sembrava essere pi uno scialo: mentre
loro facevano la cresta sulle provviste migliori che poi si rivendevano al mercato nero allAja e ad
Amsterdam, Arthur e i suoi facevano la fame. Arthur si assicurava che la maggior parte degli ufficiali
fossero ben nutriti, ma lui sopportava ci che sopportavano i suoi soldati e faceva in modo che essi ne
fossero a conoscenza. In cambio riceveva fiducia e lealt, beni preziosi rari tra i reggimenti dislocati
lungo la riva del Waal.
Vedendolo avvicinare a cavallo al forte comandato dal capitano Fitzroy, due sentinelle sedute
attorno al piccolo fuoco davanti alla porta si alzarono e si misero sullattenti. Arthur li salut
passandogli accanto. Oltre la porta, il forte era un mare di fango. Su un lato, un soldato a torso nudo,
era impegnato a tagliar via strisce di carne da un cavallo macellato, gettandole poi in tinozze di legno.
Poco distante altri soldati stavano riattizzando il fuoco sotto braci fumanti. Nessuno di loro lo salut e
sulle prime Arthur ebbe la tentazione di andare dritto da loro per esigere il rispetto che gli competeva.
In normali circostanze ne avrebbe potuto fare motivo di provvedimenti disciplinari, ma quel giorno il
freddo e il tempo grigio e umido mettevano a dura prova gli animi di tutti e Arthur si rendeva
benissimo conto di come un esercito potesse cadere a pezzi se lasciato in quelle condizioni troppo a
lungo. Decise quindi di chiudere un occhio e fece avanzare il cavallo sul pantano impraticabile in
direzione di alcune costruzioni di legno addossate al bastione. Esse servivano da alloggio per Fitzroy e
da quartier generale per le due compagnie della guarnigione. Smont da cavallo, affondando nel fango,
e assicur le redini al palo allesterno della caserma. Scost la tenda di cuoio che chiudeva lentrata e,
chinando la testa, si infil dentro.
Vedendo il colonnello, un sergente anziano che lavorava alla luce di una lanterna seduto a un
piccolo tavolo si alz immediatamente, scattando sullattenti.
Dov il capitano Fitzroy?
Allesterno del forte, signore. Il sergente indic verso il piazzale di fronte alla porta
principale. Sta giocando a cricket.
Arthur scoppi a ridere. Sta facendo cosa?
Sta giocando a cricket, signore. Ufficiali e sergenti contro caporali e soldati semplici.
Arthur fiss luomo per qualche istante, poi scosse la testa. Cricket non mi sembra proprio
la stagione adatta.
Esattamente quello che gli ho fatto notare anchio, signore.
Capisco. Molto bene, puoi tornare al tuo lavoro, sergente.
Signore.
Arthur si volt e usc; sal sul bastione, si incammin poi lungo il camminamento verso la parte
opposta dove il bastione aveva una sporgenza utilizzata come accesso di servizio fortificato. Alla sua
sinistra il bastione scendeva a picco verso le correnti placide del Waal che costeggiava il forte. Sulla
riva opposta del fiume, a circa un quarto di miglio di distanza, cera un punto di osservazione francese,
una torre di legno dallapparenza poco stabile sulla quale era di vedetta un soldato avvolto in un
pastrano. Quando Arthur guard in quella direzione, il francese si tolse il cappello e lo agit in segno di
saluto.
Che disgustosa sfrontatezza!, mormor Arthur, rifiutandosi di rispondere e affrettando il
passo. In quel momento ud dapprima un urlo improvviso e poi del tifo. Raggiunse langolo del forte e
vide alcuni uomini in giubba rossa sparpagliati su un fazzoletto di terreno erboso recintato. In un
angolo del campo alcuni animali pascolavano e osservavano. Il capitano Fitzroy discuteva in toni
accalorati con un giovane alfiere, stringendo tra le mani una mazza da cricket come se fosse unascia da
abbattimento. Di lato un caporale osservava la scena, sorridendo e giocherellando con una palla in una
mano.
E io ti dico, urlava Fitzroy, che era un lancio nullo.
Lalfiere scuoteva la testa. Spiacente, signore, ma la palla  stata lanciata bene, per cui voi
siete fuori.
Ma per la miseria! Il lanciatore non aveva il braccio teso quando ha lanciato.
La palla era buona. E, se posso permettermi, non  appropriato discutere con larbitro. Adesso,
se foste cos gentile da lasciare il campo, signore.
Fitzroy lo fulmin con lo sguardo, sul punto di esplodere di rabbia, ma poi scorse il colonnello
che sul bastione si dirigeva verso luscita di servizio.
E sia, maledetto. Il capitano lanci in aria la mazza, facendola girare e riacciuffandola per la
parte piatta per consegnarla allarbitro. Ma non finisce qui, stanne certo, Partridge.
Si incammin poi a passi lunghi verso un angolo del campo in cui cera un mucchio di pastrani
e ne prese su uno al volo passandogli accanto mentre si affrettava verso il forte per andare incontro al
suo comandante proprio nel momento in cui Arthur usciva dalla porticina.
Buongiorno, lo salut infilandosi il pastrano.
Buongiorno, ricambi Arthur. Che cosa sarebbe questo?
Il cricket? Ho pensato che avrebbe fatto bene al morale dei soldati, tenendoli occupati per una
giornata. Non c molto altro da fare qui.
Gi, ammise Arthur guardando con occhi stanchi il paesaggio piatto. Mi viene da pensare
che i Paesi Bassi in inverno siano quanto di pi simile allimmagine che abbiamo del purgatorio.
Fitzroy ridacchi. Gi, lo penso anchio.
Arthur gli sorrise a sua volta, poi la sua espressione si fece pi seria. Come vanno le cose?
Non bene. Gli uomini sono a met razione e ho dato ordine di iniziare a mangiare alcuni degli
animali da tiro pi deboli. Il mangime scarseggia, per cui ho pensato che cos almeno potevano essere
pi utili. Notizie di quando potrebbero arrivare gli approvvigionamenti?
No, nessuna. Arthur si sollev il colletto del pastrano. Sono andato al quartier generale ieri
per capire le ragioni di questo ritardo. Solo quindici miglia di distanza dal Waal. Scosse la testa. L
c un mondo totalmente diverso. Il generale e i suoi ufficiali hanno un casa comoda con un bel
giardino, camino acceso in ogni stanza, buon vino, il miglior cibo che si possa trovare in questo Paese e
le prostitute pi belle.
Fitzroy sgran gli occhi per la sorpresa ancor prima di iniziare a provare invidia. Scommetto
che quei pigri bastardi scopano fino a diventare scemi.
Puoi starne certo, ma sembra che sia lunica cosa che fanno. Ho parlato con il responsabile del
commissariato, dopo essere riuscito a staccarlo da una bella bionda. Gli ho detto quello che ci serviva.
Ha risposto che se ne sarebbe occupato appena possibile, il che significa che saremo fortunati se
riceveremo altre razioni prima di Natale.
Natale?!. Fitzroy scosse la testa sconsolato e imprec a denti stretti. A quellora saranno
rimasti solo gli scheletri nel forte. Naturalmente, continu, indicando le mucche con un cenno della
testa, potremmo mangiarci quelle.
No, fuori discussione. Conosci gli ordini recenti del duca. Corte marziale per chiunque venga
colto a trafugare propriet olandesi.
Solo una mucca, implor Fitzroy. Possiamo sempre dire ai locali che  caduta nel fiume e se
l portata via la corrente.
No, non scherzare nemmeno.
E chi sta scherzando?
Basta cos!. Arthur lo ferm con un gesto impaziente della mano. Adesso dimmi, quanti
uomini ti sono rimasti?
Fino a stamattina, cinquantatr effettivi. Diciotto inidonei al servizio, dodici dei quali con
febbre tifoide che non arriveranno alla fine della settimana. Li ho messi in una tenda in un angolo
isolato del forte per tenerli lontani dagli altri. Per cui sono parecchio al di sotto della met del normale
contingente. Che Dio ci aiuti se i francesi dovessero attaccare.
Non attaccheranno, non con il Waal tra noi e loro.
E come la mettiamo se gela?
Se gela?. Arthur scosse dolcemente la testa. Allora potrebbero semplicemente attraversarlo
a piedi e prendersi quello che rimane della Repubblica delle Sette Province Unite. Naturalmente ogni
normale esercito rimarrebbe chiuso negli alloggi invernali in attesa della primavera. E i francesi?
Semplicemente non lo so. Stanno combattendo un nuovo tipo di guerra e potrebbero anche continuare
la loro offensiva nel momento in cui sar possibile attraversare il Waal. Per cui preghiamo di avere un
inverno mite.
Pregher, ma fa gi dannatamente freddo e scommetto che la temperatura scende ogni giorno
di pi.
S, ammise Arthur stanco. In un modo o nellaltro questo inverno potrebbe ucciderci tutti.
Met dei nostri uomini sono gi troppo malati per combattere, hanno tutti fame e non hai ancora sentito
la notizia peggiore: il governo sta richiamando sette dei reggimenti dalle Fiandre per rinforzare
lesercito nelle Indie Occidentali.
Fitzroy scosse la testa stupito. Ma questa  pura follia, siamo gi tragicamente sottonumero
adesso. Sette reggimenti?  folle. E poi cadranno come mosche non appena si prenderanno la febbre
gialla.
Probabile, ma se rimangono qui moriranno come il resto di noi per il freddo, la fame e
labbandono.
Abbandono? Gi, suppongo di s, riflett Fitzroy. Ho ricevuto una lettera da mia sorella la
scorsa settimana. Dice che i giornali di Londra non fanno parola di quello che sta accadendo nelle
Fiandre, quasi come se fossimo un motivo di imbarazzo. Solo qualche organizzazione sta raccogliendo
cappotti e coperte da inviarci per linverno. Per me  come se ci avessero dimenticati. Lesercito
dimenticato, ecco cosa siamo.
Arthur si appoggi a una palizzata e indic verso la riva opposta del Waal. Probabile, ma
quelli laggi di certo non ci hanno dimenticati e quando arriver il momento, spero solo che saremo
ancora abbastanza forti da dargli qualcosa per cui ricordarsi di noi.
Fitzroy lo guard e rise. Sempre un professionista.
Professionista?. Arthur si accigli. La sua classe sociale aveva la tendenza a dare a quel
termine un valore dispregiativo, ma poi si addolc, del resto Fitzroy aveva ragione. Quella del soldato
era una professione. Doveva esserlo se lInghilterra doveva sopravvivere a quella guerra contro la
maledetta anarchia della rivoluzione. Le tristi condizioni dellesercito nelle Fiandre erano una
dimostrazione pi che sufficiente del fallimento di un sistema che permetteva lacquisto di incarichi e
si affidava a impresari militari privati per avere soldati sul campo. La cupidigia di quella gente avrebbe
sicuramente distrutto lInghilterra, a meno che la guerra non fosse stata condotta in maniera pi
professionale. A quel fine, alla vittoria suprema, Arthur aveva dedicato la sua intera vita. Per cui, s,
doveva ammettere di essere un soldato professionista. Il problema era che molti altri ufficiali non lo
erano. Guard Fitzroy e sorrise. Del resto si pu eccellere nellarte della guerra come in qualsiasi altro
campo.
Non voleva essere unoffesa, la mia. La verit in tutto questo  che mi ritengo fortunato di
servire agli ordini di un comandante come te. E questo vale per tutti. Ho sentito gli uomini che lo
dicevano.
S, ehm bene. Ad Arthur si incepparono quasi le parole in gola mentre si irrigidiva e
guardava allinterno del forte. Bene, adesso devo continuare il giro, ho molti altri forti da ispezionare.
Mi sembra che hai tutto sotto controllo qui, Fitzroy.
S. Fitzroy non pot evitare di sorridere di fronte al disagio di Arthur per quella piccola lode
che gli aveva fatto. Lode che altri uomini di assai minor spessore avrebbero, invece, considerato un atto
dovuto.
Arthur diede un colpetto di tosse, indic gli uomini che non avevano mai smesso di giocare a
cricket e che in quel momento erano divisi tra esultanti e borbottanti. Meglio che torni alla partita.
Sembra che i tuoi avversari abbiano appena ottenuto un altro wicket.
Cosa?!. Fitzroy si gir di scatto. Dannazione! Scappo, si scus, salutando sbrigativamente
e correndo via per raggiungere i suoi uomini. Arthur lo osserv per qualche istante, rimuginando
ancora sulle sue parole.
Sebbene si ripetesse che Fitzroy era un pazzo a sopravvalutare le sue capacit, non pot evitare
di ammettere a se stesso di provare soddisfazione nel sapere che gli uomini gli erano cos affezionati.
Mentre tornava sui propri passi lungo il camminamento del bastione, la sentinella francese sulla torre di
avvistamento della riva opposta gli agit di nuovo il cappello. Arthur esit qualche istante, poi, con un
sorriso divertito, agit anche lui il suo copricapo e scese allinterno del forte per tornare al cavallo legato.
...
.
...
Capitolo 86.
...
.
...
Linverno continu in piena regola: venti freddi e piogge gelide imperversarono su tutto il
territorio dei Paesi Bassi, tanto che per i soldati era quasi impossibile avere abiti asciutti. Vivevano in
una perenne situazione disagevole di umidit, lo stomaco attanagliato dalla fame. Pass anche il Natale,
che gli uomini trascorsero in una specie di farsa della benevolenza dopodich, agli inizi del nuovo
anno, la temperatura precipit come un sasso in un pozzo. Allarrivo dei primi geli, il fango attorno alle
ruote degli affusti dei cannoni e dei carri delle provviste si solidific come roccia e nulla pot pi
muoversi. Dal Nord arrivarono, turbinando, le bufere di neve che nel giro di poche ore seppellirono
tutto il territorio circostante sotto uno spesso strato di un bianco accecante, cancellando quasi ogni
minima ondulazione del terreno. I soldati dellesercito britannico ridotti pelle e ossa, avvolti in pastrani
e sciarponi, di ronda lungo le rive del Waal, somigliavano a piccole figure su una gigantesca tela vuota.
Solo i minuscoli sbuffi di alito ne tradivano la natura di creature viventi. Alcuni evitavano anche di
respirare, morti congelati nelle loro postazioni una volta che la forza e la volont di vivere si erano
dovute arrendere alla morsa gelida del peggior inverno a memoria duomo.
Il giorno di Santo Stefano, lacqua gelida del Waal inizi a ghiacciare. Allinizio del nuovo
anno stava gi iniziando a solidificarsi e Arthur sapeva che sarebbe stata solo questione di giorni prima
che il ghiaccio fosse stato abbastanza spesso da permettere il passaggio di uomini, cavalli e cannoni in
tutta sicurezza. Diede ordine di raddoppiare sentinelle e ronde e ogni giorno lui stesso ispezionava la
superficie del fiume, prendendo nota, senza dare troppo nellocchio, dei punti in cui il ghiaccio
sembrava pi spesso. In pi occasioni aveva visto anche gli ufficiali francesi saggiare la resistenza del
ghiaccio sulla riva opposta, avventurandosi sempre pi verso il centro.
Poi una mattina, dopo che Arthur aveva terminato la magra colazione di pane raffermo e carne
di maiale essiccata, dal quartier generale arriv un messaggero. Luomo era a corto di fiato e aveva gli
stivali ricoperti di neve quando fu introdotto nel fienile che serviva da quartier generale di Arthur.
Il generale vi manda i suoi saluti, signore. Il nemico ha iniziato ad attraversare il Waal.
La notizia non colse certo di sorpresa Arthur e i suoi ufficiali, si aspettavano che sarebbe
successo da un momento allaltro, e Arthur era pronto ad affrontare quel pericolo con mente lucida.
Indic la mappa sul tavolino accanto. Indicami in quale punto.
Il messaggero, un alfiere dallaspetto fin troppo giovane per una campagna del genere, si chin
sulla mappa e tamburell con il dito su un punto a una decina di miglia pi a valle rispetto alla brigata
di Arthur. Qui.
Qual  la situazione?
Signore, al quartier generale abbiamo solo ricevuto le prime segnalazioni, ma sembra che i
francesi stiano attraversando numerosi.
Che ordini ci sono per noi?
Il generale vuole che vi ritiriate dal fiume e vi mettiate in formazione per attaccarli ai fianchi.
Attaccarli ai fianchi?. Arthur si sent schiacciare il cuore. Attaccare con cosa? Il mio
contingente  ridotto a meno di un terzo del normale e gli uomini che ho a disposizione non sono in
condizione di sostenere un attacco. E inoltre, quali sono le intenzioni del generale per il resto
dellesercito?
Non lo so, ammise lalfiere. Ma ho sentito che parlava di una nuova linea a dieci miglia dal
Waal mentre i francesi consolidano la loro testa di ponte.
Non consolideranno un bel niente, replic calmo Arthur. Non  il loro modo di fare la
guerra. Guarda qui. Arthur si fece da parte per permettere allalfiere di vedere meglio la mappa. Si
dirigeranno verso le citt portuali della costa. Ne sono sicuro. Se riescono a conquistare lAja e
Amsterdam, noi saremo tagliati fuori da quel che resta dei nostri approvvigionamenti e saremo costretti
ad arrenderci o lasciare i Paesi Bassi e ritirarci a nord verso Monaco di Vestfalia, e nelle condizioni in
cui versiamo adesso dubito fortemente che potremmo arrivare cos distanti. Riflett per qualche
momento. La nostra unica speranza  di raggiungere i porti prima che ci arrivino loro. Hai capito la
situazione?
S, signore. Penso di s.
Allora devi spiegarla al generale. Torna al quartier generale il pi velocemente possibile. Vai.
Il messaggero si conged e si affrett fuori dal fienile. Arthur convoc i suoi ufficiali e ordin
che la brigata abbandonasse subito i forti e si mettesse in formazione sulla strada che dal Waal
conduceva alla distante citt di Amsterdam. Gli uomini dovevano portarsi dietro tutti i viveri e tutte le
munizioni che gli era possibile prendere con s. Tutto il resto doveva essere messo alle fiamme, inclusi
i carri. Gli animali da tiro non dovevano essere lasciati: avrebbero potuto trasportare i feriti e, in caso di
necessit, essere uccisi e usati come cibo durante la ritirata. Con il trascorrere della mattinata, dal
territorio innevato a occidente giunsero i boati di fuoco di cannone. Poco prima di mezzogiorno, gli
ufficiali di stato maggiore si erano uniti alle prime unit in attesa sulla strada, una fila inzaccherata di
spaventapasseri fasciati di stracci, in attesa di ordini con stanca apatia. Era difficile credere che quelli
fossero gli stessi uomini che avevano affrontato gli ussari a Ondrecht e che avevano protetto la ritirata
dellesercito da Boxtel. Adesso avrebbero dovuto combattere di nuovo. Ma bastava guardarli per
rendersi conto che in essi era rimasto ben poco spirito combattivo. Lunica cosa che desideravano era
sopravvivere. Eppure lordine era di attaccare il fianco nemico. Arrivate anche le ultime compagnie
periferiche la brigata fu pronta a mettersi in marcia. Una brigata solo di nome, pens Arthur, tremando
nel suo pastrano. Il freddo gli penetrava fin nel ossa, era impossibile procurarsi alcun tipo di calore;
gradualmente il tremolio cess, rilassandogli il petto, e rimase solo il dolore del gelo. Nel frattempo
nessun messaggio da parte del generale, nessun ordine di annullare lattacco, per cui Arthur decise che
dovevano procedere. Per quanto stupido e insensato potesse essere lordine di attaccare, rimaneva pur
sempre un ordine e lui doveva obbedire. Si schiar la voce e diede lordine.
Brigata, avanzare! Compagnie leggere spostatevi davanti!.
Gli ordini vennero trasmessi lungo la linea, producendo un suono grottescamente piatto
nellaria immobile e gelida. I soldati delle compagnie leggere superarono i compagni e avanzarono,
distribuendosi a un centinaio di passi di distanza dal corpo principale in cui gli ufficiali e i sergenti
composero le linee e presero poi posizione per attendere lordine di marcia. Quando fu tutto pronto,
Arthur diede un ultimo sguardo alla brigata, il suo primo e assai probabilmente ultimo comando. Di l a
poche ore la maggior parte di loro sarebbe stata gi morta, corpi stesi a terra a irrigidirsi nella neve.
Signore!, lo chiam Fitzroy. Uomo a cavallo in avvicinamento da nord.
Arthur si volt a guardare e subito vide la macchiolina nera che si avvicinava alla brigata. Una
sospensione?, si chiese, fissando nel vuoto davanti a s. Luomo raggiunse al galoppo la coda della fila,
sollevando spruzzi di neve e rallent quando fu in prossimit del colonnello. Lo stesso messaggero
della volta precedente, salut rapidamente e inizi a sparar fuori il messaggio.
La vostra brigata deve ritirarsi.
Fai rapporto come si deve, ragazzo!, lo sgrid secco Arthur.
Lalfiere sgran gli occhi per la sorpresa, poi riprese controllo del suo entusiasmo, tir un
profondo respiro e inizi da capo.
Il generale manda i suoi saluti, signore, e richiede che la brigata si ritiri verso nord. Lesercito
sta cercando di raggiungere il pi velocemente possibile Amsterdam.
Cos va meglio, annu Arthur.  essenziale che ti comporti da ufficiale in ogni momento.
Sarai sotto gli occhi di tutti i soldati nei prossimi giorni, non devi mai farti trovare in difetto. Mi sono
spiegato?
S, signore.
Ne intuisco che anche i francesi stanno puntando su Amsterdam.
S, signore. Hanno intanto inviato la fanteria avanti mentre la cavalleria sta dando del filo da
torcere alla nostra colonna.
Quando sono partiti i francesi?
Non appena hanno attraversato il fiume, signore.
Buon Dio. Devono avere un vantaggio di almeno mezza giornata.
Lalfiere annu.
Allora ci metteremo subito in marcia. Buona giornata a te e buona fortuna.
Anche a voi, signore.
Lalfiere fece girare il cavallo e ripart al galoppo in direzione di Amsterdam. Richiamate le
compagnie leggere, la brigata si dispose in colonna di marcia e si avvi nella stessa direzione,
marciando nella neve fino a che, ormai lontana, non assunse laspetto di un millepiedi.
La ritirata attraverso la regione della Gheldria ridusse lesercito ai limiti dello stremo. Martoriati
dalla fame e dalle malattie, i soldati marciarono miglio dopo miglio sui piedi congelati. A qualche
miglio di distanza da loro, pi a ovest, anche le colonne dellesercito francese procedevano a fatica
verso la costa. Ogni soldato dei due eserciti cercava disperatamente di vincere la gara. Il premio per i
francesi non era solo la vittoria sul campo, ma anche la possibilit di infliggere ai britannici una
sconfitta tale da fargli passare il coraggio di continuare la guerra. Senza pi sussidi dalle casse
britanniche, gli austriaci e i prussiani non sarebbero pi stati in grado di sostenere i combattimenti. Il
premio per le esauste truppe britanniche, invece, era la semplice sopravvivenza e la prospettiva di molti
altri anni di guerra. Con una tale disparit di poste in gioco era inevitabile che i francesi lavrebbero
spuntata. Appena qualche giorno dopo linizio della ritirata dal Waal, Arthur ricevette la notizia che i
francesi erano entrati ad Amsterdam il 20 gennaio, aggiungendo alle proprie vittorie la cattura della
flotta olandese, immobilizzata dal ghiaccio al largo della baia di Den Helder.
Arriv lordine di cambiare direzione. Isolato dai porti, lesercito fu costretto a dirigersi a nord,
verso il lago di Ijsselmeer. Le ultime razioni di viveri erano ormai state consumate da giorni, ogni
mattina il cuore si Arthur si faceva sempre pi pesante, mentre i suoi uomini diventavano sempre pi
deboli.
I primi a cedere furono i feriti, crollando in pietosi cumuli di corpi sul ciglio delle strade
ghiacciate, in attesa che il gelo desse loro il colpo di grazia. La direzione di marcia era facile da seguire
perch disseminata di attrezzature abbandonate e cadaveri di uomini e animali, alcuni di questi ultimi
spolpati al passaggio e mangiati crudi. La quarta sera, ormai senza pi forze, il cavallo di Arthur pat lo
stesso destino. Fu Arthur stesso a sparare allanimale alla fronte, consegnando poi il cadavere ai soldati
perch lo macellassero. Osservando quegli uomini spolpare la carcassa, Arthur si disse che non avrebbe
mai potuto immaginare che potesse esistere una sofferenza cos grande, un tale crollo dei valori civili
che lui aveva sempre dato per scontati.
Mentre la brigata si avvicinava allIjsselmeer un tardo pomeriggio, si ud un rumore di spari pi
avanti sulla strada. Arthur fece fermare la colonna e si spinse in avanscoperta con Fitzroy. A circa un
quarto di miglio oltre, si stava consumando una violenta schermaglia tra un reggimento di Guardie
Reali inglesi e mercenari assiani per accaparrarsi il contenuto di un carro di pane che si era rovesciato
oltre il ciglio della strada. Arthur e Richard osservarono orripilati quella scena di lotta tra uomini che
avevano combattuto sotto la stessa bandiera e che in quel momento si pugnalavano lun laltro con la
furia e la disperazione degli animali selvatici. Quando Arthur non pot pi sopportare quella vista,
stratton la manica dellamico.
Andiamo. Dobbiamo trovare una via alternativa se non vogliamo che i nostri vengano
coinvolti.
Fitzroy non rispose e quando Arthur si volt, vide che il capitano fissava un fagotto di stracci
abbandonato nel canale di scolo sul ciglio della strada. Gli occhi di Fitzroy scintillavano. Arthur lasci
andare la sua manica e lentamente si avvicin a quegli stracci e vide ci che in realt erano. Una
giovane donna, poco pi che una ragazza, giaceva raggomitolata. Aveva il corsetto slacciato ed era
visibile il seno bianco come la neve che la circondava. Stretto a s aveva un altro minuscolo fagotto, un
neonato sulle cui labbra livide scintillava del latte ghiacciato che il piccolo aveva succhiato dalla
madre. Arthur si sent assalire da una sensazione di nausea e disperazione. Se esisteva un inferno, allora
quellinferno era l davanti ai suoi occhi. Distolse lo sguardo dalla giovane ragazza morta e dal suo
bambino e, stringendo Fitzroy per un braccio, si incammin lentamente per riunirsi ai suoi uomini.
Agli inizi di marzo ci che rimaneva dellesercito giunse nellarea portuale di Brema, sotto gli
sguardi silenziosi e ostili degli abitanti della citt. Ogni senso di legame nella guerra contro la Francia
era venuto meno e gli ex alleati adesso si addossavano lun laltro la responsabilit del fallimento sul
campo di battaglia. Ispezionando i sopravvissuti in cenci della sua brigata, Arthur constat che molti di
essi erano derelitti che non sarebbero stati pi di alcuna utilit per lInghilterra negli anni a venire.
Sarebbero tornati alle loro case nelle campagne o nei bassifondi delle citt e avrebbero continuato a
sbarcare il lunario con lo spettro di quella terrificante esperienza. Ma vi erano anche altri, uomini forti
che volevano rialzarsi e si rifiutavano di chinare la testa alle sofferenze che avevano patito.
Osservandoli, Arthur fu grato che il suo Paese era in grado di produrre soldati come quelli. Perch
lInghilterra avrebbe avuto sicuramente bisogno di loro negli anni a venire. A quel pensiero li guard di
nuovo, ma questa volta con piet. Cera molto altro che avrebbero dovuto sopportare prima che la loro
nazione prevalesse definitivamente. E quando tutto fosse finito e nel mondo fosse tornata a regnare la
pace, in quali condizioni quei pochi di loro sarebbero arrivati a vedere quel giorno?
La flotta di navi da guerra britanniche era stata costretta a gettare lancora al largo di Brema
perch non autorizzata ad attraccare dalla capitaneria di porto, per cui i sopravvissuti dellesercito
furono recuperati a terra per mezzo di scialuppe. Arthur e Fitzroy salirono a bordo dellultima
imbarcazione che riprese il largo verso la nave che a sua volta li avrebbe riportati in Inghilterra. I
marinai non mostrarono la loro solita rivalit nei confronti dei soldati di altri corpi, ma anzi li trattarono
con la compassione di vecchi amici, condividendo con loro biscotti e boccali di birra non appena i
sopravvissuti furono alloggiati nel caldo ventre della nave. Arthur prefer rimanere sul ponte ancora un
po per guardare la terraferma mentre i marinai issavano le scialuppe e preparavano il vascello alla
partenza.
Colonnello Wesley?.
Arthur si volt e vide avvicinarsi il capitano della nave dal cassero di poppa. Si strinsero la
mano e poi il capitano fece un cenno della testa verso gli ultimi soldati che stavano scendendo
sottocoperta. Pensavo che avremmo riportato a casa molti pi uomini. Dov il resto dellesercito?.
Arthur accenn un sorriso. Questo  tutto ci che rimane di noi. Gli altri sono morti.
Morti?. Il capitano scosse la testa. Che spreco. Mi chiedo cosa se ne dir in Inghilterra ci
saranno ripercussioni.
Me lo auguro, non possiamo permetterci di combattere unaltra campagna come questa.
Be, certo che no. Il capitano sorrise e diede una pacca di conforto sul braccio ad Arthur. In
ogni caso, adesso  tutto finito.
Arthur scosse la testa. Si sentiva vecchio e stanco, e sconfitto. Il suo cuore, per, ardeva ancora
del desiderio di vendicare quella sconfitta. Era uscito indenne dal peggio che la guerra potesse buttargli
addosso. Aveva guardato in faccia la battaglia, testimoniato i tormenti strazianti della ritirata e pagato il
prezzo della spietata inefficienza e corruzione di coloro che avevano malgestito la campagna. Era
sopravvissuto a tutto quello e sapeva, con la certezza di una conversione religiosa, che era un soldato e
aveva un dovere, un dovere ben pi sacro di qualsiasi altra cosa avesse provato nella sua vita fino a
quel momento. Doveva combattere per salvare il suo Paese e, se necessario, morire servendolo. Si volt
verso il capitano. Finito? No, vi sbagliate.  tutto appena iniziato.
Epilogo
Il rumore dei pedoni, degli zoccoli dei cavalli e delle ruote delle carrozze che filtrava dalla
finestra bassa sul piano stradale non era di alcun disturbo per Henry Arbuthnot nello svolgimento del
proprio lavoro. Henry si era talmente abituato ai suoni del traffico che quella finestra non era altro che
una fonte di illuminazione per lui. Arbuthnot aveva trascorso gli ultimi cinque anni di lavoro in questo
grande ufficio nel seminterrato di un anonimo edificio a Whitehall affittato dal Cabinet Office, il
ministero britannico della Pubblica Amministrazione. Le spese di locazione, come tutte le altre spese
sostenute dal dipartimento di Arbuthnot, erano tenute nascoste allo scrutinio del parlamento. A dire il
vero, erano pochissimi gli informati dellesistenza stessa di quel dipartimento e nessuno prestava
attenzione a quei locali che la dicitura pulita sulla piccola insegna identificava come Oriental Ware
Trading Company. Un anonimato assai apprezzato da Arbuthnot che sapeva bene quanto lattivit del
suo dipartimento non potesse che trarre vantaggio dal massimo della discrezione possibile. Pochissimi
ufficiali di alto grado dellesercito e della Marina conoscevano le attivit del dipartimento, il che era
ironico, rifletteva Arbuthnot, se si considerava che molto spesso gli ordini che essi ricevevano sul
campo erano emessi sulla base dei rapporti che il dipartimento stesso preparava per sir Pitt e per il suo
segretario per la Guerra.
Ogni giorno gli assistenti di Arbuthnot setacciavano la stampa straniera, i dispacci delle
ambasciate e i messaggi codificati ricevuti da agenti spia sparsi in tutto il mondo conosciuto: una
quantit immensa di informazioni che dovevano essere scrutinate alla ricerca di ogni minima
informazione preziosa per coloro che redigevano la politica britannica e per coloro che facevano in
modo che il cammino di quella stessa politica fosse spianato per mezzo di corruzione discreta,
sabotaggi, disinformazione e, saltuariamente, anche assassini.
Una minima parte del lavoro del dipartimento consisteva nel fornire analisi delle campagne
militari delle forze britanniche come anche di quelle degli alleati e dei nemici dellInghilterra, per
trovare il modo di migliorare la resa operativa. Anche se questo spesso significava ingoiare lorgoglio
nazionale per rubare idee di altre nazioni. Non che queste idee poi fossero cos spesso messe in pratica,
rifletteva tristemente Arbuthnot. I pregiudizi dei politici e degli ufficiali di maggior grado erano spesso
un ostacolo insormontabile per il miglioramento delle prestazioni degli uomini che essi stessi inviavano
in guerra. Per questo motivo i successi del dipartimento in questo campo erano assai esigui e Arbuthnot
si era arreso a una filosofia gradualista in virt della quale propinava ai propri superiori perle di
controspionaggio, finch questi non arrivavano a comprendere una questione sufficientemente bene da
rivendicare la paternit di idee altrui. Per quanto frustrante, questo approccio garantiva quantomeno che
il pi delle volte le decisioni prese fossero quelle giuste, anche se non esattamente con le tempistiche
adeguate. Il dipartimento, per, doveva lavorare nel mondo reale, nel quale la razionalit era la cugina
povera di secondo grado della convenienza politica.
Parte delle analisi dellattivit militare del dipartimento era svolta con lintento di fornire
informazioni sugli ufficiali coinvolti, oltre che per conoscere i punti di forza e di debolezza degli
uomini che guidavano gli eserciti del momento e di quelli che li avrebbero guidati in futuro, se avessero
superato le alterne vicende di guerra. Per questo motivo, negli scantinati delledificio era stata creata
una sezione di archivio in cui erano conservati migliaia di dossier, ordinati per nazionalit e
ulteriormente suddivisi per grado e specializzazione. Con linizio di una nuova guerra in Europa, il
dipartimento di Arbuthnot aveva aperto decine di nuovi dossier negli ultimi mesi, molti dei quali erano
stati completati di recente e sottoposti a Arbuthnot perch ne desse approvazione prima di essere
inseriti in archivio.
Ci aveva lavorato sopra per lintera mattinata e proprio quando la mole di informazioni e analisi
stava iniziando a venirgli a noia, Arbuthnot era incappato in un dossier che aveva catturato la sua
attenzione, forse perch lui stesso aveva personalmente supervisionato lo studio sul disastro di Tolone.
Il cognome dellufficiale in questione gli era gi noto grazie ai rapporti sommari ricevuti dagli agenti di
stanza in Francia e adesso gli si riproponeva di nuovo. Il brigadiere Napoleone Bonaparte, o Bonaparte
come aveva preso a firmarsi di recente. A mano a mano che Arbuthnot proseguiva nella lettura, gli
appariva sempre pi chiaro che il giovane dalla rapidissima carriera era dotato di un talento per larte
militare notevolmente superiore rispetto alla maggior parte dei suoi colleghi. Se la guerra contro la
Francia fosse continuata per molti anni ancora, questo signor Bonaparte doveva essere tenuto sotto
attenta osservazione in quanto poteva rappresentare una considerevole sfida per le forze britanniche.
Arbuthnot termin di leggere e dopo un momento di riflessione aggiunse lannotazione che quel dossier
doveva avere massima priorit. Da quel momento in poi la carriera di Bonaparte sarebbe stata seguita
molto attentamente da occhi assai distanti dalla sua nuova patria francese.
Arbuthnot scorse velocemente indietro verso i dati biografici ed era sul punto di richiudere il
fascicolo quando locchio gli cadde su un piccolo dettaglio, nulla di chiss quale rilievo, ma comunque
una coincidenza. Cerc i dossier che aveva esaminato precedentemente, scartabellando tra quelli
relativi agli ufficiali britannici, finch non trov quello che cercava: un dossier ancora scarno, da
riempire a mano a mano che il soggetto acquisiva esperienza e si guadagnava promozioni.
Colonnello Arthur Wesley, mormor Arbuthnot. Apr il fascicolo e scese con gli occhi fino
alle brevi annotazioni sulla prima pagina. Il colonnello era uno dei pochi usciti dalla dbcle nelle
Fiandre con la reputazione intatta: una buona storia professionale e un ufficiale che aveva chiaramente
a cuore i propri uomini e dei quali godeva la piena fiducia. A quel punto Arbuthnot giunse alla sezione
che aveva risvegliato la sua memoria.
Nato nello stesso anno, lesse a voce alta. Cresciuto nellaristocrazia provinciale padre
morto prematuramente uhm. Mise i due dossier uno accanto allaltro. Bonaparte e Wesley. Due
giovani promesse. Entrambi esattamente il tipo di uomo di cui le rispettive nazioni avevano cos
disperatamente bisogno nella sfida epica che avrebbero affrontato. Arbuthnot sorrise. Se la guerra si
fosse trascinata avanti, era assai probabile che entrambi sarebbero morti ancor prima che questa fosse
arrivata al termine. Ma se i due fossero sopravvissuti, se avessero avuto successo e si fossero
conquistati la promozione che cos chiaramente meritavano, sarebbe stato affascinante vedere cosa
sarebbe successo se si fossero incontrati sul campo di battaglia.
...
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...
FINE.
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Nota dellautore.
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Accingendosi a scrivere di giganti della storia come Napoleone Bonaparte e Arthur Wesley, un
autore si trova a fare i conti con il netto contrasto tra limponente corpus di opere sul primo e la
letteratura assai pi limitata sul secondo. Quando iniziai a comporre La battaglia dei due regni mi sono
imbattuto in una bibliografia di testi su Napoleone che conteneva oltre centomila voci. I libri relativi a
Wellington, invece, non compongono che una minima parte di quel numero. Il che  comprensibile se
si considera che Napoleone dopotutto  stato al tempo stesso un imperatore e un generale e ha avuto
una carriera straordinaria grazie alla Rivoluzione e a un enorme aiuto da parte della fortuna.
Prendiamo, ad esempio, il suo sconsiderato ed enormemente criticato tentativo di conquistare la
cittadella di Ajaccio. Napoleone meritava veramente di essere fucilato per quella bravata. A causa,
per, della dichiarazione di guerra allAustria e delle prime sconfitte che avevano gettato nel panico il
governo rivoluzionario, la Francia semplicemente non poteva permettersi di sacrificare promettenti
ufficiali formati nella migliore accademia di artiglieria del mondo. Per questo Napoleone fu risparmiato
e promosso a capitano! Per chi fosse interessato a una panoramica sulla carriera di questo uomo
straordinario, suggerisco leccezionale biografia scritta da James Matthew Thompson, Napoleon
Bonaparte: His Rise and Fall.
Arthur Wesley, per contro, era nato nella pi stabile delle societ dellepoca. LInghilterra
aveva trovato una soluzione politica gi da un secolo e godeva di una vita relativamente pacifica e
prospera, mentre la Francia, attanagliata da disparit sociali, vacillava verso lanarchia e la carneficina
della rivoluzione. Arthur, figlio cadetto (ergo superfluo) di una famiglia appartenente alla classe sociale
pi privilegiata, si era visto negare le sfide e le opportunit che solitamente possono trasformare uomini
comuni in uomini straordinari in un batter docchio. La sua vita acquist senso e valore solo grazie a
due decenni di guerre combattute in Francia a seguito della condanna a morte di re Luigi 16esimo. Fino a
quel momento, Arthur non aveva quasi nulla che lo distinguesse da un qualsiasi altro giovane uomo
dissoluto della cerchia aristocratica. Le frustrazioni e lennui di quegli anni allo sbando devono essere
stati una sofferenza insostenibile per lui. Per giunta, quale figlio cadetto, Arthur non era destinato a
ereditare n il titolo di famiglia, n le sue ricchezze. In queste condizioni, come poteva sperare di
conquistare la mano di Kitty Pakenham in un mondo in cui il matrimonio era tanto unespressione di
affetto quanto un veicolo di ascesa sociale? Arthur vedeva davanti a s un futuro privo di successi e
valore. Sono quindi portato a pensare che a salvarlo dalloblio siano stati proprio gli avvenimenti in
Francia che avrebbero cambiato la sua vita e quella di chiunque altro in Europa. Lostilit nei confronti
della Rivoluzione francese offr ad Arthur uno scopo che lui riconobbe immediatamente, intuendo che
quello sarebbe stato il lavoro della sua vita, per il bene del quale avrebbe sacrificato tutto il resto. In
questo devono ricercarsi le ragioni di quel terribile significativo atto di distruzione del proprio violino con il fuoco.
Il miglior libro su Arthur Wellington che mi sento di poter consigliare  Wellington: The Years
of the Sword di Elizabeth Longford, un biografia affettuosa e ben scritta. Per un interessante confronto
tra i due condottieri, suggerisco anche Napoleon and Wellington di Andrew Roberts, unopera ricca di
intuizioni avvincenti. Sono certo che molti avranno interesse ad approfondire la conoscenza di questo
periodo affascinante e dei due uomini le cui carriere furono forgiate dalla Rivoluzione francese.
Lopera che maggiormente mi sento di consigliare per la sua scrupolosa panoramica storica sul periodo rivoluzionario  la migliore che abbia mai avuto occasione di leggere  nonch per la sua fruibilit e profondit  il capolavoro The French Revolution di J.M Thompson. Illustrare le varie correnti sviluppatesi nei tumultuosi anni che caratterizzarono la fine del 18esimo secolo  impresa assai ardua, ciononostante Thompson riesce a fornire un excursus di notevole chiarezza ed esaustivit su luoghi, eventi e personaggi dellepoca.
Anche se La battaglia dei due regni  unopera romanzata sui primi anni della vita di
Napoleone Bonaparte e Arthur Wesley, ho cercato di rappresentare il periodo, le persone e gli
avvenimenti in maniera quanto pi accurata possibile. Per dare spazio a ogni dettaglio delle mie
ricerche sarei stato costretto, per, a scrivere unopera di portata veramente imponente per cui, per il
bene della storia, ho dovuto operare una serie di omissioni e spostare la cronologia di alcuni
avvenimenti. Nella realt Napoleone fece molte pi visite in Corsica negli anni della Rivoluzione,
visite che nel mio romanzo sono stato necessariamente costretto a comprimere.
Allo stesso modo, per il bene della storia e per aggiungere peso alle personalit dei miei eroi, mi
sono preso la libert di inventare alcuni episodi. Mi incuriosiva, ad esempio, il fatto che i due giovani si
trovassero in Francia nello stesso tempo. Cosavrebbero fatto luno dellaltro se le loro strade si fossero
incrociate? Una eventualit troppo allettante e plausibile da lasciarsi sfuggire. Anche il precoce
incontro tra Napoleone e Robespierre  frutto di invenzione ma, considerato il fervore politico della
Parigi di quel periodo, anche ugualmente plausibile. Naturalmente so bene che i puristi potranno
trovarsi in disaccordo con le mie scelte e sono pronto ad accettare ogni possibile critica, ma i
romanzieri storici prima di tutto hanno una storia da raccontare. Con la Rivoluzione ormai saldamente
avviata, la Francia  divenuta una repubblica circondata da nazioni ostili e una grande guerra di
ideologie sta per scatenarsi sui popoli di tutta Europa. Per Napoleone e Arthur  iniziata la prima fase
di un conflitto che cambier per sempre il mondo.
...
Simon Scarrow. Settembre 2005.
...
.
...
FINE.